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Discussione: Beppe Grillo

  1. #501
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    Anche concordando sul fatto che Grillo rappresenti l'antipolitica e che quindi sia il rappresentante di un fenomeno deleterio, non è possibile non porsi una domanda.
    Se Grillo è l'antipolitica, la Politica da chi è incarnata ?
    Da Berlusconi, Bossi Casini e Fini ?
    Da Prodi Fassino Rutelli Mastella DiPietro....
    La Politica è quella che quando è all'opposizione è sistematicamente contro tutto e contro tutti, che profetizza in continuazione disgrazie e la fine della democrazia ?
    La Politica è quella che quando è al Governo vorrebbe governare ma.... l'11 Settembre, il buco lasciato dal precedente Governo, il caro petrolio, le lobby......

    La triste realtà è che Grillo non è antipolitica, fa politica come tutti gli altri a suon di parole e.... basta.

  2. #502
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    Citazione Originariamente Scritto da Winston Smith Visualizza Messaggio
    Intanto stai perdendo anche tu perchè anche se avrai firmato al V-Day non sei alla fin fine immune dalle minchiate che quotidianamente ci vengono perpetrate dai politici.
    Ma quello che mi sta meravigliando enormemente dei seguaci di Grillo (perchè ormai questo siete) è l'integralismo. Veramente spaventoso. Vi siete professati ed autoproclamati massa pensante, libera, critica, a differenza di chi, secondo voi, "segue i partiti politici". Tuttavia avete seguito alla cieca un incantatore di serpenti o un pifferaio magico che vi ha fatto firmare una riforma di legge che verrebbe demolita all'istante da voi stessi se quello spirito critico, quell'indipendenza di pensiero, che tanto blaterate di avere la utilizzaste nei confronti di ciò che avete firmato e proposto.
    Ho apprezzato molto in questi giorni amici e forumisti (di altri forum) che candidamente mi hanno detto di aver firmato in segno di protesta ma non perchè credessero più di tanto nella riforma di legge.
    Trovo figure veramente patetiche invece chi, di fronte all'evidenza dell'assurdità della riforma proposta, si ostina a difenderla come fosse la panacea di tutti i mali d'Italia e non solo la difende ma anche spera che essa venga discussa e approvata dal Parlamento nonostante la sua incostituzionalità e nonostante cozzi in maniera palese con i più basilari principi della nostra democrazia.
    Fin qui solo chiacchiere e niente di concreto. Oltretutto, nessuno pensa che sia "la panacea di tutti i mali". E' solo un miglioramento. Grosso se vuoi, ma è meglio che la stagnazione o il peggioramento a cui abbiamo assistitito negli ultimi venti anni.


    Citazione Originariamente Scritto da Winston Smith Visualizza Messaggio
    Per venire al discorso che ti ho quotato.
    Vedi io son d'accordo che "Sarà più democratico un sistema che ti permette di scegliere CHI delegare a legiferare, piuttosto un sistema che sceglie CHI delega il delegatore..."; per carità, d'accordissimo.
    Ullallallà...strano, quando si entra nel merito tutti d'accordo...si può avere degli interlocutori che parlino della proposta anzichè parlare di tutto il resto tranne che della stessa. Perchè io ho firmato per quella, non per le battute di Grillo, i suoi trascorsi giudiziari o altro...

    Citazione Originariamente Scritto da Winston Smith Visualizza Messaggio
    E' un passo avanti rispetto alla legge elettorale attuale. Ma ti\vi illudi che veramente basta questo. Giusto per capirci ma tipo tutti i politici di Tangentopoli come sono stati eletti? Tutti questi corrotti che fanno mala politica come sono stati eletti nelle passate legislature?Questo per dire che anche la riforma al voto di preferenza, non elimina nè candidature clientelari, nè politici corrotti, nè altro; la lista che il cittadino vota è decisa sempre e comunque dalle segreterie di partito e il voto "vecchio stile" ha alimentato la pratica dei voti clientelari e dei voti mafiosi. Per carità meglio prima di adesso, ma non illudetevi che sia il sistema perfetto e risolva il problema del voto clientelare.
    Ho detto che basta? Dove?
    Ho anche scritto nel post di risposta all' articolo di Luittazzi, basta la Polizia a impedire gli stupri, gli omicidi ecc...? No? E allora aboliamo la polizia?

