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Risultati da 361 a 370 di 424

Discussione: Diaz..........

  1. #361
    VeNuS
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    Credo sia inutile rammentare al lettore attento ed onesto i fatti di Genova. Una città devastata, danni ammontanti a parecchie decine di miliardi che, come di consueto, graveranno sulle tasche del cittadino onesto che li rifonderà tramite qualche tassazione straordinaria o l’aumento di qualche prezzo.
    E soprattutto la nuova generazione di terroristi che si nasconde dietro
    il maleodorante Casarini, dietro lo squallido Agnoletto ed ancora di più, dietro i veri e propri fiancheggiatori del terrorismo che siedono in Parlamento.

    Il governo della destra, che molti attendevano alla prova considerandolo la panacea per tutti i mali ha dato esso stesso ampia prova di quanto sia difficile governare con pugno di ferro quando esiste un'opposizione di questo genere: tutte le manifestazioni sono state autorizzate, sono stati stanziati
    ben tre miliardi per accogliere la feccia proveniente da tutta Europa, si sono considerati, e si continua a farlo, Casarini ed Agnoletto come interlocutori istituzionali, mentre il posto adatto per loro sarebbe stata la galera, con l’accusa di costituzione di banda armata e complicità in saccheggi e devastazioni…

    La stampa dei pennivendoli asserviti alla sinistra ha dato, inoltre, il triste e squallido spettacolo che ci si aspettava da essa: immagini epurate dalle violenze dei criminali anarco/comunisti, obiettivi incentrati sulle sacrosante reazioni delle forze dell’ordine, commenti TV e giornalistici al limite della complicità con il terrorismo, vere e proprie guerre sante condite
    da immagini che travisavano la realtà sono state condotte contro i carabinieri che hanno fatto il loro dovere, contrastando un pericoloso esagitato dei centri sociali che stava partecipando al linciaggio degli stessi.

    Tutto è iniziato seguendo una regia ben precisa. Il primo giorno, durante la cosiddetta manifestazione dei “migrantes”, tutta la stampa d’Italia lanciò grida di entusiasmo per la correttezza dei manifestanti, fingendo di non vedere le immagini delle decine di giovinastri comunisti che si staccavano dal corteo per andare a provocare le forze dell’ordine, con inequivocabili gestacci fatto con il dito medio sotto il naso dei poliziotti ed altre cortesie simili. Si cercava lo scontro e la reazione, è evidente, ma le forze dell’ordine non caddero nel tranello.

    Per completare il tutto, si è giunti alle vere e proprie incursioni terroristiche dell’indomani, allorquando gli anarchici
    del blocco nero si diedero da fare per devastare l’intera città, mentre i briganti capitanati da Casarini armati di tutto punto premevano per violare la zona rossa. La gravità degli atti compiuti dalle cosiddette “tute nere” ha
    consentito alla stampa asservita ed agli organizzatori di spostare gli obiettivi dalle violenze compiute dalle tute bianche, le quali da mesi
    minacciavano lo Stato con risibili dichiarazioni di guerra e con l’intento di “portare la guerra e Genova”.

    In questo clima, non stupisce più di tanto l’episodio più grave accaduto, né la vergognosa lettura datane dalla stampa. C’è stato un vero e proprio tentativo di linciaggio ai danni dei carabinieri occupanti una camionetta rimasta bloccata durante una manovra. Gli infami aggressori sono stati visti da tutto il mondo: italianissimi delinquenti dei centri sociali, tute bianche e “ragazzi per bene” convenuti per manifestare “pacificamente”. Eppure la stampa continua ancora a parlare dei black block, per coprire i veri responsabili… E’ morto un violento facinoroso della peggiore risma, a soli 23 anni già noto agli
    inquirenti e pluripregiudicato per reati legati alla droga, alle armi ed alle lesioni inflitte al prossimo, ma tutti si ostinano a parlare del ragazzo “ucciso” dai carabinieri. Si è persino giunti, ribaltando completamente i fatti, a spacciare questo aggressore come un giovane idealista che scriveva poesie e che probabilmente si è ritrovato per caso in mezzo all’assalto (con tanto di passamontagna nero ed estintore “d’ordinanza” in mano, naturalmente…). Il genitore di questo bel soggetto ha fatto capolino in vari notiziari, parlando del figlio come di una sorta di vittima, di “eroe” da ricordare e giungendo all’impudenza di dichiarare la sua “pena” per il giovane carabiniere che aveva premuto il grilletto… Probabilmente, se avesse pensato alla
    pena che può fare un padre che tira su un figlio fallito e violento, avrebbe educato meglio il suo ragazzo e non sarebbe involontario
    protagonista di una simile tragedia.

    Come se non bastassero i delinquenti “piazzaioli”, abbiamo dovuto anche sopportare le canagliesche dichiarazioni di Bertinotti & C., i quali hanno accusato con estrema leggerezza ed ipocrisia le forze dell’ordine di “attacchi proditori contro gente inerme”, sfoderando i consueti piagnistei per la sorte di “poveri pacifisti” colpiti dalla Polizia. Ascoltando questo vero
    e proprio fiancheggiatore del terrorismo, pareva che un sadico carabiniere avesse abbattuto per divertimento un innocuo giovane innocente, che stava pacificamente manifestando il suo dissenso… Ma se non fossero vili, ipocriti e falsificatori della realtà non potrebbero certo essere comunisti! Basti pensare alle ipocrite accuse lanciate da Bertinotti & C. contro lo Stato italiano,
    colpevole di avere fatto arrivare dall’estero quelli del black block senza controllarli… Detto da loro, che hanno protestato vibratamente contro lo Stato “fascista” che ha sospeso l’accordo di Schengen, e che hanno attaccato le istituzioni quando “osarono” respingere un centinaio di delinquenti venuti dalla Grecia con intenzioni bellicose!

