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  1. #71
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Il termine "comunismo aristocratico" o "gerarchico" è un termine che si utilizza oggi in alcuni ambienti dell'area per definire il sistema che inzialmente auspicava Platone. Ma rendiamoci conto che l'abolizione della proprietà privata Platone la auspica solo fra i "custodi", ossia per una cerchia ristrettissima della popolazione, che in compenso è mantenuta dal resto dei cittadini.
    Quindi utilizzare il termine "comunismo" è inappropriato perchè rimanda al tristemente più noto "comunismo marxista".
    Appunto parlare di comunismo in seno allo società tradizionali mi sembra un pò fuorviante! come fa notare gio l'abolizione della proprietà privata platone la applica soltanto ai "custodi" cioè a quell'elite di "aristocratici" che vengono mantenuti dal popolo, ricordiamoci sotto il nazional socialismo la proprietà privata non verrà abolita ma cambierà il suo ruolo cioè diventerà sociale anche perche non si voleva combattere la proprietà privata abolendola ma si voleva combattere il suo uso liberale fatto dalla borghesia.

  2. #72
    ulfenor
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    e lo dici a me che ho come sottonick "Destra Sociale"?
    Stan, mi sa che la fiamma brucia più neuroni a te (scherzo ovviamente )
    Bah e assurdo parlare di "aristocrazia" legata alla sinistra egualitaria e marxista certa gente ha le idee molto confuse

  3. #73
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Un Chavez che caccia il fondo monetario internazionale e la Banca mondiale non è un mito esotico, un Iran che si propone come forza nucleare non è un mito incapacitante, un Putin che ha azzerato i debiti della Russia e si propone come nuovo Impero Energetico è molto più " Romano" delle lobby apolidi finanziarie della " destra economica protestante " ...
    Non riesci a vivere senza metterci di mezzo la destra?
    Comunque, sulla Russia sono d'accordo con te, ma su Iran e Venezuela no.
    L'Iran è un regime teocratico islamico sciita, uno che fa tanto l'anti-cristiano come te accusando il Cristianesimo di essere "un totalitarismo monoteista" è quantomeno curioso che poi sostenga a spada tratta il regime degli ayatollah.
    Anche perchè l'Iran è in un rapporto di coopetizione con Israele e Stati Uniti d'America. Infatti appena è convenuto a tutti e tre si sono messi d'accordo. La condanna e l'uccisione del Presidente Saddam Hussein è solo un esempio di questa situazione.
    Disprezzi tanto il populismo, caro EresiaMaxima, ma poi decanti Hugo Chavez che è il campione del populismo e della demagogia, ma della sua forma più bassa, quella più plebea e socialisteggiante.
    Poi, posso anche dirti che Chavez sia utile in un certo senso in funzione anti-americana. Ma non credo possa essere un modello di riferimento, tanto meno un esempio "esportabile".

  4. #74
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da ulfenor Visualizza Messaggio
    Bah e assurdo parlare di "aristocrazia" legata alla sinistra egualitaria e marxista certa gente ha le idee molto confuse
    Si continua a confondore "Aristocrazia d'Animo" e "aristocrazie di discendenza"..
    l'aristocrazia d'animo è un pensiero che non è legato nè alla nè alla sinistra ma ad una particolare cultura dell'Uomo presente nell'ambiente della "Destra Radicale Culturale"
    non mi ricordo chi aveva parlato di dividere la Destra Culturale dalla Destra Politica.. ecco credo abbia detto una cosa condivisibile

  5. #75
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Ma non credo possa essere un modello di riferimento, tanto meno un esempio "esportabile".
    sulla seconda parte della tua affermazione sono assolutamente daccordo..
    ogni nazione ha bisogno di una politica a se..
    sulla prima no.. credo che Chavez sfrutti le risorse economiche venezuelane come mai prima di lui ha fatto riuscendo lentamente a risollevare la parte più povera della popolazione venezuelana.. affianca demagogia sudamericana (tipica anche di Peron) a provvedimenti sociali sfruttando il petrolio di cui gli Usa hanno disperato bisogno. (che che se ne dica non possono ora come ora fare a meno del petrolio venezuelano)

  6. #76
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    Si continua a confondore "Aristocrazia d'Animo" e "aristocrazie di discendenza"..
    l'aristocrazia d'animo è un pensiero che non è legato nè alla nè alla sinistra ma ad una particolare cultura dell'Uomo presente nell'ambiente della "Destra Radicale Culturale"
    non mi ricordo chi aveva parlato di dividere la Destra Culturale dalla Destra Politica.. ecco credo abbia detto una cosa condivisibile
    Lupo, ti rispondo sulla questione dell'aristocrazia d'animo e di discendenza: in merito è molto interessante il capitolo 14 di Rivolta contro il mondo moderno di Julius Evola intitolato "La Dottrina delle Caste", in cui spiega bene il perchè fosse ereditario il rango di "aristocratico".

