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  1. #81
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò
    c'è nella seconda parte del post che ho editato
    ok
    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Infatti per gli antichi, nascere da un aristocratico non era un dato casuale, ma una sorta di predestinazione.
    Questo sistema ha dimostato tutti i suoi limiti ma ricordiamoci che ciò è avvenuto con la progressiva decadenza del mondo dovuta ad una serie di avvenimenti storici.
    superato... che l'analisi storica possa essere corretta va bene.. ma come idea di oggi.. superata superata superata... e ce lo insegna anche la storia

  2. #82
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    ok

    superato... che l'analisi storica possa essere corretta va bene.. ma come idea di oggi.. superata superata superata... e ce lo insegna anche la storia
    ma infatti Lupo non si sogna l'aristocrazia dello spirito ereditaria.
    E' chiedere troppo.
    Anzi, vista la situazione attuale è chiedere troppo addirittura l'esistenza stessa di un'aristocrazia.
    E cmq, è giusto e sacrosanto che mutino le forme ma non i principi fondamentali.

  3. #83
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Spazio a sinistra? A me pare pienamente occupato. Altro che Rifondazione dello Stato. In quei lidi il posto è ben occupato da un'altra Rifondazione, ma Comunista e dal resto della compagnia cantante dei servi sciocchi dell'ex ala di centro-sinistra della Democrazia Cristiana e della sinistra progressista che dopo la "lenzuolata" delle liberalizzazioni di Bersani è tornata recentemente (è pure uscito un libro i cui contenuti sono stati graditi evidentemente dal Corriere della Sera)a rivendicare con forza la, giusta, collocazione a sinistra del liberismo.
    Credere di poter conquistare nuovi spazi a sinistra è un'utopia, un'illusione. L'elettorato di sinistra è ben saldo nelle sue concezioni anti-fasciste, terribilmente legato ad una mentalità materialista e in molti casi radical-chic e snob, derivante da quell'atteggiamento da intellettualoidi convinti della propria superiorità politica e morale, inesistente fra l'altro.
    E secondo te questi stanno anche solo a pensare di aderire alle tesi della "sinistra nazionale"?
    Lasciamo perdere.
    E' inutile, nello scenario attuale in Italia non c'è spazio per un terzo polo.
    ho letto anche io l'articolo del Corriere
    terzo polo? non pensiamo solo elettoralmente.. prima si diventa forti fuori.. poi si può-se si ritiene necessario- entrare.. questa è la mia idea..

  4. #84
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    ma infatti Lupo non si sogna l'aristocrazia dello spirito ereditaria.
    E' chiedere troppo.
    Anzi, vista la situazione attuale è chiedere troppo addirittura l'esistenza stessa di un'aristocrazia.
    E cmq, è giusto e sacrosanto che mutino le forme ma non i principi fondamentali.
    infatti la Nobiltà d'Animo è un discorso sensato ed interessante... Nobilta d'Animo eridetaria invece la trovo inanzitutto antistorica

  5. #85
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    Giusto un paio di puntualizzazioni:
    Nelle società tradizionali sono le aristocrazie che generano le comunità e non il contrario: gli aristocratici sono sempre i discendenti dei fondatori, spesso di origine divina che fondano un kosmos in un determinato luogo. Per questo fu sempre riconosciuto che il potere divino dell'avo primigenio si trasmettesse ai discendenti attraverso il sangue, da cui l'aristocrazia come eredità.
    Ora queste idee funzionavano fino al medioevo, ancora un po' fino alle soglie dell'era moderna, ma oggi hanno ben poco senso.
    Oggi l'aristocrazia davrebbe ritornare al suo significato etimologico: governo dei migliori e questo tema l'hanno sviluppato soprattutto autori liberali, soprattutto legati al primo liberalismo e a posizioni conservatrici.
    Oggi il guaio è che mancano aristocrazie e la mediocrità impera in ogni campo (in proposito invece di leggere marx sarebbe meglio approfondire Ortega y Gasset, ah già, era un conservatore...) per questo bisonga battersi per una restaurazione aristocratica, che però vista l'epoca in cui viviamo non può che essere anche tecnocratica.
    Quando si parla di primato del politico si dimentica sempre che i politici o sono espressione della volontà popolare, o assumono il potere attraverso un'azione volontaristica "illegittima". Constatata la continua deriva verso la mediocrità della società, come si può pensare che essa sia in grado di esprimere politici che siano veramente "migliori": la massa è sempre al di sotto della media, quindi come può scegliere chi invece è sopra la media? er sua natura la massa tende sempre a spingere verso il basso.
    Ergo una vera aristocrazia non può venire eletta (scelta) dalla massa popolare.

