Pagina 2 di 15 PrimaPrima 12312 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 150

Discussione: Donne prete

  1. #11
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Eyes Only Visualizza Messaggio
    E' la natura stessa che impedisce di partorire o fare la madre.

    Non è la natura stessa che impedisce a un uomo di essere suora. perchè un uomo potrebbe benissimo essere suora.

    La suora infatti non è femmina per sua natura: è femmina solo perchè solo alle donne è consentito essere suore dal diritto canonico, e solo agli uomini è consentito essere preti, e non per una divisione fra uomo e donna ma per una divisione dei poteri: perchè solo luomo deve poter dire messa. Prete e suora non sono maschio e femmina dei servitori di dio, sono superiore e subordinato. E questo per sancire la superiorità dell'uomo sulla donna, e garantire che solo l'uomo, in quanto prete, possa dir messa. Ma la condizione che porta solo all'uomo questo potere non è connaturata alle cose, ma solo alle scelte discriminatorie della chiesa.

    C'era forse bisogno di spiegarvi una scemenza come questa, oppure in realtà continuate a fare solo gli squaliidi ipocriti?

    Piuttosto leggetevi la bibbia e troverete sparpagliati almeno una decina di chiari passi che ricordano che l'uomo è superiore alla donna, come nel deuteronomio, nella lettera ai corinzi di san paolo, nel libro dei numeri, nel libro della Siracide e così via, e vedrete come il compito di raggiungere Dio è riservato agli uomini, mentre alle donne, al massimo, è dato quello di sfuggire a satana.

    Con tutto il rispetto ma non avevo mai letto una quantità simile di baggianate che spero siano solamente il frutto di idee poco chiare.

    Appare intanto lapalissiana la mancata differenza nel pensiero del nostro amico tra ordine sacro e vita consacrata, che non è differenza di "potere" ma differenza di "stato". Alla vita consacrata possono accedere sia chierici che laici, e questi ultimi possono essere sia di sesso maschile che femminile.
    Non pensavo che fosse così difficile capire che i termini suora (dal latino soror) e frate (dal latino frater) indicassero solamente la distinzione di sesso all'interno della vita consacrata!

    Questo giusto per chiarire le idee e non essere presi per ipocriti.

    Quanto alla condizione di superiorità dell'uomo spero che gli astanti non ascoltino l'invito del nostro amico di sinistra perchè credo verrebbe smentito clamorosamente!
    L'intervento del nostro amico infatti capita alla vigilia di una festa molto importante che sancisce la glorificazione anticipata di un essere umano prima di tutti. Si dia il caso che si tratti di una donna... Maria di Nazareth.
    Dunque potremmo dire che la posizione più in rilievo nella Chiesa, anzi l'immagine stessa della Chiesa è femminile... alla faccia di tutti i maschilisti!
    Infine un'altra piccola precisazione. "Dire messa" non è un potere, come non è un potere il presbiterato, ma è un servizio una diakonia gerarchica (e qui i grecisti mi comprendono subito) che per Tradizione, e qui non ci sono problemi ad ammatterlo, è riservato agli uomini. Non per fini discriminatori, e lo si evince anche questo dalle Scritture, ma solamente per Tradizione ecclesiastica.

  2. #12
    Logiké Latreía
    Data Registrazione
    28 Mar 2009
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,444
     Likes dati
    30
     Like avuti
    662
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Maria, mater Dei.

    Giuseppe, ...

  3. #13
    Forumista senior
    Data Registrazione
    03 Jan 2006
    Località
    Bisogna camminare molto nel buio della notte per trovare la luce del giorno.
    Messaggi
    1,035
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Non dimentichiamo, inoltre, che l'annuncio della resurezione di Gesù Cristo, annuncio quindi molto ma molto importante, viene fatto da due donne, a sottolineare già nel vangelo l'importanza che le donne hanno nella vita e di che cosa sono in grado di fare.

    Per il resto quoto Lepanto.

