
Originariamente Scritto da
Palvesario
Dici questo perché applichi sempre e solo una categorizzazione sociologica. In termini prettamente economici esiste ancora una divisione (forse ancor più netta di cento anni fa) tra lavoratori salariati e possessori del mezzo di produzione. Anzi, con l'ingresso dirompente della finanza nel mondo produttivo, si può dire che il detentore di capitale finanziario è da considerarsi alla stessa stregua del più becero padrone di fabbrica. E' un "borghese" reale, non sociologico, in quanto con il suo capitale finanziario entra nei meccanismi della speculazione borsistica come possessore del mezzo di produzione di capitali, ovvero il capitale stesso.
A parte il fatto che la storia di Caruso è alla stessa stregua delle dichiarazioni di Chavez di stima a Mussolini: ripetuto molte volte, mai trovata una fonte attendibile.
A prescindere da ciò, quella che dici tu è una categoria sociologica: il sentirsi borghesi non equivale all'esserlo. Quello che viviamo oggi non è la scomparsa delle classi (altrimenti tutti starebbero bene, invece qua tra precariato e carovita non è vivere), ma la scomparsa dell'identità di classe. Sono due cose molto differenti. Ma anche questo è frutto di una motivazione di classe: l'ideologia del dominante, più il rapporto di forza è a suo favore, più diventa anche l'ideologia del dominato. E' una questione di identità, non di condizione reale e oggettiva.
E' proprio l'esatto contrario. La sinistra istituzionale, forse il caposaldo sistemico più funzionale per la generazione del consenso (dopo gli "aggiustamenti" cofferatiani, chiampariniani e fiorentini sul tema della sicurezza, unica falla nella via del consenso completo per la sinistra istituzionale), ha tutto il desiderio di dimostrare l'unica identità di classe che è, non solo legittimata, ma proprio stimolata: quella borghese-middle class.
Che poi sia tutta una fuffa lo si vede bene con il crollo dei subprime americani e sull'utilizzo di tutta una terminologia orwelliana per cammuffare un'origine di classe oramai scomoda perché perdente: lo spazzino diventa l'operatore ecologico, il telefonista operatore call-center, lavorare al reparto scocche della Fiat diventa essere un dipendente specializzato del settore automotive...
Bene, vero. Il soggetto rivoluzionario non è soggetto rivoluzionario a sé, come se fosse caratteristica genetica interiore. Il soggetto rivoluzionario è un soggetto che deve prendere coscienza di esserlo e, ancora più importante, avere le capacità strutturali per esserlo.
Il gradualismo è una strategia che tutti perseguono, fino a quando ne hanno possibilità ovviamente. Fatto sta che il capitalismo, ciclicamente, ti mette in posizione di non avere opportunità comode di fronte...
Questo è uno dei grossi problemi di ogni rivoluzionario. Modelli alternativi realmente appetibili non ve ne sono. Il capitale ha ridefinito la società a sua immagine negando la possibilità di intravedere modelli (che esistono) alternativi ad essa. Sono anticorpi sociologici che ha sviluppato nel tempo che cadono solo quando il re è nudo (e ora sta ancora in cappotto).
Vero. Ma senza un impianto complessivo in mente, la lotta per il caffè a 0.50 diventa una scelta non ascrivibile ad una strategia di lungo periodo.