    Il comunismo gerarchico è sempre stato un concetto piuttosto ambiguo, se guardiamo al modello platonico, i custodi, poichè filosofi (quindi deidti alla contemplazione delle idee) sono troppo lontani dalle cose del mondo, anzi l'occuaprsi di esse, in quanto enti inferiori alle idee, li degraderebbe, ergo non è che non abbiano proprietà perchè tutto è di tutti, ma non le hanno perchè a loro non servirebbero a niente, essendo al massimo un peso.
    Questo modello si basa sull'essenziale considerazione che l'aristocrate, il migliore svolge il suo compito di guida "per vocazione" non per trarne un vantaggio, è uomo persuaso e non ha bisogno della retorica che il mondo usa per nascondere la verità.
    Quindi si torna sempre alla questione delle elites.
    Per il resto Platone propone un modello che ricalca una società divisa in caste o meglio in geuppi funzionali. Solo che se questo poteva andar bene per la società di 2500 anni fa, oggi lo vedo poco applicabile (eufemismo)

    Citazione Originariamente Scritto da EresiaMaxima Visualizza Messaggio
    Peccato che la Destra Radicale non è riuscita a farsi alternativa politica alla " destra nazionale" fino a farsi coartare e riposizionare a difesa su tematiche piccolo-nazional-populistiche a "destra". Basta vedere il teatrino dal 94' in poi.
    "La destra radicale" è un orizzonte metapolitico complesso e non può dare delle risposte politiche complessive perchè nell'immaginario non ha posizionamento.
    Lo stesso termine " destra sociale" è ambiguo, ed è malamente posizionato nell'immaginario come sgabello di supporto al peggior Berlusconismo e/o peggio a dinamiche neo-guelfe.
    A "Sinistra" possiamo giocarci tranquillamente il Primato del Politico sull'economico, la Rifondazione dello Stato e delle Istituzioni, l'oposizione nazional-rivoluzionaria al liberl-capitalismo e alla democrazia parlamentare.
    A " Sinistra" possiamo perfino posizionare il neo-comunitarismo, l'ecologia militante non marxista e la critica alla modernità ( Pasolini ne è stato uno dei massimi interpreti).

