capaneo praticamente ritaglia un profilo di "destra" nel quale rientra soprattutto il liberalismo, con il suo interesse per meritocrazia e parità dei punti di partenza. Voi forse quando parlate di destra parlate di liberalismo?


capaneo praticamente ritaglia un profilo di "destra" nel quale rientra soprattutto il liberalismo, con il suo interesse per meritocrazia e parità dei punti di partenza. Voi forse quando parlate di destra parlate di liberalismo?


Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.




Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.
Il presupposto di quanto scrivi è frutto di un ragionamento che presuppone una comunità, una società già "strutturata". Tu osservi una comunità e ne trai teorie e conclusioni: questo è l'errore.
La base di tutto deve essere semplice, elementare. Sei tu che parti da un "atto di fede" dando per scontato ciò che rappresenta già un successivo stadio dell'essere sociale della comunità (se mi passi una simile espressione...).
Io, invece, parto dalla più semplice delle constatazioni (perciò non puoi dire sia "atto di fede"): ci sono uomini più alti, più bassi, più intelligenti, più belli, più determinati e (perchè no) più fortunati di altri. E' naturale, poi, che i simili e, ancor di più, coloro che si ritrovano ad avere i medesimi interessi si coalizzino per farli prevalere, ma, ciò che conta, è che la porta rimanga aperta, che la "casta" non sia chiusa.
L'Aristocrazia venne scalzata dalla Borghesia quando la prima non aveva più la forza di prevalere, quando la seconda riuscì a far coincidere i propri interessi con quelli della maggioranza della Nazione o, se preferisci, del Popolo. Ma non ci fu Rivoluzione, tanto che i nuovi arrivati scimmiottano sempre, prima, e sostituiscono, poi, i vecchi padroni persino nei costumi, nei titoli e nelle forme. Alla fine (guarda in Francia, per citare l'esempio più clamoroso) tutta la commedia rimane la stessa, cambiando solo gli attori che, in definitiva, recitano sempre la stessa parte. Un' Evoluzione, appunto, non una Rivoluzione. Ed è per questo che il Comunismo ha fallito.
Non si può cambiare lo spirito degli uomini, ma è possibile sfruttarne le qualità o i difetti per evolvere la società tutta: nessuno lavorerà naturalmente di più se non otterrà benefici personali, per sè o i suoi figli, ma se la quota prelevata dallo Stato sarà progressiva relativamente al frutto del lavoro prodotto, allora sì che il vantaggio sarà comune e possibile (x es. supponiamo che il minimo per vivere dignitosamente sia 100. Se Tizio ha le qualità per produrre 300 e sa che, comunque, gli verrà lasciato sempre solo 100, non ha nessun interesse a produrre 300 e, statene certi, non lo farà. Ma se a Tizio si dice:" per il bene comune, 1/4 (e solo quello) di quanto produrrai ti sarà tolto", allora è probabile che Tizio si impegni a produrre non solo 300, ma anche 350 o, addirittura, 400.)
Compito (fondamentale) dello Stato sarà quello di permettere che chiunque possa avere la possibilità di affermarsi e che nessuno possa essere schiacciato dallo strapotere (innanzitutto economico) di altri, proprio perchè, per chiudere il cerchio, gli uomini non sono tutti uguali.
No, non "solamente".
Il valore della gerarchia è un dato di fatto, piaccia o meno. Il migliore, il più forte, ha diritto di prevalere perchè gli si riconosce una qualità che potrebbe giovare a tutti.
Questo è vero per gli animali (il branco di lupi, per esempio) e, dunque, anche per l'uomo.
Del resto, dove c'è una società, lì c'è una gerarchia.
io sulla distinzione tra destra e sinistra mi riconosco in ciò che ha scritto capaneo, che come ha detto lui stesso non è altro che ciò che afferma bobbio in "destra e sinistra".
certo la posizione che prendo sull'origine della diseguaglianza è diversa.


Il periodo delle società di classe costituisce una minima parte di tutta la storia umana.
A parte il fatto che nelle società di classe spesso non sono i migliori, il più forti ad arrivare al vertice, bensì i figli o gli amici di quelli che sono già al potere, i quali possono essere benissimo dei perfetti idioti. E poi qualsiasi individuo, per quanto abbia avuto la fortuna di accrescere le proprie capacità più di altri, deve comunque alla società, e quindi anche a quelli meno capaci di lui, tutto quello che è diventato. Non vedo quindi perché uno che ha avuto più possibilità dalla natura (geni) e/o dall'ambiente sociale in cui è cresciuto debba necessariamente avere più potere e privilegi di altri.
Se si vuole veramente fare in modo che tutti abbiano le stesse possibilità di sviluppo, allora non si può fare a meno dell'uguaglianza sociale, ossia l'avere tutti lo stesso potere di controllo dei mezzi di esistenza (terra con le sue risorse naturali, fabbriche, uffici, ecc.).
Non tutte le specie animali sono organizzate gerarchicamente.
Questo è vero solo per la storia umana recente.
Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.