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Risultati da 301 a 310 di 366
  1. #301
    Heimat
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    Solo gli (utili) idioti continuano a parlare di Fascismo e Antifascismo come categorie storicamente contrapposte e nettamente divise. Lo spirito della Xa Mas non era quello di combattere l'antifascista perchè considerato traditore o bandito, ma il cardine della propria azione si basava sulla riaffermazione dello spirito patriottico, l'unità nazionale contro ogni ingerenza straniera.
    Inoltre... la guerra civile è prima di tutto "fattore umano" , poi ideologia.

  2. #302
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    Citazione Originariamente Scritto da Palvesario Visualizza Messaggio
    Dici questo perché applichi sempre e solo una categorizzazione sociologica. In termini prettamente economici esiste ancora una divisione (forse ancor più netta di cento anni fa) tra lavoratori salariati e possessori del mezzo di produzione. Anzi, con l'ingresso dirompente della finanza nel mondo produttivo, si può dire che il detentore di capitale finanziario è da considerarsi alla stessa stregua del più becero padrone di fabbrica. E' un "borghese" reale, non sociologico, in quanto con il suo capitale finanziario entra nei meccanismi della speculazione borsistica come possessore del mezzo di produzione di capitali, ovvero il capitale stesso.


    A parte il fatto che la storia di Caruso è alla stessa stregua delle dichiarazioni di Chavez di stima a Mussolini: ripetuto molte volte, mai trovata una fonte attendibile.
    A prescindere da ciò, quella che dici tu è una categoria sociologica: il sentirsi borghesi non equivale all'esserlo. Quello che viviamo oggi non è la scomparsa delle classi (altrimenti tutti starebbero bene, invece qua tra precariato e carovita non è vivere), ma la scomparsa dell'identità di classe. Sono due cose molto differenti. Ma anche questo è frutto di una motivazione di classe: l'ideologia del dominante, più il rapporto di forza è a suo favore, più diventa anche l'ideologia del dominato. E' una questione di identità, non di condizione reale e oggettiva.


    E' proprio l'esatto contrario. La sinistra istituzionale, forse il caposaldo sistemico più funzionale per la generazione del consenso (dopo gli "aggiustamenti" cofferatiani, chiampariniani e fiorentini sul tema della sicurezza, unica falla nella via del consenso completo per la sinistra istituzionale), ha tutto il desiderio di dimostrare l'unica identità di classe che è, non solo legittimata, ma proprio stimolata: quella borghese-middle class.
    Che poi sia tutta una fuffa lo si vede bene con il crollo dei subprime americani e sull'utilizzo di tutta una terminologia orwelliana per cammuffare un'origine di classe oramai scomoda perché perdente: lo spazzino diventa l'operatore ecologico, il telefonista operatore call-center, lavorare al reparto scocche della Fiat diventa essere un dipendente specializzato del settore automotive...


    Bene, vero. Il soggetto rivoluzionario non è soggetto rivoluzionario a sé, come se fosse caratteristica genetica interiore. Il soggetto rivoluzionario è un soggetto che deve prendere coscienza di esserlo e, ancora più importante, avere le capacità strutturali per esserlo.
    Il gradualismo è una strategia che tutti perseguono, fino a quando ne hanno possibilità ovviamente. Fatto sta che il capitalismo, ciclicamente, ti mette in posizione di non avere opportunità comode di fronte...


    Questo è uno dei grossi problemi di ogni rivoluzionario. Modelli alternativi realmente appetibili non ve ne sono. Il capitale ha ridefinito la società a sua immagine negando la possibilità di intravedere modelli (che esistono) alternativi ad essa. Sono anticorpi sociologici che ha sviluppato nel tempo che cadono solo quando il re è nudo (e ora sta ancora in cappotto).


