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Discussione: Tibet

  1. #321
    Signore di Trieste
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    metto io il link

    http://www.geduntharchin.it/tibet/ti...imonianza.html

    L'ultima ad intervenire è stata Kunsang Chonyi, donna tibetana che nonostante sia laureata, qui in Italia fa un lavoro poco qualificante.
    In Tibet le donne potevano partecipare alla vita politica prima dell'occupazione cinese, che ha messo in ginocchio la popolazione tibetana. Le donne hanno lottato per l'indipendenza del Tibet e per questo sono state incarcerate e torturate.
    Il regime cinese ha limitato notevolmente la libertà dei tibetani e delle tibetane in particolare, tanto d'aver imposto un controllo sulle nascite che comporta pene severe.
    Kunsang era molto emozionata e quindi non ha parlato molto, ma il suo intervento è stato ugualmente significativo.
    Infine ha avuto luogo un dibattito con il pubblico che si è dimostrato molto interessato ai temi affrontati

    http://fuoriaula.univr.it:7777/porta...&id_item=46610

  2. #322
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    Citazione Originariamente Scritto da TANGDAREN Visualizza Messaggio
    infatti... ti basterebbe parlare con la gente del posto...
    consiglio;smettete con le droghe e la propaganda pcc,prenotate un volo in Tibet(imparando qlc parola in tibetano)e poi andate voi stessi a parlare con i tibetani...





    bellisima;il dalai lama non e nato in tibet e ha dovuto imparare il tibetano...mah se fosse nato dopo il 49 ti potrei dar ragione
    Ripeto non lo dico io. Lo dice il nazista Harrer con tanto di simil-prefazione del Dali Lama, il quale è evidentemente d'accordo. Il nazista Harrer è molto importante in questa vicenda in quanto tutte le cazzate sul Tibet indipendente la gente se le è bevute attraverso il film tratto dal suo libro.

  3. #323
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    Citazione Originariamente Scritto da TANGDAREN Visualizza Messaggio
    tradizione non gradisce chi la pensa diversamente,che ha vinto la guerra.,..)...
    quello della lingua tibetana di derivazione cinese dove l hai letto Redshadow,sul libretto rosso di Mao?....
    In un qualsiasi sito che tratta delle famiglie linguistiche:
    Famiglia Sino-tibetana (360 lingue):
    Cinese Gan, Hakka, Huizhou, Jinyu, Mandarino, Min Bei, Min Dong, Min Nan, Min Zhong, Pu-Xian, Wu, Xiang, Yue, Dungan
    Tibeto-birmano Kachin (Birmania); Bodo, Garo, Konyak, Lushai (India); Chin, Naga (Birmania, India); Bodo, Lingue Tibetane, Lingue Himalayane, Newari (Nepal, Tibet, India); Birmano, Karen (Birmania, Tailandia); Lolo, Qiang (Cina meridionale)
    http://www.planetservices.it/famiglie_gruppi.htm

  4. #324
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    Citazione Originariamente Scritto da TANGDAREN Visualizza Messaggio
    di come il tibet sia invaso di cinesi(stessa tecnica che i fascisti provarono in sud tirolo)basta vederlo dal censimento della popolazione,basterebbe recarsi per vedere che chi fa business sono cinesi han,chi sta al governo del tibet sono cinesi han,chi sgobba per i cinesi sono tibetani...
    Censimento Tibet:
    Maggiori etnie (2000)
    Tibetani - 93%
    Han - 6%
    Hui - 0.3%
    Monpa - 0.3%
    http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet

    Lo sfruttamento del Tibet rende moltissimo alla Cina infatti contribuisce per lo 0,1% del PIL nazionale:
    Nel 2003, il PIL era di 2,2 milioni USD e costituiva il minore tra le province e regioni cinesi, contribuendo solo allo 0,1% dell'intera economia cinese.
    I cinesi in Tibet non ci vogliono proprio andare. Molti di quelli che risultano residenti in realtà non risiedono di fatto, ma sono ex funzionari che hanno solamente la residenza in Tibet perchè hanno pensioni più alte.