    Dulcis in fundo, a G8 terminato abbiamo dovuto assistere all’infamia di decine di altre manifestazioni, tutte regolarmente autorizzate dalle stesse autorità da burletta che vietano costantemente le manifestazioni della destra per “motivi
    di ordine pubblico”, nelle quali si insultava costantemente ed impudentemente le forze dell’ordine e lo Stato italiano, con slogan come “assassini” e “governo cileno” (mai che a lorsignori venga in mente Cuba…).



    È proprio il caso di dirlo: PURTROPPO non c’è un governo cileno! Purtroppo l’Italia è ancora nelle mani della peggior feccia anarco/comunista, che opera indisturbata attentati, aggressioni e quant’altro ai danni delle forze sane della Nazione, mentre allo Stato non è consentito neppure di difendersi e difendere i cittadini, senza arrivare a grottesche accuse nei suoi confronti.
    Una Nazione civile, lo abbiamo già detto, vedrebbe già languire da tempo nelle patrie galere i repellenti sobillatori di piazza come Agnoletto e Casarini, nonché i loro degni alleati dei centri sociali e delle tute bianche. In una Nazione civile le forze dell’ordine avrebbero sparato prima e di più, per evitare varie decine di miliardi di danni ed il ferimento di vari agenti
    di Polizia e Carabinieri (altro che le richieste bertinottiane di mandare la polizia disarmata!). Una Nazione civile avrebbe impedito qualsiasi forma di protesta violenta per motivi di ordine pubblico, invece di stanziare denaro pubblico per accogliere la feccia. Una Nazione civile avrebbe protetto i suoi difensori in divisa, invece di criminalizzare il Carabiniere che ha
    sparato per salvarsi la vita. Una Nazione civile avrebbe seppellito in gran fretta il facinoroso genovese morto, invece di dedicargli funerali da eroe, con tanto di codazzo di delinquenti piangenti e telecamere di tutte le TV. Una Nazione civile avrebbe respinto alla frontiera TUTTI i manifestanti stranieri convenuti a Genova per devastarla. Così come un movimento di protesta civile, se veramente esistesse, avrebbe preso le distanze dalle violenze fin dal primo giorno, abbandonando la piazza e manifestando solidarietà alle forze dell’ordine vigliaccamente aggredite.

    Così non è stato. Semplicemente perché l’Italia NON è una Nazione civile. Semplicemente perché in Italia i rottami della storia anarco/comunisti possono ancora arrogarsi il diritto di parlare in nome della “pace”, della “tolleranza”
    e dei “valori di libertà”.

    Forse intendono la pace eterna per chi non si schiera con loro, la tolleranza assoluta verso i loro crimini e la libertà di violare tute le leggi dello Stato senza pagare mai il pedaggio…

    Tocca a noi fare sì che l’Italia torni ad essere una Nazione civile, dove i Bertinotti, i Casarini e gli Agnoletto non hanno diritto di cittadinanza. E si badi bene, tocca SOLO a noi, perché non potremo certo sperare di avere l’aiuto degli inetti del Polo, troppo preoccupati di non essere equiparati ai fascisti per avere il coraggio di sistemare le cose…

    Intanto, in attesa che il popolo si svegli dal lungo torpore, speriamo che lo facciano gli esponenti delle forze dell’ordine.
    Invitiamo dalle pagine di questo giornale i ragazzi dei Carabinieri e della Polizia ad uno SCIOPERO bianco nei confronti dei servizi di scorta a magistrati e politici.

    Questa gente, che non esita a sputare su questi ragazzi mettendoli sotto inchiesta per omicidio volontario (una vera e propria vergogna giuridica all’italiana, fatta per accontentare i delinquenti della sinistra), ma che non esita neppure ad utilizzarli per proteggere la propria inutile pelle, dovrebbe imparare cosa significa circolare per le strade senza il codazzo di auto
    blu ed agenti armati. Lasciamo i magistrati al loro destino, e soprattutto, lasciamo i politici della sinistra che hanno parlato di “polizia cilena” soli per le strade. Che provvedano con i loro alti introiti a garantirsi la sicurezza, senza gravare sulle spalle di uno Stato che disonorano per meri interessi di cassetta.

    Sarebbe bello vedere Bertinotti & C. circolare senza le scorte della “polizia cilena” e senza le auto dello Stato “autoritario e fascista”.

    Chiudiamo con un lacerante dubbio: se il carabiniere che ha sparato fosse stato membro della scorta di qualche magistrato o di qualche “potente”, e se avesse sparato non per salvare la sua vita ma quella del “signore” di turno, sarebbe stato inquisito per omicidio volontario? E sarebbe stato chiamato assassino dalla suburra scesa in piazza?

  2. #362
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    Vediti quel film documentario..e poi magari ne riparliamo.......

    senò è come parlare a vuoto!

  3. #363
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    La vita è una battaglia... e noi COMBATTEREMO
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    Credo sia inutile rammentare al lettore attento ed onesto i fatti di Genova. Una città devastata, danni ammontanti a parecchie decine di miliardi che, come di consueto, graveranno sulle tasche del cittadino onesto che li rifonderà tramite qualche tassazione straordinaria o l’aumento di qualche prezzo.
    E soprattutto la nuova generazione di terroristi che si nasconde dietro
    il maleodorante Casarini, dietro lo squallido Agnoletto ed ancora di più, dietro i veri e propri fiancheggiatori del terrorismo che siedono in Parlamento.

    Il governo della destra, che molti attendevano alla prova considerandolo la panacea per tutti i mali ha dato esso stesso ampia prova di quanto sia difficile governare con pugno di ferro quando esiste un'opposizione di questo genere: tutte le manifestazioni sono state autorizzate, sono stati stanziati
    ben tre miliardi per accogliere la feccia proveniente da tutta Europa, si sono considerati, e si continua a farlo, Casarini ed Agnoletto come interlocutori istituzionali, mentre il posto adatto per loro sarebbe stata la galera, con l’accusa di costituzione di banda armata e complicità in saccheggi e devastazioni…

    La stampa dei pennivendoli asserviti alla sinistra ha dato, inoltre, il triste e squallido spettacolo che ci si aspettava da essa: immagini epurate dalle violenze dei criminali anarco/comunisti, obiettivi incentrati sulle sacrosante reazioni delle forze dell’ordine, commenti TV e giornalistici al limite della complicità con il terrorismo, vere e proprie guerre sante condite
    da immagini che travisavano la realtà sono state condotte contro i carabinieri che hanno fatto il loro dovere, contrastando un pericoloso esagitato dei centri sociali che stava partecipando al linciaggio degli stessi.