    Vero. Ma senza un impianto complessivo in mente, la lotta per il caffè a 0.50 diventa una scelta non ascrivibile ad una strategia di lungo periodo.
    Questo linguaggio da sessantottino pieno di termini astratte che coprono un pensiero del tutto autoreferenziale e senza alcun riscontro nella realtà è veramente commovente.
    Oggi come oggi vorrei che mi mostrassi chi sono i possessori dei mezzi di produzione, esclusi pochi casi, soprattutto medie e piccole imprese, nessuna persona è di per sè possessore di mezzi di produzione, oggi è la grande finanza: banche, fondi d'investimento, società di capitale, ecc... ovvero persone giuridiche a possederli quindi, anche un amministratore delegato finisce per essere solo un impiegato: basta guardare la FIAT, oggi chi ne è il padrone? Non certo la famiglia Agnelli, bensì le grandi banche e sono loro a decidere le strategie e a scegliere i manager.
    Ovviamente, a seconda delle responsabilità dell'impiegato vi è un differente trattamento economico, o mi vorrai dire che il direttore di uno stabilimento le cui decisioni condizionano l'andamente dell'intero sito produttivo dev'essere ricompensato come l'addetto alle pulizzie del suo ufficio?

    Oggi le differenze economiche sono sempre minori, esiste sì una classe che può disporre di mezzi economici considerevoli, ma parliamo dell'1% della popolazione forse e, per la maggior parte non si tratta di possessori di mezzi di produzione, per il resto la differenza tra i salari delle varie categorie lavorative è proporzionalmente alla differenza di mansioni o responsabilità, molto bassa, anzi in proporzione sono proprio i lavoratori meno qualificati e con minori responsabilità ad avere gli stipendi più alti! Di fatto esiste una classe media che comprende la stragrande maggioranza della popolazione, in questo contesto parlare ancora di divisioni tra borghesi e non non ha senso, soprattutto perchè non esistono più borghesi, nè non borghesi.
    Oggi qualunque operaio specula in borsa, anzi alla fine degli anni '90 con la bolla del nuovo mercato e lo sviluppo di internet, quanti hanno lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alle speculazioni?

    Per quel che riguarda il "soggetto rivoluzionario", il tuo ragionamento è veramente una perla del pensiero veteromarxista: tale soggetto non ha coscenza di esserlo, quindi ci deve essere qualcuno che gli dia tale coscenza, ammirevole, salvo poi che questo qualcuno altro non è che chi sfrutta delle masse di manovra per assumere il potere e del soggetto rivoluzionario di solito se ne frega. Anche perchè per definizione il soggetto e portatore di una coscenza, se no non è soggetto, quindi se tale coscenza gli deve essere comunicata, come si fa ad essere sicuri che essa sia realmente la sua coscenza e non solo un'illusione creata ad arte.
    Come diceva Cartesio cogito ergo sum, se no c'è sempre il rischio di finire vittima del diavoletto.

    Per quanto riguarda i modelli alternativi al comunismo, non ne esistono per il semplice fatto che sono falliti proprio nel momento in cui si sono contrapposti al consumismo: se è vero il materialismo dialettico, allora l'obiettivo di ogni sistema politico economico dovrebbe essere quello di soddisfare i bisogni degl'individui: il consumismo ci riesce, anzi è così bravo da crearne sempre di nuovi per autosvilupparsi, gli altri sistemi non riescono altrettanto bene e finchè esisterà una sociaetà consumistica come paradigma di riferimento è con essa che ci si dovrà confrontare e alla lunga tenderà a prevalere.
    Ad esempio se in un regime "socialista" tutti possono mangiare solo zuppa di cereali, finchè tutti credono che tale zuppa sia l'alimento più buono al mondo, tutto funziona, ma se per caso scoprono che i loro vicini mangiano torte alla panna, le assaggiano e scoprono che sono molto meglio delle zuppe, allora tutti vorranno le torte ed il socialismo e la giustizia sociale andranno a catafacio.

  3. #303
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    se è per questo persino il Duce tentò di avere contatti con gli Alleati. Le lettere a Churchill per il ribaltamento del fronte in funzione anti-comunista dove le metti? Anche il Duce traditore di se stesso?
    Questa visione complottista, figlia della stessa visione favorevole alle tesi sul "neo-fascismo atlantico di servizio, non la condivido affatto e la trovo per certi versi troppo paranoica.

