Sentimi bene, la logica non la puoi espellere dal discorso (o meglio puoi ma non stai discutendo, stai emettendo suoni come un animale)
- l'uomo percepisce
- l'uomo pensa
- l'ambiente è pensato per come è (o è stato) percepito o per come lo si immagina domani (scientificamente)
l'ordine dell'ambiente è concettualmente definito "natura" in quei discorsi di tipo scientifico che presuppongono un osservare e un verificare ed hanno come caratteristica la falsificabilità.
Se ammettiamo che l'uomo "muore" cioè "non ne esiste uno" allora non c'è alcun concetto di natura e non c'è alcun concetto di ambiente perchè non c'è alcun pensiero e non c'è nessuna percezione. Mancando per ipotesi la percezione del domani inoltre cade l'osservabilità e con questa il pensiero scientifico. Questa cosa non è una opinione, è vera e basta, è un presupposto logico del discorrere. Chiaro?
Partendo da questa base e con molta semplicità si può dire tranquillamente che una natura senza l'uomo non esiste ed è impensabile ed inconoscibile. La ragione di questo è il fatto che il concetto di natura è un concetto che presuppone l'uomo come osservatore prima ancora dell'uomo come partecipe.
E in questo caso la ubris sarebbe proprio la tua pretesa di poter dire oggi che sapresti tutto quando non esisteresti. Niente osta a una annichilazione totale dell'universo un nanosecondo dopo la morte dell'ultimo uomo, la ragione semplice è che non possiamo sapere che ciò è impossibile e non possiamo verificare se sarà o meno. Qualsiasi teoria sul fatto che non succeda o che succeda (anche qualsiasi teoria di continuità delle attuali interazioni esterne alla presenza umana per intenderci*) sarebbe NON SCIENZA perchè del tutto non falsificabile ed equivarrebbe completamente e solamente ad un tiro di dado o una religione.
In effetti è proprio la religione quel che ci parla del non osservabile
* anch'esse pretese esistenti sulla base di prove e teorie scientifiche quindi domani falsificabili dai dati ove fossero diversi e sostituibili da nuove teorie
p.s. se mi rispondi che ci sono gli alieni e che la loro percezione integrerà la nostra allora ti dico semplicemente: tu non sei un alieno, se credi di esserlo sei un pazzo, e visto che non sappiamo se ci sono (ed anche se pensano!) questo discorso li esclude per ipotesi al momento in cui nega la percezione del domani (postulando l'assenza dell'uomo) assieme a qualsiasi teoria basata sull'osservabile (domani). Insomma se vuoi ammettere di venerare gli alieni puoi farlo, ma ti darò del religioso e forse anche del fumato.





Come giustamente dici non è il pensiero che definisce l' uomo, anche uno scimpanzè con uno sforzo riesce a pensare qualcosa. Pertanto possiamo sforzarci quanto vogliamo, il mondo esterno se ne fregherà sempre del nostro pensiero e continuerà allegramente ad esistere. Credere che il mondo sia funzionale all' uomo è di una hýbris spaventosa.
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