
Originariamente Scritto da
Paolo Arsena
Caro Lucas, tu sei sveglio, si vede subito, ragioni bene, soprattutto per la tua giovane età. Però ti invito a non cadere nelle banali logiche destrorse, che hanno la fobia preconcetta di tutto ciò che suona "sinistra". Anzitutto non è, questo, un approccio prettamente repubblicano (ammesso che tu ti voglia definire tale). E poi soprattutto non aiuta ad allargare gli orizzonti di un nuovo progetto.
Sul passaggio Prodi-Veltroni vorrei soprassedere, trattandosi di questioni su cui potremmo discutere all'infinito, senza che nessuno abbia davvero una sfera di cristallo. Mi limito solo a dire che dopo il discorso di ieri, la poltrona del Professore è oggettivamente entrata sotto pressione: il che significa, contrariamente a quanto da te scritto, che o Prodi è in grado di fare subito le riforme, di dare un altro passo e un altro spirito all'attività di governo, oppure nessuno (e men che meno il Partito Democratico) si lascerà logorare per altri tre anni, buttando al macero le potenzialità che il progetto veltroniano vuole acquisire. Siccome il nodo è l'intransigenza della sinistra radicale (da domani in rinnovata competizione con il PD), credo che la prima ipotesi sia da scartare in partenza, e quindi che Prodi sarà disarcionato al momento opportuno.
Quanto al proporre di "far entrare il PRI nella coalizione col PD", rispondo a te e rispondo nel contempo anche alle provocazioni di Brunik, che mi vuole assoldare al Partito Democratico, come al solito facendo finta di non capire (d'altronde ci sono sempre quelli che vedono tutto bianco e tutto nero, e solitamente è impossibile sviluppare un discorso serio, con loro).
Io parto solo questa constatazione, che è chiara, limpida e netta: di bipolarismo si muore. Col bipolarsimo vegeta Berlusconi da un lato, rendendo irriformabile un centrodestra asservito ai suoi denari, e dall'altro il centrosinistra si riduce a una casbah, ad un'alleanza cronicamente riottosa, che alla prova dei fatti non riesce a governare, dovendo tenere assieme visioni antitetiche della società.
Urge pertanto creare una cosa diversa, autonoma, che affronti i problemi dello sviluppo e della modernità sulla base di valori laici e liberali. Questo aggregato, che repubblicani e liberali nel loro piccolo possono concorrere a costruire cominciando a farsi interpreti dell'ELDR europeo, deve essere in grado di introdurre una disarticolazione del sistema. Utile da un lato a far emergere anche una destra radicalmente diversa da quella che abbiamo conosciuto, e dall'altro ad offrire al Partito Democratico una sponda riformatrice che si presenti, all'occasione, come alternativa alla sinistra radicale.
I Giordano, i Diliberto, i Pecoraro devono essere emarginati. Danno il meglio di sé all'opposizione, che li ripaga in termini di voti. Dunque ci stiano per sempre, all'opposizione.