A chi sostiene che noi tedeschi eravamo occupanti chiedo: come si faceva ad essere occupanti quando eravamo regolarmente alleati del, fino a quel momento, legittimo Governo dell'Italia?![]()
A chi sostiene che noi tedeschi eravamo occupanti chiedo: come si faceva ad essere occupanti quando eravamo regolarmente alleati del, fino a quel momento, legittimo Governo dell'Italia?![]()


Il Perdono di cui si parla nell'articolo è quello Cristiano...e quindi è aldilà del possibile ravvedimento di chi commette un reato.
Almeno è quello che Cristo ha attuato "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno"...e non solo in questa frase, ma nelle sue predicazioni...anzi, il perdono è uno dei primi temi delle pagine della Bibbia..."perdonare 70 volte 7"...cioè all'infinito!
Senza nulla chiedere in cambio!


per l'ultima volta (poi davvero smetto di leggere i tuoi post urlati, deliranti e infarciti di insulti e scemenze varie)
La rappresaglia -ammessa dal diritto di guerra- prevedeva un rapporto di dieci a uno. Quindi per 33 tedeschi (non necessariamente "nazisti", come si fa a sapere...) dovevano essere passati per le armi 330 ostaggi.
Tuttavia se si sommassero ai 33 tedeschi uccisi anche gli italiani morti nell'attentato, risulterebbe che i tedeschi anno ucciso MENO persone di quelle che -in teoria- avrebbero potuto far fuori.




è una questione di termini. Dipede se diamo ad occupante un significato negativo ("morale") o neutrale ("oggettivo").
Se il termine è neutrale, si, l'esercito tedesco era occupante, tanto quanto lo era l'esercito alleato nel centro-sud. Si può essere "occupanti" anche di un alleato, anche se sarebbe più corretto usare altri termini. ¿Sono "occupanti" gli americani in Iraq, dove il governo locale è amico degli USA? ¿Erano "occupanti" le truppe americane in Francia alla fine della seconda guerra mondiale?
Qui evidentemente gioca anche un fattore tecnico: occupare significa prendere in consegna alcuni attributi dello stato occupato: ordine publico, logistica, trasporti, rifornimenti, ec...
Si dovrebbe decidere caso per caso.


Quello che Blondet non cita è del perché in Italia si è arrivati a queste situazioni giuridiche dopo 60 anni e passa degli avvenimenti criminosi....o almeno porsi delle domande di come mai Priebke dall'Argentina venga estradato in Italia e non finisce invece in Israele dove senz'altro sarebbe stato giustiziato.
La Giustizia italiana per i "Crimini di guerra" non ha mai potuto funzionare in un contesto indipendente appena dopo la fine della guerra...Penso che la storia del perché la sappiamo tutti....
E quando ha iniziato a funzionare, le pene inflitte non sono mai state proporzionali ai delitti commessi.
Kesserling dopo nemmeno 5 anni era già amnistiato...evidentemente Priebke ha preso pure le sue colpe.......(e le colpe le stanno pure prendendo chi giustamente manifesta, anche se in maniera giudicato indecoroso...ma sovvertiamo le cose. se ad aver vinto fossero i vari Priebke, penso che non ci sarebbero stati nemmeno i manifestanti, poiché l'imputato sarebbe già stato "giustiziato" senza batter ciglio dal suo carnefice, poiché in quella Germania, gli ordini erano ordini per tutti!).
http://www.criminidiguerra.it/ProcessoK.htm
Se KESSERLING avesse interpretato l'ordine seconda la lettera, - rileva il Persecutor PALSE - non si sarebbe dovuto fucilare nessuno per l'attentato di via Rasella, in quanto nelle carceri di Roma, a quella data, non vi era detenuto alcun italiano a titolo di "ostaggio".-
Ma KESSERLING credette, volontariamente, interpretare lo spirito dell'ordine ricevuto, e dette testuali disposizioni a KAPPLER "di giustiziare al più presto 10 italiani per ogni tedesco ucciso".-
Fu lui o il suo quartier generale a diramare l'ordine predetto? E' quello che dovrà stabilire la Corte.-
Rimane, però, chiaramente provato che per "fare il numero" furono presi cittadini innocenti, fra cui 50 ebrei, arrestati dopo l'attentato per il solo fatto che erano ebrei.-


dipende dai punti di vista. Legittima si considerava la RSI, di fronte al tradimento del Re, di alcuni gerarchi e di Badoglio. In piena guerra ci fu un colpo di stato (25 luglio 1943) orchestrato d'accordo con la monarchia, per fare arrendere il Paese al nemico in modo incondizionato (!).
D'altro canto anche il governo monachico-badogliano accampava pretese di legittimità. Non fosse altro perchè il Re era ancora la massima figura istituzionale del Paese.