    Anche tu vivi in un mondo bipolare, manicheo 0 o 1...
    O si risolve tutto o niente?

    Ai manichei.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  3. #503
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    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario Visualizza Messaggio
    D'accordo, la forma non è della migliori, ma la sostanza non è pessima! Va preso come spunto per un'inversione di tendenza nel modo di far politica.
    Parliamo di come sono poste le altre proposte politiche?

    Ai dubbi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  4. #504
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    Citazione Originariamente Scritto da ScimmioneNudo Visualizza Messaggio
    Ullallallà...strano, quando si entra nel merito tutti d'accordo...si può avere degli interlocutori che parlino della proposta anzichè parlare di tutto il resto tranne che della stessa. Perchè io ho firmato per quella, non per le battute di Grillo, i suoi trascorsi giudiziari o altro...
    Se vuoi entriamo nel concreto di tutte le proposte e ti dico che non siamo per nulla d'accordo. Ho parlato solo dell'elezione diretta dei parlamentari, ma le altre 2 proposte fanno acqua da tutte le parti.
    Ancora non si è capito perchè un condannato per aver investito involontariamente qualcuno non può fare il parlamentare e ancora non si è capito perchè un politico dopo 2 legislature non può più essere parlamentare. Niente politici di professione? E' uno slogan come tanti; di fatto se vuole un politico fa il "politico di professione" anche con solo una legislatura, anche senza se proprio vogliamo. Entrambe le proposte sono anticostituzionali: chi è condannato per un qualsiasi reato non ha un marchio nero in fronte e non è per forza un disonesto; così come un politico capace ed esperto deve poter fare più di due legislature e se proprio non deve farle lo deve decidere il cittadino mediante elezione. Che poi in USA facciano o meno così me ne può fregar di meno: stati diversi, storia diversa, sistemi politici diversi, leggi elettorali diverse; non fa molto testo.

    P.S.:Le chiacchiere le facciamo tutti, tu non ne sei esente. Dare un giudizio globale su quanto avvenuto non è fare "chiacchiera" ed è Grillo stesso a proporre le sue riforme come panacea a tutti i mali. Il mondo bipolare è da un altra parte, per esempio da chi ha detto che chi ha firmato al V-day è una persona per bene.

  5. #505
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    Citazione Originariamente Scritto da vend. solitario Visualizza Messaggio
    Approvare, anche parzialmente, alcune proposte di Beppe Grillo non significa mettergli al dito la fede di matrimonio ( se è per questo mi ricordo ancora con rabbia le 50000 lire pagate al Palasport 10 anni fa per sentirlo ), né buttare dalla finestra Gramsci o Berlinguer ( che, tra l'altro, non sono la stessa cosa!).
    C'è una certa sinistra, o sedicente tale, che rifiuta ogni minima proposta che non sia PERFETTAMENTE COINCIDENTE CON LE DIRETTIVE DEL PARTITO, il nuovo Dio! E che, per accontentare i propri dirigenti, sarebbe pronta, ad es., a far fuori nuovamente Trotskij!
    Grillo o Brillo?
    Mi sa che qui l'esaltazione acritica per il nuovo capopopolo inizia a produrre il più nefasto populismo.
    Che cosa abbia di nuovo Grillo lo sai solo tu, non è certo di primo pelo.
    Però a beneficio di tutto coloro che ignorano, o fingore di ignorare che Grillo è semplicemente la reincarnazione di un movimento di alcuni decenni fa, un po di salutare storia, maestra di vita.

    Fronte dell'Uomo Qualunque
    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
    (Reindirizzamento da Uomo Qualunque)

    « Questo è il giornale dell'uomo qualunque, stufo di tutti, il cui solo, ardente desiderio, è che nessuno gli rompa le scatole. »
    (Guglielmo Giannini)

    Il Fronte dell'Uomo Qualunque (UQ) fu un movimento e, successivamente, un partito politico italiano sorto attorno all'omonimo giornale (L'Uomo qualunque) fondato a Roma nel 1944 dal commediografo e giornalista Guglielmo Giannini.


