



Certo, continuo volentieri a parlare di un paese dove ogni anno vengono "giusiziate" migliaia di persone magari colpevoli solo di pensarla diversamente dai dettami del regime oppure uccisi perché i loro organi hanno mercato, ma già che ci siamo vogliamo parlare dei processi sommari o inesistenti che stanno a monte di queste esecuzioni? Dove chi viene condannato sono solo poveri le cui famiglie non reclameranno mai se non con il rischio di fare la stessa fine?
Già, ma è una situazione che svanisce di fronte al criminale metodo di amministrare la giustizia negli USA dove in alcuno stati, nemmeno in tutti, ogni tanto qualche assassino viene giustiziato.
Il tuo problema è che sei un comunistello ottuso e con te ho già perso troppo tempo a spiegarti cose che non hai l'onestà intellettuale per capire.
Comunque proviamo, parliamo di Guantanamo e parliamo anche dei Laogai.
Svisceriamo tutti i problemi.


A lei risulta che io abbia difeso la Cina, a lei risulta che io abbia condananto la pena di morte solo negli Usa?
A me invece risulta che lei parla solo dei paesi che le fanno comodo e assolve gli Usa.
p.s.: econdo lei uno che ammazza una persona è meno assassino di chi ne ammazza 10?
Milgiaia di persone giustiziate in Cina MIGLIAIA???????![]()




Sì, migliaia, puoi trovare queste informazioni ovunque, basta che ti dai da fare a cercare.
Sempre da Amnesty era circolata la statistica che solo nel 2004 furono messe a morte ufficialmente 3400 persone, il 90% delle esecuzioni avvenute nel mondo in quell'anno, si pensa però che il numero effettivo sia molto più alto.
In Cina si può tranquillamente parlare di esecuzioni di massa e non ho mai visto nessun comunistello stracciarsi i vestiti per questo.![]()










In Italia invece siamo un paese "civile". Perchè?
- lasciamo impuniti assassini e delinquenti
- polizia e forze dell'ordine sono impotenti di fronte al dilagare della criminalità
- apriamo le nostre frontiere in modo indiscriminato e senza alcun sistema di REGOLE (rispettate intendo).
Noi siamo un paese civile? Non fatemi ridere.
Ibrahim