    Tutto è iniziato seguendo una regia ben precisa. Il primo giorno, durante la cosiddetta manifestazione dei “migrantes”, tutta la stampa d’Italia lanciò grida di entusiasmo per la correttezza dei manifestanti, fingendo di non vedere le immagini delle decine di giovinastri comunisti che si staccavano dal corteo per andare a provocare le forze dell’ordine, con inequivocabili gestacci fatto con il dito medio sotto il naso dei poliziotti ed altre cortesie simili. Si cercava lo scontro e la reazione, è evidente, ma le forze dell’ordine non caddero nel tranello.

    Per completare il tutto, si è giunti alle vere e proprie incursioni terroristiche dell’indomani, allorquando gli anarchici
    del blocco nero si diedero da fare per devastare l’intera città, mentre i briganti capitanati da Casarini armati di tutto punto premevano per violare la zona rossa. La gravità degli atti compiuti dalle cosiddette “tute nere” ha
    consentito alla stampa asservita ed agli organizzatori di spostare gli obiettivi dalle violenze compiute dalle tute bianche, le quali da mesi
    minacciavano lo Stato con risibili dichiarazioni di guerra e con l’intento di “portare la guerra e Genova”.

    In questo clima, non stupisce più di tanto l’episodio più grave accaduto, né la vergognosa lettura datane dalla stampa. C’è stato un vero e proprio tentativo di linciaggio ai danni dei carabinieri occupanti una camionetta rimasta bloccata durante una manovra. Gli infami aggressori sono stati visti da tutto il mondo: italianissimi delinquenti dei centri sociali, tute bianche e “ragazzi per bene” convenuti per manifestare “pacificamente”. Eppure la stampa continua ancora a parlare dei black block, per coprire i veri responsabili… E’ morto un violento facinoroso della peggiore risma, a soli 23 anni già noto agli
    inquirenti e pluripregiudicato per reati legati alla droga, alle armi ed alle lesioni inflitte al prossimo, ma tutti si ostinano a parlare del ragazzo “ucciso” dai carabinieri. Si è persino giunti, ribaltando completamente i fatti, a spacciare questo aggressore come un giovane idealista che scriveva poesie e che probabilmente si è ritrovato per caso in mezzo all’assalto (con tanto di passamontagna nero ed estintore “d’ordinanza” in mano, naturalmente…). Il genitore di questo bel soggetto ha fatto capolino in vari notiziari, parlando del figlio come di una sorta di vittima, di “eroe” da ricordare e giungendo all’impudenza di dichiarare la sua “pena” per il giovane carabiniere che aveva premuto il grilletto… Probabilmente, se avesse pensato alla
    pena che può fare un padre che tira su un figlio fallito e violento, avrebbe educato meglio il suo ragazzo e non sarebbe involontario
    protagonista di una simile tragedia.

    Come se non bastassero i delinquenti “piazzaioli”, abbiamo dovuto anche sopportare le canagliesche dichiarazioni di Bertinotti & C., i quali hanno accusato con estrema leggerezza ed ipocrisia le forze dell’ordine di “attacchi proditori contro gente inerme”, sfoderando i consueti piagnistei per la sorte di “poveri pacifisti” colpiti dalla Polizia. Ascoltando questo vero
    e proprio fiancheggiatore del terrorismo, pareva che un sadico carabiniere avesse abbattuto per divertimento un innocuo giovane innocente, che stava pacificamente manifestando il suo dissenso… Ma se non fossero vili, ipocriti e falsificatori della realtà non potrebbero certo essere comunisti! Basti pensare alle ipocrite accuse lanciate da Bertinotti & C. contro lo Stato italiano,
    colpevole di avere fatto arrivare dall’estero quelli del black block senza controllarli… Detto da loro, che hanno protestato vibratamente contro lo Stato “fascista” che ha sospeso l’accordo di Schengen, e che hanno attaccato le istituzioni quando “osarono” respingere un centinaio di delinquenti venuti dalla Grecia con intenzioni bellicose!

    Dulcis in fundo, a G8 terminato abbiamo dovuto assistere all’infamia di decine di altre manifestazioni, tutte regolarmente autorizzate dalle stesse autorità da burletta che vietano costantemente le manifestazioni della destra per “motivi
    di ordine pubblico”, nelle quali si insultava costantemente ed impudentemente le forze dell’ordine e lo Stato italiano, con slogan come “assassini” e “governo cileno” (mai che a lorsignori venga in mente Cuba…).



    È proprio il caso di dirlo: PURTROPPO non c’è un governo cileno! Purtroppo l’Italia è ancora nelle mani della peggior feccia anarco/comunista, che opera indisturbata attentati, aggressioni e quant’altro ai danni delle forze sane della Nazione, mentre allo Stato non è consentito neppure di difendersi e difendere i cittadini, senza arrivare a grottesche accuse nei suoi confronti.
    Una Nazione civile, lo abbiamo già detto, vedrebbe già languire da tempo nelle patrie galere i repellenti sobillatori di piazza come Agnoletto e Casarini, nonché i loro degni alleati dei centri sociali e delle tute bianche. In una Nazione civile le forze dell’ordine avrebbero sparato prima e di più, per evitare varie decine di miliardi di danni ed il ferimento di vari agenti
    di Polizia e Carabinieri (altro che le richieste bertinottiane di mandare la polizia disarmata!). Una Nazione civile avrebbe impedito qualsiasi forma di protesta violenta per motivi di ordine pubblico, invece di stanziare denaro pubblico per accogliere la feccia. Una Nazione civile avrebbe protetto i suoi difensori in divisa, invece di criminalizzare il Carabiniere che ha
    sparato per salvarsi la vita. Una Nazione civile avrebbe seppellito in gran fretta il facinoroso genovese morto, invece di dedicargli funerali da eroe, con tanto di codazzo di delinquenti piangenti e telecamere di tutte le TV. Una Nazione civile avrebbe respinto alla frontiera TUTTI i manifestanti stranieri convenuti a Genova per devastarla. Così come un movimento di protesta civile, se veramente esistesse, avrebbe preso le distanze dalle violenze fin dal primo giorno, abbandonando la piazza e manifestando solidarietà alle forze dell’ordine vigliaccamente aggredite.