    Il periodico
    Il 27 dicembre 1944 viene fondato e diretto da Guglielmo Giannini un nuovo settimanale, battezzato L'Uomo qualunque. Il successo di questa pubblicazione si riscontra nelle tirature: dalle 25.000 del primo numero, si arriverà alle 850.000 del maggio del 1945. Lo scopo dell'ideatore era quello di dare voce alle opinioni dell'uomo della strada, contrario al regime dei partiti e ad ogni forma di statalizzazione. Fin dal primo numero la posizione del settimanale è chiara; contraria al fascismo, di cui condanna il centralismo decisionale, ma anche al comunismo e agli antifascisti di professione, accostati al primo fascismo per l'accento epurazionista dei primi anni del dopoguerra. Per queste posizioni ben definite il giornale viene considerato filo-fascista. Per questo motivo verrà chiesta a più voci la soppressione della testata. Il 5 febbraio 1945 Giannini viene denunciato dall'alto commissario dell'epurazione, Grieco, senza esito alcuno.


    Gli sviluppi
    Giannini, di matrice liberale e liberista, detesta le masse: "Non esiste e non può esistere una politica di massa", come ebbe a scrivere nel 1945. L'accelerazione alla nascita di un partito di massa viene però a crearsi con il governo di Ferruccio Parri, insediatosi il 21 giugno del 1945. Il neo Presidente del Consiglio viene accusato dal settimanale di Giannini di essere inadeguato per la carica ricoperta. Il successo di questa iniziativa è tale che, spontaneamente, numerosi simpatizzanti si uniscono in gruppi definiti amici dell'Uomo qualunque, che assumono il nome di nuclei qualunquisti.


    Nascita del partito
    Alla formazione dei nuclei qualunquisti, seguono la nascita di sedi sparse nella penisola italiana, tesseramenti e fondazioni di segreterie. In un primo momento Giannini cerca di confluire questa adesione popolare nel Partito Liberale Italiano, ma l'opposizione di Benedetto Croce fa naufragare questo progetto. A seguito di questo rifiuto, Giannini decide di fondare il suo partito. Il primo congresso del neonato Fronte dell'Uomo qualunque si tiene a Roma tra il 16 ed il 19 febbraio del 1946.


    Il programma
    Il Fronte dell'Uomo qualunque concepisce uno Stato non di natura politica, ma semplicemente amministrativa, senza alcuna base ideologica. Uno stato tecnico che funga da organizzatore di una folla e non di una nazione. Secondo Giannini per governare : "basta un buon ragioniere che entri in carica il primo gennaio e se ne vada il 31 dicembre. E non sia rieleggibile per nessuna ragione".

    Da questa visione ne deriva che lo Stato deve essere il meno presente nella società. L'economia deve essere lasciata totalmente ai privati in un sistema totalmente liberista. Se ciò non fosse lo Stato diverrebbe etico, e secondo Giannini da questa eticità ne deriverebbe l'oppressione del libero pensiero del singolo, fino ad arrivare ad una visione imperialista dell'organizzazione centrale.

    I punti cardini sono quindi:

    Lotta al comunismo
    Lotta al capitalismo della grande industria
    Propugnazione del liberismo economico individuale
    Limitazione del prelievo fiscale
    Negazione della presenza dello Stato nella vita sociale del paese

    l'Assemblea Costituente
    Il 2 giugno 1946 si tengono le elezioni nazionali per la nascita dell' Assemblea Costituente.

    Il Fronte dell'Uomo qualunque ottiene 1.211.956 voti, pari al 5,3% delle preferenze, diventando il quinto partito nazionale, dopo la Democrazia Cristiana, il PSIUP, il Partito Comunista Italiano e l' Unione Democratica Nazionale . Vengono assegnati al partito di Giannini 30 deputati.


    Il vuoto politico
    A Parri succede alla guida del Governo Alcide De Gasperi che attacca duramente la formazione di Giannini, definendola filofascista.

    Oltre ai grandi partiti radicati nel territorio, anche la Confindustria guidata da Angelo Costa è ostile al Fronte dell'Uomo qualunque, per gli attacchi ricevuti da Giannini su presunti accordi tra la grande industria ed il sindacato, controllato dai comunisti.

    Nel 1947 il partito qualunquista ricopre un ruolo fondamentale per la nascita del terzo governo di De Gasperi. Giannini accetta l'accordo per potere estromettere sia i socialisti che i comunisti dal varo della nuova compagine governativa.