    Tutto questo è anche recuperare sul piano della prassi " l'Idea di un nuovo ordine centrale" dove il radicalismo si esplica oltre il nichilismo e il mito incapacitante ...
    Beh, la sinistra soricamente si è sempre battuta contro lo stato borghese (ovvero lo stato moderno) sostenendo che fosse necessario spazzarlo via prima di poter instaurare quello rivoluzionario e, a mio parere, per l'attuale situazione in cui gli stati sono in via di scomparsa, non è esente da colpe, dato che la sua critica a questo stato, è spesso stata una critica all'idea di Stato tout court.
    oggi a sinistra, dove vediamo gente come Bertinotti, andare alle manifestazioni dei no-global con giacche di cachemire da 2000€ tutto questo spazio non lo vedo, anzi vedo un sostegno ad un processo di dissoluzione degli stati nazionali in favore di entità sovranzaionali quali ONU e EU, che di imperiale non hanno un bel niente. Così come a politiche assistenziali e clientelari, nonchè all'immigrazione selvaggia nel nostro paese, come strumento di distruzione degli ultimi residui di identità etnica.
    Di fatto la sinistra, anche quella più "antagonista" svolge un ruolo che favorisce la globalizzazzione, d'altra parte si dimentica spesso che essa si è sempre definita non contro la globalizzazione, ma contro questa globalizzazione.
    Lasciamo perdere i temi dell'ecologismo radicale, che hanno fatto più danni che altro (vedi referendum sul nucleare...). Oggi l'Europa deve puntare decisamente sullo sviluppo delle nuove tecnologie se vuole ritornare ad essere vera Potenza. In futuro sarà chi detiene il know how a detenere il potere.
    Inoltre anche in ambito ultraliberale si sono sollevate posizioni critche contro le multinazionali e le compagnie transnazionali viste come veri e proprii monopoli che danneggiano il mercato, anzichè favorirlo.
    Non sono un ottimista, e quindi concordo con Hobbes...

  6. #86
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto Visualizza Messaggio
    ho letto anche io l'articolo del Corriere
    terzo polo? non pensiamo solo elettoralmente.. prima si diventa forti fuori.. poi si può-se si ritiene necessario- entrare.. questa è la mia idea..
    guarda, se vuoi proprio la mia opinione, credo che oggi ognuno debba lavorare su se stesso. E' una frase fatta, ma reputo che sia così: bisogna informarsi, leggere, cercare di capire la realtà che ci circonda. Questa penso sia la priorità per ciascuno di noi.
    Per quel che riguarda la militanza nei partiti, ritengo che ognuno debba aderire al partito nel quale vi sono più spazi da sfruttare in termini di visibilità politica, soprattutto a livello locale. Questo, ovviamente, se uno vuole fare militanza in un partito politico, che per sua natura stessa si getta nello scontro politico elettorale. Però se uno fa militanza in un partito politico deve cercare di contare qualcosa. E per questo è necessario talvolta giungere anche a dei compromessi, perlomeno dal punto di vista della forma.
    Altrimenti si può rimanere nella propria torre d'avorio. Affascinante quanto vuoi, ma tremendamente impolitica.

  7. #87
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Giusto un paio di puntualizzazioni:
    Nelle società tradizionali sono le aristocrazie che generano le comunità e non il contrario: gli aristocratici sono sempre i discendenti dei fondatori, spesso di origine divina che fondano un kosmos in un determinato luogo. Per questo fu sempre riconosciuto che il potere divino dell'avo primigenio si trasmettesse ai discendenti attraverso il sangue, da cui l'aristocrazia come eredità.
    Ora queste idee funzionavano fino al medioevo, ancora un po' fino alle soglie dell'era moderna, ma oggi hanno ben poco senso.
    Oggi l'aristocrazia davrebbe ritornare al suo significato etimologico: governo dei migliori e questo tema l'hanno sviluppato soprattutto autori liberali, soprattutto legati al primo liberalismo e a posizioni conservatrici.
    Oggi il guaio è che mancano aristocrazie e la mediocrità impera in ogni campo (in proposito invece di leggere marx sarebbe meglio approfondire Ortega y Gasset, ah già, era un conservatore...) per questo bisonga battersi per una restaurazione aristocratica, che però vista l'epoca in cui viviamo non può che essere anche tecnocratica.
    Quando si parla di primato del politico si dimentica sempre che i politici o sono espressione della volontà popolare, o assumono il potere attraverso un'azione volontaristica "illegittima". Constatata la continua deriva verso la mediocrità della società, come si può pensare che essa sia in grado di esprimere politici che siano veramente "migliori": la massa è sempre al di sotto della media, quindi come può scegliere chi invece è sopra la media? er sua natura la massa tende sempre a spingere verso il basso.
    Ergo una vera aristocrazia non può venire eletta (scelta) dalla massa popolare.

