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Discussione: ....evolomania

  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da alexmigno Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,

    sono un ventenne e da poco mi sto appassionando ad Evola e al suo pensiero. Ho seguito con grande attenzione questa discussione, ma vorrei capire una cosa in particolare: per uomo aristocratico, il Maestro non intendeva colui che è fedele ai principi della Tradizione? Non vedo come il nascere in una famiglia di un ceto piuttosto che di un altro po' contaminare la purezza e la solidità di un uomo fedele alla Tradizione. Partendo da queste posizioni credo si possa auspicare uno Stato altamente meritocratico, cosa che il fascismo in parte ha saputo realizzare.
    Chiedo a tutti voi delucidazioni,

    Grazie.
    In generale hai ragione, ma qui si confronta la società tradizionale con il regime fascista, e nella società tradizionale chi comanda fa parte della casta aristocratica perché ha antenati divini, per esempio tra i fondatori della città... Non sono sicuramente il più indicato per risponderti ma ci ho provato

  2. #42
    against the modern world
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    Citazione Originariamente Scritto da alexmigno Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,

    sono un ventenne e da poco mi sto appassionando ad Evola e al suo pensiero. Ho seguito con grande attenzione questa discussione, ma vorrei capire una cosa in particolare: per uomo aristocratico, il Maestro non intendeva colui che è fedele ai principi della Tradizione? Non vedo come il nascere in una famiglia di un ceto piuttosto che di un altro po' contaminare la purezza e la solidità di un uomo fedele alla Tradizione. Partendo da queste posizioni credo si possa auspicare uno Stato altamente meritocratico, cosa che il fascismo in parte ha saputo realizzare.
    Chiedo a tutti voi delucidazioni,

    Grazie.
    Sinceramente continuo a non condividere questa apertura nei confronti del Fascismo da parte di persone che si rifanno ideologicamente ad Evola. Ai miei occhi che il Fascismo discenda *in gran parte* dalla Rivoluzione Francese - ad es. nel suo centralismo nazionalista e nelle sue tendenze socialisteggianti - è cosa palese. Se poi vogliamo levare il nazionalismo tricolore e gli elementi socialisti cosa resta nel Fascismo? Sul fatto che fosse 'meglio' delle putrefatte democrazie dell'epoca possiamo anche essere d'accordo, ma è un altro discorso...

    Per tornare alla domanda, penso che Evola teorizzasse un'aristocrazia vera e propria, non semplicemente una 'meritocrazia'. L'ideale tradizionale è quello di un'aristocrazia fatta di uomini degni del sangue che scorre nelle loro vene. Non a caso Evola si è avvicinato in Germania e Austria ai circoli della nobiltà locale e avrebbe visto con buon occhio una 'restaurazione' guidata dai Savoia (una 'rivoluzione dall'alto', come scrisse lui stesso).

    Chiaramente, questa è un'idea - per quanto ideale e destinata a fallire nell'età presente - lontanissima da quella di una dittatura fascista.

  3. #43
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88 Visualizza Messaggio
    Sinceramente continuo a non condividere questa apertura nei confronti del Fascismo da parte di persone che si rifanno ideologicamente ad Evola. Ai miei occhi che il Fascismo discenda *in gran parte* dalla Rivoluzione Francese - ad es. nel suo centralismo nazionalista e nelle sue tendenze socialisteggianti - è cosa palese. Se poi vogliamo levare il nazionalismo tricolore e gli elementi socialisti cosa resta nel Fascismo? Sul fatto che fosse 'meglio' delle putrefatte democrazie dell'epoca possiamo anche essere d'accordo, ma è un altro discorso...

    Per tornare alla domanda, penso che Evola teorizzasse un'aristocrazia vera e propria, non semplicemente una 'meritocrazia'. L'ideale tradizionale è quello di un'aristocrazia fatta di uomini degni del sangue che scorre nelle loro vene. Non a caso Evola si è avvicinato in Germania e Austria ai circoli della nobiltà locale e avrebbe visto con buon occhio una 'restaurazione' guidata dai Savoia (una 'rivoluzione dall'alto', come scrisse lui stesso).