    Questo avvicinamento alla Democrazia Cristiana rappresenterà però la fine del successo popolare del Fronte dell'Uomo qualunque. I sostenitori delusi dal nuovo posizionamento dichiaratamente governativo abbandonano il partito. Quest'ultimo si scioglierà nel volgere di pochi anni, confluendo nelle sue componenti maggioritarie nel Partito Nazionale Monarchico e nel neonato Movimento Sociale Italiano.


    Il termine qualunquismo, poi rimasto nel lessico politico con evidente accezione negativa, definisce atteggiamenti di sfiducia nelle istituzioni democratiche, di diffidenza e ostilità nei confronti della politica e del sistema dei partiti, di insensibilità agli interessi generali, che si traducono in opinioni semplicistiche e sostanzialmente conservatrici sui problemi dello stato e del governo. In verità il movimento era tutt'altro che disinteressato ed insensibile alla vita politica del Paese, ma piuttosto sfiduciato dal sistema partitocratico e dallo scarso interesse che la politica mostrava verso i reali problemi della gente, dell'uomo qualunque appunto. Nella cultura francese esiste un termine analogo, poujadisme.
    Myrddin

  6. #506
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    La Casta ha venduto oltre 800 mila copie in pochi mesi. Questo purtroppo non significa che gli italiani abbiano cominciato improvvisamente ad interessarsi ai libri. Gli italiani sono in fondo alle classifiche europee di lettura di libri. Questo è un dato. Si potrebbe dire, qualcuno - mi sembra di sentirlo - potrebbe dire:
    “E tu che vuoi? Ti lamenti se 800.000 persone acquistano un libro? Andiamo bene! Dovresti ringraziare invece, cogliere in questo un segnale del mondo che cambia, una tendenza che si inverte, una scintilla che si accende in un popolo stremato da una classe politica ipertrofica e inamovibile.”


    Forse dovrei.

    E tuttavia dubitare che il successo clamoroso di un saggio sui guasti della politica in Italia possa significare qualcosa per la crescita della passione per la lettura negli abitanti della penisola è un po’ come dubitare che il grande successo del V-day di Beppe Grillo significhi qualcosa nel panorama della nuova comunicazione in rete. Che e’ poi quello che mi appresto a fare in questo lungo post.

    Si parla molto in questi giorni di come il successo del blog di Grillo e dell’iniziativa di aggregazione del malcontento popolare del comico genovese siano fenomeni mediati da Internet. Ma come La Casta non trasforma gli italiani in feticisti della lettura cosi le migliaia di contatti del blog di Beppe Grillo e le successive concretizzazioni nella vita reale di questa audience (dai primordiali acquisti di pagine sui quotidiani alle ultime manifestazioni di piazza) non fanno dei fans di Beppe Grillo la nuova onda della comunicazione in rete che si fa “azione politica”.
    Lasciamo perdere le analisi che giungono da fuori della rete, non ci interessano, tanto sono lontane da una comprensione minima delle cose (e in molti casi in questi mesi la stampa italiana su Grillo ha mostrato davvero il peggio di sè) e riferiamoci solo ad alcune delle analisi che abbiamo letto in questi giorni sul web.
    Il blog di Beppe Grillo, senza volerne sminuire il grande successo popolare, non fa parte di nessuna nuova dinamica comunicativa di rete. E’ comunicazione convenzionale con le ballerine del web 2.0 attorno. Beppe Grillo fa sul suo sito la stessa cosa che fa da un palco dei suoi tanti spettacoli in giro per l’Italia. Internet non aggiunge un grammo a queste modalità note e sperimentate. I fenomeni aggregativi che avvengono a margine del suo blog, quelli sì invece usano la rete ed il passaparola per dar segno di sè, ma hanno con Grillo il medesimo rapporto che Grillo ha con i suoi fan fuori dal teatro. Buono o cattivo che sia nulla di nuovo all’orizzonte.


