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Discussione: La Chiesa una ONG?

  1. #11
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    Citazione Originariamente Scritto da Voy_ager Visualizza Messaggio
    "Processi storici"

    Per curiosità, fai riferimento all'evento *storico* denominato "Donazione di Costantino"?
    Assolutamente no, ma agli eventi succedutisi tra il 680 e l'824 circa.

  2. #12
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    Citazione Originariamente Scritto da Lepanto Visualizza Messaggio
    Significativa fu a mio avviso l'espressione lapidaria con la quale il beato Pio IX definì il potere temporale: «Una grande seccatura»
    Infatti fu lui a volere sopra ogni cosa che venisse dogmatizzata l'infallibilità papale che avrebbe voluto estendere ben oltre i limiti attuali, se non ci fosse stata l'altra "seccatura": la minoranza conciliarista.

    Pace & bene.

  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da TheDruid Visualizza Messaggio
    Gentile VeteroCatholico, guardi che il papa viene ricevuto nelle varie nazioni e negli altri organismi internazionali proprio come autorità religiosa, essendo il Capo della Chiesa Cattolica, autorità spirituale e universale, centro unico di comunione, soggetto sovrano di diritto internazionale.

    «Alla Santa Sede, nella quale si concentra la rappresentanza della Chiesa cattolica e dello Stato della Città del Vaticano è stata riconosciuta la soggettività internazionale ad entrambi i titoli e quest'ultima non è venuta meno neppure nel periodo in cui era cessata la titolarità di qualsiasi potere statuale.»
    (Cass., S.U., 18 dicembre 1979, n.6569)


    Sriveva Dag Hammarskjold, Segretario Generale dell'ONU dal 1953 al 1961, “Quando chiedo un'udienza in Vaticano non vado a vedere il re della Città del Vaticano, ma il Capo della Chiesa Cattolica” (H. DE RIEDMATTEN Présence du Saint-Siège dans les Organisations Internationelles; Concilium 58, 1970; p. 74).

    Il romano Pontefice (Santa Sede), gode di personalità giuridica internazionale in quanto istituzione suprema della Chiesa cattolica iure nativo e come sovrano di una societas iuridice perfecta. (cfr. P.A. D'Avak, La qualifica giuridica della S. sede nella stipulazione del Trattato Lateranense, in Riv. dir. intern., 1935, pp. 83 e ss. e 217 e ss.).

    Lo Stato della Città del Vaticano viene ad assumere una natura peculiare perché costituito nell'ambito ed a servizio della Chiesa, strumento del Pontefice — sarebbe meglio dire della Santa Sede — per esplicare la missione della Chiesa nelle questioni temporali.
    La personalità giuridica internazionale — che si evince anche dal diritto di legazione riconosciuto alla Santa Sede nell'art. 12 del Trattato Lateranense — era sempre appartenuta al Pontefice in quanto capo supremo della Chiesa cattolica, rispetto al quale lo Stato della Città del Vaticano costituisce comunque un nuovo soggetto di diritto internazionale (cfr. Cfr. G. Diena, La S. Sede e il diritto internazionale dopo gli accordi Lateranensi dell'11 febbraio 1929, in Riv. dir. intern., 1929, p. 177 ss. e F. Ruffini, Lo Stato della Città del Vaticano. Considerazioni critiche, in Atti della Reale Accademia delle Scienze di Torino, 1931, LXVI)
    Forse mi sbagli, ma mi è parso che almeno negli ultimi viaggi papali, il papa fosse ricevuto con gli onori riservati ad un capo di stato (cannoni...), cosa che probabilmente non verrebbe fatta per il Dalai Lama.

    Tuttavia, ancora non mi è chiaro in che cosa comporti in concreto questo " ... per esplicare la missione della Chiesa nelle questioni temporali".
    Ma il Papa deve esercitare ancora un potere temporale? E in ogni caso, il papa non era tale, e non poteva essere tale quando non esisteva lo stato Vaticano? Perchè l'esistenza di uno stato Vaticano andrebbe a vantaggio anche del Vescovo di Pistoia?
    Oggi sarebbe troppo costoso al Papa rinunciare a tale dignità, per rompere definitivamente con antiche logiche, forse non troppo evangelicamente fondate?

    Grazie per la pazienza.

