Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 24

Discussione: Cambio di equilibri?

  1. #11
    Forumista senior
    Data Registrazione
    14 Nov 2006
    Messaggi
    4,763
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Concordo.

    Per forza di cose gli Stati Uniti dovranno trovare un accordo per l'Iran, se non vogliono scomparire dal Medio Oriente, e l'incombenza cadrà sul prossimo Presidente.

    La Russia d'altro canto, come ricordava Lucas, non ha appoggiato la politica iraniana, ma ha coperto le spalle a Teheran(e non solo in consiglio di sicurezza). Inoltre i contratti delle aziende russe sul petrolio iraqueno sono ancora validi, vi cito un articolo molto interessante in proposito(anche se datato Giugno 2004):

    World punditry's sound bite of the moment is "Punish France, ignore Germany, forgive Russia." Attributed to U.S. national security adviser Condoleezza Rice, the phrase is said to be the blueprint for the United States' postwar policy toward its three most prominent prewar critics.

    According to data published in "Vedomosti" on 2 June, the field contains reserves of 8 billion-10 billion barrels of oil. A 1997 production-sharing agreement gave Russia's LUKoil a 68.5 percent stake in the field (with 3.25 percent stakes each for compatriots Mashinoimport and Zarubezhneft). The agreement, which ran through 2020, envisaged investments of $6 billion into the field's development. According to a report in "Kommersant" on 27 May, the contract would have brought the three Russian companies $70 billion worth of oil. UN sanctions rendered the contract stillborn.

    Iraq canceled the contract with LUKoil in December, initially alleging that the company had failed to meet its obligations. LUKoil pointed indignantly to UN sanctions that prohibited work on the project. Subsequent reports indicated that Saddam Hussein's regime really intended to punish LUKoil for behind-the-scenes talks with the United States aimed at securing the company a role in a post-Saddam Iraq. Throughout, LUKoil insisted that unilateral termination represented a violation of the contract's terms and promised to pursue the matter through international arbitration. War temporarily quelled the controversy.

    West Qurna is not the only Russian oil contract in Iraq, just the biggest and best known. "Nefte Compass" reported on 28 May that other contracts include: Mashinoimport ($77 million), Slavneft ($21.2 million), Zarubezhneft ($8.3 million), Tatneft ($4.8 million), and Stroitransgaz ($33.5 million and $150 million).

    Comunque l'Iraq potrebbe essere un tassello importante dell'espansione russa in Medio oriente, che già oggi passa per Egitto e Siria.

    Lorenzo
    Miles Insulae
    Bello l'articolo...Credo che un ribaltamento futuro sia ipotizzabile e soprattutto che gli attriti passati, dovuti all'imperialismo regionale sovietico siano oramai superati...Ahmadinejad può fare la voce grossa grazie alla copertura della Russia....sarà anche un piccolo episodio, ma mi sta venendo in mente il reportage che vidi alla tv russa riguardo gli aiuti agli iraniani quando c'è stato l'ultimo terremoto in Iran.... e ricordi molti russi che si vantarono davanti a me riguardo questo spirito umanitario nei confronti di Teheran, sottolineato anche dai media......Molti elementi della rivoluzione del 79 furono "formati" in Russia..
    che poi abbia preso una piega differente da quella che i sovietici immaginavano (rendendo anche vana per certi versi la strategia geopolitica da attuare in caso di vittoria sul suolo afghano...)è un'altra storia.Ma i tempi della lettera di Khomeini a Gorbaciov sono finiti e proprio i Pasdaran hanno una stretta collaborazione con i russi per quanto riguarda il versante militare.
    Se i contratti fossero validi e se si verificassero le condizioni di un ribaltamento, non credo che i russi creeranno facilmente attriti con il regime degli Ayatollah ed è molto improbabile che anche il più laico dei futuri presidenti del regime (in caso di svolta interna progressista), possano ora come ora, sovvenzionare il grande satana (riguardo i controversi rapporti Usa Iran si dovrebbe aprire un thread a parte, ma si entrerebbe nel merito delle ipotesi storiche più che geopolitiche).

  2. #12
    Forumista senior
    Data Registrazione
    14 Nov 2006
    Messaggi
    4,763
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Come Comprarsi Un Paese In Un Momento Di Debolezza

    L'Iraq ripeterà gli errori della Russia con il petrolio?


    di Greg Muttitt, PLATFORM


    Sabah al-Jadid, ottobre 2006





    La settimana scorsa il ministro iracheno del Petrolio, Hussein Shahristani, ha annunciato che intende firmare contratti per la produzione di petrolio con società straniere entro la fine del prossimo anno. Da sottolineare il fatto che l'annuncio è stato fatto in Australia - come la maggior parte delle affermazioni di rilievo sulla politica petrolifera irachena, è stato diretto ad orecchie non irachene.