    Se questo è vero si capisce bene come invocare il passaparola o gli strumenti della rete (il potere di Internet scrivono in molti) come la spiegazione di questo grande successo giunto fino alle piazze d’Italia, sia una affermazione abbastanza vuota di senso. Grillo ha successo, le sue campagne incontrano l’attenzione del pubblico e riempiono le piazze in virtù del suo talento (o della sua irresistibile guittezza) e non perchè sacri contenuti sono stati applicati ad uno strumento comunicativo nuovo che ne ha moltiplicato la risonanza. Internet insomma non c’entra molto.


    Anzi paradossalmente Internet è stata usata da Grillo (come per la verità fanno in molti) per verniciare di nuovo vecchi meccanismi aggregativi che hanno in passato ottenuto uguale successo di pubblico per altre vie. Grillo per esempio da tempo straparla di blog e del loro grande potere ma si capisce bene, ascoltandolo, che si sta riferendo al proprio blog e a null’altro. Perchè null’altro forse conosce. Da questo punto di vista la definizione di “leghista ripulito” che alcuni miei caustici commentatori hanno ritenuto di dargli, non è poi cosi totalmente assurda: racconta di un massimalismo con platea plaudente che assomiglia molto ad una certa retorica celodurista oggi fortunatamente quasi passata di moda (a parte Borghezio ma questa e’ un’altra faccenda).


    Questo punto di vista appena espresso forse aiuta anche a comprendere, come mai i blog più popolari in Italia – come scrivono alcuni - abbiano snobbato la causa di Grillo quasi completamente per dedicarsi come al solito allo struscio reciproco (una domanda che anche Stefano Vitta si poneva nel suo talk al Romagnacamp qualche giorno fa). Scrive per esempio Kit ancora dai commenti del mio blog:


    Come mai ad ogni languido sospiro di Luca Sofri (il cui sito leggo volentieri, ma che continuo a non considerare un blog) molti dei suddetti primi dieci di classifica accorre con link, pensieri e parole di vago (ma leggermente neh?) strisciante affetto?.... Si può ignorare uno che raccoglie ad un post quasi 1400 commenti?


    Forse, dico forse, Grillo è volontariamente fuori da qualsiasi dinamica di rete. Emette ma non riceve, parla ma non risponde, Grillo forse usa Internet bene (ben consigliato, andrebbe detto) ma non abita la rete. E come lui la grande maggioranza dei suoi commentatori e lettori. E questo nelle dinamiche di nicchia della rete stessa fa di lui un estraneo, che può essere magari citato in giro quando scrive scemenze in un post, ma che nella blogosfera riceve mediamente la stessa attenzione dei grandi emettitori generalisti (le Tv, i quotidiani ecc): vale a dire poca. Contano le migliaia di commenti? Poco anch’essi. La gestione dei commenti del blog di Grillo e forse l’errore più grande della fortunata gestione Casaleggio (alla quale si potrebbe anche imputare la leggerezza con la quale firmano “Beppe Grillo” post scritti da una redazione della cui esistenza le migliaia di lettori del blog nulla sanno), uno spazio aperto al commento di chiunque (ah la democrazia!) ma totalmente abbandonato all’inevitabile rumore di fondo di un sito web ad alto traffico. Vedi alla voce “partecipazione” polverizzata in pochi istanti in inutile “confusione”.


    Il passaggio successivo del ragionamento è scontato e suona più o meno così. “Grillo almeno si dà da fare per cambiare le cose mentre voi ve ne state qui nei vostri blogghetti ininfluenti a citarvi l’un l’altro in una sorta di circolo di grandi obesi dell’informazione ombelicale”.


    Obiezione accolta. Non tutti possono cambiare il mondo. Anche se qualcuno può pensare (io per esempio lo penso), senza per questo essere tacciato di ignominia, che le reti di relazioni sociali che oggi Internet consente siano “lo” strumento principe per rendere migliore l’informazione in Italia. Un passettino alla volta. Poi alla fine non funzionerà (banalmente perchè non ci sono abbastanza persone che amano questa sorta di microesposizione personale, mentre ce ne sono assai di più capaci di comporre per qualche ora un grande movimento di massa ad uso e consumo dei TG) ma certamente un movimento verso la consapevolezza del peso della opinione piccola di ciascuno espressa liberamente su un mezzo elettronico ha qualche chance in più rispetto al momentaneo vaffanculo della grande folla.


