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Discussione: Il PD di Veltroni

  1. #71
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Veniamo al secondo punto.
    Nel momento in cui sale Veltroni, comincia a scendere Prodi. In caduta libera, tra l’altro, essendo già da tempo in repentina discesa.
    Il discorso di Veltroni non è stato un semplice esercizio oratorio, né una blanda lista della spesa. E’ stato il discorso di chi si candida a governare. Anche perché, giustamente, ha solleticato la gente a vederlo all’opera, a vedere realizzate le tante cose che ha detto di voler fare. Perché sono sicuramente piaciute, e cominceranno a creare una viva aspettativa.
    Ebbene, è chiaro che Prodi non resterà in sella a lungo, a logorare quel poco (o tanto) di buono che Veltroni potrebbe infondere al PD. Il cavallo si cambierà presto, e probabilmente in corsa.
    E questo può essere un elemento da leggere in vario modo, positivo o negativo, ma certamente sarà la certificazione del fatto che, a dispetto di quanto sostenuto dai suoi promotori (e a sostegno di quanto dicevamo noi), il PD non rafforza il governo, ma lo demolisce.
    Unica vera goduria, sarà vedere Prodi che si distrugge con le proprie mani. Aiutato da cotanto fattore C, e poi vittima della propria nullità, in quanto a strategia politica. Come d’altronde successe già nel ’98. Non solo, ma sarà facile vedere con l’uscita di scena di Prodi, anche la resa politica del Cavaliere, che con Veltroni non ha più partita.
    Veltroni, anche se Prodi dovesse cadere, non può sostituirlo immediatamente. Perché al Senato hanno una maggioranza risicata, che gli impedirebbe di governare veramente, e con la Sinistra estrema non ha ancora avuto modo di stabilire un "accordo di coabitazione".

    Per questo occorre, oggi più che mai costruire una gamba diversa, che aiuti il PD ad uscire dal pantano di questa sinistra. Occorre una forza di stampo laico, democratico e liberale, che possa puntare con più decisione sui temi coraggiosi della laicità, del nucleare, degli investimenti nella ricerca scientifica, di una vera riforma della pubblica amministrazione (che ds e democristiani non potranno mai cambiare credibilmente, malgrado le belle parole).
    Questo è fondamentale. Perché se cresce una forza siffatta, il PD potrà avere una sana alternativa a Bertinotti. Potrà governare guardando a forze responsabili, che promuovono una visione largamente compatibile, e che possono conferire all’opera di governo, oltre che una tenuta sui principi laici e liberali, una maggiore garanzia di efficacia e stabilità.
    Intendi proporre di far entrare il PRI nella coalizione con il PD?

    Elettoralmente non pagherebbe, tutt'altro. Veltroni catalizzerebbe su di sé il più dei consensi elettorali, relegando il PRI a restare un partitino dello 0,X%. Per avere voti ci vuole visibilità e nella coalizione con il PD la visibilità non sarebbe possibile.

    E poi francamente allearsi con il PD, con la "cosa rossa" (come viene soprannominato il partito unitario della Sinistra estrema che sta nascendo) a fare minacce e pretese, è semplicemente impensabile.

  2. #72
    laico progressista
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    Caro Lucas, tu sei sveglio, si vede subito, ragioni bene, soprattutto per la tua giovane età. Però ti invito a non cadere nelle banali logiche destrorse, che hanno la fobia preconcetta di tutto ciò che suona "sinistra". Anzitutto non è, questo, un approccio prettamente repubblicano (ammesso che tu ti voglia definire tale). E poi soprattutto non aiuta ad allargare gli orizzonti di un nuovo progetto.

    Sul passaggio Prodi-Veltroni vorrei soprassedere, trattandosi di questioni su cui potremmo discutere all'infinito, senza che nessuno abbia davvero una sfera di cristallo. Mi limito solo a dire che dopo il discorso di ieri, la poltrona del Professore è oggettivamente entrata sotto pressione: il che significa, contrariamente a quanto da te scritto, che o Prodi è in grado di fare subito le riforme, di dare un altro passo e un altro spirito all'attività di governo, oppure nessuno (e men che meno il Partito Democratico) si lascerà logorare per altri tre anni, buttando al macero le potenzialità che il progetto veltroniano vuole acquisire. Siccome il nodo è l'intransigenza della sinistra radicale (da domani in rinnovata competizione con il PD), credo che la prima ipotesi sia da scartare in partenza, e quindi che Prodi sarà disarcionato al momento opportuno.

    Quanto al proporre di "far entrare il PRI nella coalizione col PD", rispondo a te e rispondo nel contempo anche alle provocazioni di Brunik, che mi vuole assoldare al Partito Democratico, come al solito facendo finta di non capire (d'altronde ci sono sempre quelli che vedono tutto bianco e tutto nero, e solitamente è impossibile sviluppare un discorso serio, con loro).

    Io parto solo questa constatazione, che è chiara, limpida e netta: di bipolarismo si muore. Col bipolarsimo vegeta Berlusconi da un lato, rendendo irriformabile un centrodestra asservito ai suoi denari, e dall'altro il centrosinistra si riduce a una casbah, ad un'alleanza cronicamente riottosa, che alla prova dei fatti non riesce a governare, dovendo tenere assieme visioni antitetiche della società.
    Urge pertanto creare una cosa diversa, autonoma, che affronti i problemi dello sviluppo e della modernità sulla base di valori laici e liberali. Questo aggregato, che repubblicani e liberali nel loro piccolo possono concorrere a costruire cominciando a farsi interpreti dell'ELDR europeo, deve essere in grado di introdurre una disarticolazione del sistema. Utile da un lato a far emergere anche una destra radicalmente diversa da quella che abbiamo conosciuto, e dall'altro ad offrire al Partito Democratico una sponda riformatrice che si presenti, all'occasione, come alternativa alla sinistra radicale.
    I Giordano, i Diliberto, i Pecoraro devono essere emarginati. Danno il meglio di sé all'opposizione, che li ripaga in termini di voti. Dunque ci stiano per sempre, all'opposizione.

  3. #73
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    I Giordano, i Diliberto, i Pecoraro devono essere emarginati. Danno il meglio di sé all'opposizione, che li ripaga in termini di voti. Dunque ci stiano per sempre, all'opposizione.

    Mentre i centristi stiano sempre lì, al governo, a riportare il debito al 121% del PIL come ai bei tempi in cui sapevano che per quanto schifo facessero nessuno li avrebbe mai cacciati via

    Poi purtroppo è arrivata tangentopoli e il periodo buio della seconda repubblica in cui nessuna riconferma è mai certa.

    Amici, il sistema elettorale che salva rappresentatività, alternanza e governabilità esiste già, in Francia Le Pen con gli stessi voti dei DS non conta niente perchè puoi essere di destra e vincere comodamente anche senza di lui, figuriamoci adesso che c'è il partito democratico se qua i Italia non puoi essere di sinistra e vincere lo stesso senza il temuto Diliberto, ma soprattutto Mastella, che alle analisi del Pablito sulle cause della ingovernabilità sfugge sempre di mente.

    Un sistema che garantirebbe anche l'esistenza di un terzo polo laico democratico e di centro, che se si porta a casa il suo deputato si potrà alleare con la destra oppure con la sinistra a secondo dei casi, oppure se non gli vanno bene nè destra nè sinistra si potrà tranquillamente accomodare all'opposizione senza pregiudizi per la governabilità.

  4. #74
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Caro Lucas, tu sei sveglio, si vede subito, ragioni bene, soprattutto per la tua giovane età. Però ti invito a non cadere nelle banali logiche destrorse, che hanno la fobia preconcetta di tutto ciò che suona "sinistra". Anzitutto non è, questo, un approccio prettamente repubblicano (ammesso che tu ti voglia definire tale). E poi soprattutto non aiuta ad allargare gli orizzonti di un nuovo progetto.

    Sul passaggio Prodi-Veltroni vorrei soprassedere, trattandosi di questioni su cui potremmo discutere all'infinito, senza che nessuno abbia davvero una sfera di cristallo. Mi limito solo a dire che dopo il discorso di ieri, la poltrona del Professore è oggettivamente entrata sotto pressione: il che significa, contrariamente a quanto da te scritto, che o Prodi è in grado di fare subito le riforme, di dare un altro passo e un altro spirito all'attività di governo, oppure nessuno (e men che meno il Partito Democratico) si lascerà logorare per altri tre anni, buttando al macero le potenzialità che il progetto veltroniano vuole acquisire. Siccome il nodo è l'intransigenza della sinistra radicale (da domani in rinnovata competizione con il PD), credo che la prima ipotesi sia da scartare in partenza, e quindi che Prodi sarà disarcionato al momento opportuno.

    Quanto al proporre di "far entrare il PRI nella coalizione col PD", rispondo a te e rispondo nel contempo anche alle provocazioni di Brunik, che mi vuole assoldare al Partito Democratico, come al solito facendo finta di non capire (d'altronde ci sono sempre quelli che vedono tutto bianco e tutto nero, e solitamente è impossibile sviluppare un discorso serio, con loro).

    Io parto solo questa constatazione, che è chiara, limpida e netta: di bipolarismo si muore. Col bipolarsimo vegeta Berlusconi da un lato, rendendo irriformabile un centrodestra asservito ai suoi denari, e dall'altro il centrosinistra si riduce a una casbah, ad un'alleanza cronicamente riottosa, che alla prova dei fatti non riesce a governare, dovendo tenere assieme visioni antitetiche della società.
    Urge pertanto creare una cosa diversa, autonoma, che affronti i problemi dello sviluppo e della modernità sulla base di valori laici e liberali. Questo aggregato, che repubblicani e liberali nel loro piccolo possono concorrere a costruire cominciando a farsi interpreti dell'ELDR europeo, deve essere in grado di introdurre una disarticolazione del sistema. Utile da un lato a far emergere anche una destra radicalmente diversa da quella che abbiamo conosciuto, e dall'altro ad offrire al Partito Democratico una sponda riformatrice che si presenti, all'occasione, come alternativa alla sinistra radicale.
    I Giordano, i Diliberto, i Pecoraro devono essere emarginati. Danno il meglio di sé all'opposizione, che li ripaga in termini di voti. Dunque ci stiano per sempre, all'opposizione.
    Personalmente vedo la Sinistra e la Destra un pò sullo stesso livello, ideologie diverse ma al contempo simili su molti aspetti.

    Ammetto di essere riluttante ad anche solo dialogare con questa Sinistra estrema, ma questo non certo per il nome che porta bensì per il contenuto del loro programma (buono solo per un'opposizione).

    Se un fino a poco tempo fa mi veniva naturale definirmi di Destra, seppur a malincuore sia perché ritengo tali divisioni piuttosto fittizie sia perché la CdL non mi rappresenta, ora che ho "scoperto" il Partito Repubblicano ammetto che mi viene più naturale definirmi repubblicano. Questo perché, come ho già detto, unisce le idee obiettivamente migliori e più utili per la nazione ma senza alcuna ideologia. Ideologie che, a parer mio, sono da relegare quanto prima al passato.

    Sul bipolarismo concordo con te e aggiungo le motivazioni. Il bipolarismo di per sé è artificioso, tende a limitare a priori gli spazi di manovra ed a relegare le idee in soli due modus operandi, decisi arbitrariamente tempo addietro, ed impedendo un disteso incontro per gli interessi nazionali.

    Personalmente ritengo che servano persone e movimenti che, ove necessario, sanno essere trasversali, dialogando con ambedue le parti senza pregiudizi. Un sistema politico efficiente deve permettere l'incontro, disteso, tra persone dalle alte capacità, anche se di opposti schieramenti. Limitare lo scambio culturale ad un singolo schieramento tende a favorire solo la mediocrità e a dividere, per interessi di partito, idee che potrebbero essere complementari tra loro.

    Concordo anche sul fatto che né Veltroni né il PD vogliono che Prodi, qualora risulti ancora impossibilitato a riformare, logori il consenso elettorale e, dunque, potrebbero far cadere il suo Governo. Nel post precedente precisavo, appunto, che però si andrebbe per forza di cose ad elezioni anticipate in quanto una semplicemente sostituzione, come avvenuta nel '98 con D'Alema, non sarebbe auspicabile per il PD a causa di una mancata maggioranza al Senato ed un accordo con la Sinistra estrema tutto da definirsi (quello attuale è legato alla figura di Prodi).

  5. #75
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Concordo anche sul fatto che né Veltroni né il PD vogliono che Prodi, qualora risulti ancora impossibilitato a riformare, logori il consenso elettorale e, dunque, potrebbero far cadere il suo Governo. Nel post precedente precisavo, appunto, che però si andrebbe per forza di cose ad elezioni anticipate in quanto una semplicemente sostituzione, come avvenuta nel '98 con D'Alema, non sarebbe auspicabile per il PD a causa di una mancata maggioranza al Senato ed un accordo con la Sinistra estrema tutto da definirsi (quello attuale è legato alla figura di Prodi).
    E' giusto. Ma sarebbe altrettanto pazzesco che il centrosinistra voglia sostituire Prodi andando a votare, rischiando la sconfitta, ma soprattutto rischiando ulteriore instabilità, con la legge elettorale attuale, congegnata in questa maniera.
    Dunque appare difficile ad oggi prevedere in concreto le modalità di questo passaggio, ancora prematuro.
    Ci si può fermare alla constatazione che se il logoramento del governo Prodi proseguirà (come probabile), questo rappresenterà una condizione non più sostenibile per Veltroni & C., cui si dovrà necessariamente mettere mano.

    Quanto alla barzelletta che fa sganasciare il nostro Brunik in una risata del tutto solitaria, basterebbe che il nostro amico si mettesse nei panni dell'elettore tendenzialmente di destra (e desse un'occhiata anche agli indici di gradimento): se il confronto è tra Berlusconi e Prodi, non ha dubbio alcuno. Vota il primo ad occhi chiusi. Se il confronto è invece tra Berlusconi e il Veltroni dell'altro giorno, finirebbe per ammettere che quest'ultimo ha introdotto un vento di novità e di freschezza propositiva, nell'aria resa fetida dal fiato prodiano e berlusconiano. Dunque, il centrosinistra ha aperto la finestra, il centrodestra invece la lascia chiusa. Ebbene che fa, quest'elettore? Si tura il naso e continua rimestare nel vecchio? Qualcuno lo farà pure, ma quelli (tanti o pochi) che non vorranno farlo, daranno la garanzia della vittoria al centrosinistra.
    Questo a destra lo hanno capito tutti (e forse lo stesso Berlusca, se non lo ha già capito, finirà per convincersi).

    L'ho già detto: in un contesto che restasse polarizzato in questa maniera, un centrodestra che volesse davvero dare battaglia dovrebbe schierare la Moratti.
    Quanto alla morale finale della "barzelletta", la lasciamo ai posteri.

  6. #76
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    se il confronto è tra Berlusconi e Prodi, non ha dubbio alcuno. Vota il primo ad occhi chiusi. Se il confronto è invece tra Berlusconi e il Veltroni dell'altro giorno, finirebbe per ammettere che quest'ultimo ha introdotto un vento di novità e di freschezza propositiva, nell'aria resa fetida dal fiato prodiano e berlusconiano..
    Guarda che non c'è nessuna novità, Veltroni dice le stesse cose precise di Prodi, con la differenza è che Walter non ha ancora subito il trattamento mediatico riservato a Prodi che nel primo anno ha dovuto risanare i conti disastrati dai fetidi bananas, sollevando l'entusiasmo di coloro che sono stati chiamati a servire la Patria pagando le tasse. Prodi continui il suo lavoro, poi passerà alla storia. E non si proccupi dei sondaggi, ha la stima di coloro che di economia ne capiscono qualcosa, gli altri seguiranno.

    La vera novità sono il PD e le primarie, se Veltroni si fosse candidato alla segreteria dei DS nessuno lo avrebbe cagato.

    Io ora mi aspetto e spero che scenda in campo Bersani e sfidi Veltroni alle primarie.

  7. #77
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    Ormai Brunik, sei da tempo impegnato nel bocca a bocca con Prodi per tenerlo in vita. E' naturale che il fiato fetido non lo senti neanche più.
    Se il governo regge è merito tuo. E il Ragioniere nemmeno ti ringrazia....

  8. #78
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    Ormai questo è come i bananas, l'unica cosa che conta per lui sono i giorni che mancano alla fine dell'odiato governo Prodi, ormai sono 410 giorni che Prodi ha i giorni contati e questi friggono e contano.

    Tranquillo, devi tenere botta ancora meno di 4 anni, adesso goditi le primarie volute da Prodi che servono per eleggere il segretario del grande partito creato da Prodi, un partito che poco tempo fa a sentir te aveva i giorni contati, come il governo, mi avevi cannato un'altra volta l'analisi, birichino, e non è certo la prima volta.

    Ma tornando alla tua interessante analisi sulla freschezza della nuova aria portata da Veltroni, saprebbi elencarmi i punti di rottura tra Walter e il suo leader?

  9. #79
    laico progressista
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    Sono l'ultimo a cui interessa la caduta del governo, a dire il vero, ma la speranza spesso confligge con la realtà delle cose.
    Se poi succede, consentimi almeno la soddisfazione di sbaraccare finalmente quella tenda piazzata là da tempo, ormai, in mezzo ad un prato di mozziconi in riva al fiume....

    Comunque, tra Veltroni e Prodi due elementi di vistosa differenza te li ho già sottolineati.
    Comincia a rileggerti quelli, in attesa del resto.

    Poi mi sa che in quanto a bananas ce la battiamo bene, considerato il tuo zerbinismo per la Brambilla....

  10. #80
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    Milano, 24 lug. (Adnkronos) - La nascita del Partito Democratico aiuta l'Unione a ridurre il distacco che divide il centrosinistra dalla Cdl nei sondaggi. Lo ha detto il sondaggista Nando Pagnoncelli che ha partecipato al convegno milanese per sostenere la candidatura di Walter Veltroni a segreterio del Partito Democratico.

    "Il distacco tra le due coalizioni -ha spiegato Pagnoncelli- era molto grande ma la nascita del Pd lo ha diminuito a livello nazionale da 15 a 3 punti mentre nel Nord il distacco e' passato dal 25% al 13% per il centrodestra".

 

 
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