  5. #325
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    La testimonianza di una rifugiata tibetana




    --------------------------------------------------------------------------------

    Gentili signori sono oggi qui a nome di
    Ngawang Sangdrol, Gyalten Pelsang, Ngawang Kiyzom, Rinzen Kunsang, Ngawang Tsepak, Adhi, Ngawang Jampa, Gyaltsen Choedon, Nyima Tsamchoe, Sonam Dolkar, Lhakpa Chundak, Tashi Drolma, e di migliaia di altre donne tibetane.

    Vorrei rappresentare la voce, finalmente libera, di tante donne che non hanno più un nome, né un volto. Di tante donne private del proprio futuro. Vorrei essere oggi qui la loro voce, per raccontare la reale storia della crudele oppressione militare che le ha rese vittime tra le vittime, proprio in quanto donne, colpite in tutti gli aspetti dalla dura repressione politica e del genocidio in atto nel territorio tibetano.

    I pochi nomi che vi ho citato sono il simbolo di tutte le donne tibetane, sia laiche che monache, detenute e torturate semplicemente per aver espresso una opinione o per aver osato cantare l'indipendenza del Tibet, o ancora per non aver obbedito al comando di alzarsi in piedi impartito da qualche cinese.

    Molte donne sono in stato di detenzione solo per aver indossato vesti tibetane, per aver rifiutato l'indottrinamento politico, o per aver manifestato fedeltà al Dalai Lama, molto spesso anche solo per aver cercato semplicemente di essere madri.

    Le mani dei cinesi sulle donne tibetane sono pesanti, violente, fastidiosamente sadiche. L'arresto, specialmente delle monache, si traduce in stupri e violenze collettive, praticate spesso con micidiali bastoni elettrici e bruciature di ogni tipo. Le detenute vengono obbligate a spogliarsi davanti a tutti, picchiate, o assalite da cani feroci e così via in un crescendo di orribili perversioni che hanno, come unico scopo, quello di umiliare e distruggere sia la dignità che il senso di appartenenza ad un popolo, quello stesso popolo che per i cinesi non ha alcun diritto di esistere.
    Ma le donne tibetane resistono, non si piegano.
    Totalmente isolate, in quell'enorme carcere collettivo che è divenuto il Tibet, resistono, spesso eroicamente, incuranti delle conseguenze che ogni parola ed ogni gesto può avere sul loro già amaro destino. Anzi spesso sono proprio loro, quelle timide e pacifiche monache di 15, 16, 20 anni che a voi capita di veder gaiamente sorridere nelle vostre riviste, le leader che da anni guidano il movimento di resistenza non violenta praticata sia fuori che dentro le carceri. Esse sfidano i loro aguzzini in nome dei loro diritti, della libertà, li sfidano, proprio come farebbe un docile agnello di fronte ad un lupo affamato.

    Ora vorrei il permesso di recitare un brevissimo canto che dice:
    " Io sono in prigione ma non ho rimpianti
    La mia terra non è stata venduta, è stata rubata
    Per questo abbiamo pianto tante lacrime, oh, tante lacrime "

    Sappiate che questo breve ed inoffensivo ritornello, circolato clandestinamente per qualche tempo nella famigerata prigione di Drapchi, è costato fino a 10 anni di pena aggiuntiva alle monache che l'avevano composto.

    E' in questo modo che il Tibet sta combattendo la sua lotta per la libertà.
    Non con le bombe, gli attentati, le armi, ma con la fede, i canti, le bandiere fatte sventolare dalle colline prima dell'arresto e soprattutto in nome della grande devozione al suo Leader, il Dalai Lama, Premio Nobel per la Pace.

    La Cina, che alcuni decenni fa dichiarò al mondo la liberazione di un Tibet feudale, dall'oppressione di imperialisti stranieri, ora non ha più scuse per le sue menzogne.
    Vi chiedo: gli schiavi liberati che motivo avrebbero di ribellarsi a chi gli avesse davvero offerto benessere e libertà?