    Il potere di Internet se esiste è quello della esposizione di ciascuno singolarmente a formare un unico ecosistema, non della grande marea umana aizzata come diceva Gaber “a colpi di musica e di rivoluzioni”. Il potere di Internet se darà segno di sè (ma accadrà mai?) lo farà solo quando una massa critica di singole individui inciderà personalmente con il proprio pensiero sulla superficie delle cose. Quando accadrà, se accadrà, oggi certamente non accade, nessuno di questi nuovi cittadini sarà disposto a raccontare sè stesso dentro il millesimo commento del post di un comico di talento dai modi incerti e dalle tematiche forti, ma preferirà farlo utilizzando strumenti comunicativi individuali. Internet è il grande aggregatore. E il passaparola vale fra pari. In casi esemplari come quello di Grillo ha invece un altro nome: si chiama propaganda. E la propaganda si sa in rete funziona poco o nulla.

    da http://www.mantellini.it/grillo.htm

  7. #507
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    Citazione Originariamente Scritto da DrugoLebowsky Visualizza Messaggio
    questi qua sono servi sciocchi felici di servire il loro padrone, ed incazzati a morte contro chi dice la verità.
    per la serie i servi sciocchi... gli si critica il capopolo grillo e subito i suoi boiardi partono al contrattacco...
    bravo Merlino... nn sono della tua parte polica.. ma la penso esattamnte come te............

  8. #508
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    Lasciamo da parte il personaggio "Grillo".
    Le sue istanze o proposte come le vogliamo chiamare, sono recepibili o no?
    Io sono del parere che SI, sono pienamente recepibili, adesso si tratta solo di vedere chi, in politica ha l'intelligenza di capire il fenomeno.
    D'Alema si è già espresso...e non avevavmo dubbi sulle sue lungimiranze politiche che fanno a cazzotti con la sua pseudo-intelligenza.

  9. #509
    decolonizzare l'immaginario
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    l'itaglia di merda è FALLITA.
    questa è la realtà che il sistema di potere cerca di occultare in ogni modo.

    questo stato mafioso, corrotto, incapace, fallito, artificiale, mai esistito, ha 1600 miliardi di euro di debito, il PIU' ALTO DEL MONDO, la riserva aurea itagliana ammonta a 36 miliardi di euro, si è capito che la storia è chiusa.

    la banca europea, Trichet e soci iniziano a reclamare DOVETE pareggiare i conti entro il 2010 (DUEMILADIECI) fra tre anni, poi sarà molto peggio che in ARGENTINA.

    CHIARO????

    SARA' PADANIA, ed entro la PADANIA, REPUBBLICA DI VENEZIA.

    SPROFONDI QUESTO STATO DI MAFIOSI.

  10. #510
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    Citazione Originariamente Scritto da T34 Visualizza Messaggio
    Lasciamo da parte il personaggio "Grillo".
    Le sue istanze o proposte come le vogliamo chiamare, sono recepibili o no?
    Io sono del parere che SI, sono pienamente recepibili, adesso si tratta solo di vedere chi, in politica ha l'intelligenza di capire il fenomeno.
    D'Alema si è già espresso...e non avevavmo dubbi sulle sue lungimiranze politiche che fanno a cazzotti con la sua pseudo-intelligenza.
    mi sembra del tutto impossibile che qualcuno che oggi siede in Parlamento possa recepire e cavalcare le parole di Grillo.
    Qualcuno ritiene addirittura che il partito più vicino alle idee di Grillo sia l'IDV
    (poveri illusi che si fidano di Di Pietro, marpione quanto gli altri...)
    Al secondo posto dei partiti ritenuti più vicini alle idee di Grillo sulla politica c'è il PRC (ultimissimissimissimi il nuovo PSI, la DC, AN e FI) ma anche nel PRC non vedo nessuno in grado di prendere il timone per una svolta di questo tipo.
    Le parole di Grillo devono essere prese dalla massa-mucca (mi piace la definizione di Isabella) che deve diventare base modificando il pensiero di Grillo e cambiandone l'obiettivo: non distruggere i partiti (cosa assurda) ma cambiarli dall'interno.
    Oppure crearne di nuovi, creando una rete nazionale che parta dalle amministrative...ma sappiamo che la nascita di nuovi partiti parte O da personaggi già iperconosciuti O da scissioni di partiti già esistenti.

 

 
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