    Lo stesso si può dire della conferma sulla forma di tali contratti fatta il mese scorso. Intervenendo alla conferenza dell'International Compact for Iraq, una riunione di donatori internazionali ad Abu Dhabi, il vice Primo Ministro Barham Salih, che presiede il comitato che sta redigendo una nuova legge sul petrolio, ha annunciato che saranno utilizzati i production sharing agreement-(accordi di produzione congiunta - PSA) -



    il tipo di contratto caldeggiato dalle stesse compagnie petrolifere.





    Giusto per collocare i commenti di Salih nel loro contesto, il rappresentante del governo Usa presente ai colloqui ha minacciato che qualsiasi tipo di assistenza economica futura all'Iraq sarà condizionata dalle riforme economiche - prima fra tutte l'approvazione di una legge sul petrolio che sia accettabile.

    Ma quest'annuncio è stato fatto con un tempismo che non promette bene. Solo una settimana dopo, esattamente il medesimo impianto legale è stato di nuovo attaccato in Russia per il cattivo affare che ha fatto fare allo Stato.





    Si è accesa una disputa quando il governo russo ha annunciato che stava sospendendo una licenza ambientale per il progetto petrolio e gas Sakhalin-2, attualmente in costruzione.





    Un consorzio guidato dal gigante petrolifero europeo Shell, insieme a due società giapponesi, sta sviluppando il progetto, sull'isola di Sakhalin nell'estrema Russia orientale. Anche se il progetto Sakhalin-2 soffre effettivamente di gravi problemi ambientali, la maggior parte degli analisti pensava che la motivazione reale della Russia fosse la modifica delle condizioni economiche sfavorevoli.





    Come ha commentato Jarmo Kotilaine, un esperto russo della società di consulenza Control Risks, "In Russia, le verifiche ambientali spesso hanno una motivazione politica. Quello che vuole il governo russo - rinegoziare il PSA". Gli ha fatto eco Adam Landes, un analista di petrolio e gas della Renaissance Capital di Mosca, che ha detto: "Sembra un metodo brutale di rinegoziare accordi precedenti che erano veramente umilianti per la Russia."

    Il contratto Sakhalin-2 è stato firmato nel 1994, mentre la Russia stava vivendo una fase di rapida liberalizzazione economica, in seguito al collasso dell'Unione Sovietica.



    Da allora, il contratto è stato criticato per le condizioni economiche che prevedeva. Nel gennaio 2005, l'autorità russa di controllo ammonì che "Siamo arrivati alla conclusione che le condizioni PSA per Sakhalin-2 sono decisamente non vantaggiose per la Russia."



    In effetti, le condizioni erano talmente sfavorevoli che l'influente economista specializzato in questioni energetiche Ian Rutledge lo ha definito "un accordo di produzione non congiunta".

    Ma è nel luglio del 2005, quando i costi del progetto sono quasi raddoppiati da 12 miliardi di dollari Usa a 22 miliardi, che la controversia è diventata seria.



    Il PSA di Sakhalin-2 ? strutturato in modo tale che lo Stato russo non incassa nulla (a parte una piccola royalty) fino a quando non sono stati detratti sia i costi sia un determinato profitto per la Shell. Il risultato è che i profitti della Shell sono garantiti, mentre lo Stato nella realtà si accolla tutti i rischi collegati ai maggiori costi.

    Per ironia della sorte, due delle argomentazioni chiave di solito usate a favore dello sfruttamento del petrolio da parte di compagnie straniere, sono che esso riduce i rischi a carico dello Stato e che solo le multinazionali dispongono delle capacità per gestire grandi progetti - cosa di cui non si è dimostrata all'altezza la Shell, sia per lo sforamento dei costi sia per il danno ambientale.



    Comunque, nonostante tutti questi problemi con il contratto, la Russia non ha il diritto di revocarlo, modificarlo o rinegoziarlo. Ciò che è peggio, il contratto in realtà ha una durata illimitata, con un periodo iniziale di 25 anni, seguito da un diritto per la società di rinnovarlo (nessun consenso è richiesto allo Stato russo) per periodi ulteriori di 5 anni all'infinito

    .

    E' per queste ragioni che la Russia è stata costretta a revocare la licenza ambientale, nell'obiettivo di fermare il progetto.

    La Russia ha firmato solo tre production sharing agreement, tutti dai primi alla metà degli anni '90. Tutti e tre erano controversi e da allora non ne sono stati più firmati. In effetti, anche gli altri due sono stati messi sotto osservazione a seguito della controversia su Sakhalin-2.