    Il comunismo gerarchico è sempre stato un concetto piuttosto ambiguo, se guardiamo al modello platonico, i custodi, poichè filosofi (quindi deidti alla contemplazione delle idee) sono troppo lontani dalle cose del mondo, anzi l'occuaprsi di esse, in quanto enti inferiori alle idee, li degraderebbe, ergo non è che non abbiano proprietà perchè tutto è di tutti, ma non le hanno perchè a loro non servirebbero a niente, essendo al massimo un peso.
    Questo modello si basa sull'essenziale considerazione che l'aristocrate, il migliore svolge il suo compito di guida "per vocazione" non per trarne un vantaggio, è uomo persuaso e non ha bisogno della retorica che il mondo usa per nascondere la verità.
    Quindi si torna sempre alla questione delle elites.
    Per il resto Platone propone un modello che ricalca una società divisa in caste o meglio in geuppi funzionali. Solo che se questo poteva andar bene per la società di 2500 anni fa, oggi lo vedo poco applicabile (eufemismo)



    Beh, la sinistra soricamente si è sempre battuta contro lo stato borghese (ovvero lo stato moderno) sostenendo che fosse necessario spazzarlo via prima di poter instaurare quello rivoluzionario e, a mio parere, per l'attuale situazione in cui gli stati sono in via di scomparsa, non è esente da colpe, dato che la sua critica a questo stato, è spesso stata una critica all'idea di Stato tout court.
    oggi a sinistra, dove vediamo gente come Bertinotti, andare alle manifestazioni dei no-global con giacche di cachemire da 2000€ tutto questo spazio non lo vedo, anzi vedo un sostegno ad un processo di dissoluzione degli stati nazionali in favore di entità sovranzaionali quali ONU e EU, che di imperiale non hanno un bel niente. Così come a politiche assistenziali e clientelari, nonchè all'immigrazione selvaggia nel nostro paese, come strumento di distruzione degli ultimi residui di identità etnica.
    Di fatto la sinistra, anche quella più "antagonista" svolge un ruolo che favorisce la globalizzazzione, d'altra parte si dimentica spesso che essa si è sempre definita non contro la globalizzazione, ma contro questa globalizzazione.
    Lasciamo perdere i temi dell'ecologismo radicale, che hanno fatto più danni che altro (vedi referendum sul nucleare...). Oggi l'Europa deve puntare decisamente sullo sviluppo delle nuove tecnologie se vuole ritornare ad essere vera Potenza. In futuro sarà chi detiene il know how a detenere il potere.
    Inoltre anche in ambito ultraliberale si sono sollevate posizioni critche contro le multinazionali e le compagnie transnazionali viste come veri e proprii monopoli che danneggiano il mercato, anzichè favorirlo.
    Non sono un ottimista, e quindi concordo con Hobbes...
    Perfetto