    Ti consiglio di leggere i volumi di Pini sulla vita del Duce. Prendi l'ultimo e leggilo. Purtroppo la tua visione è viziata dalle analisi della storiografia antifascista.
    Devi sapere - anzitutto - che il Duce preferiva creare un fronte con l'URSS contro le democrazie plutocratiche. Purtroppo Hitler fu irremovibile, voleva la guerra totale con il bolscevismo.
    Fallito il tentativo di portare Stalin dalla nostra parte, dunque, sempre avvertendo Hitler, tentò di ricattare Churchill cercando di rompere il fronte antifascista : questo è quanto sostiene Amicucci, oltre allo stesso Dolfin...persone che hanno vissuto la fine accanto al Duce, mettendo bene in rilievo che per Mussolini il nemico n. 1 era la democrazia angloamericana, non l'URSS. Anzi, disse esplicitamente che - persa la guerra la RSI - avrebbe preferito un'Italia sotto Stalin che sotto gli angloamericani: vedi Dolfin, Con Mussolini nella tragedia.
    Inoltre c'è una differenza fondamentale che attesta la buona fede del Duce: che fu UCCISO DAGLI INGLESI. Da agenti dell'Mi6!
    BORGHESE INVECE FU SALVATO DA ANGLETON E DALL'OSS!
    Altro che complottismo....questa è storia....

  4. #304
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    Citazione Originariamente Scritto da Paranhos Visualizza Messaggio
    Ma questi qua che portano la destra in palmo di mano...ma se in 62 anni non si è combinato un cazzo, ci sarà pure un motivo!
    Già il fatto di esistere come destra non mi sembra poco, basti pensare alla XII d.t. o al 270 bis. D'altra parte tutti a dare contro al "sistema" ma scusate, se sto "sistema" è cosìforte, pensate davvero che alscerebbe esistere qualsiasi entità in grado di dargli qualche reale problema?

    Un partito realmente antisistema non può sperare di superare l'1%, quella che secondo Junger è la soglia che garantisce ad ogni "sistema" totalitario di spacciarsi per "democratico" e d'altra parte gli permette di mantenere desta l'attenzione verso il "nemico"

  5. #305
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    Citazione Originariamente Scritto da GLADIUS Visualizza Messaggio
    Sono d'accordo anche con te... facciamo fatica a sentirci chiamare di destra, non per questo dobbiamo definirci di sinistra e nè tantomeno raggruparci in movimento che si chiama "sinistra nazionale". Anche perchè definendoci di sinistra si dovranno sicuramente rispettare prerogative di sinistra... dovremmo invece andare olte questi inutili schemi ottocenteschi.
    Destra e sinistra non sono solo categorie politiche: per quello oggi le differenze sono sempre più sfumate perchè tendenzialmente tutti i partiti hanno capito che per vincere si deve andare al centro in Italia.
    Destra e sinistra sono 2 visioni del mondo diverse, come dire, con Locchi: il mito sovrumanista e il mito egualitario.
    In questa accezione non ha senso parlare di andare al di là di destra e sinistra.
    Per me Destra è essere contro l'egualitarismo, quindi non vi è possibilità di conciliazione tra le due posizioni.

  6. #306
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Heimat Visualizza Messaggio
    Solo gli (utili) idioti continuano a parlare di Fascismo e Antifascismo come categorie storicamente contrapposte e nettamente divise. Lo spirito della Xa Mas non era quello di combattere l'antifascista perchè considerato traditore o bandito, ma il cardine della propria azione si basava sulla riaffermazione dello spirito patriottico, l'unità nazionale contro ogni ingerenza straniera.
    Inoltre... la guerra civile è prima di tutto "fattore umano" , poi ideologia.


    Gli utili idioti sono quelli che si sono messi sotto la protezione americana nel 1945. E quelli che oggi li giustificano anche.

  7. #307
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Ti consiglio di leggere i volumi di Pini sulla vita del Duce. Prendi l'ultimo e leggilo. Purtroppo la tua visione è viziata dalle analisi della storiografia antifascista.
    Devi sapere - anzitutto - che il Duce preferiva creare un fronte con l'URSS contro le democrazie plutocratiche. Purtroppo Hitler fu irremovibile, voleva la guerra totale con il bolscevismo.
    Fallito il tentativo di portare Stalin dalla nostra parte, dunque, sempre avvertendo Hitler, tentò di ricattare Churchill cercando di rompere il fronte antifascista : questo è quanto sostiene Amicucci, oltre allo stesso Dolfin...persone che hanno vissuto la fine accanto al Duce, mettendo bene in rilievo che per Mussolini il nemico n. 1 era la democrazia angloamericana, non l'URSS. Anzi, disse esplicitamente che - persa la guerra la RSI - avrebbe preferito un'Italia sotto Stalin che sotto gli angloamericani: vedi Dolfin, Con Mussolini nella tragedia.
    Inoltre c'è una differenza fondamentale che attesta la buona fede del Duce: che fu UCCISO DAGLI INGLESI. Da agenti dell'Mi6!
    BORGHESE INVECE FU SALVATO DA ANGLETON E DALL'OSS!
    Altro che complottismo....questa è storia....
    Viziata dall'anti-fascismo?
    Ma per favore, ho letto sia libri tendenzialmente contrari al Fascismo ma non ho avuti problemi a leggermi autori meno faziosi come Renzo De Felice o direttamente le memorie di Borghese.
    Fra l'altro, tu dai come fatto scontato che Mussolini sia stato ucciso dagli inglesi...invece a distanza di 62 anni ci si interroga ancora sul vero assassino del Duce, si sono scritti fior di libri e fatte un'infinità di ipotesi. Addirittura si pensa che le foto scattate al momento dell'uccisione di Mussolini siano custodite in chissà quale archivio di Mosca o di Washington.
    E tu dai una delle tante ipotesi come scontata, dicendo "questa è storia!"
    Sulla posizione del Duce in merito al fronte comune con l'Unione Sovietica avrei da ridire visto che:
    1)Non risultano lettere del Duce mandate a Stalin, mentre del Duce a Churchill sì.
    2)Il Duce se non era tenero con le "plutocrazie occidentali" non era neanche tanto tenero col colosso sovietico.
    E secondo te lo stesso Duce che disse questo (http://www.politicaonline.net/forum/...ount=1)avrebbe preferito un ribaltamento di fronte in favore dei sovietici?

    Borghese fu "salvato" dagli inglesi successivamente, in piena guerra fredda, quando gli equilibri erano mutati e l'Occidente pensava più a combattere i sovietici piuttosto che ad insistere nell'eliminare chi poteva essere utile nella lotta anti-comunista.
    E gli anglo-americani prima non si erano fatti problemi ad arrestarlo, se il loro atteggiamento fosse stato subito "favorevole" al Principe non lo avrebbero neanche arrestato.
    Tieni conto che molti "fascisti" che non sono morti se non ci fosse stata l'amnistia sarebbero finiti nella tomba.

  8. #308
    Kether è Malkuth del NM
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Questo linguaggio da sessantottino pieno di termini astratte che coprono un pensiero del tutto autoreferenziale e senza alcun riscontro nella realtà è veramente commovente.
    Oggi come oggi vorrei che mi mostrassi chi sono i possessori dei mezzi di produzione, esclusi pochi casi, soprattutto medie e piccole imprese, nessuna persona è di per sè possessore di mezzi di produzione, oggi è la grande finanza: banche, fondi d'investimento, società di capitale, ecc... ovvero persone giuridiche a possederli quindi, anche un amministratore delegato finisce per essere solo un impiegato: basta guardare la FIAT, oggi chi ne è il padrone? Non certo la famiglia Agnelli, bensì le grandi banche e sono loro a decidere le strategie e a scegliere i manager.
    E ciò è esattamente quello che ho scritto.
    Provo a rispiegarlo, credo che comunque saremo d'accordo su questo punto.
    Il capitalismo di oggi non è più basato sulla produzione, bensì sulla finanza. La produzione è solo un sostegno ai reali giochi che si fanno però in altre sedi. Come direbbe Marx, si è passati da un sistema lavoro-capitale-lavoro, ad uno capitale-lavoro-capitale.
    Oggi il capitale non serve più come "stampella" per produrre lavoro ed estrarre da esso plus-valore, ma al contrario è la produzione stessa a garantire quel minimo di solidità ai meccanismi puramente virtuali della finanza.
    L'ingegneria finanziaria ha permesso di generare denaro dal nulla, alimentando bolle finanziarie. Se il capitale stesso è un mezzo di produzione (in quanto genera plus-valore dal nulla), coloro che lo detengono sono la nuova "borghesia" (termine arcaico per definire coloro che detengono il mezzo di produzione). Se i grossi giochi avvengono nel campo finanziario, ne conseguono due considerazioni importanti:
    1) Non tutti coloro che investono capitali nel mondo finanziario hanno ugual peso. L'operaio che gioca in borsa 1000 euro non è equivalente alla finanziaria che ha speculato sui subprime fino al collasso della bolla. Entra in gioco qui il concetto di "classi liquide", ovvero dove elementi tendenzialmente simili (il piccolo investitore e la finanziaria), posseggono un rapporto di concentrazione/diluizione che lo rendono proporzionalmente più un soggetto del capitale piuttosto che un ingranaggio passivo. Non è più possibile individuare un termine netto di divisione tra sfruttati e sfruttatori, cosa peraltro già ampiamente delineata da Lenin nell'ambito produttivo (le alleanze di classe con i piccoli produttori).
    2) La proprietà dei mezzi di produzione reali si perdono in un mare di incroci che fanno perdere di vista il vero padrone dell'eventuale azienda. Da qui la teoria che, nell'ambito produttivo, oramai siamo arrivati ad un capitalismo di funzionari, in quanto, esulando dal lato finanziario, oramai si è tutti più o meno dei salariati (anche salariati particolari come i detentori di partita iva) al servizio dei nuovi capitalisti finanziari.
    Tutte teorie abbastanza recenti, sicuramente post-68-ine e tutt'altro che campate in aria.