    Maria madre di Dio e madre nostra

  4. #14
    Logiké Latreía
    Data Registrazione
    28 Mar 2009
    Località
    Italia
    Messaggi
    9,444
     Likes dati
    30
     Like avuti
    662
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Mi sento di fare solo una precisazione; pur se la Madonna è al contempo femmina e icona della Chiesa, non possiamo attribuire alla Chiesa una natura femminile, in quanto la Chiesa è il Corpo del Cristo mistico, Cristo mistico che non può essere femminile in quanto Cristo non era femmina. Non possiamo concepire un Cristo totale (mistico) con un corpo femminile ed un capo maschile... Sarebbe abbastanza mostruoso... Tutto ciò pur se il Corpo mistico è stato assunto come sposa.

    Siamo nel campo delle analogie; propendo per una interpretazione non troppo fissata col sessismo, di qualsiasi natura esso sia... L'anima della Chiesa, come del resto tutte le anime, è assessuata ed è lo Spirito Santo, lo Spirito di Dio; forse non dovremmo stupirci se il corpo di tale anima (cioè la Chiesa, corpo del Cristo mistico) risultasse anch'esso "asessuato per combinazione" dei due sessi che lo compongono, che in esso si compensano... Forse la Chiesa, in definitiva, come capiterà a tutti gli umani dopo la morte, già ora non ha un sesso in quanto già ora vive nell'eternità salvata difronte a Dio Padre onnipotente.

  5. #15
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    24 Aug 2009
    Messaggi
    5,378
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Credo che in questo campo si sia già oltre a distinzioni terrene come maschio-femmina.

  6. #16
    Amore vince la morte
    Data Registrazione
    22 Sep 2006
    Località
    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
    Messaggi
    6,292
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    "Non dimentichiamo, inoltre, che l'annuncio della resurezione di Gesù Cristo, annuncio quindi molto ma molto importante, viene fatto da due donne, a sottolineare già nel vangelo l'importanza che le donne hanno nella vita e di che cosa sono in grado di fare."


    E' verissimo.
    Nel Vangelo il ruolo delle donne e' preponderante, direi sia fondamentale che fondante, e questo e' ancor piu' lampante se si confronta il Vangelo con altri testi religiosi.
    Poi, nell'evoluzione della Chiesa nella storia, questa stessa radicalita' del Vangelo ha costituito certamente una risorsa immensa, ma e' stata anche causa di problemi terreni troppo terreni.






    "il compito di raggiungere Dio è riservato agli uomini, mentre alle donne, al massimo, è dato quello di sfuggire a satana."


    I due "compiti" (parlare di compito e' improprio, piuttosto ci si riferisce alle vocazioni), non sono affatto in contraddizione, e non sono per niente distinti.




    Cordialmente

  7. #17
    Iscritto
    Data Registrazione
    20 Dec 2005
    Località
    On ne peut bien écrire que de ce qu'on ignore
    Messaggi
    1,036
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Qualche idea sparsa, nel giorno in cui - come ci ricorda Lepanto - si celebra l'ingresso della creatura della bellezza umana e cosmica in Dio, nel tempo in cui si è pronti per raccogliere i frutti della terra. E questa bellezza è una donna.

    Come ho forse già una volta scritto, non rappresenterei mai - se fossi un artitsta cristiano - Dio come donna. Ovviamente Dio non è né maschio né femmina; né, se così si può dire, uomo (essere umano). Tuttavia, dovendosi raffigurare, se proprio-proprio necessario, lo si deve - a mio avviso - raffigurare uomo maschio. Perché? L'essere umano si manifesta nei due generi. Io non ho mai visto un essere umano puro e semplice andare a spasso, ma vedo frequentemente esseri umani maschi e esseri umani femmine (a proposito: andate al cinema a vedere XXY di Lucia Puenzo: non ve ne pentirete).

