



I sondaggi di Ballarò
Al loft di Veltroni c’è un via vai da stamattina. Fassino, Violante, e poi Romano Prodi con tutti i ministri dell’Ulivo. Tutti i big del Pd si stanno presentando alla spicciolata come in devoto pellegrinaggio presso la corte del re Walter. Niente di insolito, la campagna elettorale è già iniziata. Ma che ci faceva Nando Pagnoncelli - il sondaggista di Ballarò, per capirci - nel quartier generale di Veltroni?
"Il Partito democratico da solo riscuote l'attenzione degli elettori e abbatte il muro tra i due schieramenti. E' un partito nuovo, moderato, giovane che rompe un vecchio equilibrio e ha la possibilità di muovere flussi elettorali", ha affermato uscendo sorridente dal loft.
E poi ha aggiunto: “La vera scommessa per il Partito democratico sarà quindi intercettare il voto degli indecisi, degli insoddisfatti, dei delusi che al momento sono ben un terzo dell'elettorato".
E ancora: “Il Pd può pescare a sinistra. Abbiamo indicazioni su elettori che pur sentendosi vicini a Rifondazione, sono tentati di votare Partito democratico perché sarebbe un voto utile".
Ma non solo: il Pd "può pescare anche tra i moderati della Cdl perché si presenta come una cosa nuova e appunto moderata e non come un partito dell'anti-berlusconismo che è un collante, ma ormai è un'arma spuntata". Basta toccare i tasti giusti: occupazione, costo della vita e salari, sicurezza e diminuzione delle tasse. E poi si sa, conclude Pagnoncelli, "i sondaggi saranno in continua evoluzione fino all'ultimo giorno prima del voto”. Quindi tutto è ancora possibile.
A questo punto sorge un dubbio: o Veltroni ha finalmente trovato uno spin doctor degno del miglior Obama, con buona pace del fido Bettini, o anche per Pagnoncelli è cominciata la campagna elettorale nelle fila del Pd.
Ma se delle due nessuna, che dovremmo pensare dei sondaggi che ogni settimana ci propina Floris a Ballarò?
07 Febbraio 2008 |
http://www.loccidentale.it/node/12994




"Lo anticipo ora, ma oggi è possibile ridurre le tasse"
"Grazie al risanamento portato avanti dal governo Prodi oggi è possibile venire incontro agli italiani con la riduzione delle tasse"
"E' la politica che deve rialzarsi, non l'Italia"
"Hanno già governato per 7 anni e propongono di farlo esattamente gli stessi di prima e con lo stesso programma di prima"
"Si può fare"
"La speranza la fiducia è il motore del cambiamento che serve all'Italia. Per questo mi candido, non per ricoprire una carica"
"Gli occhi degli italiani hanno visto troppo odio,l'Italia ora deve essere unita"
"Ora bisogna rimettersi in cammino e non ci sono due Italie.Non è giusto mettere le bandierine: gli italiani non appartengono a nessuno.Vogliamo una stagione nuova bisogna lasciare l'odio e scegliere la speranza"
"Verrà presto l'assemblea costituente del Pd, il tempo di tornare a parlare il linguaggio asciutto e severo dei programmi. Il tempo di spiegare e chiarire le nostre proposte e di ribadire, ad esempio, che oggi è possibile ridurre le tasse perché la lotta all'evasione ha dato risultati"
"Io rimango della mia idea: pagare meno, pagare tutti. Oggi, grazie al lavoro del Governo Prodi, possiamo fare quello che non è mai stato fatto. Quello, gli italiani lo sanno, che è stato ogni volta annunciato, ma non realizzato"
http://www.ansa.it/opencms/export/si..._12342748.html


Veltroni vuole a sinistra l'effetto Diccì, aspettandosi che, al di là dei militanti duri e puri e dintorni, molti dei potenziali elettori della COSA ROSSA, almeno al Senato, alla fine votino "Partito Democratico" (magari "turandosi il naso") per fare da "diga" contro Berlusconi. Al tempo stesso sottrae a Berlusconi la polemica anticomunista (egli stesso si presenta, in un certo senso quale anticomunista), e fa concorrenza "al centro" allo schieramento opposto e anche a fenomeni (spiazzati oggettivamente dalla sua scelta di sganciarsi della sinistretta più massimalista) come la "Rosa Bianca".
Saluti liberali


Fare campagna elettorale contro Veltroni è in realtà molto facile,sempre se il cdx lo vole fare davvero...basta ricordare i suoi 30 anni e più in Politica,com'è conciata la Capitale,il Governo Prodi ed il fatto determinante che il modello PD proposto da Veltroni in Italia in Europa di fatto non esiste...è lui l'anomalia della Politica italiana perchè il PD (come l'Ulivo) è per metà iscritto al PPE e per l'altra metà nel PSOE...


