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Discussione: Siciliani

  1. #51
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    Predefinito Saro Urzì

    Attore

    Catania, 24.02.1913 - San Giuseppe Vesuviano (Napoli), 1.11.1979


    Esordì nel cinema durante la seconda guerra mondiale, interpretando una serie di film di non grande rilievo, in ruoli secondari. Nel dopoguerra si fece notare per l’efficace caratterizzazione che diede del personaggio del carabiniere ne In nome della legge (1949, P. Germi) e per altre interpretazioni vigorose e drammaticamente efficaci in parecchi altri film, alcuni dei quali diretti da Pietro Germi, come Il cammino della speranza (1950), Il ferroviere (1956), e L'uomo di paglia (1958). Ha avuto modo di manifestare compiutamente le sue personali doti d'attore poliedrico, sanguigno, di grande prestanza fisica, anche se con toni leggermente sopra il rigo e con una certa esagerazione grottesca, nel personaggio di Vincenzo Ascalone, il padre di Agnese, in Sedotta e abbandonata (1964, P. Germi), certamente la sua prova più matura.

    Da www.mymovies.it











    Saro Urzì nei panni del Brusco con Fernandel in quelli di Don Camillo

  2. #52
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    Predefinito Ugo La Malfa




    Palermo, 16.05.1903 - Roma, 26.03.1979

    Ugo La Malfa nasce a Palermo il 16 maggio 1903. Completati gli studi secondari, nel 1922 si trasferisce a Venezia, iscrivendosi a Ca' Foscari alla Facoltà di Scienze diplomatiche e consolari. Fra i suoi docenti, Silvio Trentin e Gino Luzzatto. Fin dagli anni dell'Università ha contatti con il movimento repubblicano di Treviso e con altri gruppi antifascisti.
    Nel 1924 si trasferisce a Roma. Partecipa alla fondazione dell'Unione goliardica per la libertà. Il 14 giugno del 1925 interviene al primo congresso dell'Unione nazionale democratica fondata da Giovanni Amendola. Il movimento amendoliano è in seguito dichiarato fuori legge: il giovane La Malfa figura nella "Pentarchia" che ha lo scopo di porre in liquidazione il movimento. Si laurea nel 1926 con una tesi dal titolo: Di alcune caratteristiche giuridiche del contratto della giurisdizione, dell'arbitrato, della conciliazione nei diritti intersindacale, interindividuale ed internazionale. Il suo relatore è Francesco Carnelutti.
    Nel 1926, durante il servizio militare, viene trasferito in Sardegna per aver diffuso la rivista antifascista Pietre. Nel 1928 viene arrestato nel quadro delle retate seguenti all'attentato alla Fiera di Milano.
    Nel 1929 entra all'Enciclopedia Treccani come redattore: qui lavora sotto la direzione del filosofo Ugo Spirito; nel 1933 viene assunto da Raffaele Mattioli a Milano, nell'ufficio studi della Banca Commerciale Italiana del quale diviene direttore nel 1938. In questi anni lavora intensamente, soprattutto con funzioni di raccordo fra i vari gruppi dell'antifascismo, per costituire una rete che confluisce nel Partito d'Azione, di cui egli sarà uno dei fondatori. Il 1¡ gennaio 1943 La Malfa e l'avvocato Adolfo Tino riescono a pubblicare il primo numero clandestino de L'Italia Libera; nello stesso anno La Malfa deve lasciare l'Italia per sfuggire ad un arresto della polizia fascista. Trasferitosi a Roma, prende parte alla Resistenza e rappresenta il PdA in seno al Cnl. Nel 1945 assume il dicastero dei Trasporti nel governo guidato da Ferruccio Parri. Nel seguente governo De Gasperi, è nominato ministro per la Ricostruzione e in seguito ministro per il Commercio con l'estero.
    Nel febbraio del 1946 si tiene il primo congresso del Pda, nel quale prevale la corrente filosocialista facente capo a Emilio Lussu: La Malfa e Parri lasciano il partito. A marzo la Malfa partecipa alla costituzione della Concentrazione democratica repubblicana che si presenta alle elezioni per la Costituente del giugno 1946: La Malfa risulta eletto insieme a Parri. Nel settembre dello stesso anno, incoraggiato da Pacciardi, La Malfa aderisce al Partito repubblicano italiano; si scontra, intorno agli indirizzi politico Ð economici della storica formazione, con l'ostilità della vecchia guardia, rappresentata soprattutto da Giovanni Conti. Nel giugno del 1947 dichiara che il partito avrebbe dovuto sostituire al "Mazzini mistico", un "Mazzini concreto". Nello stesso anno assume, insieme con Belloni e Reale, la segreteria provvisoria del Pri.
    Rieletto parlamentare nel 1948, viene confermato in tutte le successive legislature; è nominato ministro in vari governi. Nel 1950, assume l'incarico di ministro senza portafoglio col compito di procedere alla riorganizzazione dell'Iri. Fondamentale per i destini dell'economia italiana, l'opera da lui portata a termine, nel 1951, in veste di ministro del Commercio estero, per la liberalizzazione degli scambi e per la soppressione dei contingentamenti alle importazioni. Il decreto sulla liberalizzazione apre la strada al "boom" economico italiano.
    Nel 1952 propone, senza successo, una "Costituente programmatica" tra i partiti laici; dal '56, insieme al Pri, sostiene l'idea che i due partiti socialisti si riunifichino. Nel 1957 i repubblicani ritirano l'appoggio esterno al governo Segni; Randolfo Pacciardi lascia la direzione del partito. Nel 1959 La Malfa assume la direzione de La Voce Repubblicana. Nel 1962 è nominato ministro del Bilancio nel primo governo di centrosinistra, presieduto da Fanfani con l'astensione socialista. Nel mese di maggio presenta la Nota aggiuntiva, che fornisce una visione generale dell'economia italiana e degli squilibri da cui è caratterizzata, delineando inoltre gli strumenti e gli obiettivi di un regime di programmazione. Deve affrontare l'ostilità dei sindacati e di Confindustria. Nello stesso anno concorre alla decisione del governo di nazionalizzare l'industria elettrica.
    Nel marzo del 1965 è eletto segretario del Pri in occasione del 29¡ congresso repubblicano. Nel 1966, La Malfa e l' amico di antica data, Giorgio Amendola, comunista, figlio di Giovanni, aprono un dibattito di vasta eco: il leader repubblicano invita la sinistra a lasciare la sua vecchia ortodossia, ponendosi dunque come forza in grado di sviluppare un approccio pragmatico.
    Nel 1970, dopo la caduta del terzo governo Rumor, La Malfa rifiuta l'invito di Emilio Colombo ad assumere la carica di ministro del Tesoro: per il leader repubblicano il governo non è stato in grado di delineare un piano strategico di finanziamenti per le riforme dell'università, della sanità, dei trasporti e della casa.
    Nel quarto governo Rumor (1973), La Malfa assume l'incarico di ministro del Tesoro; blocca la strada alla richiesta di aumento del capitale della Finambro, aprendo la strada al fallimento delle banche di Michele Sindona. Nel febbraio dell'anno seguente si dimette dall'incarico a seguito di contrasti col ministro del Bilancio. In dicembre è vicepresidente del quarto governo Moro (bicolore Dc - Pri). Nel 1975 assume la presidenza del Pri; Biasini ne diviene segretario. Nel 1976, vincendo le resistenze della sinistra repubblicana, La Malfa porta il partito nella Federazione dei partiti liberali e democratici europei. Nel 1978 la sua azione risulta determinante nella decisione italiana di aderire al Sistema monetario europeo.
    Nel 1979 è vicepresidente del governo Andreotti e ministro del Bilancio. Il 24 marzo è colpito da emorragia cerebrale.
    Muore il 26 marzo del 1979.

    www.pri.it

  3. #53
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    Predefinito Giovanni Battista Vaccarini

    Palermo, 1702 - Milazzo, 1769

    Fu allievo di Carlo Fontana a Roma, dove studio´ l´arte del Bernini e del Borromini, nella prospettiva sintetica proposta da Fontana.
    Nel 1730 circa torno´ in Sicilia per dedicarsi alla ricostruzione di Catania, citta´ quasi completamente distrutta dal terremoto del 1693. Qui progetto´ e costrui´ chiese, palazzi privati ed edifici pubblici. Tra le sue opere nella citta´ si possono citare la facciata della Cattedrale, la Fontana dell´Elefante ed il rifacimento della facciata del Palazzo Senatorio oltre alla chiesa di Sant´Agata.


  4. #54
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    Predefinito Luigi Natoli



    Scrittore

    Palermo, 14.04.1857 - Ivi, 25.03.1941


    Veniva da una famiglia di ardenti ideali risorgimentali: nel 1860, quando aveva solo 3 anni, sua madre, alla notizia dell'imminente arrivo dei Mille guidati da Garibaldi, fece indossare a tutti la camicia rossa: l'intera famiglia venne arrestata dalle guardie borboniche e portata nella prigione palermitana della Vicaria.
    A 17 anni Natoli iniziò a scrivere per i giornali, quindi lavorò come professore di storia in vari licei italiani: pubblicò anche una Storia di Sicilia.

    Opere

    È soprattutto noto come autore di più di 25 romanzi d'appendice ambientati in Sicilia e apparsi a puntate su giornali e riviste come Il Giornale di Sicilia, Il giornalino della Domenica e Primavera, che gli fecero guadagnare una grande popolarità.
    Nel suo romanzo più famoso, I Beati Paoli, apparso per la prima volta a puntate sul Giornale di Sicilia tra il 1909 e il 1910 e poi pubblicato a dispense dopo la seconda guerra mondiale, il suo amore per la sua terra d'origine e per la libertà si fondono per creare un'epopea nazionale dell'isola. Ambientato fra il 1698 e il 1719, il libro è un tentativo di rintracciare e spiegare le cause delle problematiche e delle peculiarità siciliane. I Beati Paoli sono una setta segreta che opera in difesa dei deboli e degli oppressi, contro lo strapotere e i soprusi dei nobili. Il grande successo del romanzo ha contribuito a radicare nella mentalità comune l'immagine convenzionale della Sicilia quale terra di mafia.
    Le sue opere sono attualmente pubblicate dall'editore Flaccovio.

    Romanzi

    • I Beati Paoli
    • La Dama tragica
    • Coriolano della floresta
    • La baronessa di carini
    • Fra' Diego La Matina
    • Calvello il Bastardo
    • Cagliostro
    • La vecchia dell'aceto
    • Viva l'imperatore
    • Mastro Bertuchello
    • L'abate Meli
    • Chi l'uccise?
    • Il vespro siciliano
    • La Principessa Ladra
    • Icavalieri della stella, ovvero La caduta di Messina
    • I morti tornano
    • Braccio di ferro
    • Fioravante e Rizieri
    • Ferrazzano
    • Capitan Terrore

    Altre opere

    • Storia di Sicilia
    Da www.wikipedia.it

  5. #55
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    Predefinito Salvo Randone



    Attore

    Siracusa, 1906 - Roma, 1991


    Salvo Randone

    Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.



    Salvo (Salvatore) Randone (Siracusa, 25 settembre 1906Roma, 6 marzo 1991) è stato un attore italiano, fra i più grandi del XX secolo.
    Grande e stimato attore di teatro, spaziava dai classici greci come Sofocle al primo Novecento di Luigi Pirandello. Esordì giovanissimo nel teatro filodrammatico della sua città, per passare poi a compagnie di professionisti, recitando in moltissimi teatri d'Italia accanto a personaggi prestigiosi quali Ermete Zacconi, Ruggero Ruggeri, Giorgio Strehler.
    Ebbe un lungo sodalizio, sia sulle scene che nella vita, con la grande attrice Paola Borboni ed assieme regalarono, a generazioni di fortunati spettatori, spettacoli indimenticabili.
    Molto timido ed introverso, passava spesso per una persona scontrosa ed intrattabile, ma chi ebbe la fortuna di conoscerlo personalmente ebbe modo di apprezzarlo per la sua sensibilità e semplicità.
    Nel corso della sua carriera fu anche molto attivo come attore cinematografico, prediletto soprattutto da registi di film d'impegno civile come Francesco Rosi (Salvatore Giuliano, 1961; Le mani sulla città, 1963) e soprattutto Elio Petri, che gli ha dato il suo unico ruolo da protagonista (I giorni contati, 1962) e lo ha utilizzato spesso come caratterista nei suoi film, da L'assassino (1961) a Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e La proprietà non è più un furto (1973).
    Nel 1967 interpretò il ruolo dell'Innominato nello sceneggiato televisivo I Promessi Sposi diretto da Sandro Bolchi.
    Nel 1970 ha sposato l'attrice Neda Naldi.
    Ma la sua grandezza non fu completamente riconosciuta nel corso della sua vita, forse per quel carattere chiuso, per quella maschera che aveva anche nella vita.

    Filmografia incompleta
    Premi
    Estratto da "http://it.wikipedia.org/wiki/Salvo_Randone"

  6. #56
    Gioa
    Ospite

    Predefinito

    Signor Giovanni Puccio, scienziato fai da te che sviluppando alcune sue considerazioni sul cancro c'è testimonianza che ne ha sconfitto uno.

    Ma la sua storia non è solo questa qui c'è il link del suo sito:
    http://www.madonie.com/puccio/

  7. #57
    Free Tibet!
    Data Registrazione
    25 Aug 2005
    Località
    www.siciliaindipendente.org Agnes velhom age, bureita dadenami. Eka esti, metere Trinacie geped. Ais darna Trinacie uie, iti Talia tebei, ahita Talia praarei, viadis Talia aite esti. Zudai esti. Puri Trinacie ires.
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    Citazione Originariamente Scritto da don rodrigo Visualizza Messaggio
    arbitro cornuto..lui e il figlio
    Oltre a essere una persona DECEDUTA che merita rispetto (anche perché non lo hai conosciuto di persona), era il nonno (ed il figlio, il papà) di una mia cara amica. Rimangiati quello che hai scritto, che sono parole non degne di un siciliano.

 

 
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