    Ora, dei due generi, uno - quello femminile - è antropologicamente connesso (o più connesso) con cicli cosmici. Il ciclo della fecondità rispetta scansioni mensili (menstruali, mestruali), è un andare-e-venire che assomiglia al girar della luna e alle maree. La donna sembra più terrestre dell'uomo (e - lo enfatizzo per i pusilli - non, non, non in senso negativo). In questo senso essa è meno adatta a raffigurare (e anche a simboleggiare nei riti) il Dio di Abramo, caratterizzato essenzialmente dalla sua trascendenza rispetto al creato. Naturalmente vi è un aspetto femminile e materno in Dio, e non importa aspettare papa Luciani. Basta guardare le due mani, una maschile e una femminile, del padre della parabola dei due figli dipinto da Rembrandt.

    La seconda persona della Trinità, dovendosi manifestare in un genere, scelse quello maschile. Se il celebrante cristiano agisce in persona Christi, dovrebbe essere un maschio. Questo tra l'altro lo inserisce nel lignaggio sacerdotale ebraico, tipicamente maschile, e scelto esplicitamente da Dio per rendersi presente negli uomini. Egli rappresenta, nella convocazione liturgica, un'interfaccia tra il divino e l'umano (in alcuni momenti è il volto dello sposo, in altri la voce (il porta-voce) della sposa).

    La donna è sacerdote? Sì. E' sacerdote del mondo. E infatti Dio si manifesta nel mondo grazie alla sua mediazione, e snobbando completamente il seme maschile. La donna ci consente di abitare l'universo. Celebra i sacramenti dell'universo. In esso la sua bellezza ci introduce.

    Questo è - fra l'altro - il problema drammatico del sacerdozio celibatario. Esso potrebbe essere una gemma sfolgorante sulla corona della Chiesa latina, e purtroppo è invece, e spesso, la sua vergogna e il suo disonore. Il sacerdote celibe dovrebbe sanguinare continuamente e dolorosamente dalla ferita della sua castrazione. Dovrebbe continuamente realizzare di essere un mutilato, uno squilibrato, un senza patria nel mondo. Egli è quella porzione della comunità umana che viene tuffata a forza nella fornace-che-è-Dio, e ne viene tratto fuori incandescente e luminosissimo, certo, ma anche eroso, bruciato, sconvolto. Egli non ha la donna che gli consente di abitare sufficientemente in pace questa terra, amministrandogli i sacramenti del mondo: soprattutto - ma non soltanto - nel letto dell'amore, dell'amplesso, delle nozze.
    Molto bisognerebbe pregare per i sacerdoti, privi per sempre di questo nutrimento vitale. E far qualcosa per loro. Non - come vorrebbe una mentalità miope e riduttiva - dandogli una donna. Ma riconoscendo loro l'inestimabile dono che fanno alla comunità umana perdendo la propria vita (vita, vita) in Dio, e accettando nel loro corpo, nella loro psiche, fino nel loro spirito, una ferita tremenda che non si rimarginerà mai.
    Molto dovrebbero i sacerdoti preoccuparsi di rendersi schiavi cortesi e gentili - come mi pare volesse Grignon de Montfort - dell'unica donna che possono trovare lì dove loro stessi si trovano: nel fuoco-che-è-Dio. Amarla virilmente, da uomini, da cavalieri, da amanti fuori-di-testa. Quella donna che oggi, con il suo corpo, vi è entrata e vi dimora.

    Grazie, Barsanufio

  8. #18
    Registered User
    Data Registrazione
    06 Dec 2005
    Località
    Berlino
    Messaggi
    872
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Barsanufio Visualizza Messaggio
    Qualche idea sparsa, nel giorno in cui - come ci ricorda Lepanto - si celebra l'ingresso della creatura della bellezza umana e cosmica in Dio, nel tempo in cui si è pronti per raccogliere i frutti della terra. E questa bellezza è una donna.

    Come ho forse già una volta scritto, non rappresenterei mai - se fossi un artitsta cristiano - Dio come donna. Ovviamente Dio non è né maschio né femmina; né, se così si può dire, uomo (essere umano). Tuttavia, dovendosi raffigurare, se proprio-proprio necessario, lo si deve - a mio avviso - raffigurare uomo maschio. Perché? L'essere umano si manifesta nei due generi. Io non ho mai visto un essere umano puro e semplice andare a spasso, ma vedo frequentemente esseri umani maschi e esseri umani femmine (a proposito: andate al cinema a vedere XXY di Lucia Puenzo: non ve ne pentirete).

    Ora, dei due generi, uno - quello femminile - è antropologicamente connesso (o più connesso) con cicli cosmici. Il ciclo della fecondità rispetta scansioni mensili (menstruali, mestruali), è un andare-e-venire che assomiglia al girar della luna e alle maree. La donna sembra più terrestre dell'uomo (e - lo enfatizzo per i pusilli - non, non, non in senso negativo). In questo senso essa è meno adatta a raffigurare (e anche a simboleggiare nei riti) il Dio di Abramo, caratterizzato essenzialmente dalla sua trascendenza rispetto al creato. Naturalmente vi è un aspetto femminile e materno in Dio, e non importa aspettare papa Luciani. Basta guardare le due mani, una maschile e una femminile, del padre della parabola dei due figli dipinto da Rembrandt.

    La seconda persona della Trinità, dovendosi manifestare in un genere, scelse quello maschile. Se il celebrante cristiano agisce in persona Christi, dovrebbe essere un maschio. Questo tra l'altro lo inserisce nel lignaggio sacerdotale ebraico, tipicamente maschile, e scelto esplicitamente da Dio per rendersi presente negli uomini. Egli rappresenta, nella convocazione liturgica, un'interfaccia tra il divino e l'umano (in alcuni momenti è il volto dello sposo, in altri la voce (il porta-voce) della sposa).

    La donna è sacerdote? Sì. E' sacerdote del mondo. E infatti Dio si manifesta nel mondo grazie alla sua mediazione, e snobbando completamente il seme maschile. La donna ci consente di abitare l'universo. Celebra i sacramenti dell'universo. In esso la sua bellezza ci introduce.

    Questo è - fra l'altro - il problema drammatico del sacerdozio celibatario. Esso potrebbe essere una gemma sfolgorante sulla corona della Chiesa latina, e purtroppo è invece, e spesso, la sua vergogna e il suo disonore. Il sacerdote celibe dovrebbe sanguinare continuamente e dolorosamente dalla ferita della sua castrazione. Dovrebbe continuamente realizzare di essere un mutilato, uno squilibrato, un senza patria nel mondo. Egli è quella porzione della comunità umana che viene tuffata a forza nella fornace-che-è-Dio, e ne viene tratto fuori incandescente e luminosissimo, certo, ma anche eroso, bruciato, sconvolto. Egli non ha la donna che gli consente di abitare sufficientemente in pace questa terra, amministrandogli i sacramenti del mondo: soprattutto - ma non soltanto - nel letto dell'amore, dell'amplesso, delle nozze.
    Molto bisognerebbe pregare per i sacerdoti, privi per sempre di questo nutrimento vitale. E far qualcosa per loro. Non - come vorrebbe una mentalità miope e riduttiva - dandogli una donna. Ma riconoscendo loro l'inestimabile dono che fanno alla comunità umana perdendo la propria vita (vita, vita) in Dio, e accettando nel loro corpo, nella loro psiche, fino nel loro spirito, una ferita tremenda che non si rimarginerà mai.
    Molto dovrebbero i sacerdoti preoccuparsi di rendersi schiavi cortesi e gentili - come mi pare volesse Grignon de Montfort - dell'unica donna che possono trovare lì dove loro stessi si trovano: nel fuoco-che-è-Dio. Amarla virilmente, da uomini, da cavalieri, da amanti fuori-di-testa. Quella donna che oggi, con il suo corpo, vi è entrata e vi dimora.

    Grazie, Barsanufio
    Egregio Signor Barsanufio!
    Ciò che avete scritto è stupendo, non solo per la semplicità delle parole e dei ragionamenti costruiti con le parole, ma anche per la cultura accennata ma non usata come stendardo personale!Sono della medesima opinione, anche se mi permetterei di ribadire che la verità del divieto alle Donne di indossare prima che l'abito la funzione del Sacerdozio, si trova nelle radici stesse di quel Sacerdozio divino cui Gesù si riferiva!
    Cordiali saluti Abdel Nur

  9. #19
    Amore vince la morte
    Data Registrazione
    22 Sep 2006
    Località
    In prossimità, desidero, del Santo dei santi
    Messaggi
    6,292
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    " Egregio Signor Barsanufio!
    Ciò che avete scritto è stupendo, non solo per la semplicità delle parole e dei ragionamenti costruiti con le parole, ma anche per la cultura accennata ma non usata come stendardo personale! "


    Concordo in pieno.

    Ora attendiamo le reazioni dei "pusilli" di ogni genere.
    Parola questa poco conosciuta per me, ma ne intuisco il significato. Almeno credo.

  10. #20
    ooooWAGLIONEoooo
    Data Registrazione
    05 May 2007
    Località
    NAPOLI
    Messaggi
    3,055
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Barsanulfio ci da una versione affascinante del perché esista il maschilismo nella religione a partire dall’ ideazione. Ciclo mestruale e cicli lunari possono essere dignitosamente sovrapposti per per conferire alla donna una identità più terrena, naturale e materiale, di madre, riproduttiva (vita). L’uomo invece, da quello che ho capito, si becca la possibilità di rappresentare il divino semplicemente per esclusione. Molto interessante. E si perché, secondo "l'antropologia della purezza" di Barsanulfio, un uomo impegnato non a originare la vita ma a far punte di frecce, stuprare deboli donne e uccidere dirimpettai di accampamento, grandi chanches di guadagnarsi in maniera elettiva il primato di personificazione figurativa del divino non ne avrebbe certo avute.

    E se invece fosse proprio così ?



    Mi piace molto più semplicemente ricordare che gli dei dei greci erano principalmente maschi, divinità con caratteristiche principali forza e astuzia, e pure le poche donne dell’Olimpo erano parimenti allenate combattenti e seminatrici di morte. Perché quando crei una divinità che ti sta sopra come minimo te la immagini capace di scagliare qualche fulmine qua e la e dotata di estrema potenza. La mia opinione è che la divinità è ancestralmente maschile in quanto forte e spietata, i discorsi sulla purezza mi sembrano moderni o comunque inquinati.

    Gli dei “buoni” -e perciò potenzialmente anche femminili- sono arrivati molto dopo, ma molto e, seguendo le leggi naturali tuttora in vigore, hanno cambiato il loro carattere ma non il sesso. Cavallo che vince non si cambia.

    O perché anche in seguito rimangono più forti che spiritualmente elevati ? Qualcuno di voi saprebbe dire se Dio è più buono che potente? (potenza e bontà possono coincidere, sono entambe infinite, etcetc, lo so lo so ..)

    A questo punto inserirei le riflessioni di Barsanulfio che motiverebbero perché una divinità importante non può comparire in un secondo momento anche come donna.

 

 
Pagina 2 di 15 PrimaPrima 12312 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 18-10-11, 08:59
  2. Donne prete
    Di gargamella nel forum Cattolici
    Risposte: 15
    Ultimo Messaggio: 06-06-06, 10:35
  3. Donne prete
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 180
    Ultimo Messaggio: 12-11-05, 19:28
  4. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 06-10-05, 00:34
  5. Prete si o prete no al Grande Fratello?
    Di pensiero nel forum Il Seggio Elettorale
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 15-01-04, 02:36

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito