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Risultati da 11 a 20 di 37
  1. #11
    Squalo
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    Citazione Originariamente Scritto da didestra87 Visualizza Messaggio
    sull'iraq c'è una risposta molto esauriente al post 4.
    Chiedo venia, vedendo un copia e incolla avevo saltato a piedi pari l'intervento di contericci...

    Secondo te quello riportato è la prova matematica che in Iraq ci sono persecuzioni? Come spieghi allora che prima c'era una coesistenza pacifica fra gruppi etnici e religiosi? (all'infuori della propaganda americana ovviamente)

  2. #12
    Squalo
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    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    A Squalo vorrei dire di non continuare a rompere le scatole con questa storia dell'Impero Americano sotto il quale, secondo lui, i sudditi dovrebbero diventare tutti cattolici papisti. Ma non erano stati gli ebrei a scatenare tutto 'sto putiferio?

    "
    Non è una mia opinione, ho solo notato che l'Impero oggi si veste di "Cattolico" per giustificare una guerra in cui deve andare necessariamente a occupare paesi che sono sotto l'Islam.

    Gli ebrei hanno interessi territoriali nell'area, cosa diversa ma comunque affine alle manovre dell'Impero.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Squalo Visualizza Messaggio
    Chiedo venia, vedendo un copia e incolla avevo saltato a piedi pari l'intervento di contericci...

    Secondo te quello riportato è la prova matematica che in Iraq ci sono persecuzioni? Come spieghi allora che prima c'era una coesistenza pacifica fra gruppi etnici e religiosi? (all'infuori della propaganda americana ovviamente)

    LA coesistenza pacifica tra religioni in territori islamici non è mai esistita.
    Se le minoranze (una volta maggioranze) non sono perseguitate militarmente lo sono in altri modi, fisco, esclusione dalle cariche, divieti ed espropri.
    Al massimo ci sono delle tregue. Ma il fine ultimo della religione islamica è islamizzare tutto e tutti.

  4. #14
    Squalo
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    Citazione Originariamente Scritto da didestra87 Visualizza Messaggio
    LA coesistenza pacifica tra religioni in territori islamici non è mai esistita.
    Se le minoranze (una volta maggioranze) non sono perseguitate militarmente lo sono in altri modi, fisco, esclusione dalle cariche, divieti ed espropri.
    Al massimo ci sono delle tregue. Ma il fine ultimo della religione islamica è islamizzare tutto e tutti.


    Ciò che dici è storicamente falso, seppur le dovute riserve le altre confessioni (anche gli ebrei) sono state tollerate nei paesi a maggioranza Islamica, cosa che al contrario non è successa con l'altra religione monoteista, ossia il Cristianesimo.

    Anzi, il Cattolicesimo per certe sue affermazioni si è quasi dimostrato di gran lunga più intollerante dell'Islam. Oggi la questione è diversa essendoci una questione propagandistica dietro. Non da ultimo non comprendo la tua avversione all'Islam dato che strutturalmente è una religione affine a quella Cattolica.

  5. #15
    Giuliano_IMP
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    Citazione Originariamente Scritto da didestra87 Visualizza Messaggio
    LA coesistenza pacifica tra religioni in territori islamici non è mai esistita.
    Se le minoranze (una volta maggioranze) non sono perseguitate militarmente lo sono in altri modi, fisco, esclusione dalle cariche, divieti ed espropri.
    Al massimo ci sono delle tregue. Ma il fine ultimo della religione islamica è islamizzare tutto e tutti.
    Ecco come s-ragiona un cervello nutrito a mera propaganda e NON allevato a penetrare il REALE....

    Giuliano Apostata

  6. #16
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    Squalo wrote:
    Ma sai che il vice di Saddam Hussein era Cristiano?
    Come ha ben specificato l'arcivescovo di Bagdad nell'intervista che ho postato, tareq aziz era amico di infanzia di saddam (con il quale aveva fraternamente ed eroicamente compiuto ammazzamenti e stragi) e solo in virtù di questa amicizia è arrivato alla simbolica carica di numero due del regime, senza nessun incarico ministeriale. Paradossalmente le rare concessioni alla comunità cristiana venivano dai ministri musulmani in una realtà dove la società civile era in pratica retta dalla legge musulmana. Il presunto laicismo di Saddam era una barzelletta. Lei si sta immaginando per il suo porco comodo una realtà irachena che non esiste e che non è mai esistita. Ci faccia il santo piacere di smetterla.

  7. #17
    Hanno assassinato Calipari
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    hahah l'ennesima figuraccia del Vaticano

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Verona (AsiaNews) - Ora che il tiranno è sotto chiave, vengono a galla senza paura le esperienze di sofferenza e di persecuzione dei cristiani irakeni ai tempi di Saddam Hussein.
    Ne parla ad AsiaNews monsignor Jean Benjamin Sleiman, arcivescovo di Baghdad per i cattolici latini: "Anche se in Occidente si parlava di Stato laico per il regime di Saddam, la società civile era retta dalla legge islamica, con gravi conseguenze per i non musulmani".
    In Occidente si citava Tareq Aziz, vicepresidente cristiano, come esempio di situazione positiva per i cristiani….
    Tareq Aziz non era viceministro perché cristiano, ma perché era un grande amico di gioventù di Saddam, con il quale aveva compiuto anche alcune stragi nei loro primi anni di azione. Aziz era salito nella scala politica irakena solo perché amico di Saddam. Devo dire che spesso come minoranza cristiana ottenevamo concessioni non da Aziz, ma da altri ministri musulmani. Ricordo ad esempio il caso di un libro di scuola che riportava dichiarazioni offensive nei confronti della religione cristiana: Aziz non fece nulla di fronte alle nostre proteste. Solo un ministro musulmano ordinò che quel libro venisse ritirato dalle scuole. Inoltre, quando Tarek Aziz incontrò il Papa, poco prima della guerra, il suo atteggiamento sprezzante scandalizzò i cristiani….
    Quali conseguenze porta sulle religioni la fine del regime di Saddam?
    È finito il tempo della coesistenza orizzontale – schiacciati dallo stesso potere - fra diversi gruppi religiosi, ma non è avvenuto il passaggio a una accettazione interiore della convivenza fra diversi. Un musulmano non parlerà mai male di un cristiano in sua presenza, ma questo non vuol dire che è convinto della convivenza con una fede diversa dalla sua. L'Autorità provvisoria ha soppresso il Ministero degli Affari religiosi; ora c'è un Consiglio religioso per gli sciiti, uno per i sunniti, e uno per le minoranze cristiane. Questo cambiamento sta però mettendo in crisi i rapporti tra i cristiani: nel Consiglio per le minoranze, ad esempio, ci sono tre rappresentanti caldei, ma nessun ortodosso. Inoltre, queste rappresentanze vengono spesso vissute più in termini di appartenenza etnica, che religiosa e ciò crea problemi.
    Che strascichi ha lasciato la politica repressiva di Saddam sulle confessioni religiose?
    Nessuna comunità religiosa in Iraq oggi sa cosa significhi la libertà; imparare cos'è la libertà è dunque la grande sfida per le religioni oggi in Iraq. Ad esempio, ci stiamo confrontando con il grande attivismo delle sette evangeliche, che sono ben protette politicamente e hanno grandi risorse economiche: fanno azioni di proselitismo, infastidiscono e indispettiscono fortemente i musulmani, che rischiano così di rispondere col fondamentalismo.
    L'islam iracheno rischia il fondamentalismo?
    Il fondamentalismo sta penetrando con forza nella società irachena. Le faccio l'esempio delle scuole: i bambini vengono educati in modo molto stretto, e spesso arrivano a dire ai loro compagni cristiani: "Tu sei cristiano e andrai all'inferno perché solo noi musulmani andremo in paradiso".
    ConteRicci ConteRicci, lei mi fa il furbetto, eh?

    1) La frase iniziale sul "tiranno sotto chiave" lascia capire che la presente intervista (di cui lei, furbetto!, omette la data) risalirebbe ai tempi della prigionia di Saddam Hussein, catturato nel dicembre 2003. Sarebbe interessante chiedere oggi, 7 luglio 2007 a monsignor Sleiman se un pochino Saddam non lo rimpiange...

    2) La fonte è AsiaNews, agenzia direttamente connessa con le Missioni cattoliche. Dire che le condizioni dei cristiani potrebbero essere migliori in un qualsiasi Paese è praticamente il loro mestiere.

    Ancor più se si pensa ad una dittatura appena conclusasi come quella del Ba'ath in Iraq: è naturale che monsignor Sleiman cercasse di non far passare la comunità cristiana per complice di Saddam.

    3) Paradossalmente, l'esempio citato del libro di testo ritirato dalle scuole non da Tareq Aziz nelle vesti di faccendiere della sua comunità di provenienza, bensì da un altro ministro musulmano, è in realtà il miglior esempio di società laica che si potesse fare.

  9. #19
    Squalo
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    Squalo wrote:

    Come ha ben specificato l'arcivescovo di Bagdad nell'intervista che ho postato, tareq aziz era amico di infanzia di saddam (con il quale aveva fraternamente ed eroicamente compiuto ammazzamenti e stragi) e solo in virtù di questa amicizia è arrivato alla simbolica carica di numero due del regime, senza nessun incarico ministeriale. Paradossalmente le rare concessioni alla comunità cristiana venivano dai ministri musulmani in una realtà dove la società civile era in pratica retta dalla legge musulmana. Il presunto laicismo di Saddam era una barzelletta. Lei si sta immaginando per il suo porco comodo una realtà irachena che non esiste e che non è mai esistita. Ci faccia il santo piacere di smetterla.
    Oggi si sa (ma lo si sapeva anche nel 2003 e addirittura prima...) che le presunte stragi irakene furono montate ad arte dalla propaganda americana tramite dei servizi appositi come per esempio quella delle incubatrici, dei carri armati di cartone, dei rubinetti d'oro, dei giocatori della nazionale che giocavano con i palloni in cemento o delle mucche (una varietà di mucca che non vive in Medio Oriente) vicino ai pozzi di petrolio che bruciavano.

    Non sto facendo il mio porco comodo... caso mai è lei che sta riprendendo una farsa DICHIARAMENTE propagandistica elevandola a chissà quale verità.

    Se proprio proprio vogliamo essere onesti perchè non parliamo dell'embargo imposto all'Iraq che causò una moria di bambini (500 mila) per mancanza di medicinali?

    Non da ultimo come ha evidenziato Canaglia lei ha omesso diversi dati per far quadrare la tesi che più conveniva a lei. Insomma... complimenti per l'onesta intellettuale signor conte...

  10. #20
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    Ciò che dici è storicamente falso, seppur le dovute riserve le altre confessioni (anche gli ebrei) sono state tollerate nei paesi a maggioranza Islamica, cosa che al contrario non è successa con l'altra religione monoteista, ossia il Cristianesimo.
    storicamente non sai una mazza
    le altre religioni erano tollerate ma i loro fedeli venivano (e vengono tuttora) discriminati in 1000 modi secondo lo statuto del dhimmi (pagamento di tasse supplementari, divieto di costruzione di nuove chiese, interdizioni professionali....)

 

 
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