    Le donne Tibetane vivono rinchiuse nelle prigioni senza sapere se ne usciranno mai, cercano di sopravvivere gloriosamente restando per lunghi periodi segregate in luridi buchi, senza acqua né luce e con pochissimo cibo, spesso avariato. Non hanno nulla per potersi scaldare e vanno avanti così, per lunghi periodi di isolamento, in celle completamente buie, vengono seviziate e picchiate senza pietà anche fino a morirne, costrette a rispondere ai loro carcerieri quando le insultano chiamandole con nomi come asino, maiale, cane… ed è così che vivono la loro prigionia: sole, nude ed indifese di fronte ai loro torturatori.

    Le donne tibetane sono private del diritto di essere madri, vengono sterilizzate a loro insaputa oppure con la forza, spesso sono costrette ad abortire e a subire trattamenti peggiori di quelli riservati alle bestie, senza anestesia , con l'utilizzo di bastoni elettrici, non importa se il feto è un bambino già completamente formato.
    Inoltre, se nonostante l'iniezione letale il bambino fuoriesce vivo, viene soppresso subito dopo, e spesso mentre la madre ascolta il suo primo innocente vagito. Dopo un po' le comunicano che è morto.

    L'aborto e la sterilizzazione forzata sono problemi veramente seri sia per la gravità che per la frequenza.
    Solo nel vicino 1997 si è avuta notizia di ben 883 casi di questo tipo subiti dalle donne tibetane; in alcuni di questi casi le donne hanno partorito bambini già morti e in altri le tibetane sottoposte a sterilizzazione sono decedute.
    Le rigide misure di controllo delle nascite sono applicate in diverse zone del Tibet a tutte le donne in età compresa tra i 16 e i 45 anni.
    Il destino di una mamma in Tibet è completamente nelle mani del Governo centrale e di quello regionale. Quello centrale decide il tasso annuo consentito di crescita globale, quello regionale le nascite ammesse localmente e le donne che possono averne diritto.

    Spesso il destino è legato ad una lotteria. Una coppia che vuole un bambino, sempre ammesso che sia stato loro accordato il diritto di contrarre matrimonio, deve tentare la sorte affidandosi ad un sorteggio comunale. Se è fortunata potrà avere il figlio. Se va male dovrà perdere anche quello che eventualmente porta in grembo e poi attendere altri tre anni per avere un'altra occasione.

    Ecco come vivono ora le donne "liberate dalla schiavitù" grazie ai Cinesi.
    Sotto la dominazione cinese, quelle che prima potevano essere considerate come le donne più emancipate dell'Asia, si trovano al livello più infimo della scala sociale. Di fatto, non hanno accesso all'istruzione, né a cure mediche o a qualsiasi tipo di attività professionale.

    Ora si che possono considerarsi davvero schiave tra gli schiavi… e gli schiavisti sono proprio quelli che ebbero il coraggio di dire al mondo di averci liberati.
    Ma chi ci libererà ora da questa vera schiavitù?
    Chi avrà il coraggio ora di affrontare questa tanto potente quanto dispotica Cina?
    Quale sarà il nostro destino?
    Dovremo estinguerci silenziosamente? Lasciare che il genocidio si compia restando a guardare in religioso silenzio?

    Abbiamo però il dovere di dire che la Cina ha di fatto offerto un nuovo sbocco professionale alle donne tibetane. Ad alcune per esempio, viene fatto credere di essere state assunte nell'Esercito popolare di liberazione, queste si illudono di entrare magari come impiegate o segretarie ma scoprono ben presto di essere solo prostitute di stato il cui unico compito è far divertire i militari pervertiti.