    Ovviamente, a seconda delle responsabilità dell'impiegato vi è un differente trattamento economico, o mi vorrai dire che il direttore di uno stabilimento le cui decisioni condizionano l'andamente dell'intero sito produttivo dev'essere ricompensato come l'addetto alle pulizzie del suo ufficio?
    In questo sistema che estrae plus-valore dalla produzione è giusto fornire stipendi differenti. Anche un modello organicista, tuttavia, è possibile ipotizzare la non estrazione di plus-valore in termini produttivi, mantenendo però differenze all'interno della comunità. Oppure il valore di un uomo si può quantificare solo in termini di salario? Mi pare una mercificazione alquanto riduttiva.

    Oggi le differenze economiche sono sempre minori, esiste sì una classe che può disporre di mezzi economici considerevoli, ma parliamo dell'1% della popolazione forse e, per la maggior parte non si tratta di possessori di mezzi di produzione,
    Come spiegato prima, in un'economia di tipo finanziario, colui che detiene grosse somme di capitale è considerabile come il nuovo capitalista. Il fatto che queste persone siano l'1% della popolazione dimostra che esiste una grossa forbice tra le classi lavoratrici e quelle detentrici di capitale.

    per il resto la differenza tra i salari delle varie categorie lavorative è proporzionalmente alla differenza di mansioni o responsabilità, molto bassa, anzi in proporzione sono proprio i lavoratori meno qualificati e con minori responsabilità ad avere gli stipendi più alti!
    Per sommi capi è così. Diciamo che tra un amministratore delegato dell'Alitalia e l'operatore del call center, la differenza di stipendio non è poi così minima, ma per, diciamo, le attività lavorative consuete, il ragionamento ha validità.

    Di fatto esiste una classe media che comprende la stragrande maggioranza della popolazione, in questo contesto parlare ancora di divisioni tra borghesi e non non ha senso, soprattutto perchè non esistono più borghesi, nè non borghesi.
    Questo è il classico errore tra chi, per l'appunto, confonde "ceto" con "classe". Esiste un ceto medio che è interclassista, ovvero che, a parità di condizioni di vita, offre categorie lavorative differenti.
    La classe è una divisione tra modalità produttive, non è una differenziazione sul base reddito. Il luogo comune che i comunisti difendano i "poveretti" è un assunto superficiale che aveva una qualche validità cento anni fa quando i salariati appartenevano tendenzialmente al ceto basso. Oggi i lavoratori possono accedere a quote di reddito simili ad un commerciante o addirittura ad un piccolo professionista. Quindi ceto medio per i lavoratori, ma non uguaglianza di classe all'interno del ceto medio.
    Quando tu utilizzi la parola "borghesi" lo fai in senso sociologico, ovvero come appartenenti ad un medesimo ceto, con simili stili di vita e consumi. Ovviamente nel senso sociologico del termine è vero che la società è diventata un'enorme spianata di borghesi. Il termine marxista di borghesi (che poi è quello utilizzato in economia) però ci da altre informazioni: nel ceto medio coesistono lavoratori salariati con piccoli professionisti e commercianti. Questi ultimi sono borghesi economicamente poiché detengono lo strumento che permette loro di produrre plus-valore: il negozio (inteso come struttura aziendale e non solo come luogo fisico).
    In senso economico, si badi bene, il termine borghese non ha senso dispregiativo, è solo una specificazione di tipologia. Per cui possono esistere fette di borghesia organicamente alleate con fette di lavoratori salariati (poiché i due macro blocchi non sono entità monolitiche).

