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Discussione: ....evolomania

  1. #31
    against the modern world
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    Citazione Originariamente Scritto da Evoliano Visualizza Messaggio
    Non mi risulta che durante il Ventennio o il Reich le decisioni venissero prese dal popolo, sì spesso e volentieri veniva consultato, ma il Fascismo era avverso alla democrazia e volto all'aristocrazia,... comunque, mi sa che hai le idee un po' confuse... Arsitocrazia significa il governo dei migliori, non mi rifervo certo alla nobiltà di conti principi e altro... Solo uno stolto direbbe che il fascismo era plebeo...
    Allora Evola era uno stolto. Rimando in merito a "Il cammino del cinabro" (specie p. 76 seg.) che illustra benissimo quale stima avesse Evola per l'ambiente "aristocratico" dello squadrismo fascista (adirittura E. parla degli 'elementi assai sospetti' che dopo la guerra sono riemersi nelle Camicie Nere). Per non parlare poi (cito sempre E.) delle 'origini proletarie' di Mussolini. Se vogliamo lodare il Fascismo per aver difeso certi valori e aver stroncato l'avanzata del bolscevismo, questa è una cosa; ma di qui ad esaltarlo come esempio di governo tradizionale e aristocratico ce ne passa...

  2. #32
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Ah, perchè Evola era 'fascista'??

    Evola ha giustamente interpretato il Fascismo per quello è storicamente stato: un'espressione piuttosto plebea del 'cesarismo' già descritto da Spengler. Che poi ci fossero anche delle tendenze valide e 'sane' all'interno dei Fascismi europei, quello è un altro discorso che comunque non influisce sul carattere generale del fenomeno. Ma confondere l'ideale tradizionale dello Stato con lo Stato totalitaritario è estremamente fuorviante. Come uno possa rifarsi ad Evola e al contempo glorificare nostalgicamente la figura dell'"uomo di popolo" Mussolini mi sfugge proprio...
    Evola non era anti-fascista. Inutile girarci attorno. Anche Miro Renzaglia, che è il primo fra coloro che criticano l'opera di Julius Evola, ammette tranquillamente che cmq Evola non fece mai pubblicamente professione di anti-fascismo.
    Anzi, Julius Evola aveva speranze (forse anche grandi) nel Fascismo e il fatto che abbia collaborato con una serie numerosa di riviste fasciste non mi pare una cosa così casuale.
    Evola si diceva fascista nella misura in cui il Fascismo riprendeva i principi gerarchici e tradizionali, il mito imperiale di Roma, il concetto di Imperium e di autorità dello Stato, la visione spirituale della vita e l'opposizione a liberalismo e marxismo. (Vedi il concetto di "super-fascismo")
    Sbaglierò, ma questa secondo me era l'essenza del Fascismo, al di là delle sue realizzazioni concrete.
    Questi erano i principi per i quali il Fascismo combattè.
    Il totalitarismo non è l'essenza del Fascismo.
    Il totalitarismo è solo un modo per governare, non è un carattere specifico del Fascismo.
    Evola stesso, in Fascismo e Terzo Reich (che tu sicuramente avrai letto), criticò le tendenze dello Stato etico fascista che definì "pedagogico-totalitarie" e le derive cesariste e plebiscitarie del regime.
    Riconobbe però che ciò era dovuto anche ai fattori contingenti e che questi aspetti avrebbero avuto un carattere meno ambiguo solo se il Fascismo avesse proseguito a governare l'Italia, cosa resa non possibile dal disastro bellico.
    Inoltre, il "Maestro" scrisse che certi "aspetti problematici" del Fascismo erano dovuti al fatto che l'unica Tradizione a cui era possibile ricollegarsi in Italia era quella romana, risalente a moltissimi secoli prima e che quindi il Fascismo non poteva rifarsi ad esempi di un passato recente. Conseguenza di ciò, fu il dover "ripartire da zero" (parole di Evola).

  3. #33
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Allora Evola era uno stolto. Rimando in merito a "Il cammino del cinabro" (specie p. 76 seg.) che illustra benissimo quale stima avesse Evola per l'ambiente "aristocratico" dello squadrismo fascista (adirittura E. parla degli 'elementi assai sospetti' che dopo la guerra sono riemersi nelle Camicie Nere). Per non parlare poi (cito sempre E.) delle 'origini proletarie' di Mussolini. Se vogliamo lodare il Fascismo per aver difeso certi valori e aver stroncato l'avanzata del bolscevismo, questa è una cosa; ma di qui ad esaltarlo come esempio di governo tradizionale e aristocratico ce ne passa...
    Guarda che è charo che Evola non fosse Fascista, e dispressasse glia spetti "popolari" come lo squadrismo, se è per questo nemmeno Mussolini per certi squadristi ebbe dolci parole quando praticavano spedizioni punitive inutili e contropriducenti... Il Fascismo autentico è aristocratico, è per il governo dei migliori, chi sostiene l'inverso è un eretico e basta, perchè Mussolini stesso nonostante le sue origini proletarie non ebbe mai parole di tenerzza verso le masse che per lui erano "come le puttane". La differenza tra Fascismo e democrazia sta in questo: la democrazia si erge solo sulla massa, il Fascismo no. Altrimenti non si è fascisti, si è dei democratici. Evola non era Fascista, questo è risaputo, ma ora dire che sostenesse un modello di Stato antitetico a quello Fascista ce ne passa... le capacità e le doti spirituali di un individuo sono per Evola la premessa per governare la Nazione... individuo, doti morali e spirituali (tra cui il carisma)... non vi rocorda forse il DUCE?
    Evola oggi è un ottimo punto di partenza per la critica alla Modernità, chiaro che oggi non sia applicabile totalmente il suo pensiero politico, ma lo spirito antimodernista, antimaterialista e anticlassista (nell'accezione moderna del termine) presente in Evola si trova benissimo anche in molti teorici e sostenitori del Fascismo (lo stesso Gentile che con Evola polemizzò moltissimo sosteneva che il Fascismo era una reazione antipositivista e antimaterialista)

  4. #34
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    Citazione Originariamente Scritto da Evoliano Visualizza Messaggio
    Guarda che è charo che Evola non fosse Fascista, e dispressasse glia spetti "popolari" come lo squadrismo, se è per questo nemmeno Mussolini per certi squadristi ebbe dolci parole quando praticavano spedizioni punitive inutili e contropriducenti... Il Fascismo autentico è aristocratico, è per il governo dei migliori, chi sostiene l'inverso è un eretico e basta, perchè Mussolini stesso nonostante le sue origini proletarie non ebbe mai parole di tenerzza verso le masse che per lui erano "come le puttane". La differenza tra Fascismo e democrazia sta in questo: la democrazia si erge solo sulla massa, il Fascismo no. Altrimenti non si è fascisti, si è dei democratici. Evola non era Fascista, questo è risaputo, ma ora dire che sostenesse un modello di Stato antitetico a quello Fascista ce ne passa... le capacità e le doti spirituali di un individuo sono per Evola la premessa per governare la Nazione... individuo, doti morali e spirituali (tra cui il carisma)... non vi rocorda forse il DUCE?
    Evola oggi è un ottimo punto di partenza per la critica alla Modernità, chiaro che oggi non sia applicabile totalmente il suo pensiero politico, ma lo spirito antimodernista, antimaterialista e anticlassista (nell'accezione moderna del termine) presente in Evola si trova benissimo anche in molti teorici e sostenitori del Fascismo (lo stesso Gentile che con Evola polemizzò moltissimo sosteneva che il Fascismo era una reazione antipositivista e antimaterialista)
    Mah, non so dove Evola abbia scritto simili cose.
    Innanzitutto a Evola delle istanze sociali del fascismo non gliene poteva importare di meno: quello che apprezzò in esso fu la rievocazione del mito romano, l'idea imperiale, il tentativo di una rinascita pagana (che purtroppo finisce nel '29), l'instaurazione di uno stato antidemocratico e gerarchico. Ma non si può certo dire che fosse un entusiasta sostenitore del fascismo, lo considerò in certo qual modo un "male minore".

    Poi tra aristocrazia, stato organico da un lato e totalitarismo dall'altro, corre un abisso, anzi il secondo è la negazione del primo.
    il fascismo mirava a creare uno stato in cui tutti fossero fascisti ed in cui il partito occupasse ogni ambito della vita sociale, ciò presuppone comunque una sostanziale ugualgianza di tutta la massa, in quanto membri del partito, il che è l'antitesi di uno Stato Organico: in esso esiste un'articolazione basata sulla differenziazione e sull'ineguaglianza: un contadino o un operaio, in uno stato organico non possono avere altro rapporto che di subordinazione, verso un loro superiore, in qualsiasi ambito, lavorativo, sociale, legislativo, ecc... il che non era proprio uno degli obiettivi del fascismo.
    L'aristocrazia per Evola si distingueva per le proprie doti "spirituali", per essere portatrice di una tradizione culturale, ma anche biologica: Mussolini non avrebbe potuto essere aristocratico in senso evoliano in quanto plebeo e questo non poteva che condizionare il suo governo.
    Inoltre una vera aristocrazia non può che essere autocratica, ovvero non può che trovare la ragione del proprio potere che in se stessa, e nell'essere erede di una tradizione di origine trascendente, questo non accadde nel fascismo.
    Il potere di Mussolini fu un esempio di quello che evola definì cesarismo, ovvero l'acquisizione di un potere quasi assoluto da parte di un capo, per volontà delle masse che si riconoscono pienamente in esso, questo per Evola, ben lungi dall'essere la negazione della democrazia, ne è forse la forma più estrema, poichè l'intero popolo si riconosce ed esprime il proprio volere in un'unica persona. Basta leggere "Gli uomini e le rovine" per capire qual'è l'opinione di Evola in proposito.
    Inoltre Evola è sostanzialmente individualista e sostenitore della libertà assoluta degl'individui superiori, per molti versi, quindi accostabile a Nietzsche e Stirner, e ben lontano dal totalitarismo del '900.
    Per finire non si può certo dimenticare che le basi del totalitarismo "pedagogico" del fascismo sono nel pensiero neo-hegeliano ed Evola aveva ben poca stima della filosofia hegeliana.

