La politica non conta??
Pensa a Timoscenko, Zukov, Guderian, Manstein, Manteuffel (e la sua difesa elastica), Alexander, Yamamoto, tutti dei grandi nella loro “arte” (...meno Alexander) ma resi tali solo da decisioni politiche, che hanno permesso loro di dimostrare il proprio valore e le personali interpretazioni tattiche (nel caso di Timoscenko, Stalin ebbe 12 giorni per pentirsi amaramente della sua miopia politica). In uno stato maggiore, non tutti hanno la stessa visione d'insieme, e solo la “Responsabilità” politica fa pendere la bilancia e i destini (ricorda chi promosse il piano di Manstein e la cavalcata di Guderian, contro l'ostilita di tutto l'okw, Rundstedt compreso ). Non confondere il “parolaio” odierno, con le decisioni di gente con il senso dello stato, del dovere e la preparazione necessaria per muovere le leve dello stato. Pensa alla Cecenia... Putin ha risollevato le sorti di una guerra persa. Oppure ricorda, anche solo per un istante, la chiamata di Zukov, da parte di Stalin... Per non parlare poi dell'influenza di Churchill nelle sorti belliche inglesi.
Nel momento in cui la conduzione della guerra sfugge dalle mani dei politici, la sconfitta è ormai prossima ed ineluttabile. La storia dimostra questo e non il contrario. Gli esempi si sprecano.
Comunque studiando la guerra di movimento, sono certo che tu cambierai parere circa l'indiscutibile vittoria sul campo degli usa in Iraq. In realtà, nel loro piccolo gli iracheni riuscirono, anche se per pochi giorni, ad interrompere le linee di rifornimento del cuneo e fermarne l'avanzata. Certo, in assenza di copertura aerea e di mezzi adeguati, non poteva avere lungo corso (tieni presente che l'Iraq, non ha neppure distrutto i ponti ...e non certo perché non ne abbiano avuto il tempo), ma tant'è che tutti hanno capito come si batte il Blitz Krieg usa... . Lo smacco iracheno, è molto più grave di quanto paventato dai più estremi delatori di bush. E le conseguenze si notano eccome!!! ...al di là, poi, dell'attuale situazione ...incommentabile!
Il mio non è un antiamericanismo per partito preso, ma giustificato da alcune considerazioni, giuste o sbagliate che esse siano.






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