    Oggi qualunque operaio specula in borsa, anzi alla fine degli anni '90 con la bolla del nuovo mercato e lo sviluppo di internet, quanti hanno lasciato il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alle speculazioni?
    Come dicevo all'inizio, rientrano nei nuovi capitalisti finanziari, ma con una quota di investimento talmente irrisoria da risultare più ingranaggi passivi del complesso meccanismo piuttosto che attori sociali in grado di mutare il destino della borsa.

    Per quel che riguarda il "soggetto rivoluzionario", il tuo ragionamento è veramente una perla del pensiero veteromarxista: tale soggetto non ha coscenza di esserlo, quindi ci deve essere qualcuno che gli dia tale coscenza, ammirevole, salvo poi che questo qualcuno altro non è che chi sfrutta delle masse di manovra per assumere il potere e del soggetto rivoluzionario di solito se ne frega. Anche perchè per definizione il soggetto e portatore di una coscenza, se no non è soggetto, quindi se tale coscenza gli deve essere comunicata, come si fa ad essere sicuri che essa sia realmente la sua coscenza e non solo un'illusione creata ad arte.
    Come diceva Cartesio cogito ergo sum, se no c'è sempre il rischio di finire vittima del diavoletto.
    Interessante ragionamento.
    Vediamo di dipanare i quesiti.
    Tendenzialmente sono portato a credere all'affermazione marxiana per cui un soggetto (sia singolo, che nazionale, che di classe) soggetto alla catena, o si libera da sé o tanto vale che è punto a capo. Appunto perché elementi esterni al soggetto che lo influenzano, di solito hanno secondi fini.
    Ora, un soggetto può essere rivoluzionario? Esistono infiniti soggetti rivoluzionari, ma quello che interessa a me non è il semplice soggetto rivoluzionario, ma quello inter-modale. Inter-modale significa che ha le capacità strutturali per fare il passaggio di superamento del capitalismo.
    Faccio un esempio.
    Spartaco e i suoi si rivoltarono all'Impero romano, quindi furono soggetto rivoluzionario, ma poi furono inter-modali? No, in quanto non riuscirono a costruire un'alternativa credibile al modello di produzione romano. Riuscì in questo (superando la fase schiavista) il feudalesimo tramite l'aristocrazia che fu rivoluzionaria e inter-modale.
    Tornando al tuo discorso, se un soggetto è rivoluzionario in potenza, è possibile che sia in stato "dormiente" ovvero che le condizioni materiali e sociali (visto che l'ideologia del dominante penetra ampiamente quella del dominato) lo tengano in stato catatonico. E' un'ipotesi, perché scartarla a priori? Supponendo ciò, visto che nessun gruppo sociale è un monolite alla Kubrick, è molto spesso vero che parti più avanzate del gruppo stesso abbiano più coscienza delle loro potenzialità. Questi elementi, che sono organici al gruppo, devono adoperarsi per svegliare dal letargo gli altri, non un soggetto esterno.
    Fatto sta che il capitalismo crea sempre nuovi rapporti dialettici tra le classi, sviluppando in seno nuovi soggetti rivoluzionari. Abbiamo ad esempio visto che l'operaio massa ha avuto un gran potenziale rivoluzionario, ma non è stato in grado di sviluppare la massa critica inter-modale. Come dice Preve, parafrasando Marx: il soggetto intermodale è il lavoratore cooperativo associato unito al general intellect.