    Ovvio poi che da qui a definire Evola antifascista, nell'accezione che comunemente si dà a questo termine, ne passa eccome. Si può dire che Evola accettò il fascismo, come la cosa migliore che si poteva ottenere a quel tempo, ma comunque criticandolo poichè lo vedeva lontano dal proprio ideale politico.

  5. #35
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna
    il fascismo mirava a creare uno stato in cui tutti fossero fascisti ed in cui il partito occupasse ogni ambito della vita sociale, ciò presuppone comunque una sostanziale ugualgianza di tutta la massa, in quanto membri del partito, il che è l'antitesi di uno Stato Organico: in esso esiste un'articolazione basata sulla differenziazione e sull'ineguaglianza: un contadino o un operaio, in uno stato organico non possono avere altro rapporto che di subordinazione, verso un loro superiore, in qualsiasi ambito, lavorativo, sociale, legislativo, ecc... il che non era proprio uno degli obiettivi del fascismo.
    Scusa ma questo te lo contesto.
    L'opera di "fascistizzazione" era necessaria. L'Italia era stata fatta, ma bisognava fare gli Italiani.
    Il Fascismo aveva l'intenzione di plasmare il popolo secondo i principi e gli ideali del Fascismo e poi una volta compiuto questo processo fare una rigida selezione.
    Scrisse bene Evola in Fascismo e Terzo Reich: gli aspetti problematici del Fascismo furono anche dovuti, se non giustificati, dal fatto che si dovette ripartire da zero.
    Il valore dato dal Fascismo al concetto di "gerarchia" fu piuttosto significativo.
    Certe frasi di Mussolini sono emblematiche sul carattere tuttaltro che "plebeo" del Fascismo....


    Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: é già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà. »
    (Dall'articolo . Forza e Consenso, pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79

    Al popolo non resta che un monosillabo per affermare e obbedire. La sovranità gli viene lasciata solo quando è innocua o è reputata tale, cioè nei momenti di ordinaria amministrazione. Vi immaginate voi una guerra proclamata per referendum? Il referendum va benissimo quando si tratta di scegliere il luogo più acconcio per collocare la fontana del villaggio, ma quando gli interessi supremi di un popolo sono in gioco, anche i Governi ultrademocratici si guardano bene dal rimetterli al giudizio del popolo stesso.
    (Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.110).

    Il popolo non fu mai definito. È una entità meramente astratta, come entità politica. Non si sa dove cominci esattamente, né dove finisca. L'aggettivo di sovrano applicato al popolo è una tragica burla. Il popolo tutto al più, delega, ma non può certo esercitare sovranità alcuna.
    I sistemi rappresentativi appartengono più alla meccanica che alla morale"
    (Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109)

    Regimi esclusivamente consensuali non sono mai esistiti, non esistono, non esisteranno mai.
    (Preludio al Machiavelli, in Gerarchia dell'aprile 1924. S.e.D., vol. IV, pag.109).

    Voi sapete che io non adoro la nuova divinità: la massa. E' una creazione della democrazia e del socialismo. Soltanto perchè sono molti debbono avere ragione?. Niente affatto. Si verifica spesso l'opposto, cioè che il numero è contrario alla ragione.
    (Intervista rilasciata a Ludwig, 1928, pag 197)

    «Il Fascismo non conosce idoli, non adora feticci: é già passato e, se sarà necessario, tornerà ancora tranquillamente a passare sul corpo più o meno decomposto della Dea Libertà. »
    (Dall'articolo . Forza e Consenso, pubblicato sul numero del Marzo 1923 di Gerarchia). - III, 79.

    Noi creeremo, attraverso un'opera di selezione ostinata e tenace, la nuova generazione.
    (Dal discorso pronunciato al Congresso Fascista in Roma, il 22 Giugno 1925). - V, 117.

    « Chi dice gerarchia dice scale di valori umani; chi dice , scale di valori umani, dice scale di responsabilità e doveri; chi dice gerarchia dice disciplina. »
    (Dallo scritto, Breve preludio', pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.

