





Carissimo Kronos.
Per uscire di galere non vi è certo l'obbligo di fare pentimento. Già altri casi si sono verificati, per esempio Sofri che non si è mai pentito.
Ma poi scusa, ma a 93 anni cosa c'è da rieducare? Lo stato deve premere su un vecchetto che non c'ha più niente da perdere?
Lui 63 anni fa non ebbe pietà per le vittime. Lo stato deve fare altrettanto?
Perchè deve tenere dentro un fantasma?
Perchè sia da esempio?
Per vendetta?
Per rieducarlo?
Ma che senso ha?
Ad un uomo non è concesso dopo decenni di cambiare e di essere diverso?
Poi per quel che mi riguarda se l'avessero fucilato 60 anni fa, come si sarebbe meritato nulla da dire. Ma adesso..


E' un criminale di guerra perchè ha sparato a due persone, lui pericolosissimo gerarca nazista, in osservanza della LEGGE che l'esercito regolare tedesco aveva emanato. Ora dimmi te se è più criminale lui che ha APPLICATO la legge o i boia traditori che hanno DELIBERATAMENTE provocato quel macello, che SAPEVANO benissimo della legge imposta.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


bè ovviamente i partigiani
chi stava dalla parte dei nazisti era il buono...di là c'erano i rossi...poi c'era la RSI,fulgida democrazia ed esempio dell'italico dominio....spezzeremo le reni alla grecia....o con noi o contro di noi.....boia chi molla....fini traditore
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non son d'accordo. O meglio...se avesse dimostrato con i fatti il suo pentimento magari si poteva soprassedere (vista l'età), ma Pribke non l'ha mai fatto. Purtroppo non fu fatta giustizia ai tempi (son balle quelle di eseguire gli ordini, e qui mi riferisco a quanto postato da Defender...si è COMPLICI se non ci si ribella a dei massacri sistematici).
Contesto anche l'indegne giustificazioni addotte dal suo nuovo datore di lavoro.
Fortunatamente il permesso d lavoro è stato sospeso (anche se il vecchio non si farà mai il carcere).
Pribke non ha mai veramente pagato per ciò che fece.


Veltroni su Priebke: «Ora meglio il silenzio»Il sindaco di Roma invita a un giusto e doveroso rispetto dopo la revoca del provvedimento di libertà«BENTORNATO a casa assassino Priebke...e sono 2». È la scritta, firmata dai giovani ebrei romani, comparsa ieri su un muro del Portico d'Ottavia, dove in molti hanno espresso soddisfazione per il provvedimento emesso dal magistrato di turno al Tribunale militare, Isacco Giorgio Giustiniani, che sospende il permesso di lavoro all'ex capitano delle SS Erich Priebke. «La sospensione del permesso di lavoro a Priebke consente il ritorno a un doveroso e rispettoso silenzio dopo una vicenda che ha causato fin troppo dolore tra i familiari delle vittime delle Fosse Ardeatine e nella Comunità ebraica della nostra città. Della strage resterà, indelebile nella memoria di Roma, il sacrificio di quelle trecentotrentacinque persone, vittime inermi della lucida e calcolata follia nazista». Lo ha dichiarato in una nota il sindaco di Roma, Walter Veltroni. «Cruciale è la questione del pentimento: noi non abbiamo avuto la possibilità di rilevare l'esistenza di questo pentimento, non foss’altro perché l'istanza di grazia non è stata presentata dall'interessato». Così il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha commentato la sospensione della libertà per Priebke. E, ha spiegato il ministro, a margine della Festa della Marina militare a Taranto, «se l'istanza di grazia non è stata avanzata dall'interessato non è certamente per l'impossibilità di avanzarla: lui poteva farlo, essendo una persona chiaramente in condizione di intendere e di volere». «Incontrerò il procuratore generale della Cassazione militare - ha proseguito Parisi - al quale avevo chiesto spiegazioni in merito alla concessione del permesso di andare al lavoro per l'ex capitano delle SS. Quanto al merito, pur non avendo competenza, o avendo la competenza di ministro della Difesa, ho espresso il mio giudizio in occasione della presentazione dell'istanza di grazia, rilevando l'assenza di segni chiari di pentimento ed ho ricordato che sarebbe inconcepibile rendere omaggio alla memoria dei martiri delle Forze Ardeatine se poi non diamo seguito coerente nell'esercizio delle nostre responsabilità». «Priebke è stato condannato all'ergastolo e noi rispettiamo quella sentenza, anche se con Indro Montanelli diciamo che egli era solo un giovane ufficiale e che all'epoca del processo Kappler non fu condannato. In ogni caso, ha 93 anni e merita di morire con dignità, nella pacificazione che grandi uomini come Elio Toaff hanno sempre sottolineato: chiediamo al capo dello Stato di concedergli la grazia». Lo afferma Maria Burani Procaccini, deputata di Fi. «Rinnoviamo i nostri sentimenti di rispetto e di devozione verso quelli che definiamo fratelli più grande, i nostri connazionali ebrei - aggiunge la parlamentare di Fi - ai quali ci legano sentimenti di profondo rispetto e di ammirazione, ma riteniamo che questa persecuzione ai danni di un uomo di 93 anni debba finire. Ci appelliamo al capo dello Stato ealla sua sensibilità». interni@iltempo.it


Curiosa la posizione della deputata di FI che definisce persecutoria la vicenda di Priebke mentre ben altro è l'atteggiamento di Veltroni, sindaco di Roma, che conosce bene i sentimenti dei propi concittadini, in particolare della comunità ebraica. Mi sembra che non ci siano alternative, la liberazione di Priebke deve avvenire in contemporanea alla sua espulsione dall'Italia, sperando che l'Argentina lo accolga ancora.