  4. #14
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    Citazione Originariamente Scritto da VeteroCatholico Visualizza Messaggio
    Forse mi sbagli, ma mi è parso che almeno negli ultimi viaggi papali, il papa fosse ricevuto con gli onori riservati ad un capo di stato (cannoni...), cosa che probabilmente non verrebbe fatta per il Dalai Lama.

    Tuttavia, ancora non mi è chiaro in che cosa comporti in concreto questo " ... per esplicare la missione della Chiesa nelle questioni temporali".
    Ma il Papa deve esercitare ancora un potere temporale? E in ogni caso, il papa non era tale, e non poteva essere tale quando non esisteva lo stato Vaticano? Perchè l'esistenza di uno stato Vaticano andrebbe a vantaggio anche del Vescovo di Pistoia?
    Oggi sarebbe troppo costoso al Papa rinunciare a tale dignità, per rompere definitivamente con antiche logiche, forse non troppo evangelicamente fondate?

    Grazie per la pazienza.
    Il Papa giuridicamente è un capo di stato legittimo e come tale ha gli onori che ogni cerimonale diplomatico gli assegna.
    Il Dalai Lama, se il suo governo fosse legittimato e quindi avesse la sovranità politica negata dai cinesi penso che avrebbe gli stessi onori del Papa in una visita all'estero perchè la figura del Dalai Lama è la massima autorità temporale e spirituale del Tibet. Non è un caso dunque che un'autorità spirituale come quella del Dalai Lama si batta per riottenere l'autonomia del Tibet. Come saprai infatti diritti, fede e cultura dei tibetani sono ormai da anni mortificati dalla Repubblica Popolare Cinese. Eppure il Dalai Lama non viene accusato di avidità di potere temporale!
    Ciò dimostra che una, seppur piccola, sovranità politica difende efficacemente una qualunque autorità religiosa da ogni ingerenza di qualunque potere politico ed inoltre sancisce una opportuna divisione tra governi nazionali e chiesa cattolica. La storia anche su questo è chiara basta vedere i rapporti tra papato e impero nel medioevo.
    Per quanto riguarda il rapporto tra esistenza di una sovranità politica del Vaticano e le chiese particolari ti rammento il procedimento di nomina dei vescovi delle chiese particolari che attualmente è compito del Romano Pontefice. Questo metodo di nomina dei vescovi, sul quale non mi soffermo con giudizi, garantisce comunque una certa libertà alla Chiesa che, al contrario del passato, non è costretta a soddisfare le esigenze dei governi che pretendevano di avere vescovi compiacenti.

  5. #15
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    Citazione Originariamente Scritto da Voy_ager Visualizza Messaggio
    "Processi storici"

    Per curiosità, fai riferimento all'evento *storico* denominato "Donazione di Costantino"?
    Mi limito a farLe notare che di "processi storici" che hanno portato ad una sovranità, anche statuale, da parte della Chiesa ve ne sono stati tantissimi nel coso della storia della Chiesa (dalla donazione di Sutri del re longobardo Liutprando a quella di Teodosio il grande, quella di Pipino, quella di Luigi il Pio (817), Ottone I (962), Enrico II (1020), ecc.

    "Noi offriamo a S. Pietro dei doni del nostro pubblico dominio, affinché il maestro abbia cosa da offrire al nostro principe Pietro da parte del suo discepolo. Noi offriamo dunque e doniamo a S. Pietro otto contee, per amore del nostro maestro papa Silvestro, affinché egli le tenga per l'onore di Dio e di S. Pietro, per la sua salute e per la nostra, e le amministri per la prosperità del suo apostolato e per quella del nostro Impero. E da amministrare gli concediamo Pesaro, Fano, Sinigallia, Ancona, Fossombrone, Cagli, Iesi, Osimo, così che nessuno osi inquietare S. Pietro ο in qualche modo dargli fastidio.
    E chi presumerà farlo, perda tutto quello che possiede e S. Pietro abbia le cose sue.
    E perché ciò sia osservato da tutti per sempre, abbiamo confermato questo nostro decreto con la nostra mano che sia a lungo, con l'aiuto di Dio, vittoriosa, ed abbiamo ordinato di insignirlo del nostro sigillo, perché valga per lui e per i suoi successori.
    Segno del Signor Ottone invittissimo imperatore dei Romani, augusto.
    (da Versus de Gregorio Papa et Otbone Augusto, in Bendiscioli-Gallia SDM).

    "L'eccellentissimo e cristianissimo re del Franchi Carlo volentieri, di propria volontà, comandò che il suo cappellano e notaio Esterio, uomo pio e saggio, stendesse per iscitto una promessa di donazione; concesse le medesime città e territori al beato Pietro, promise consegnarle al pontefice in base ai confini stabiliti, cioè da Luni con l'isola di Corsica a Suriano, al monte Bardone cioè Verceto,a Parma e a Reggio, a Mantova e a Monselice e insieme l'intero esarcato di Ravenna, come un tempo era detto, le province venete e l'Istria e inoltre l'intero ducato di Spoleto e Benevento. Fatta la donazione e avendola sottoscritta di sua mano, il cristianissimo re dei Franchi fece controfirmare l'atto da tutti i vescovi abbati duchi e funzionari; lo stesso re dei Franchi e i suoi giudici promisero al beato Pietro e al suo vicario santissimo papa Adriano sotto solenne giuramento di mantenere le promesse contenute nell'atto di donazione che posero sull'altare del beato Pietro [...]. Il cristianissimo re dei Franchi fece stendere una copia a Eterio e la depose con le proprie mani sulla tomba del beato Pietro e sotto il Vangelo che li viene baciato a solenne impegno e eterno ricordo del nome suo e del regno dei Franchi. Un'altra copia dell'atto di donazione portò con sé in uno scrigno".
    (dal Liber pontificalis, in Collotti SAD)

  6. #16
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    Non intendo entrare nel merito della discussione, mi preme esclusivamente evidenziare questo particolarissimo passaggio estratto da uno dei primi interventi di Lepanto: << E' una prudenza evangelica che per l'irrisorietà del territorio non intacca "il candore della colomba">>. Cosa significa? Io, sicuramente sbagliando, ho interpretato che non v’è macchia che infesti la “colomba” se l’estensione territoriale è irrisoria, diversamente, qualora non fosse stata o non fosse più tale, desumo che lo status della “colomba” dovrebbe essere diverso. Quindi, in questa circostanza, assurge a mefitico elemento deturpante non la qualità ma la quantità… come dire, pecca poco per volta che la macchia non si vede?

    Ciao

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Voy_ager Visualizza Messaggio
    Non intendo entrare nel merito della discussione, mi preme esclusivamente evidenziare questo particolarissimo passaggio estratto da uno dei primi interventi di Lepanto: << E' una prudenza evangelica che per l'irrisorietà del territorio non intacca "il candore della colomba">>. Cosa significa? Io, sicuramente sbagliando, ho interpretato che non v’è macchia che infesti la “colomba” se l’estensione territoriale è irrisoria, diversamente, qualora non fosse stata o non fosse più tale, desumo che lo status della “colomba” dovrebbe essere diverso. Quindi, in questa circostanza, assurge a mefitico elemento deturpante non la qualità ma la quantità… come dire, pecca poco per volta che la macchia non si vede?

    Ciao
    Più semplicemente era un modo per dire che un territorio puramente rappresentativo, come quello vaticano, è una assicurazione contro ogni "grandeur papale" ormai relegate al passato.

  8. #18
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    "Abbiamo già sufficiente religione per farci odiare, ma non abbastanza per farci amare gli uni gli altri" Rev. Jonathan Swift
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    "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto [...]; ma il mio regno non è di quaggiù" (Gv 18,36).

  9. #19
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    "La Solennità di Cristo Re dell'universo ci invita a ripetere con fede l'invocazione del Padre Nostro, che Gesù stesso ha insegnato: "Venga il tuo Regno".
    Venga il tuo Regno, Signore! "Regno di verità e di vita, regno di santità e di grazia, regno di giustizia, di amore e di pace" (Prefazio). Amen!"

    Omelia di S.S.Giovanni Paolo II
    Solennità di Cristo Re
    Domenica 23 novembre 1997

  10. #20
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    Negli anni ’80, il Cardinale Joseph Ratzinger chiarì: “Dicendo di dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio, Gesù separa il potere dell’imperatore dal potere di Dio…segnando così dei limiti ad ogni potere terreno e proclamando la libertà della persona che trascende tutti i sistemi politici".

    da un articolo di P. Robert Sirico
    http://www.acton.org/article.php?article=237

 

 
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