    Chiaramente, questa è un'idea - per quanto ideale e destinata a fallire nell'età presente - lontanissima da quella di una dittatura fascista.
    Il concetto di aristocrazia, infatti, non è ben chiaro o comunque non ha una sola valenza: per gli antichi greci significava governo dei "migliori", a prescindere da vari fattori, ma nella storia europea, nel corso dei secoli, ha assunto il significato di governo dei nobili, e questo in particolare durante l'ancien règime che ha preceduto la rivoluzione francese.
    Comunque in linea di massima, se qualità spirituali, intellettuali e dignità di sangue, coincidono con la nobiltà, si ha una giusta aristocrazia.

  4. #44
    CetoMedio
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    Platone diceva che chi nasceva fuori dalla classe dei guardiani, ma aveva le doti per farne parte, doveva essere cooptato.
    Al tempo stesso riteneva tale evento assai poco frequente.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da alexmigno Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,

    sono un ventenne e da poco mi sto appassionando ad Evola e al suo pensiero. Ho seguito con grande attenzione questa discussione, ma vorrei capire una cosa in particolare: per uomo aristocratico, il Maestro non intendeva colui che è fedele ai principi della Tradizione? Non vedo come il nascere in una famiglia di un ceto piuttosto che di un altro po' contaminare la purezza e la solidità di un uomo fedele alla Tradizione. Partendo da queste posizioni credo si possa auspicare uno Stato altamente meritocratico, cosa che il fascismo in parte ha saputo realizzare.
    Chiedo a tutti voi delucidazioni,

    Grazie.
    Hai esprsso esattamente il concetto... Evola era per un'aristiocrazia spirituale, il suo stesso parlare di CASTE non significava che sostenesse la divisione economica per classe, lui ritenva che il sitema delle divisione sociale dovesse basarsi su criteri meritocratici e spirituali ("Si ha un determinato spirito perchè si apparyiene ad una determinata casta, ma si appartiene ad una determinata casta perchè si possiede un determinato spirito"). Da lì nascerebbe l'aristocrazia spirituale che lui auspicava. Il Fascismo in parte entò la realizzazione di una società creata su basi meritocratiche e non certamente economiche come avveniva begli Stati Giacobini.

    Se poi mi si dice che Evola ammirava l'Austria Asburgica e la Germania degli Hoenzzollern, beh, io sinceramente non vedo nessuna incoerenza visto che certamente il Fascismo era più vicino ai modelli citati ora che all'Unione Sovietica di Leninn o agli USA...

  6. #46
    legio_taurinensis
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    Citazione Originariamente Scritto da CetoMedio Visualizza Messaggio
    Platone diceva che chi nasceva fuori dalla classe dei guardiani, ma aveva le doti per farne parte, doveva essere cooptato.
    Al tempo stesso riteneva tale evento assai poco frequente.
    Ma difatti nelle società tradizionali fortemente gerarchizzate e fondate sugli "ordini" (com'era l'ancien règime o la società inglese) difficilmente chi apparteneva ai ceti più bassi, se anche avesse mostrato capacità geniali, avrebbe risalito la scala sociale.
    Non ti so dire se è giusto o sbagliato come concetto, anche riprendendo la tua citazione di Platone, vero è che se si vogliono sposare coerentemente i principi tradizionali - Evola o meno - bisognerebbe attenersi ad essi nella pienezza di ciò che fu l'espressione storica degli stessi. Quindi pure il censo ha la sua importanza.