    Per quanto riguarda i modelli alternativi al comunismo, non ne esistono per il semplice fatto che sono falliti proprio nel momento in cui si sono contrapposti al consumismo: se è vero il materialismo dialettico, allora l'obiettivo di ogni sistema politico economico dovrebbe essere quello di soddisfare i bisogni degl'individui: il consumismo ci riesce, anzi è così bravo da crearne sempre di nuovi per autosvilupparsi, gli altri sistemi non riescono altrettanto bene e finchè esisterà una sociaetà consumistica come paradigma di riferimento è con essa che ci si dovrà confrontare e alla lunga tenderà a prevalere.
    Esattamente così. Ma attenzione, nel materialismo dialettico scopriamo che il consumismo è sì fenomeno di riferimento sociale (tutti vorrebbero consumare di più in definitiva), ma il motore trainante è determinato dalla produzione stessa. Essendo questa basata sull'estrazione di plus valore, funziona solo se la gente consuma, altrimenti collasserebbe domani. Se per una settimana nessuno comprasse alcunché, si avrebbe una crisi di sovrapproduzione colossale. Per questo il sistema (come ogni sistema) necessita di creare un'ideologia a suo sostegno, una sorta di mega spot pubblicitario collettivo, ma peggio di una pubblicità, perché non solo pubblicizza un prodotto (in questo caso il consumo come valore), ma spinge affinché non vi sia nulla al di fuori di esso. Per questo chi basa la propria esistenza su "meccanismi-altri" (vuoi una vita spirituale o basata su canoni etici non riconducibili al consumo) è, se va bene, un visionario, se va male un pazzo criminale.
    Ora, il grosso passo da fare è sviluppare un motore che non si basi sulla competitività bassa (la massimizzazione dei profitti), ma che stimoli una produzione che generi meccanismi alternativi, magari basati sulla solidarietà. Ma qui siamo ancora all'anno zero credo, o poco più.

    Ad esempio se in un regime "socialista" tutti possono mangiare solo zuppa di cereali, finchè tutti credono che tale zuppa sia l'alimento più buono al mondo, tutto funziona, ma se per caso scoprono che i loro vicini mangiano torte alla panna, le assaggiano e scoprono che sono molto meglio delle zuppe, allora tutti vorranno le torte ed il socialismo e la giustizia sociale andranno a catafacio.
    No, questo è un ragionamento meccanicistico e anche un po' infantile.
    Nel socialismo mi chiedo perché tutti debbano solo mangiare zuppa e, se tutti mangiano la zuppa, chi sono gli "altri" che mangiano la torta.

    a la prochaine...(bella discussione)

  9. #309
    legione muti
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Viziata dall'anti-fascismo?
    Ma per favore, ho letto sia libri tendenzialmente contrari al Fascismo ma non ho avuti problemi a leggermi autori meno faziosi come Renzo De Felice o direttamente le memorie di Borghese.
    E perchè De Felice non è antifascista? Parlato non è antifascista?
    ECCECC
    Leggiti le memorie di Dolfin, Amicucci, il Testamento del Duce, Pini ecc, per farti un'idea sulle idee finali del Duce.

    Fra l'altro, tu dai come fatto scontato che Mussolini sia stato ucciso dagli inglesi...invece a distanza di 62 anni ci si interroga ancora sul vero assassino del Duce, si sono scritti fior di libri e fatte un'infinità di ipotesi. Addirittura si pensa che le foto scattate al momento dell'uccisione di Mussolini siano custodite in chissà quale archivio di Mosca o di Washington.
    E tu dai una delle tante ipotesi come scontata, dicendo "questa è storia!"

    Lo scrisse anche il tuo caro De Felice alla fine della vita. Fu ucciso dagli inglesi.

    Sulla posizione del Duce in merito al fronte comune con l'Unione Sovietica avrei da ridire visto che:
    1)Non risultano lettere del Duce mandate a Stalin, mentre del Duce a Churchill sì.
    Certo, sarebbe stato scorretto verso l'alleato tedesco che aveva nell'URSS il primo nemico.
    Ma leggiti quei libri che ti ho detto e poi vedrai se vedeva nell'URSS o nel mondo angloamericano il primo nemico.

    2)Il Duce se non era tenero con le "plutocrazie occidentali" non era neanche tanto tenero col colosso sovietico.
    E secondo te lo stesso Duce che disse questo (http://www.politicaonline.net/forum/...ount=1)avrebbe preferito un ribaltamento di fronte in favore dei sovietici?

    Ce l'hai Dolfin, "Con Mussolini nella tragedia" ? Se non lo hai te lo cito io più tardi....
    Il fatto poi che mi parli e legittimi la tua visione sulla RSI mettendoti sotto l'ombrello del controrivoluzionario Evola la dice lunga.
    Evola non fu mai fascista, come Borghese.
    Scusa GIO' ma per caso sei di AN?
    Lo chiedo senza alcuna volontà di offendere o presunzione.





