
Originariamente Scritto da
kenshiroIT
Campi Flegrei é fuori pericolo, l'ultima eruzione risale a 16.000 anni fa. Un supervulcano ha un'eruzione in media in ogni 5-600.000 anni.
Invece é Yellowstone (USA) che ci dobbiamo preoccupare, se eurtta quello siamo fregati di brutto l'ultima eruzione é stata appunto 600.000 anni fa, quindi il tempo é scaduto. E non é una domanda di se erutterá, semmai di QUANDO! (il Vesuvio, Krakatoa, Mnt S.Helen, Pinatubo ect sono scoreggini al confronto di Yellowstone).
http://www.protezionecivile.it/minis...=1928&n_page=2
Il rischio vulcanico ai Campi Flegrei
Immagine della zona dei Campi Flegrei con i limiti amministrativi comunali
I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica in stato di quiescenza e, come il Vesuvio, presentano un rischio molto elevato per la presenza di numerosi centri abitati nell’area e per la loro immediata vicinanza alla città di Napoli.
Una caldera è una vasta depressione, per lo più circolare, che si forma in aree vulcaniche a seguito dell’espulsione di grandi quantità di magma da una camera magmatica superficiale; lo svuotamento della camera magmatica causa il collasso delle rocce soprastanti per mancanza di sostegno e dà origine alla depressione. Le caldere possono raggiungere dimensioni anche di alcune decine di chilometri.
Le due maggiori eruzioni dei Campi Flegrei risalgono a 39mila e 15mila anni fa circa e sono note per aver dato luogo alla deposizione di coltri di prodotti, denominati rispettivamente Ignimbrite Campana e Tufo Giallo Napoletano, che si rinvengono tuttora in una vasta zona che si spinge oltre le pendici degli Appennini.
Negli ultimi 15mila anni ai Campi Flegrei si sono susseguiti tre periodi di intensa attività, caratterizzati da un’eruzione ogni poche decine di anni, intervallati fra loro da periodi di riposo durati invece secoli o anche millenni.
L’ultimo di questi periodi di attività, durante il quale si sono creati molti degli edifici vulcanici visibili nell’area intracalderica, si è concluso 3800 anni fa.
Il 29 settembre 1538 tuttavia, si è verificata una nuova eruzione che, pur essendo fra le minori dell’intera storia eruttiva dei Campi Flegrei, ha interrotto un periodo di quiescenza di circa 3000 anni e, nel giro di pochi giorni, ha dato origine al cono di Monte Nuovo, alto circa 130m. Da tale evento a oggi, i Campi Flegrei non hanno dato più alcuna attività eruttiva.
Il Monte Nuovo con il Lago di Averno sulla destra e il Lago di Lucrino a sinistra
La definizione della pericolosità ai Campi Flegrei incontra problemi notevoli rispetto ad altri vulcani. Per la definizione di uno scenario eruttivo è infatti necessario determinare il tipo di eruzione più probabile, con le relative possibili fenomenologie attese, nonché la probabilità di apertura di bocche eruttive in zone diverse, che ovviamente condiziona la potenziale distribuzione dei prodotti sul territorio. Nei Campi Flegrei infatti, a differenza di quanto avviene nei vulcani con apparato centrale, l’area di possibile apertura di bocche eruttive è molto ampia.
Si prevede comunque che una futura eruzione ai Campi Flegrei possa generare diverse fenomenologie, riassumibili essenzialmente nel lancio di bombe e blocchi di grosse dimensioni nell’immediato intorno del centro eruttivo, nello scorrimento di flussi piroclastici nel raggio di alcuni chilometri, nella ricaduta di ceneri e lapilli a distanza anche di molti chilometri. Per quanto concerne quest’ultimo fenomeno occorre considerare che, a differenza del Vesuvio la città di Napoli si trova sottovento rispetto alla direzione dei venti dominanti e sarebbe pertanto coinvolta.
Il cratere di Monte Nuovo e la città di Pozzuoli sullo sfondo