    Le analogie con l'Iraq sono impressionanti.Tutti e tre i contratti PSA russi sono stati firmati mentre il Paese era in una posizione debole e stava attraversando un rapido cambiamento. Solo dopo è diventato chiaro a che cosa aveva rinunciato il Paese.




    Ma la Russia non è l'unico Paese che sta riconsiderando le condizioni degli investimenti stranieri. La Bolivia è famosa per aver nazionalizzato la produzione di gas all'inizio di quest'anno. L'Algeria e l'Indonesia hanno entrambe rivisto le condizioni dei futuri contratti petroliferi, e il Venezuela lo ha fatto per i contratti esistenti.



    Quindi l'Iraq - nonostante sia uno dei Paesi fondatori dell'OPEC, e un Paese leader nell'aver preso il controllo nazionale della propria industria petrolifera con la legge 80 del 1961 - pare oggi andare controtendenza in ambito internazionale.

    Allora, perchè l'Iraq perseguirebbe questa politica?

    Un indizio sta nel fatto che sia l'annuncio del vice Primo Ministro sulla scelta di utilizzare i PSA sia l'affermazione del Ministro del Petrolio secondo cui essi potrebbero essere firmati entro la fine del prossimo anno, sono stati fatti a un pubblico straniero, non in Iraq. Sembra che a guidare la politica petrolifera irachena siano interessi esterni.





    Durante la stesura della legge sul petrolio negli ultimi cinque mesi, ci sono state tre consultazioni e a nessuna di queste hanno preso parte iracheni.



    La bozza di legge è stata presentata in luglio al governo Usa e alle multinazionali petrolifere per eventuali commenti. Il mese scorso, il Fondo Monetario Internazionale si è unito alla lista, esaminando la bozza di legge sul petrolio nell'ambito della sua revisione trimestrale sul rispetto delle sue condizioni economiche da parte del governo iracheno.





    Ma gli iracheni non sono stati consultati, e nemmeno il parlamento iracheno. Addirittura, ai gruppi della società civile e ai parlamentari che hanno chiesto di vedere la bozza di legge, è stato risposto che non esiste. Invece essa sarà presentata al Parlamento in dicembre, per essere approvata come fatto compiuto (secondo le intenzioni del governo).




    La Russia si è resa conto degli errori commessi con la firma dei contratti PSA solo quando era troppo tardi. Resta da vedere se l'Iraq seguirà il medesimo percorso.






    (Traduzione di Luisa Bordiga per Osservatorio Iraq)

  3. #13
    Forumista senior
    Data Registrazione
    29 Jul 2006
    Località
    nel cuore dell'antica tradizione d'oriente
    Messaggi
    1,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Daccordo su tutto meno che il ''sia troppo tardi'' cosa non vera visto che li stanno prendendo già a calci in culo, Shell Britsh petroil e anche gli altri stranieri.

  4. #14
    Forumista senior
    Data Registrazione
    29 Jul 2006
    Località
    nel cuore dell'antica tradizione d'oriente
    Messaggi
    1,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Mi trovo in disaccordo!

    Miles Insulae
    In che senso Lorenzo? Credi possibile un attacco all'Iran?

  5. #15
    Registered User
    Data Registrazione
    03 May 2006
    Località
    Firenze
    Messaggi
    245
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da ulver81 Visualizza Messaggio
    Se come annunciato da Al Maliki, le forze americane decidessero di ritirarsi dal suolo iraqeno, come cambierebbero gli equilibri di quell'area secondo voi?
    Le mani dell'Iran si allungherebbero definitivamente sul parlamento di Baghdad?
    Mah, sinceramente penso che anche l'Iran necessiti di un compromesso.
    Fino ad ora ha puntato a destabilizzare l'Iraq per impegnare gli americani. Ma se Bush o successore decidessero di andarsene, l'Iran si troverebbe con un vicino nel caos e sarebbe totalmente incapace di controllarlo.

    Alla fine agli Usa premerà di assicurare i rifornimenti di petrolio e all'Iran di evitare la rinascita di un Iraq pericoloso e aggressivo.
    Una soluzione potrebbe essere lo "smembramento federale" ma non penso che i vicini dell'Iraq vogliano concedere tali libertà ai curdi, per il rischio di un effetto a catena.

  6. #16
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Aug 2002
    Località
    Chieti
    Messaggi
    6,461
     Likes dati
    13
     Like avuti
    36
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da shuren Visualizza Messaggio
    In che senso Lorenzo? Credi possibile un attacco all'Iran?
    No. Credo solo che gli Stati Uniti abbiano perseguito la loro politica in Iraq anche se non hanno saputo gestire la situazione politica interna al paese. Fra l'altro non credo che Israele si trovi davvero nella condizione che tu indicavi, anzi....

    Miles Insulae

  7. #17
    Forumista senior
    Data Registrazione
    29 Jul 2006
    Località
    nel cuore dell'antica tradizione d'oriente
    Messaggi
    1,109
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    No. Credo solo che gli Stati Uniti abbiano perseguito la loro politica in Iraq anche se non hanno saputo gestire la situazione politica interna al paese. Fra l'altro non credo che Israele si trovi davvero nella condizione che tu indicavi, anzi....

    Miles Insulae
    Spero che ti sbagli Lorenzo riguardo Israele, comunque grazie del commento come al solito preciso e pacato, oltre ad essere un bravo moderatore sei anche una delle persone più equilibrate dell'intero forum, complimenti.

  8. #18
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Aug 2002
    Località
    Chieti
    Messaggi
    6,461
     Likes dati
    13
     Like avuti
    36
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da shuren Visualizza Messaggio
    Spero che ti sbagli Lorenzo riguardo Israele, comunque grazie del commento come al solito preciso e pacato, oltre ad essere un bravo moderatore sei anche una delle persone più equilibrate dell'intero forum, complimenti.
    Ti ringrazio per gli immeritati elogi.

    Comunque credo che la supremazia militare israeliana nell'area sia totale ed inconfutabile.

    Miles Insulae

  9. #19
    Utente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Impero Romano
    Messaggi
    11,966
     Likes dati
    10
     Like avuti
    1,298
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Ti ringrazio per gli immeritati elogi.

    Comunque credo che la supremazia militare israeliana nell'area sia totale ed inconfutabile.

    Miles Insulae
    Dipende cosa intendi per area. Se ti riferisci agli stati arabi che non sanno mettere su una misera strategia militare, e che tra un pò non sanno neanche produrre una pistola dovendola importare, sono d'accordo.

    La forza di Israele non è data tanto dal suo valore in termini assoluti, quanto piuttosto dal confronto con vicini deboli e incapaci di gestire situazioni di un certo tipo.

  10. #20
    Forumista senior
    Data Registrazione
    14 Nov 2006
    Messaggi
    4,763
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Dipende cosa intendi per area. Se ti riferisci agli stati arabi che non sanno mettere su una misera strategia militare, e che tra un pò non sanno neanche produrre una pistola dovendola importare, sono d'accordo.

    La forza di Israele non è data tanto dal suo valore in termini assoluti, quanto piuttosto dal confronto con vicini deboli e incapaci di gestire situazioni di un certo tipo.

    Il dominio di Israele non si basa esclusivamente sulle proprie capacità militari...sono ben altri i fattori che determinano la sua esistenza.Del resto in un paese "vicino" come l'Egitto a comandare incontrastato è un personaggio come Mubarak, erede di un personaggio ambiguo come Sadat, colui che si aprì all'occidente rompendo la politica filo-sovietica iniziata con Nasser e allacciando i primi rapporti diplomatici con il vicino scomodo.Vedi anche l'Arabia Saudita che potenzialmente potrebbe essere un avversario, ma legato paradossalmente all'occidente grazie al suo monarca apostata....Ed una monarchia fin troppo illuminata regna in Giordania, che spesso ci si dimentica del suo ruolo nel massacro di Sabra e Shatila o dell'aver rispedito al mittente bruscamente il figlio di Saddam(leggenda metropolitana o meno).La Siria non ha le capacità di attuare un'operazione in grande stile e anche se le avesse, il Baath al potere cesserebbe di esistere..e discorso a parte meriterebbe anche la cosiddetta ala Baathista siriana, sia per quanto riguarda l'esilio forzato ad Aflaq, sia le controverse scelte di campo durante la prima guerra del golfo....Ergo, una mancanza di unità politica comune contro Israele ,senza voler dimenticare il proprio "ascendente" sul consiglio di sicurezza dell'Onu, che l'ha reso l'unico stato al mondo a cui son concesse ogni tipo di violazioni su qualsiasi risoluzione che vada contro i propri interessi....

 

 
Pagina 2 di 3 PrimaPrima 123 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. equilibri mediorientali
    Di yure22 nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 13-06-10, 11:19
  2. saltati gli equilibri
    Di uqbar (POL) nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 13-01-08, 13:34
  3. Cambio degli equilibri causato dal Tor M1
    Di Cesare nel forum Politica Estera
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 10-07-07, 16:11
  4. Come saranno i nuovi equilibri?
    Di Filippoo nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 11-04-06, 12:54
  5. Gli equilibri cattolici\politici
    Di Ilmilanese nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 21-04-05, 12:12

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito