



Non necessariamente le cose che ricordano un posto sono "simpatiche" e positive.
Ci sono anche i "lati oscuri"... come i veci e le famigghie...E Menia.
Gavevo fato un mismas...


Capido el mismàs. Za che ghe semo, metèmoghe drento anca le ciacole e le baberie, cossa te disi?
(Già che ci siamo, mettiamoci dentro anche le chiacchiere e i pettegolezzi, che ne dici?)






Leggendo certi riferimenti a TS, mi sono ricordato che anni fa avevo scritto un poemetto (inedito) per un concorso cittadino (quindi anche tradotto) sui "mesi di Trieste". Rispolvero qualche "mese" (come sapete, è una traduzione, quindi perde parecchio rispetto all' originale)
Luglio
La ricetta segreta per la tintarella veloce?
Stare tutto il giorno solo sdraiati
sul cemento,
l’ auricolare nell’ orecchio.
Non dire neanche una parola.
Distanza prudente dal vicino,
potrebbe essere una spia,
potrebbe per caso conoscerti,
osservarti in silenzio,
e riferire
che lui o lei
in quel determinato giorno
era al bagno sbagliato.
Ma che ci faceva la spia,
lui o lei,
in quel determinato giorno
al bagno sbagliato?
Settembre
C’è qualcosa nell’ aria,
finalmente fa un po’ fresco,
quando il giorno e la notte ridiventano ugualmente corte.
Nel Collio la terra odora di vite,
di gioia aspettando il vino nuovo,
dopo la frenesia della vendemmia,
riaffiora in me il ricordo del Reno.
Si gira la manovella
Prima della festa della zucca,
quella del telefono, del volante, del macchinario,
per questo le zucche non si chiamano Halloween.
Le scadenze incalzano,
ricuperare il letargo estivo.
Improvvisamente è finita sul serio l’ estate,
non ci sono più scuse,
dobbiamo fare cose incredibili,
quelle rimandate,
telefonare, restituire le chiamate, incontrarci,
parlare l’ uno con l’ altro,
ritrovarci,
riscoprirci: ma chi era quella donna?
Quella, che prima dell’ estate diceva
che ci saremmo potuti trovare al caffè, si, proprio quella!
Separata, sola, di nuovo disponibile,
lei dormiva, suo marito a metà luglio scappò via
con una sveglia.
Almeno Maria me l’ ha raccontata così,
quella roba con sua mamma, beh, quello si sa!
E con chi?
E me lo chiedi? Con la nipote di quel Partigiano!
Parola d’ onore, me ga dito la Dèbegnac.
Ottobre
Aria cristallina su in montagna,
fragrante profumo di abeti e di pini,
le foglie gialle degli alberi cedui
cadono su quelle imputridite dell’ altr’anno,
quelle che il vento
non ha portato via.
Dov’ era il vento?
Adesso arriva, il vento,
è piuttosto una brezza,
che racconta storie di ghiacciai,
di quelli d’ una volta.
A pranzo al rifugio, un’ allegra folla
con camice a quadretti, come ai tempi dell’ Impero,
brinda, assapora le ultime giornate,
le ultime ore all’ aperto.
Un sole tagliente
delimita i contorni
delle rocce aspre.
Odora di roccia, su, più in alto.
Di neve, certo verrà tra qualche giorno!
Alla luce del tramonto siedo sulla panca
all’ ingresso della capanna.
Odori di legno e di camino,
l’ inizio e la fine.
Un colpo di vento mi manda nella Stube:
siedo al tavolo con tutti, sotto il capriolo.
Io sogno tutto questo al molo Audace,
davanti a me la Riva Tre Novembre.
Copyright Julius Franzot


Fantinel... e Nappo, Bertiolo
ci manca solo il tavernello!
Se mettete a disposizione le vostre patenti vi porto io in giro x cantine serie


Mille grazie per l' offerta, che certamente prima o poi prenderò in considerazione. Comunque, ho nominato quelle, perchè in prov. di Udine non me ne vengono in testa molte altre, aggiungo Isola Augusta e mi devo fermare.
Sotto Gorizia invece sono più esperto: Formentini, Gradnik, Angoris, Humar, Cantina Sociale di Cormòns, Luisi, La vie di Romans, La Subida, Felluga, Pintar...
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Cantina sociale di Cormons... devo proprio portarti in giro per cantine allora


caval che suda, grego che ziga e ebreo che pianzi, cagarghe su (vecio proverbio istrian)