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Discussione: Referendum

  1. #11
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    Li dove ho inalzato mura solide a difesa dell'agressore Socialista. Li dove la strada ha il mio nome. Li dove ho costruito una torre bene armata in difesa della Libertà. Li dove sono Sovrano e i messi dello Stato non sono i benvenuti.
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    Me lo auguro.

    I punti decisivi per abbattere un regime demo(nio)cratico (come quello che abbiamo in Italia) sono tre:
    - scollamente fra elettori ed eletti, fra paese reale e paese legale;
    - caduta dell'ordine pubblico (per questo grido: Forza invasori afro-islamici);
    - crack economico.

    Mi sembra che stiamo facendo passi da gigante su tutti e tre i fronti
    Un altro punto fondamentale è cercare di diffondere la cultura Libertarian su tutti i livelli. Magari anche andando a predicare per strada.



  2. #12
    God, Gold & Guns
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    La democrazia è due lupi e un agnello che votano su cosa mangiare a colazione. La libertà è un agnello ben armato che contesta il voto. (Benjamin Franlink)
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    Un altro punto fondamentale è cercare di diffondere la cultura Libertarian su tutti i livelli. Magari anche andando a predicare per strada.


    Al popolo italiota si addice molto di piu' un regime ClericalFascista (non a caso lo hanno inventato loro) dell'AnarcoCapitalismo.

    Io mi pongo in una posizione intermedia. Vorrei il ritorno ad uno Stato leggero, come lo Stato Liberale dell'Ottocento, ma sono pronto ad accettare il compromesso ClericalFascista, dove lo stramaledetto stato sociale persiste ma con la decisive differenza che e' una generosa concessione che proviene dall'alto e NON un diritto che spetta comunque ai piu' deboli/vagabondi.

    Considero l'abolizione dello Stato ancora piu' utopistico del ritorno all'Ottocento.

    Non vado a fare propaganda per le strade perche' sono un Moderato

  3. #13
    Anarcocapitalista
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    Al popolo italiota si addice molto di piu' un regime ClericalFascista (non a caso lo hanno inventato loro) dell'AnarcoCapitalismo.

    Io mi pongo in una posizione intermedia. Vorrei il ritorno ad uno Stato leggero, come lo Stato Liberale dell'Ottocento, ma sono pronto ad accettare il compromesso ClericalFascista, dove lo stramaledetto stato sociale persiste ma con la decisive differenza che e' una generosa concessione che proviene dall'alto e NON un diritto che spetta comunque ai piu' deboli/vagabondi.

    Considero l'abolizione dello Stato ancora piu' utopistico del ritorno all'Ottocento.

    Non vado a fare propaganda per le strade perche' sono un Moderato
    Ma il tuo pensiero filosofico deriva dal Liberalismo Lockiano???

  4. #14
    God, Gold & Guns
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    Ma il tuo pensiero filosofico deriva dal Liberalismo Lockiano???
    Stimo alcuni passaggi di Locke, ma non saprei dirti da cosa deriva.

    Il mio punto di riferimento e' lo Stato Liberale Ottocentesco.

    Dittatura politica (unico mezzo per difendere i piu' deboli e i non ancora nati dalla ferocia delle folle) e Liberismo economico, ma solo all'interno dello Stato, nei rapporti internazionali sono per il Protezionismo.

    Lo Stato deve essere, come diceva Adam Smith, un "Portiere di notte", occuparsi solo del minimo indispensabile (ordine pubblico, difesa, e io ci metto anche un minimo di stato sociale) e lasciare tutto il resto ai Privati.

  5. #15
    Anarcocapitalista
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    Stimo alcuni passaggi di Locke, ma non saprei dirti da cosa deriva.
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    Il mio punto di riferimento e' lo Stato Liberale Ottocentesco.


    Dittatura politica (unico mezzo per difendere i piu' deboli e i non ancora nati dalla ferocia delle folle) e Liberismo economico, ma solo all'interno dello Stato, nei rapporti internazionali sono per il Protezionismo.


    Lo Stato deve essere, come diceva Adam Smith, un "Portiere di notte", occuparsi solo del minimo indispensabile (ordine pubblico, difesa, e io ci metto anche un minimo di stato sociale) e lasciare tutto il resto ai Privati.

    Anche secondo me, se proprio deve esistere uno stato, piace tantissimo il pensiero di Smith, che altro non è che un collega di Locke, in quanto entrambi liberali che optavano per uno stato minimo, (minarchico) se proprio ci fosse bisogno di stato. Il problema è che entrambi non hanno potuto vedere il disastro che gli stati hanno combinato....probabilmente oggi poterebbero per una scleta alternativa allo stato coercitivo, probabilmente sarebbero più per forme di associazione non coercitiva.......mai pensato di leggere Nozick, Rand o Rothbard??

  6. #16
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    Anche secondo me, se proprio deve esistere uno stato, piace tantissimo il pensiero di Smith, che altro non è che un collega di Locke, in quanto entrambi liberali che optavano per uno stato minimo, (minarchico) se proprio ci fosse bisogno di stato. Il problema è che entrambi non hanno potuto vedere il disastro che gli stati hanno combinato....probabilmente oggi poterebbero per una scleta alternativa allo stato coercitivo, probabilmente sarebbero più per forme di associazione non coercitiva.......mai pensato di leggere Nozick, Rand o Rothbard??
    Per me lo Stato e' assolutamente indispensabile.

    Non fosse altro per garanire l'ordine pubblico interno e la difesa dai nemici esterni.

  7. #17
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    Per me lo Stato e' assolutamente indispensabile.

    Non fosse altro per garanire l'ordine pubblico interno e la difesa dai nemici esterni.

    Scusa ma come fai allora a sostenere il tuo pensiero senza aver letto un testo base come Anarchia, Stato e Utopia di Nozick???? Sei un Minarchico...quello che Smith chiamava "portiere di notte", Nozick lo definisce come "night watchman", controllore notturno.

    (A meno che tu non sia un "neoconservatore" stile Bush o un "paleoconservatore" alla Pat Buchanan).

    A night watchman state, or a minimal state, is a form of government in political philosophy where the government's responsibilities are so minimal they cannot be reduced much further without becoming a form of anarchy. The responsibilities in a hypothetical night watchman state would include the police, judicial systems, prisons and the military, the minimum allegedly required to uphold the law, which is limited to protect individuals from coercion and theft, to remove criminals from society, and to defend the country from foreign aggression. The term night watchman state was coined in 19th centuryliberalism, and is a metaphor for a state that "sleeps" (i.e., refrains from getting involved in citizens' lives) until someone's civil liberties are infringed.
    The view proposing a minimal state is known as minarchism, and is a core part of the libertarian ideology. Minarchists propose to enforce a night watchman state with a clearly-defined constitution on the government's powers, and may also see it necessary to ensure the constitution cannot be amended after adoption.

  8. #18
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    Perchè ostinarsi a dimenticare Hoppe e il secessionismo?
    In ogni caso ritengo che tra Stato minimo e anarco-capitalismo le differenze sostanziali siano poche e che la quotidianità degli individui, delle famiglie e delle comunità non presenterebbe notevoli sbalzi. Che l'assicurazione sulla sicurezza sia individuale o collettiva non genera nessuno sconvolgimento.
    Ma dal punto di vista strategico trovo urticante dimenticare l'auto-determinazione e i benefici del micro-nazionalismo, che permetterebbe l'approdo a una società neo-vittoriana utilizzando categorie politiche immediatamente comprensibili alle masse.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da ZENA Visualizza Messaggio
    Perchè ostinarsi a dimenticare Hoppe e il secessionismo?
    In ogni caso ritengo che tra Stato minimo e anarco-capitalismo le differenze sostanziali siano poche e che la quotidianità degli individui, delle famiglie e delle comunità non presenterebbe notevoli sbalzi. Che l'assicurazione sulla sicurezza sia individuale o collettiva non genera nessuno sconvolgimento.
    Ma dal punto di vista strategico trovo urticante dimenticare l'auto-determinazione e i benefici del micro-nazionalismo, che permetterebbe l'approdo a una società neo-vittoriana utilizzando categorie politiche immediatamente comprensibili alle masse.
    Quoto. Ma quando si legge Hoppe bisogna essere Anarcocapitalisti convinti, altrimenti è dificile capire il suo messaggio. Il suo libro più famoso avrebbe potuto intitolarsi tranquillamente: cooperative: le società che hanno fallito, che il succo sarebbe stato lo stesso. Rothbard spiega la società Anarcocapitalista, Hoppe spiega come probabilmente occorra essere vincenti in una società Anarcocapitalista. Tra l'altro, molti travisano le sue parole, dicendo che difende la società medioevale. Non è proprio così. Hoppe difende la società medioevale comunale italiana e tedesca. Difende le signorie e i comuni, gli Sforza e i Medici. Non difende certo la realtà medioevale delle prime monarchie nazionali spagnole, inglesi e francesi.

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio


    Quoto. Ma quando si legge Hoppe bisogna essere Anarcocapitalisti convinti, altrimenti è dificile capire il suo messaggio. Il suo libro più famoso avrebbe potuto intitolarsi tranquillamente: cooperative: le società che hanno fallito, che il succo sarebbe stato lo stesso. Rothbard spiega la società Anarcocapitalista, Hoppe spiega come probabilmente occorra essere vincenti in una società Anarcocapitalista. Tra l'altro, molti travisano le sue parole, dicendo che difende la società medioevale. Non è proprio così. Hoppe difende la società medioevale comunale italiana e tedesca. Difende le signorie e i comuni, gli Sforza e i Medici. Non difende certo la realtà medioevale delle prime monarchie nazionali spagnole, inglesi e francesi.
    Hoppe è un pensatore metafisico nell'accezione kantiana del termine. Al contatto con la realtà, il libertarismo diventa un principio regolatore che permette di avvicinarsi indefinitamente a un'ideale di civiltà fondato sulla sacralità della proprietà privata. Ma se il compito di un filosofo è quello di pensare, per la politica o anche per l'antipolitica può essere castrante incatenare la realtà al pensiero. Anche perchè esiste sempre uno scarto di complessità tra la mente e le cose, tra la logica e l'ontologia.
    Quando si legge un autore 'affine' non bisogna essere a-critici o succubi nei suoi confronti, ma saperlo valorizzare autonomanente nel proprio microcosmo, interiore ed esteriore.
    La mia idea è che Hoppe non difenda il Medioevo: difende aspetti della società medievale se posti a rigoroso confronto con quella moderna e apprezza il pluralismo reale dei poteri che impediva la formazione di un monopolio. Ma credo sia ben conscio che nel medioevo il diritto naturale come lo intende lui non era affatto noto e che lo status di uomo libero che lui auspica essere riconosciuto universale e necessario era una condizione di privilegio.
    Del resto il suo pensiero discende da quello liberale - sebbene poi lo superi, lo trasvaluti e lo discrimini - e quindi nasce ben oltre il medioevo.
    La sua intuizione più grande è stata quella di sposare le ragioni del secessionismo, un vero affronto allo Stato moderno. Non è detto che lo Stato debba scomparire, ma il contratto attraverso cui è istituito deve cessare di essere una finzione e divenire reale. Probabilmente sarebbero in pochi gli individui che troverebbero conveniente diventare Stato a sé - cosa onerosa, faticosa, complicata e rischiosa che implica quantomeno l'assunzione di uno staff di avvocati internazionalisti a tempo pieno - ma la semplice introduzione di questa possibilità rappresenta la chiave perchè il diritto cessi di essere un "pro forma" e perchè la Res Publica non degeneri in statalismo.
    Tanti Stati piccoli e competitivi alcuni dei quali (le città) producono su questo nuovo mercato servizi a beneficio di liberi acquirenti (i borghi), che dal canto loro potrebbero permutare l'accesso alle risorse naturali (ad esempio idriche) proprio con l'amministrazione della giustizia o la protezione civile. Piccole entità liberamente associate a garanzia ultima dell'applicazione della lex marcatoria, con una tassazione infima, in massima parte indiretta e orientata 'allo scopo' che riscopra, questo si, il significato medievale, privatistico e consortile del termine 'comune'. Questo mette sul piatto l'utopia realista della libertà e questo, secondo me, bisogna prendere.

 

 
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