Per me essere di destra significa semplicemente potersi realizzare contribuendo allo sviluppo di un sistema capitalistico.
Il rispetto di questo sistema è un'altra questione...


Per me essere di destra significa semplicemente potersi realizzare contribuendo allo sviluppo di un sistema capitalistico.
Il rispetto di questo sistema è un'altra questione...




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destra e sinistra oggi non esistono più, sono parole prive di significato.
oggi esiste un sistema, turbocapitalista e usuraio...e c'è chi è pro e chi è contro questo sistema.
Visto che mi considero di dx e ne sono fiero, vorrei dare il mio contributo da dx.
La base di tutto (parafrasando Bobbio) è la concezione che si ha delle cause della disuguaglianza tra gli uomini.
Chi si definisce di dx ritiene che tali disuguaglianze siano naturali, dunque ineliminabili.
Chi si definisce di sx, ritiene che tali disuguaglianze siano sociali, dunque eliminabili.
L'esperienza conferma che le cause della disuguaglianza sono naturali. Sicuramente, a parità di talento, sarà avvantaggiato chi nasce, vive e cresce in un ambiente sociale più ricco e generalmente migliore. Ciò non significa che, con maggiori sacrifici, anche chi parte da presupposti peggiori non possa riuscire a raggiungere risultati di assoluto rilievo. A garantire questa possibilità deve essere lo Stato. Ciò che conta è la possibilità che tutti si possano realizzare attraverso le proprie capacità ed il proprio impegno. Tipico esempio, le borse di studio a studenti meritevoli.
In parole povere: non è il tutto a tutti, ma la possibilità a tutti. Ecco perchè chi si dice di dx riconosce l'assoluta importanza del merito, del sacrificio e del lavoro e li considera valori assoluti.
Altro esempio è la punizione del reo. Il reo ha sbagliato, deve essere aiutato, certo, ma, innanzitutto, deve essere punito. Il suo benessere sarà sempre subordinato a quello del cittadino che non si sia macchiato di crimini. Chi infrange le regole, si pone al di fuori della comunità ed è giusto che questa si difenda, tutelando, innanzitutto, il diritto di chi alle regole sociali si sia attenuto "ne cives ad arma veniant".
Chi si definisce di dx riconosce il valore della Storia e, dunque, non crede a società supernazionali o universali prospettate da ideologie unicamente frutto di teorie filosofiche. Riconosce la Tradizione perchè essa, innanzitutto, è ciò che risulta dallo scorrere del tempo, nel corso dei secoli, come qualcosa di estremamente concreto, proprio perchè nascente dalle necessità, dai fatti, dalle esigenze concrete dei popoli. In parole povere, la Tradizione non è così perchè "si è sempre fatto così", ma è in un certo modo perchè è la risposta migliore possibile a quella particolare esigenza in quel particolare periodo di tempo. Per questo si considera possibile il miglioramento attraverso l'evoluzione sociale ed assurdo il cambiamento attraverso la rivoluzione.
I valori come "onore" "rispetto" "diritto" "etica" (che hanno sempre retto il mondo e ancora lo reggeranno) sono fattori che disciplinano e giustificano la forza, l'ambizione e la legge. Per questo l'uomo di dx dovrebbe essere tendenzialmente più onesto e serio dell'uomo di sx, perchè, innanzitutto, è onesto per se stesso, prima ancora che per gli altri.






Premettendo che, nonostante dissenta su tutto, il tuo post e' stimolante e dimostra una genuinita' intellettuale apprezzabile...vorrei focalizzare l'analisi su questo passaggio...
...non si puo' infatti negare che l'esperienza ha dato molteplici conferme, conferme cicliche e relative, fatte di lotte e di uomini...in contrasto (sia da un punto di vista teorico e sia da un punto di vista reale) con quella che tu risolvi con un atto di fede...
...non si puo' ad esempio negare che la disuguaglianza ha bisogno di autorita', di norme di valore, di principi da difendere con la repressione e la chiusura...
...ne ha indispensabile bisogno perche', se non vi fossero questi apparati di legittimazione e di protezione dall'alto, la diseguaglianza sarebbe destinata a trasformarsi in lotta continua tra classi, tra sfruttati e sfruttatori, tra lavoratori e padroni...
...ma c'e' di piu'...l'esperienza ha anche dimostrato che, nonostante tutti questi sforzi compiuti per alimentare e sostenere la diseguaglianza (strano, non trovi, per un fenomeno naturale?), per normalizzarla ed istituzionalizzarla, coloro che la diseguaglianza la subiscono hanno la capacita', unendosi, di minacciarla...di combatterla e perfino di eliminarla... di trasformare la realta' decisa e voluta dalla struttura del potere...
...se la diseguaglianza e' sociale, abbiamo ragione noi...se essa e' naturale, ci sara' sempre chi e' pronto a sfidare persino l'assoluto pur di combatterla...
...dal basso...