    Infatti per gli antichi, nascere da un aristocratico non era un dato casuale, ma una sorta di predestinazione.
    Questo sistema ha dimostato tutti i suoi limiti ma ricordiamoci che ciò è avvenuto con la progressiva decadenza del mondo dovuta ad una serie di avvenimenti storici.

  7. #77
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Lupo, ti rispondo sulla questione dell'aristocrazia d'animo e di discendenza: in merito è molto interessante il capitolo 14 di Rivolta contro il mondo moderno di Julius Evola intitolato "La Dottrina delle Caste", in cui spiega bene il perchè fosse ereditario il rango di "aristocratico".
    prometto che me lo leggo..
    ma non è che intanto puoi darmi una mini anticipazione?

  8. #78
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    c'è nella seconda parte del post che ho editato

  9. #79
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    "Credo, infatti, di non affermare nulla di nuovo, sostenendo
    che quanto più intensamente noi siamo radicati nel centro, tanto più
    agevolmente possiamo muoverci sui punti della lontana circonferenza,
    senza distanziarci - per ciò che vale, per l’essenziale — dal centro."
    F. Freda La disintegrazione del sistema

    Visto che ormai si parla molto di superare le vecchie distinzioni tra destra e sinistra, penso che l'unico modo per farlo veramente sia puntare al Centro.

    Un Centro che sia realmente Radicale ovvero un centro che ci ricolleghi alle nostre radici e svolga la funzione che ogni centro ha avuto nella storia, ovvero quello fungere da luogo d'irradiazione di un pensiero e di una visione del mondo e che permetta quindi, essendo ben ancorati in esso, come scrisse Freda nell'introduzione della Disintegrazione, di potersi muovere liberamente fino ai punti più lontani da esso: cioè permetta il pragmatismo.

    Il che significa soprattutto rendersi conto che oggi viviamo nel 2007 e che la società postmoderna e le dinamiche della globalizzazione non posono essere comprese pienamente e spiegate applicando categorie interpretative di due secoli fa!

    Per un'Europa unita da Brest a Valdisvostok (come si dice) federale ed imperiale.

    Per una nuova aristocrazia contro la democrazia

    Per la disuguaglianza contro l'egualianza

    Per il sovra-umano contro l'umano

    Contro i diritti dei popoli per l'affermazione del diritto di UN popolo.
    Concordo !

  10. #80
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    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Peccato che la Destra Radicale non è riuscita a farsi alternativa politica alla " destra nazionale" fino a farsi coartare e riposizionare a difesa su tematiche piccolo-nazional-populistiche a "destra". Basta vedere il teatrino dal 94' in poi.
    "La destra radicale" è un orizzonte metapolitico complesso e non può dare delle risposte politiche complessive perchè nell'immaginario non ha posizionamento.
    Lo stesso termine " destra sociale" è ambiguo, ed è malamente posizionato nell'immaginario come sgabello di supporto al peggior Berlusconismo e/o peggio a dinamiche neo-guelfe.
    A "Sinistra" possiamo giocarci tranquillamente il Primato del Politico sull'economico, la Rifondazione dello Stato e delle Istituzioni, l'oposizione nazional-rivoluzionaria al liberl-capitalismo e alla democrazia parlamentare.
    A " Sinistra" possiamo perfino posizionare il neo-comunitarismo, l'ecologia militante non marxista e la critica alla modernità ( Pasolini ne è stato uno dei massimi interpreti).

    Tutto questo è anche recuperare sul piano della prassi " l'Idea di un nuovo ordine centrale" dove il radicalismo si esplica oltre il nichilismo e il mito incapacitante ...
    Spazio a sinistra? A me pare pienamente occupato. Altro che Rifondazione dello Stato. In quei lidi il posto è ben occupato da un'altra Rifondazione, ma Comunista e dal resto della compagnia cantante dei servi sciocchi dell'ex ala di centro-sinistra della Democrazia Cristiana e della sinistra progressista che dopo la "lenzuolata" delle liberalizzazioni di Bersani è tornata recentemente (è pure uscito un libro i cui contenuti sono stati graditi evidentemente dal Corriere della Sera)a rivendicare con forza la, giusta, collocazione a sinistra del liberismo.
    Credere di poter conquistare nuovi spazi a sinistra è un'utopia, un'illusione. L'elettorato di sinistra è ben saldo nelle sue concezioni anti-fasciste, terribilmente legato ad una mentalità materialista e in molti casi radical-chic e snob, derivante da quell'atteggiamento da intellettualoidi convinti della propria superiorità politica e morale, inesistente fra l'altro.
    E secondo te questi stanno anche solo a pensare di aderire alle tesi della "sinistra nazionale"?
    Lasciamo perdere.
    E' inutile, nello scenario attuale in Italia non c'è spazio per un terzo polo.

 

 
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