    Così non è stato. Semplicemente perché l’Italia NON è una Nazione civile. Semplicemente perché in Italia i rottami della storia anarco/comunisti possono ancora arrogarsi il diritto di parlare in nome della “pace”, della “tolleranza”
    e dei “valori di libertà”.

    Forse intendono la pace eterna per chi non si schiera con loro, la tolleranza assoluta verso i loro crimini e la libertà di violare tute le leggi dello Stato senza pagare mai il pedaggio…

    Tocca a noi fare sì che l’Italia torni ad essere una Nazione civile, dove i Bertinotti, i Casarini e gli Agnoletto non hanno diritto di cittadinanza. E si badi bene, tocca SOLO a noi, perché non potremo certo sperare di avere l’aiuto degli inetti del Polo, troppo preoccupati di non essere equiparati ai fascisti per avere il coraggio di sistemare le cose…

    Intanto, in attesa che il popolo si svegli dal lungo torpore, speriamo che lo facciano gli esponenti delle forze dell’ordine.
    Invitiamo dalle pagine di questo giornale i ragazzi dei Carabinieri e della Polizia ad uno SCIOPERO bianco nei confronti dei servizi di scorta a magistrati e politici.

    Questa gente, che non esita a sputare su questi ragazzi mettendoli sotto inchiesta per omicidio volontario (una vera e propria vergogna giuridica all’italiana, fatta per accontentare i delinquenti della sinistra), ma che non esita neppure ad utilizzarli per proteggere la propria inutile pelle, dovrebbe imparare cosa significa circolare per le strade senza il codazzo di auto
    blu ed agenti armati. Lasciamo i magistrati al loro destino, e soprattutto, lasciamo i politici della sinistra che hanno parlato di “polizia cilena” soli per le strade. Che provvedano con i loro alti introiti a garantirsi la sicurezza, senza gravare sulle spalle di uno Stato che disonorano per meri interessi di cassetta.

    Sarebbe bello vedere Bertinotti & C. circolare senza le scorte della “polizia cilena” e senza le auto dello Stato “autoritario e fascista”.

    Chiudiamo con un lacerante dubbio: se il carabiniere che ha sparato fosse stato membro della scorta di qualche magistrato o di qualche “potente”, e se avesse sparato non per salvare la sua vita ma quella del “signore” di turno, sarebbe stato inquisito per omicidio volontario? E sarebbe stato chiamato assassino dalla suburra scesa in piazza?
    esatto...il resto sono solo bla bla bla
    di gente che parla bene e razzola male....dire noi siamo pacifici con una pietra in mano mi fa' morire

  4. #364
    VeNuS
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    esatto...il resto sono solo bla bla bla
    di gente che parla bene e razzola male....dire noi siamo pacifici con una pietra in mano mi fa' morire





    Per l'occasione risfodero un mio vecchio articolo:



    "Dichiariamo guerra al G 8 ……sfonderemo la Zona Rossa!".


    Le minacce pronunciate dal capo dei centri sociali del Nord Est, Luca Casarini, più volte ribadite prima e durante il vertice, si sono rivelate parte di un piano teso a mettere in scacco le forze dell'ordine inducendole a concentrarsi a difesa dell'area interessata dai colloqui degli 8 Grandi mentre i duri dell'Anarchia e dei centri sociali con tutto il loro corollario di punk e teppisti si scatenavano in altre zone di Genova. Lo sviluppo degli scontri ha ribadito le vecchie tattiche utilizzate dal '68 in avanti dai guerriglieri urbani dell'estrema sinistra strutturata su gruppi di casseurs composti da poche decine di persone mischiati alle migliaia di manifestanti disarmati e, teoricamente, pacifici. Dopo l'uccisione di un giovane che tentava con altri "compagni" di linciare alcuni carabinieri rimasti bloccati sul loro veicolo, lo stesso Casarini è apparso in televisione ospite di Bruno Vespa a "Porta a Porta" restituendo simbolicamente al ministro degli interni Scajola alcuni bossoli di fucile dichiarando che si trattava di colpi sparati contro i manifestanti dalle forze dell'ordine e che le uniche tute nere che aveva visto all'opera erano i carabinieri e non i "Black Bloc". Un'accusa tesa a scatenare nuove violenze contro i Carabinieri che infatti sono stati ritirati sabato dalla prima linea lasciando l'onere del confronto con i manifestanti a Polizia e Guardia di Finanza, ma soprattutto un'accusa consapevolmente falsa poiché
    si trattava di bossoli delle cariche utilizzate per sparare i gas lacrimogeni. "Disinformatija" e strumentalizzazione delle masse sono da sempre le armi principali dei comunisti, un termine quanto mai appropriato se si considera che Luca Casarini e Vittorio Agnoletto sono strettamente legati al partito di Fausto Bertinotti al punto che il leader del Social Forum era candidato per Rifondazione Comunista alle ultime elezioni.