  8. #88
    Lupo Sciolto
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna
    Nelle società tradizionali sono le aristocrazie che generano le comunità e non il contrario: gli aristocratici sono sempre i discendenti dei fondatori, spesso di origine divina che fondano un kosmos in un determinato luogo. Per questo fu sempre riconosciuto che il potere divino dell'avo primigenio si trasmettesse ai discendenti attraverso il sangue, da cui l'aristocrazia come eredità.
    Ora queste idee funzionavano fino al medioevo, ancora un po' fino alle soglie dell'era moderna, ma oggi hanno ben poco senso.
    Daccordo
    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna
    Oggi l'aristocrazia davrebbe ritornare al suo significato etimologico: governo dei migliori e questo tema l'hanno sviluppato soprattutto autori liberali, soprattutto legati al primo liberalismo e a posizioni conservatrici.
    Oggi il guaio è che mancano aristocrazie e la mediocrità impera in ogni campo (in proposito invece di leggere marx sarebbe meglio approfondire Ortega y Gasset, ah già, era un conservatore...) per questo bisonga battersi per una restaurazione aristocratica, che però vista l'epoca in cui viviamo non può che essere anche tecnocratica.
    Quando si parla di primato del politico si dimentica sempre che i politici o sono espressione della volontà popolare, o assumono il potere attraverso un'azione volontaristica "illegittima". Constatata la continua deriva verso la mediocrità della società, come si può pensare che essa sia in grado di esprimere politici che siano veramente "migliori": la massa è sempre al di sotto della media, quindi come può scegliere chi invece è sopra la media? er sua natura la massa tende sempre a spingere verso il basso.
    Ergo una vera aristocrazia non può venire eletta (scelta) dalla massa popolare.
    io invece la penso diversamente.. quella che tu chiami Aristocrazia dovrebbe "educare le masse" in modo che queste prendano consapevolezza e siano in grado di seguire l'Aristocrazia.. insomma un vero e proprio ruolo di Avanguardia
    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna
    oggi a sinistra, dove vediamo gente come Bertinotti, andare alle manifestazioni dei no-global con giacche di cachemire da 2000€ tutto questo spazio non lo vedo, anzi vedo un sostegno ad un processo di dissoluzione degli stati nazionali in favore di entità sovranzaionali quali ONU e EU, che di imperiale non hanno un bel niente. Così come a politiche assistenziali e clientelari, nonchè all'immigrazione selvaggia nel nostro paese, come strumento di distruzione degli ultimi residui di identità etnica.
    Si la Sinistra italiana di oggi è questa.
    Ma se è per questo il tuo discorso cade quando parli di Centro Radicale (il centro di oggi è mastella,casini,follini)
    Quindi penso che la Sinistra Nazionale (che poi si possa non amare questa etichetta siamo daccordo.. ma come dico ogni 2-3 post.. meglio parlare-come stiamo facendo-di cotnenuti che di un'etichetta temporanea e anche un po' "provocatoria" che è riuscita nel suo intento di promuovere un dibattito) stia alla sinistra italiana di oggi come quello che te chiama Centro Radicale sta al centro italiano di oggi
    Citazione Originariamente Scritto da Giò91
    guarda, se vuoi proprio la mia opinione, credo che oggi ognuno debba lavorare su se stesso. E' una frase fatta, ma reputo che sia così: bisogna informarsi, leggere, cercare di capire la realtà che ci circonda. Questa penso sia la priorità per ciascuno di noi.
    Per quel che riguarda la militanza nei partiti, ritengo che ognuno debba aderire al partito nel quale vi sono più spazi da sfruttare in termini di visibilità politica, soprattutto a livello locale. Questo, ovviamente, se uno vuole fare militanza in un partito politico, che per sua natura stessa si getta nello scontro politico elettorale.
    in linea di massima sono daccordo... ma quì il discorso è più basato su questioni di 'principi'

  9. #89
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Sciolto
    in linea di massima sono daccordo... ma quì il discorso è più basato su questioni di 'principi'
    va bene, però allora ha poco senso parlare di "occupazione della sinistra".
    A meno che, ovviamente, non lo si voglia intendere in senso prettamente ideologico, ma la situazione non migliora comunque.