    Borghese fu "salvato" dagli inglesi successivamente, in piena guerra fredda, quando gli equilibri erano mutati e l'Occidente pensava più a combattere i sovietici piuttosto che ad insistere nell'eliminare chi poteva essere utile nella lotta anti-comunista.
    E gli anglo-americani prima non si erano fatti problemi ad arrestarlo, se il loro atteggiamento fosse stato subito "favorevole" al Principe non lo avrebbero neanche arrestato.
    Tieni conto che molti "fascisti" che non sono morti se non ci fosse stata l'amnistia sarebbero finiti nella tomba.

    Non cambiare la realtà storica. Borghese, da autentico traditore, fu in contatto con i servizi americani dal gennaio 1945 quando già si profilava ed era inevitabile la sconfitta.
    I veri fascisti sono morti uccisi dai nemici, il 99 per cento di quelli che si sono salvati sono...come Borghese!

  10. #310
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Non cambiare la realtà storica. Borghese, da autentico traditore, fu in contatto con i servizi americani dal gennaio 1945 quando già si profilava ed era inevitabile la sconfitta.
    I veri fascisti sono morti uccisi dai nemici, il 99 per cento di quelli che si sono salvati sono...come Borghese!
    Rispondo prima a questo pezzo perchè è quello che mi preme di più.

    A parte il continuare a vedere come traditori tutti quelli che si sono salvati, che è ridicolo, anche perchè in questo modo ci metti dentro anche i "fenomeni" della sinistra nazionale (ma evidentemente credi che quelli siano proprio guardacaso l'1% sano...e vabbè), dare del traditore a Borghese è quanto di più idiota si possa fare.
    Valerio Borghese fu il primo a voler continuare a combattere a fianco della Germania contro gli Alleati. Fu uno fra quelli che insistette per combattere soprattutto contro gli anglo-americani piuttosto che spargere altro sangue italiano e uccidere i partigiani.
    La Decima MAS fece fuori partigiani solo dopo numerosissime provocazioni e azioni terroristiche e violente delle brigate partigiane.
    I contatti fra il Comandante e il Regno del Sud vi furono alla luce del sole e per una buona causa: evitare che dopo la ritirata dei Tedeschi la Venezia Giulia finisse completamente nella mani dei comunisti slavi titini. E Borghese stesso dice che certi contatti con esponenti dell'altro "fronte" furono autorizzati dallo stesso Mussolini.
    L'Angleton che tu definisci "salvatore di Borghese" fu proprio colui che per conto di De Courten convinse il Principe ad abbandonare il suo rifiugio milanese (precisazione: era rifugiato presso un altro della Decima, non presso partigiani "bianchi" o inglesi ecc) per poi farlo arrestare a Roma dagli anglo-americani.
    Se fosse rimasto a Milano ci sarebbero state più possibilità che Borghese potesse venire catturato e ammazzato dai partigiani rossi, ma la cosa non è del tutto scontata visto che nell'alloggio del capitano Riccio e di Del Giudice fino al 1 giugno nn si fece vedere alcun partigiano. E il 1 giugno fu l'ultimo giorni in cui Riccio e Del Giudice stettero in quella collocazione a Milano. Prova che quello usato da Angleton (il quale disse a Borghese di venire con lui a Roma proprio perchè i partigiani avevano trovato il suo rifugio, mentendo) fu solo un modo per convincere Borghese ad abbandonare Milano.
    Borghese fu tenuto in isolamente nel "lager" di Cinecittà e poi trasferito più volte in vari carceri. Consegnato dagli americani alla "giustizia", subì un processo nel quale fu accusato delle peggiori nefandezze e nonostante tutto riuscì a smentire buona parte delle accuse, pur essendo cmq condannato a 12 anni di carcere per COLLABORAZIONISMO con la Germania (ah cazzo! ecco l'anti-tedesco Borghese!)
    Ricordavo anch'io che gli inglesi avessero evitato che Borghese scontasse la pena, ma mi sbagliavo: Borghese beneficiò come tanti altri della famosa amnistia di Togliatti.....noto agente dell'OSS

 

 
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