    Una di queste, Lhakpa Chungdak, ha raccontato la sua storia. Assunta nel P.L.A. ancora 14enne non riuscì a credere alle proprie orecchie. Ingenua e piena di gioia iniziò il suo lavoro che presto diventò il peggiore degli incubi: stupri, prima singoli, poi di gruppo, gravidanze indesiderate e poi aborti, tanti. E i Cinesi oltretutto la minacciavano dicendole di non lamentarsi. Questo è l'impiego che l'esercito cinese offre ad una ragazza Tibetana.
    Ngawang Sangdrol, Gyalten Pelsang, Ngawang Kiyzom, Rinzen Kunsang, Ngawang Tsepak, Adhi, Ngawang Jampa, Gyaltsen Choedon, Nyima Tsamchoe, Sonam Dolkar, Lhakpa Chundak, Tashi Drolma, ho portato la vostra voce al di là dell'Himalaya perché arrivi alle orecchie di tutti gli esseri umani che credono nell'uomo e nell'umanità.

    Aiutateci!
    L'unica cosa che vi chiediamo è aiutare un popolo innocente ignobilmente calpestato nella propria dignità.
    Potete contribuire semplicemente diffondendo la verità, portandola ad amici e parenti.
    Aiutateci a far conoscere a tutti la vera, dolorosa storia, vissuta dal popolo tibetano
    Una realtà che ora ha anche un nome: la causa tibetana...
    Noi crediamo nell'umanità e pensiamo che nessuno può tacere o far finta di niente di fronte ad ingiustizie così evidenti, ogni tibetano attende pazientemente e rispettosamente anche il vostro aiuto!
    Aiutare un popolo a sopravvivere è un dovere di tutti, perché vivere è un diritto di tutti!

    Grazie per aver ascoltato le mie parole

    Tashi delek

    - una rifugiata tibetana -
    Questi sono gli stessi che dicono che i cinesi hanno ammazzato 1,2 milioni di tibetani nel 1953, 1,2 milioni di tibetani nel 1957, 1,2 milioni di tibetani nel 1968? Te lo domando perchè i tibetani risultavano nel 1953 1,1 milioni, siccome i cinesi ne hanno ammazzato 1,2 milioni per 3 volte a distanza di 7-8 anni oggi i tibetani dovrebbero essere circa - (meno) 2,4 milioni e invece sono: + (più) 2,7 milioni.
    Prendo atto del fatto che la signora dica che nel medioevo le donne erano molto emancipate, e del fatto che dica che le donne tibetane sono costrette ad abortire quando, facendo parte delle minoranze nazionali, non sono soggette a controllo delle nascite.
    Mi sembra caro Tang che questa gente cerchi a tutti i costi di prenderci per il culo. C'è chi è disposto a tutto pur di farsi prendere per il culo, c'è chi è scettico sull'argomento.
    Per dire, i cinesi che vogliono emigrare in USA di solito si comprano dei visti falsi sulle bancarelle di Bangock, ma quando vengono scoperti di solito dicono di essere dei cristiani perseguitati dai comunisti. Molti alla domanda degli agenti dell'emigrazione: "Come è morto Gesù Cristo" rispondono "Gli hanno sparato i comunisti. L'ho visto con i miei occhi".
    Voi credete ai testimoni oculari dell'omicido di Gesù Cristo e date dei creduloni agli scettici. Davvero incredibile.

  6. #326
    are(a)zione
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    Citazione Originariamente Scritto da TANGDAREN Visualizza Messaggio
    non c e peggior cieco di chi non vuol vedere
    cancella sai che me ne frega,di testimonianze(se veramente vuoi sapere cosa i tuoi amichetti hanno conbinato in Tibet)ce ne sono.Puoi sembre dare un occhiata all altro tread su politica internazionale ma dubito che l idedologia di cui sei schiavo ti faccia vedere realmente le cose per come sono.
    Una domanda semplice quanto spontanea;qlc ha mai chiesto i tibetani se volessero far parte della Cina?
    Giovanotto, 2 cosette per rinfrescarti la memoria:

    1. il regolamento del forum vale sia per i pro che i contro Tibet: se hai voglia di frignare, cercati un altro forum. Qui i bambini pestiferi non sono ben visti;

    2. non ti dannare l'anima per me, ti potrebbe sorprendere la quantità di cose che leggo. Tu preoccupati di inserire un link ufficiale ai tuoi commenti copia-incollati. L'unica cosa che ti viene richiesta.