    La tattica impiegata per provocare i disordini si è basata su due principi: procurarsi le armi (spranghe, molotov, pietre e bulloni) all'interno della città per sfuggire ai controlli durante l'afflusso nel capoluogo ligure e utilizzare le migliaia di manifestanti pacifisti facenti capo a una miriade di organizzazioni cattoliche, ecologiste e della sinistra moderata per occultare i gruppi d'assalto. L'obiettivo era costringere le forze dell'ordine a caricare i cortei colpendo inevitabilmente anche chi non si era macchiato di azioni violente oppure a desistere dalla repressione delle frange teppistiche e del resto molti manifestanti pacifici sono stati colpiti da sassi lanciati dai gruppi violenti per scatenare il caos. Di certo dai fatti di Genova esce demolito il mito delle due anime della contestazione poiché se è vero che vi erano migliaia di contestatori pacifici il Genoa Social Forum ha lasciato spazio ai gruppi violenti armatisi saccheggiando pompe di benzina e cantieri edili all'interno della città. Anzi, dopo l'ultimo proclama bellico di Casarini le manifestazioni di sabato hanno visto aumentare i manifestanti non appartenenti al Black Bloc dotati di casco, imbottiture protettive e armi contundenti che hanno costretto la polizia a controllare e in molti casi caricare in gran parte del corteo. Se Agnoletto e Casarini avessero voluto isolare i "cattivi" sarebbe stato sufficiente disporre che tutti i manifestanti che volevano sfilare dovevano presentarsi privi degli equipaggiamenti da guerriglia urbana facilitando così il lavoro delle forze dell'ordine nell'individuare i facinorosi.Del resto quale fosse la posizione dei due esponenti comunisti è apparso chiaro quando davanti alle telecamere hanno chiesto un minuto di silenzio per ricordare "il compagno assassinato", cioè quel Giuliani ucciso mentre tentava con i suoi amici dei centri sociali di linciare tre carabinieri.

    Agnoletto e Casarini sono quindi leaders di un movimento che non è pacifico ma usa gli "utili idioti" forniti gentilmente dai soliti preti cattocomunisti per coprire i propri casseurs mentre alcuni parlamentari della Sinistra, che con sprezzo del ridicolo contestavano il vertice indetto da loro stessi quando erano al governo, si sono rifiutati di denunciare i gruppi violenti presenti nel corteo ("non siamo delatori ….." hanno dichiarato). Eppure accanto a questi movimenti di piazza è ormai certo che si sta sviluppando una nuova rete terroristica rossa che ha in alcuni centro sociali i suoi santuari e centri di arruolamento. Neppure questa considerazione, confermata dai pacchi bomba partiti da Bologna, sembra intaccare i "protettori" politici e d ecclesiastici di un movimento che non potrà domani sperare di cavarsela attribuendo le colpe di stragi, omicidi e attentati a "compagni che sbagliano" o all'eversione di destra mascherata da sinistra e coordinata dai "servizi segreti deviati". A conferma della fitta rete di collusioni politiche che ha sostenuto il braccio violento degli anti G 8 è il caso di ricordare che il raids notturno della polizia nella scuola adibita a Quartier Generale del Genoa Social Forum ha portato all'arresto di decine di persone, in gran parte rimaste ferite negli scontri della giornata, e al sequestro di coltelli, spranghe, mazze e "uniformi" nere del "Black Block". Quest'ultima operazione, condotta sotto le sassate e le coltellate dei "giottini" che per poco non hanno portato alla morte di un agente (salvato dal giubbotto antiproiettile da una coltellata al cuore) pur tra le proteste dei manifestanti, ha spazzato via ogni dubbio circa l'intesa tra ala morbida e ala dura del movimento confermando la strumentalizzazione politica di migliaia di manifestanti pacifici che in buona fede intendevano manifestare a favore dei poveri del mondo.
    Paradossalmente se dai fatti di Genova escono privi di credibilità i vari Agnoletto, Casarini e Bertinotti, i manifestanti pacifici aderenti ai gruppi cattolici e moderati vengono ridicolizzati dal comunicato dei leaders dei paesi in via di sviluppo presenti al Vertice del G 8 che hanno invitato a sospendere le contestazioni affermando che "mai come in questo vertice era stato fatto così tanto ed stata posta tanta attenzione alle problematiche del Terzo Mondo". La rimozione di alti funzionari di Polizia è un altro degli aspetti ridicoli di questa vicenda. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi ma se i responsabili degli errori sono vicecapi e questori allora anche il capo della PS deve dovrebbe le dimissioni e in ogni caso è assurdo che tre alti funzionari vengano rimossi mentre i casseurs ed i loro leaders non vengono neppure incarcerati. A proposito di storie ridicole, vale la pena ricordare che Vittorio Agnoletto è stato consulente del precedente governo italiano di centro-sinistra in qualità di membro del Comitato di Coordinamento Nazionale per l'azione contro la droga, un organismo del Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio…….cioè ha avuto incarichi retribuiti dallo stesso governo che ha indetto il Summit dei Genova !!! Ancora più ridicolo l'incarico affidato dal Ministero degli Affari Sociali a Casarini, nominato "consulente per le politiche giovanili".



    Restiamo in fiduciosa attesa di sapere dall'ex ministro Livia Turco che tipo di consulenze potesse offrire un pregiudicato che in un paese civile sarebbe già agli arresti per istigazione a delinquere così come vorremmo conoscere quanto sono costati a noi contribuenti le preziose prestazioni di Agnoletto e Casarini. Sul piano politico appiattendosi sulle posizioni di Agnoletto
    e Bertinotti e accusando le forze dell'ordine di violenze gratuite, addirittura di aver torturato e stuprato i manifestanti arrestati (STUPEFACENTE !) di averne "fatti scomparire" alcune centinaia, l'Ulivo marcia a rapidi passi verso il suicidio nonostante l'impotente perplessità delle piccole forze di centro (Dini, PPI, UDEUR) che poi dedicano interi congressi a chiedersi come mai i voti dei moderati confluiscono nella Casa delle Libertà. Mentre anche gran parte l'elettorato di sinistra si unisce a tutta l'opinione pubblica nel sostenere polizia e i carabinieri D'Alema e soci, con la complicità di una RAI sempre meno servizio pubblico, non trovano di meglio che accusare Berlusconi di fascismo e di voler imitare Pinochet.
    E' paradossale che dieci anni dopo la fine del PCI e dopo aver trascorso molto tempo al governo la Sinistra non sappia controllare il suo animo sessantottino e piazzaiolo e D'Alema non resista alla tentazione di ribadire gli slogan dei vecchi tempi nei quali, come lui stesso ammise, lanciava molotov contro la polizia.