    « La storia ci offre un panorama di gerarchie che nascono, vivono, si trasformano, declinano, muoiono. Si tratta di conservare i valori delle gerarchie che non hanno esaurito il loro compito; si tratta di innestare nel tronco di talune gerarchie elementi nuovi di vita; si tratta di preparare l'avvento di nuove gerarchie. È in questo modo che si salda l'anello fra passato e avvenire.»
    (Dallo scritto, Breve preludio,, pubblicato sul numero del Gennaio 1922 di Gerarchia). - II, 235.


    « Lo Stato é, alle sue origini, un sistema di gerarchie. »
    (Dall'articolo . Stato, anti-Stato e Fascismo ', pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - Il, 292.

    « Perché le gerarchie non siano categorie morte, é necessario che esse fluiscano in una sintesi, che convergano tutte ad uno scopo, che abbiano una loro anima, che si assomma nell'anima collettiva, per cui lo Stato deve esprimersi nella parte più eletta di una data società e deve essere guida delle altre classi minori. »
    (Dall'articolo , Stato, anti-Stato e Fascismo ., pubblicato sul numero del Giugno 1922 di Gerarchia). - II, 293


  6. #36
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    Citazione Originariamente Scritto da Arjuna Visualizza Messaggio
    Mah, non so dove Evola abbia scritto simili cose.
    Innanzitutto a Evola delle istanze sociali del fascismo non gliene poteva importare di meno:
    NON MI RISULTA DI AVERE SCRITTIO IL CONTRARIO

  7. #37
    against the modern world
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    Sinceramente non ho molto da aggiungere a quanto lucidamente espresso da Arjuna. Ad ogni modo, se esistono punti di congiunzione tra pensiero evoliano (tradizionalista) e ideologia fascista, tantissimi sono i contrasti. E questo se non altro per il semplice fatto che il Fascismo fin dalla sua fondazione ha presentato un carattere 'ibrido', non certo facilmente inquadrabile (causa questa tra l'altro delle lacerazioni ideologiche che da sempre segnano l'"Area").

    P.S. "anti-fascista" è un etichetta democratica. Si può però come Evola essere anti-democratici senza essere fascisti (anche se per i democratici tutti i non-democratici sono automaticamente 'fascisti'!).

  8. #38
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    Sarà anche vero che non sono due cloni il Fascismo e il Tradizionalismo, ma certamente il Fascismo nulla ha a che vedere con la Rivoluzione Francese come è stato scritto da qualche parte anche in questo forum.
    Gerarchia e Aristocrazia sono due cardini del Fascismo, come ha mostrato Giò il popolo era visto come un pericolo potenziale dal Regime e da Mussolini stesso... comqunue io continuo a ribadire che definirsi Fascisti e al contempo ammirare Evola e identificarsi in molti suoi insegnamenti non è assolutamente un atto di incoerneza, semma è affermarsi Fascisti e poi rinnegare in toto Evola, il cui pensiero è magistrale.

    Esaltare gli apsetti plebei del Fascismo (che ahimè cu furono) vuol dire eslatare uno dei pochi difetti del Regime.

  9. #39
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    Citazione Originariamente Scritto da Evoliano Visualizza Messaggio
    Sarà anche vero che non sono due cloni il Fascismo e il Tradizionalismo, ma certamente il Fascismo nulla ha a che vedere con la Rivoluzione Francese come è stato scritto da qualche parte anche in questo forum.
    Gerarchia e Aristocrazia sono due cardini del Fascismo, come ha mostrato Giò il popolo era visto come un pericolo potenziale dal Regime e da Mussolini stesso... comqunue io continuo a ribadire che definirsi Fascisti e al contempo ammirare Evola e identificarsi in molti suoi insegnamenti non è assolutamente un atto di incoerneza, semma è affermarsi Fascisti e poi rinnegare in toto Evola, il cui pensiero è magistrale.

    Esaltare gli apsetti plebei del Fascismo (che ahimè cu furono) vuol dire eslatare uno dei pochi difetti del Regime.
    Invece il fascismo doveva essere basato su una società tradizionale con l'aristocrazia di sangue al comando, vero? Gente con antenati divini... Mica sti esponenti del sottoproletariato contadino come il Duce

  10. #40
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    Salve a tutti,

    sono un ventenne e da poco mi sto appassionando ad Evola e al suo pensiero. Ho seguito con grande attenzione questa discussione, ma vorrei capire una cosa in particolare: per uomo aristocratico, il Maestro non intendeva colui che è fedele ai principi della Tradizione? Non vedo come il nascere in una famiglia di un ceto piuttosto che di un altro po' contaminare la purezza e la solidità di un uomo fedele alla Tradizione. Partendo da queste posizioni credo si possa auspicare uno Stato altamente meritocratico, cosa che il fascismo in parte ha saputo realizzare.
    Chiedo a tutti voi delucidazioni,

    Grazie.

 

 
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