  7. #327
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    dal 16 febr nella citta delle olimpiadi a sgobbare fino al giorno dopo bevendo birra in ufficio e fumando l impossibile
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Ripeto non lo dico io. Lo dice il nazista Harrer con tanto di simil-prefazione del Dali Lama, il quale è evidentemente d'accordo. Il nazista Harrer è molto importante in questa vicenda in quanto tutte le cazzate sul Tibet indipendente la gente se le è bevute attraverso il film tratto dal suo libro.
    fatto sta che pure fosse nato su marte i tibetani lo rimpiangono e tengono la sua foto(di nascosto)ancora in casa.Scusa ma credo di piu a quello che vedo e sento con le mie orecchie piuttosto ai numeri...
    vedi a me non interessa convertire nessuno,i dati sul tibet stando qua in cina non gli trovo,e quello che non accetto e l ipocrisia di chi difende un crimine indifendibile solo perche e stato comesso dai compagni...
    contro l iraq o l afganistan o gli indiani d america scendereste in piazza...
    l'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione".

  8. #328
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    Citazione Originariamente Scritto da Red Shadow Visualizza Messaggio
    Censimento Tibet:
    Maggiori etnie (2000)

    http://it.wikipedia.org/wiki/Regione_Autonoma_del_Tibet

    Lo sfruttamento del Tibet rende moltissimo alla Cina infatti contribuisce per lo 0,1% del PIL nazionale:


    I cinesi in Tibet non ci vogliono proprio andare. Molti di quelli che risultano residenti in realtà non risiedono di fatto, ma sono ex funzionari che hanno solamente la residenza in Tibet perchè hanno pensioni più alte.
    mah sara..vi dovreste pero decidere;vikipedia e attendibile oppure no?...
    l'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione".

  9. #329
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Giovanotto, 2 cosette per rinfrescarti la memoria:

    1. il regolamento del forum vale sia per i pro che i contro Tibet: se hai voglia di frignare, cercati un altro forum. Qui i bambini pestiferi non sono ben visti;

    2. non ti dannare l'anima per me, ti potrebbe sorprendere la quantità di cose che leggo. Tu preoccupati di inserire un link ufficiale ai tuoi commenti copia-incollati. L'unica cosa che ti viene richiesta.
    io intanto aspetto le risposte alle domande fatte;
    1 qualcuno ha interpellato i tibetani o sie e decisi per essi?
    2 terzani era un anti cinese pagato dalla cia per destabilizzare la cina?
    e una domanda afresca fresca;sei stato in Tibet e in Cina?
    3 se la Cina ha fatto il bene dei tibetani e tutto e chiaro e limpido come dite,imi spieghi perche quando digito la parola tibet in google non appare niente,perche in Tibet non sei libero di andare ovuqnue tu voglia,perche ti ci vuole un visto,perche fino a non molto tempo fa il tibet era off limits per gli stranieri?Ma che te(ve)lo dico a fare,prima andate in Tibet a vedere l opera di modernizzazione cinese e poi ne riparliamo...




    riguardo a quello che scrivi,grazie per il giovanotto,Matusalemme...

    1. e quando avrei frignato?
    2 sai leggere?la risposta te l evevo gia data
    l'uomo superiore è cauto nel parlare e pronto nell'azione".

  10. #330
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    Quando dovevano farlo il referendum? nel 1700? Nel 1500? Boh. Nessuno ha cheisto aglia abitanti dello Stato Pontifico se volevano essere annessi al Piemonte, o all'Italia... In fin dei conti nella Roma papalina si stava benone. Roma vantava allora il record mondiale dei bordelli.
    Terziani era un "orientalista". Cioè aveva una idea sua dell'oriente. L'oriente misterioso come lo poteva vedere Indiana Jones nella ricerca del Tempio Maledetto. La Cina come Shangri-la. Un oriente che non è mai esistito. E' chiaro che un tipo così alla fine fosse deluso dalla Cina.

 

 
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