    Un'opposizione quindi allo sbando, incapace di nominare i propri leaders, che trova però il collante nel sostegno ai moti violenti di piazza senza rendersi conto che così' lascia spazi politici e tribune a veri "trombati", ai falliti, agli Agnoletto (non eletto nelle liste di Rifondazione Comunista), alle Francescato (i verdi sono quasi scomparsi dal Parlamento) ai Bertinotti (con il 5% dei voti l'opposizione può farla solo in piazza… ), cioè a personaggi che l'elettorato ha poco o nulla gradito e che rappresentano idee legate ad un brutto passato della sinistra. Ma se con il ridicolo attacco alle forze dell'ordine (peraltro guidate da uomini nominati dai governi dell'Ulivo e impiegati secondo le disposizioni ed i piani dell'ex Ministro Bianco) la Sinistra marcia compatta verso l'appiattimento sulle posizioni di Bertinotti confermando quanto avesse ragione Berlusconi nel continuare a definirli COMUNISTI, anche la categoria dei giornalisti non esce certo a testa alta da una vicenda che ha visto troppi "eskimo di redazione" fare propaganda ideologica piuttosto che informazione sottolineando le reazioni della polizia più che gli attacchi dei manifestanti. Certo anche nella nostra categoria l'orientamento politico dominante è ben noto ma che il presidente del sindacato unico, la FNSI, vada in piazza a manifestare al fianco chi urla "carabinieri assassini", e "polizia boia" è un episodio a dir poco nauseante che contribuisce ad aumentare il discredito e la sfiducia dell'opinione pubblica nei confronti di chi fa informazione.

  5. #365
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  6. #366
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    Citazione Originariamente Scritto da VeNuS Visualizza Messaggio
    no, ma secondo loro è legittima difesa

  7. #367
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    Citazione Originariamente Scritto da salerno69 Visualizza Messaggio
    E spara

    Maria Novella Oppo



    La televisione è il più potente mezzo di documentazione inventato, ma anche il più potente strumento per cancellare la memoria dei fatti, pochi anni, pochi giorni e perfino poche ore dopo che sono avvenuti. Ed è di questo che Berlusconi è maestro: dire e negare, manipolare notizie attraverso dipendenti piazzati in maniera massiccia e strategica. Basta pensare al G8 di Genova, ritornato in tv in questi giorni per effetto del processo in corso. Se ne parlava anche ieri mattina ad Omnibus, dove è stata ricordata la dichiarazione dell’allora ministro dell’Interno Scajola, che rivelò ai giornalisti, in aereo, di aver dato l’ordine di sparare. Seguirono le solite smentite e precisazioni, che non resero Scajola più prudente, tanto che incorse in un altro infortunio: gli insulti a Marco Biagi. Il ministro non si conteneva davanti ai giornalisti, contando su una sorta di omertà, che per fortuna non ci fu. Mentre oggi, dopo gli interventi del governo Berlusconi sull’informazione, l’ordine di sparare viene dato direttamente ai giornalisti.

    Io ho visto gente con gli schudi, con i caschi, con il volto coperto, con le mazze, che spaccavano vetri, che tiravano molotov, che tiravano sassi contro al polizia, gente che picchiava,che incendiava macchine che sapccava tutto.

    Questa gente ha un solo posto dove andare> IN GALERA. SONO DELINQUENTI.

    Ed in galera ci mandino pure gli aenti che hanno picchiato alla Diaz ed i loro capi, ed i loro mandanti, come i mandati dei delinquenti di prima.

    Tutti i delinquenti in galera, senza ideologie e colori politici,.

  8. #368
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    Citazione Originariamente Scritto da FLenzi Visualizza Messaggio
    Chieda alle froze del disordine dove erano mentre i BB distruggevano Genoca, chieda alle forze del disordine da dove era passato il camion pieno di armi improprie, chieda quanti di queslli sonos tati arrestati...... erano a picchiare le persone che manifestavano pacificamente, a sparare a Carlo Giuliani e ad arrestare persone da seviziare alal DIAZ.
    Ah le forze del DISORDINE!!!!!!
    ma tu non hai un cervello, hai solo le veline di partito.

    Gli incidenti li abbiamo visti intanti ed i pacifici sono stati apposta messi in mezzo dai delinquenti dei vari cortei.

  9. #369
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    "Dichiariamo guerra al G 8 ……sfonderemo la Zona Rossa!".

    Questa è la frase ripetuta mille e mille volte dagli organizzatori della manifestazione anti G8, che per altro, le loro manifestazioni, non vengono mai proposte alla vigilia come manifestazioni pacifiche, infatti ognuno di noi sa bene che quelle non sono manifestazioni contro la guerra, ma manifestazioni che hanno il solo scopo di protestare attraverso la violenza contro alcuni motivi per altro, in certi casi, condivisibili. Gli stessi organizzatori infatti non si sono nemmeno mai sognati di definirle pacifiche.
    Pacifiche le definiscono gli ipocriti ed i vigliacchi che dopo aver acclamato i devastatori delle città utilizzano la tattica della propaganda martellante per fare apparire quelle manifestazioni come pacifiche ma che pacifiche non lo sonostate.