  7. #47
    against the modern world
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    Citazione Originariamente Scritto da Evoliano Visualizza Messaggio
    Se poi mi si dice che Evola ammirava l'Austria Asburgica e la Germania degli Hoenzzollern, beh, io sinceramente non vedo nessuna incoerenza visto che certamente il Fascismo era più vicino ai modelli citati ora che all'Unione Sovietica di Leninn o agli USA...
    A parte che non mi trovo affatto d'accordo con la tua ultima affermazione (non per niente sia il regime fascista che quello di Stalin erano entrambi Stati 'totalitari', a differenza dell'impero di Franz Joseph), ci andrei piano con la storia della 'meritocrazia' che rischia di essere fraintesa.

    Il fatto che Evola ponesse delle basi spirituali all'idea di casta non significa che fosse 'meritocratico'. La democrazia rappresentativa e il capitalismo in teoria sono 'meritocratici', e questo è causa infatti di continua competizione e disperazione sociale (basti vedere gli USA, paese fondato sull'idea di 'meritocrazia' economico-politica).

    La Repubblica di Platone che qualcuno ha citato è un caso totalmente a parte, un unicum nel pensiero politico antico. Senza dubbio l'aristocrazia tradizionale è sempre stata concepita prima di tutto come nobiltà di sangue (cioè ereditaria), anche laddove criteri 'meritocratici' entravano in gioco (mi vengono in mente ad es. i popoli germanici).

    L'idea di casta non può essere meritocratica perchè se il sistema castale serve (anche) a garantire l'ordine sociale, l'idea di meritocrazia porta alla competizione e all'insoddisfazione. Poi si sa che nel Kali Yuga la confusione tra le caste è totale, ma questo non cambia la natura di un ordinamento sano...

  8. #48
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    La questione è questa: perchè l'aristocrazia in epoca antica e medievale era ereditaria?
    Per il semplice fatto, e questo soprattutto in epoca antica, che l'essere figlio di un aristocratico non era visto come un evento casuale, ma come un segno del destino.
    In questo modo si spiega il perchè dell'ereditarietà del titolo nobiliare.
    Sulla questione della ricchezza e dell'aristocrazia: si era ricchi perchè aristocratici, non aristocratici perchè ricchi.
    Poi, Evola scrisse (vedi Gli Uomini e le rovine) che la Tradizione è una forza generale ordinatrice in funzione di principi che tendono verso "l'alto" e che quindi hanno un carattere sovraumano, divino. Inoltre scrisse che potevano mutare le forme attraverso cui essa si esprime, ma non la sostanza, quindi non lo vedrei come semplice restauratore di un ordine pre-costituito.
    Giusta la precisazione di Chaos88 sulla questione della "meritocrazia".

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88
    A parte che non mi trovo affatto d'accordo con la tua ultima affermazione (non per niente sia il regime fascista che quello di Stalin erano entrambi Stati 'totalitari', a differenza dell'impero di Franz Joseph)
    La definizione di "totalitario" per il regime fascista è discutibile.
    Il Fascismo tentò di governare la nazione in modo totalitario più per necessità (e lo ammise lo stesso Evola). Nei fatti quello fascista si rivelò un regime autoritario o, se preferisci, semi-totalitario.
    Ripeto: il totalitarismo non è l'essenza del Fascismo.

  10. #50
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    Citazione Originariamente Scritto da Chaos88
    Ai miei occhi che il Fascismo discenda *in gran parte* dalla Rivoluzione Francese - ad es. nel suo centralismo nazionalista e nelle sue tendenze socialisteggianti - è cosa palese. Se poi vogliamo levare il nazionalismo tricolore e gli elementi socialisti cosa resta nel Fascismo?
    Anche qui, in base a cosa lo dici scusa?
    Le tendenze socialisteggianti poi sappiamo benissimo che durante tutto il regime, pur godendo di una certa libertà di espressione, furono marginali.
    Sul "centralismo nazionalista", si veda l'articolo di Julius Evola "Due facce del nazionalismo", che pubblicò all'epoca.

 

 
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