  10. #90
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Giusto un paio di puntualizzazioni:
    Nelle società tradizionali sono le aristocrazie che generano le comunità e non il contrario: gli aristocratici sono sempre i discendenti dei fondatori, spesso di origine divina che fondano un kosmos in un determinato luogo. Per questo fu sempre riconosciuto che il potere divino dell'avo primigenio si trasmettesse ai discendenti attraverso il sangue, da cui l'aristocrazia come eredità.
    Ora queste idee funzionavano fino al medioevo, ancora un po' fino alle soglie dell'era moderna, ma oggi hanno ben poco senso.
    Oggi l'aristocrazia davrebbe ritornare al suo significato etimologico: governo dei migliori e questo tema l'hanno sviluppato soprattutto autori liberali, soprattutto legati al primo liberalismo e a posizioni conservatrici.
    Oggi il guaio è che mancano aristocrazie e la mediocrità impera in ogni campo (in proposito invece di leggere marx sarebbe meglio approfondire Ortega y Gasset, ah già, era un conservatore...) per questo bisonga battersi per una restaurazione aristocratica, che però vista l'epoca in cui viviamo non può che essere anche tecnocratica.
    Quando si parla di primato del politico si dimentica sempre che i politici o sono espressione della volontà popolare, o assumono il potere attraverso un'azione volontaristica "illegittima". Constatata la continua deriva verso la mediocrità della società, come si può pensare che essa sia in grado di esprimere politici che siano veramente "migliori": la massa è sempre al di sotto della media, quindi come può scegliere chi invece è sopra la media? er sua natura la massa tende sempre a spingere verso il basso.
    Ergo una vera aristocrazia non può venire eletta (scelta) dalla massa popolare.

    Il comunismo gerarchico è sempre stato un concetto piuttosto ambiguo, se guardiamo al modello platonico, i custodi, poichè filosofi (quindi deidti alla contemplazione delle idee) sono troppo lontani dalle cose del mondo, anzi l'occuaprsi di esse, in quanto enti inferiori alle idee, li degraderebbe, ergo non è che non abbiano proprietà perchè tutto è di tutti, ma non le hanno perchè a loro non servirebbero a niente, essendo al massimo un peso.
    Questo modello si basa sull'essenziale considerazione che l'aristocrate, il migliore svolge il suo compito di guida "per vocazione" non per trarne un vantaggio, è uomo persuaso e non ha bisogno della retorica che il mondo usa per nascondere la verità.
    Quindi si torna sempre alla questione delle elites.
    Per il resto Platone propone un modello che ricalca una società divisa in caste o meglio in geuppi funzionali. Solo che se questo poteva andar bene per la società di 2500 anni fa, oggi lo vedo poco applicabile (eufemismo)



    Beh, la sinistra soricamente si è sempre battuta contro lo stato borghese (ovvero lo stato moderno) sostenendo che fosse necessario spazzarlo via prima di poter instaurare quello rivoluzionario e, a mio parere, per l'attuale situazione in cui gli stati sono in via di scomparsa, non è esente da colpe, dato che la sua critica a questo stato, è spesso stata una critica all'idea di Stato tout court.
    oggi a sinistra, dove vediamo gente come Bertinotti, andare alle manifestazioni dei no-global con giacche di cachemire da 2000€ tutto questo spazio non lo vedo, anzi vedo un sostegno ad un processo di dissoluzione degli stati nazionali in favore di entità sovranzaionali quali ONU e EU, che di imperiale non hanno un bel niente. Così come a politiche assistenziali e clientelari, nonchè all'immigrazione selvaggia nel nostro paese, come strumento di distruzione degli ultimi residui di identità etnica.
    Di fatto la sinistra, anche quella più "antagonista" svolge un ruolo che favorisce la globalizzazzione, d'altra parte si dimentica spesso che essa si è sempre definita non contro la globalizzazione, ma contro questa globalizzazione.
    Lasciamo perdere i temi dell'ecologismo radicale, che hanno fatto più danni che altro (vedi referendum sul nucleare...). Oggi l'Europa deve puntare decisamente sullo sviluppo delle nuove tecnologie se vuole ritornare ad essere vera Potenza. In futuro sarà chi detiene il know how a detenere il potere.
    Inoltre anche in ambito ultraliberale si sono sollevate posizioni critche contro le multinazionali e le compagnie transnazionali viste come veri e proprii monopoli che danneggiano il mercato, anzichè favorirlo.
    Non sono un ottimista, e quindi concordo con Hobbes...
    Giuste osservazioni.

 

 
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