    Le minacce pronunciate dal capo dei centri sociali del Nord Est, Luca Casarini, più volte ribadite prima e durante il vertice, si sono rivelate parte di un piano teso a mettere in scacco le forze dell'ordine inducendole a concentrarsi a difesa dell'area interessata dai colloqui degli 8 Grandi mentre i duri dell'Anarchia e dei centri sociali con tutto il loro corollario di punk e teppisti si scatenavano in altre zone di Genova. Lo sviluppo degli scontri ha ribadito le vecchie tattiche utilizzate dal '68 in avanti dai guerriglieri urbani dell'estrema sinistra strutturata su gruppi di casseurs composti da poche decine di persone mischiati alle migliaia di manifestanti disarmati e, teoricamente, pacifici.
    I manifestanti cosiddetti pacifici, viste le gravi premesse della vigilia del G8, sapevano che ci sarebbe stata una guerra, e come in tutte le guerre ci sarà violenza. Quindi: se ne sarebbero dovuti rimanere a casa ("o mio Dio, quei cattivi carabinieri hanno picchiato anche donne e bambini!"), o, invece di fotografare i carabinieri mentre davano le mazzate (TROPPE POCHE), evitando di fotografare la marmaglia violenta e puzzolente, per poi mettere in piedi la viscida campagna diffamatoria alla quale ancora oggi siamo costretti ad assistere, avrebbero dovuto fare colletta e ripagare tutti i danni che i loro compagni hanno provocato.


    "Dichiariamo guerra al G 8 ……sfonderemo la Zona Rossa!".
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  10. #370
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    Per l'occasione risfodero un mio vecchio articolo:



    "Dichiariamo guerra al G 8 ……sfonderemo la Zona Rossa!".


    Le minacce pronunciate dal capo dei centri sociali del Nord Est, Luca Casarini, più volte ribadite prima e durante il vertice, si sono rivelate parte di un piano teso a mettere in scacco le forze dell'ordine inducendole a concentrarsi a difesa dell'area interessata dai colloqui degli 8 Grandi mentre i duri dell'Anarchia e dei centri sociali con tutto il loro corollario di punk e teppisti si scatenavano in altre zone di Genova. Lo sviluppo degli scontri ha ribadito le vecchie tattiche utilizzate dal '68 in avanti dai guerriglieri urbani dell'estrema sinistra strutturata su gruppi di casseurs composti da poche decine di persone mischiati alle migliaia di manifestanti disarmati e, teoricamente, pacifici. Dopo l'uccisione di un giovane che tentava con altri "compagni" di linciare alcuni carabinieri rimasti bloccati sul loro veicolo, lo stesso Casarini è apparso in televisione ospite di Bruno Vespa a "Porta a Porta" restituendo simbolicamente al ministro degli interni Scajola alcuni bossoli di fucile dichiarando che si trattava di colpi sparati contro i manifestanti dalle forze dell'ordine e che le uniche tute nere che aveva visto all'opera erano i carabinieri e non i "Black Bloc". Un'accusa tesa a scatenare nuove violenze contro i Carabinieri che infatti sono stati ritirati sabato dalla prima linea lasciando l'onere del confronto con i manifestanti a Polizia e Guardia di Finanza, ma soprattutto un'accusa consapevolmente falsa poiché
    si trattava di bossoli delle cariche utilizzate per sparare i gas lacrimogeni. "Disinformatija" e strumentalizzazione delle masse sono da sempre le armi principali dei comunisti, un termine quanto mai appropriato se si considera che Luca Casarini e Vittorio Agnoletto sono strettamente legati al partito di Fausto Bertinotti al punto che il leader del Social Forum era candidato per Rifondazione Comunista alle ultime elezioni.

    La tattica impiegata per provocare i disordini si è basata su due principi: procurarsi le armi (spranghe, molotov, pietre e bulloni) all'interno della città per sfuggire ai controlli durante l'afflusso nel capoluogo ligure e utilizzare le migliaia di manifestanti pacifisti facenti capo a una miriade di organizzazioni cattoliche, ecologiste e della sinistra moderata per occultare i gruppi d'assalto. L'obiettivo era costringere le forze dell'ordine a caricare i cortei colpendo inevitabilmente anche chi non si era macchiato di azioni violente oppure a desistere dalla repressione delle frange teppistiche e del resto molti manifestanti pacifici sono stati colpiti da sassi lanciati dai gruppi violenti per scatenare il caos. Di certo dai fatti di Genova esce demolito il mito delle due anime della contestazione poiché se è vero che vi erano migliaia di contestatori pacifici il Genoa Social Forum ha lasciato spazio ai gruppi violenti armatisi saccheggiando pompe di benzina e cantieri edili all'interno della città. Anzi, dopo l'ultimo proclama bellico di Casarini le manifestazioni di sabato hanno visto aumentare i manifestanti non appartenenti al Black Bloc dotati di casco, imbottiture protettive e armi contundenti che hanno costretto la polizia a controllare e in molti casi caricare in gran parte del corteo. Se Agnoletto e Casarini avessero voluto isolare i "cattivi" sarebbe stato sufficiente disporre che tutti i manifestanti che volevano sfilare dovevano presentarsi privi degli equipaggiamenti da guerriglia urbana facilitando così il lavoro delle forze dell'ordine nell'individuare i facinorosi.Del resto quale fosse la posizione dei due esponenti comunisti è apparso chiaro quando davanti alle telecamere hanno chiesto un minuto di silenzio per ricordare "il compagno assassinato", cioè quel Giuliani ucciso mentre tentava con i suoi amici dei centri sociali di linciare tre carabinieri.