Probabilmente i Margheritari sono iscritti ai "liberaldemocratici" europei, giacchè dal PPE mi pare proprio che se ne siano andati da tempo.
Shalom


Lo Statista del Governo Ombrellone
"Fa impressione vedere chi sta al governo come se stesse in gita mentre si compiace perche' tutto va bene". Walter Veltroni, a Sky Tg 24 Sera, non ha risparmiato critiche al governo. "In Italia c'e' un clima pesante, c'e' angoscia nelle famiglie, c'e' una situazione stravagante", ha detto Veltroni a proposito delle scelte del governo rispetto alle domande del Paese.
http://www.adnkronos.com/IGN/Politic...1.0.2504675588
INFATTI LUI;IN PIENA CRISI ALITALIA...
19/9/2008 - SCRITTORI, ARTISTI E POLITICI ALLA PRESENTAZIONE DEL SUO LIBRO
E Veltroni si rilassa tra i liberal di New York
Prima in libreria su Broadway Avenue con Kathleen Kennedy e Ingrid Betancourt, poi a cena lungo Central Park West con Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Merrill Block e tanti altri ancora: per una giornata Walter Veltroni ha tenuto banco nell’Upper West Side di Manhattan fra scrittori, volti di spicco della galassia liberal e newyorkesi qualunque.
Alle 19 l’appuntamento è al secondo piano della libreria Barnes & Nobles. Sono circa un centinaio i newyorkesi venuti ad ascoltare il «former Mayor of Rome» nelle vesti di scrittore per il lancio di «The Discovery of Dawn», edizione americana del suo «La scoperta dell’alba». A presentarlo è Kathleen Kennedy Townsend, figlia maggiore di Bob, come un «uomo che comprende i dolori e le difficoltà della vita» oltre ad aver «trasformato la politica in Italia». Veltroni le risponde con un omaggio al padre assassinato 40 anni fa a Los Angeles: «Senza Robert Kennedy non sarei me stesso». Non a caso nel libro è nascosta la citazione di Shakespeare che Robert lesse nel 1964 ricordando il fratello John assassinato a Dallas. «Se c’è un significato politico del mio libro, è l’odio assoluto nei confronti del terrorismo» aggiunge il leader del Pd mentre in prima fila è seduta Ingrid Betancourt, reduce da oltre sei anni di prigionia nelle mani della guerriglia colombiana.
Con il pubblico in fila per farsi autografare il libro, Veltroni subisce domande a raffica dai lettori come neanche un’ora più tardi avviene da parte di scrittori e registi nel salotto di Antonio Monda, il docente di cinema della New York University, descritto dalla «Book Review» del «New York Times» come «il luogo da frequentare» in città.
Il parterre è quello delle grandi occasioni, ma l’ambiente è molto informale. Cena in piedi con menu misto di pasta italiana e delicatezze giamaicane di Jacquie, moglie di Monda. Oltre a Pamuk, Rushdie e al giovane Stefan Merrill Block vi sono Patrick McGrath, Paula Fox, James Ivory, Cathleen Schine, Gay Talese, Amy H. Homes come anche Victor Navasky, direttore di «Nation», e Paul Berman, autore di «Terror and Liberalism». A spiccare fra tutti, qui come era avvenuto in libreria, è ancora la figlia di Bob Kennedy. Con Veltroni il dialogo è intenso, ad ampio raggio. Si parte dall’Africa. «Mia figlia sta facendo una tesi sul ruolo della Cina in Africa - esordisce lei - che desta timori perché i cinesi vanno, sfruttano molto peggio di noi occidentali e poi lasciano indietro problemi più grandi di prima». Veltroni assicura di aver visto i segni della presenza cinese durante il soggiorno in Guinea Conakry e Costa d’Avorio e da lì il passo è breve per dire che «potremmo andare assieme in Africa». «Sarebbe un viaggio interessante» aggiunge la Kennedy, prima di passare a parlare di Obama. «Se vince Barack cambia tutto, anche in Europa» sostiene Veltroni, ma la Kennedy è prudente sul risultato, teme gli sgambetti di Hillary al candidato democratico e rilancia sull’Italia, chiedendogli: «Come ha fatto a liberarsi dell’estrema sinistra?». La veloce ricostruzione della nascita del Pd attira l’attenzione anche di Paula Fox, Paul Berman e del giovane Block. Un po’ tutti vogliono sapere «quando cadrà Berlusconi?» ma Veltroni, fedele alla veste di autore, non si sbilancia in previsioni preferendo parlare dell’Election Day. A serata finita la Kennedy trae le conclusioni: «Sono uomini come Veltroni che possono cambiare l’Europa, Barack deve vincere anche per loro».
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tm...e=58&sezione=#


Ragazzi...l'ultimo articolo de La Stampa è qualcosa di inarrivabile...se non fosse per la solita comicità involontaria del nostro noto gaffeur (è stato lui in vacanza fino ad oggi,non il Governo) sarebbe da incorniciare...


ma te lo sogni la notte walter? Non deve essere una bella cosa eh!