NFRASTRUTTURE. Il relatore alla commissione Trasporti, Paolo Brutti, si è espresso negativamente sulla convenzione per la direttissima Brescia-Milano
«Nubi» sulla Brebemi
Al Senato si rischia il no
di Natalia Danesi
Non è ancora un voto, ma nel gioco delle parti un certo peso ce l’ha. Il relatore alla commissione Trasporti del Senato Paolo Brutti ha detto no alla convenzione per la realizzazione della Brebemi. Brutti ha riferito che «rispetto a quanto stabilito per la gara, le modifiche alla convenzione con la concessionaria Cal-Brebemi sono tali da comportare vere e proprie violazioni». In particolare «il costo complessivo dei lavori è raddoppiato passando dai previsti 487mila ai 934mila euro di oggi; è stata violata la normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamento di nuove opere; sono stati alterati i presupposti di gara in favore del concessionario». Ritiene opportuno «procedere in tempi brevi al riaffidamento, con procedura ad evidenza pubblica, della concessione, con i costi aggiornati e con la previsione del tratto della tangenziale esterna di Milano». Dopo il parere di Brutti, la votazione è stata rinviata e dovrebbe tenersi nelle prossime ore.
L’INTERVENTO solleva comprensibili obiezioni da Brebemi, ma potrebbe accelerare la risoluzione di un impasse di cui ieri l’assessore alle Infrastrutture del Pirellone Raffaele Cattaneo, a Brescia per incontrare i consiglieri della Camera di Commercio, e il presidente Franco Bettoni hanno denunciato gli effetti. «Secondo i cronogrammi siglati con chi dovrà realizzare l’opera, vincolanti pena il pagamento di somme elevate e la revoca della concessione, il cantiere si aprirà il 23 giugno del 2009», spiega l’assessore. «Contavamo di chiudere questa fase istituzionale entro luglio, ma la presidente della commissione Anna Donati ha rallentato i tempi rimandando l’incartamento al presidente del Senato Marini». Il senatore dell’Ulivo Daniele Bosone precisa che «la commissione non ha votato», ma ha solo avviato l’iter di esame di un atto del governo. Un iter che si preannuncia lungo. La palla va anche alla Camera, che dovrebbe esprimersi (positivamente) la prossima settimana, dopodichè toccherà alla Corte dei conti e al decreto interministeriale che dev’essere siglato dai ministri Di Pietro e Padoa Schioppa. Secondo l’assessore l’assenza di questa infrastruttura «causerebbe una ricaduta in termini di costi di 98 milioni al chilometro, la realizzazione invece costa 30 milioni». Cattaneo ha poi riferito lo stato di avanzamento dei lavori di tutte le infrastrutture. L’alta capacità Treviglio - Brescia ovest, per cui il governo ha previsto un finanziamento di 2 su 5 milioni nel Dpef, il potenziamento delle linee suburbane con nuove corse ogni 30 o 15 minuti e della Brescia - Iseo - Edolo.
DOPO LE DICHIARAZIONI di Flavio Pasotti, si è parlato anche dell’aeroporto di Montichiari. L’unico in Lombardia che «potrebbe reggere l’espansione del mercato. Oggi le strutture del nord supportano 50 milioni di passeggeri. In 15 anni diventeranno 100 milioni». Nel breve termine potrebbe invece «diventare un decisivo hub merci: la Lombardia è sottodimensionata sul fronte dei voli all cargo». Il 13 luglio in Regione tornerà a riunirsi il tavolo con il Catullo per cercare discutere di governance, nella direzione di una società più «lombarda». Se le trattative non andassero a buon fine, «bisognerà cercare di ottenere dal governo la gara europea», che è l’unica via - salvo rinnovo giustificato al precedente concessionario - per l’assegnazione della concessione. « A breve - chiude Cattaneo - sarà anche deciso il passaggio dell’aeroporto da militare a civile».
Secondo Brebemi, i costi del progetto sono da imputare ai «maggiori oneri di realizzazione che il concessionario dovrà sostenere a causa degli adeguamenti imposti dalla delibera Cipe 93/2005». L’adeguamento del Pef è «dovuto, oltre che conforme alla norma vigente».





Rispondi Citando