    Agnoletto e Casarini sono quindi leaders di un movimento che non è pacifico ma usa gli "utili idioti" forniti gentilmente dai soliti preti cattocomunisti per coprire i propri casseurs mentre alcuni parlamentari della Sinistra, che con sprezzo del ridicolo contestavano il vertice indetto da loro stessi quando erano al governo, si sono rifiutati di denunciare i gruppi violenti presenti nel corteo ("non siamo delatori ….." hanno dichiarato). Eppure accanto a questi movimenti di piazza è ormai certo che si sta sviluppando una nuova rete terroristica rossa che ha in alcuni centro sociali i suoi santuari e centri di arruolamento. Neppure questa considerazione, confermata dai pacchi bomba partiti da Bologna, sembra intaccare i "protettori" politici e d ecclesiastici di un movimento che non potrà domani sperare di cavarsela attribuendo le colpe di stragi, omicidi e attentati a "compagni che sbagliano" o all'eversione di destra mascherata da sinistra e coordinata dai "servizi segreti deviati". A conferma della fitta rete di collusioni politiche che ha sostenuto il braccio violento degli anti G 8 è il caso di ricordare che il raids notturno della polizia nella scuola adibita a Quartier Generale del Genoa Social Forum ha portato all'arresto di decine di persone, in gran parte rimaste ferite negli scontri della giornata, e al sequestro di coltelli, spranghe, mazze e "uniformi" nere del "Black Block". Quest'ultima operazione, condotta sotto le sassate e le coltellate dei "giottini" che per poco non hanno portato alla morte di un agente (salvato dal giubbotto antiproiettile da una coltellata al cuore) pur tra le proteste dei manifestanti, ha spazzato via ogni dubbio circa l'intesa tra ala morbida e ala dura del movimento confermando la strumentalizzazione politica di migliaia di manifestanti pacifici che in buona fede intendevano manifestare a favore dei poveri del mondo.
    Paradossalmente se dai fatti di Genova escono privi di credibilità i vari Agnoletto, Casarini e Bertinotti, i manifestanti pacifici aderenti ai gruppi cattolici e moderati vengono ridicolizzati dal comunicato dei leaders dei paesi in via di sviluppo presenti al Vertice del G 8 che hanno invitato a sospendere le contestazioni affermando che "mai come in questo vertice era stato fatto così tanto ed stata posta tanta attenzione alle problematiche del Terzo Mondo". La rimozione di alti funzionari di Polizia è un altro degli aspetti ridicoli di questa vicenda. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi ma se i responsabili degli errori sono vicecapi e questori allora anche il capo della PS deve dovrebbe le dimissioni e in ogni caso è assurdo che tre alti funzionari vengano rimossi mentre i casseurs ed i loro leaders non vengono neppure incarcerati. A proposito di storie ridicole, vale la pena ricordare che Vittorio Agnoletto è stato consulente del precedente governo italiano di centro-sinistra in qualità di membro del Comitato di Coordinamento Nazionale per l'azione contro la droga, un organismo del Dipartimento Affari Sociali della Presidenza del Consiglio…….cioè ha avuto incarichi retribuiti dallo stesso governo che ha indetto il Summit dei Genova !!! Ancora più ridicolo l'incarico affidato dal Ministero degli Affari Sociali a Casarini, nominato "consulente per le politiche giovanili".



    Restiamo in fiduciosa attesa di sapere dall'ex ministro Livia Turco che tipo di consulenze potesse offrire un pregiudicato che in un paese civile sarebbe già agli arresti per istigazione a delinquere così come vorremmo conoscere quanto sono costati a noi contribuenti le preziose prestazioni di Agnoletto e Casarini. Sul piano politico appiattendosi sulle posizioni di Agnoletto
    e Bertinotti e accusando le forze dell'ordine di violenze gratuite, addirittura di aver torturato e stuprato i manifestanti arrestati (STUPEFACENTE !) di averne "fatti scomparire" alcune centinaia, l'Ulivo marcia a rapidi passi verso il suicidio nonostante l'impotente perplessità delle piccole forze di centro (Dini, PPI, UDEUR) che poi dedicano interi congressi a chiedersi come mai i voti dei moderati confluiscono nella Casa delle Libertà. Mentre anche gran parte l'elettorato di sinistra si unisce a tutta l'opinione pubblica nel sostenere polizia e i carabinieri D'Alema e soci, con la complicità di una RAI sempre meno servizio pubblico, non trovano di meglio che accusare Berlusconi di fascismo e di voler imitare Pinochet.
    E' paradossale che dieci anni dopo la fine del PCI e dopo aver trascorso molto tempo al governo la Sinistra non sappia controllare il suo animo sessantottino e piazzaiolo e D'Alema non resista alla tentazione di ribadire gli slogan dei vecchi tempi nei quali, come lui stesso ammise, lanciava molotov contro la polizia.

    Un'opposizione quindi allo sbando, incapace di nominare i propri leaders, che trova però il collante nel sostegno ai moti violenti di piazza senza rendersi conto che così' lascia spazi politici e tribune a veri "trombati", ai falliti, agli Agnoletto (non eletto nelle liste di Rifondazione Comunista), alle Francescato (i verdi sono quasi scomparsi dal Parlamento) ai Bertinotti (con il 5% dei voti l'opposizione può farla solo in piazza… ), cioè a personaggi che l'elettorato ha poco o nulla gradito e che rappresentano idee legate ad un brutto passato della sinistra. Ma se con il ridicolo attacco alle forze dell'ordine (peraltro guidate da uomini nominati dai governi dell'Ulivo e impiegati secondo le disposizioni ed i piani dell'ex Ministro Bianco) la Sinistra marcia compatta verso l'appiattimento sulle posizioni di Bertinotti confermando quanto avesse ragione Berlusconi nel continuare a definirli COMUNISTI, anche la categoria dei giornalisti non esce certo a testa alta da una vicenda che ha visto troppi "eskimo di redazione" fare propaganda ideologica piuttosto che informazione sottolineando le reazioni della polizia più che gli attacchi dei manifestanti. Certo anche nella nostra categoria l'orientamento politico dominante è ben noto ma che il presidente del sindacato unico, la FNSI, vada in piazza a manifestare al fianco chi urla "carabinieri assassini", e "polizia boia" è un episodio a dir poco nauseante che contribuisce ad aumentare il discredito e la sfiducia dell'opinione pubblica nei confronti di chi fa informazione.
    Dio mio, ma come NON quotarti ogni parola e virgola!
    A proposito delle persone imbottite di protezioni per sfuggire al male di cui parli nel tuo post , se leggi pochi post i giù ne abbiamo uno anche qui...dice che l'ha fatto per legittima difesa...

 

 
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