eh, e chissà quante "esasperazioni" ci sono in giro...
se abbiamo una classe imprenditoriale che non è in grado di non andare agli estremi non gli deve essere consentito di farlo. e se senza andare agli estremi non sopravvivono economicamente chiudano, e se fossimo in un paese civile regolato dal buonsenso e non dal caos liberista, lo stato rileverebbe l'azienda, se penso che a Cuba (paese del terzo mondo) i licenziati dalle aziende fallite vengono assunti dall'università e remunerati per studiare e prepararsi a fare quello di cui ci sarà bisogno in futuro, e qui invece si parla della precarietà come fosse un regalo a chi viene assunto. vergogna, io preferisco uno schiavista rovinato che uno schiavista col vento in poppa.





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