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Discussione: Non posso fare a meno

  1. #41
    simposiante
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    La fede presuppone la verità: io credo in Dio in quanto Verità.
    A me personalmente i discorsi filosofici interessano poco. Magari quelli teologici sì. La Verità, per chi ha la fede, non serve cercarla: l'ha trovata nella Chiesa. Quindi, non ci si mette a bussare ad altre porte. Il discorso che fai (cioè quello della ricerca) potrebbe andar bene per chi non crede, ma non per chi è credente.
    Scherzi poi che siamo "immersi" nella Verità? Forse, ma i frammenti di verità presente nelle realtà mondane è frammista ad errori, che non portano alla Verità, ma, sovente, rendono credibile (apparentemente) l'errore. Detto altrimenti, gli "elementi di verità" che si trovano fuori della Chiesa cattolica, vi si trovano per accidens, involti nell'errore, e di per sé non solo non costituiscono "elementi di santificazione" ma sono di ostacolo alla salvezza perché contribuiscono a rendere più credibile l'errore. La peggiore menzogna, diceva Jacques Hours, è quella che più contiene di verità. Infatti così il maligno riesce a catturare meglio le anime.
    S. Beda il Venerabile, come ricorda S. Tommaso, diceva che "non c'è una dottrina falsa, la quale non inserisca nel falso qualche verità”. Per questo, per l'Aquinate, l'insegnamento menzognero contiene talora elementi di verità, giacché poiché l’intelletto si lascia condurre alla falsità dall’apparenza della verità, come la volontà si lascia trascinare al male dall’apparenza del bene. Di qui le parole del Crisostomo: “È stato concesso al demonio di dire talora delle verità, per avallare, con quel poco di verità, la sua menzogna”.
    Ancora a contrapporre credenti e non credenti: guarda che entrambi pensano il mondo cm divenire, e questo perchè in tutta la storia occidentale c'è la convinzione fondamentale che l'uomo sia caduco, ben espressa dal vecchio testamento: "Adamo è polvere e tornerà ad essere polvere".
    L'occidente tra Eraclito e Parmenide ha scelto il primo, e la scelta è stata compiuta da Platone e Aristotele: loro hanno indirizzato la concezione dell'essere cm divenire - ossia cm venire ed andare nel nulla - e cn loro la filosofia comincia a saldarsi cn la teologia.
    Questo il punto fondamentale: l'occidente ha smarrito l'essere riducendolo a ni-ente, pensandolo cm potenza e non atto.
    Questa fu la scelta: obliando Parmenide è stata respinta la possibilità di sconfiggere il nulla negandolo e - costretti ad ammetterlo - si è deciso di affermare la possibilità di comandarlo: la verità sta altrove, lo ha fatto capire Platone fino al cristianesimo e passando per il neoplatonismo.
    Dunque, credenti e non, questa è la scelta dell'occidente, pensare l'essere cm niente, ossia negarlo.
    Parli di verità, ma cosa è la verità? è necessario ritornare all'etimologia del termine, al suo significato genuino: alezeia o a-lezes è ciò che non è celato ed è dunque manifesto: l'essere è già qui da sempre, in noi e attorno a noi, per l'eterno...non ha senso cercarlo.

  2. #42
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    Predefinito Il primo problema dell'uomo è l'uomo

    Se vorremo ritrovare l'età dell'oro dovremo trovare e ritornare all'unità perduta. La tecnologia disgiunta dall'etica, della natura e dalla morale e un peccato. Lo stesso cristianesimo è diviso in mille e mille rivoli, in mille sfumature, e tutti contro tutti. Una lotta che ostacola il cammino spirituale, non possiamo più fare distinguo, tutte le religioni tendono a salvare la parte spirituale, alta e immortale dell'uomo. Dovbbiamo trovare tutto ciò che unisce questo è il punto di partenza. Certo il discorso sembra semplice, ma per attuarlo abbiamo bisogno di mistici, di profeti, di puri e di richiamare le energie alte e superiori che ci sovrastano. Questo è il bivio o ci salviamo tutti o andiamo verso la catastrofe. L'uomo comune può pregare, e la preghiera è un dardo lanciato verso l'alto e verso il mondo celato efficacissimo .
    E' un lavoro corale e individiale. Bruno aveva poco da spartire con la massoneria anche se la massoneria se ne è servitò. Nella "Cena delle ceneri" rompe i suoi rapporti con il mondo anglicano massonico, è un ribelle a tutto campo contro il potere, e la chiesa di Roma ha fatto il gioco del potere, si è presa l'onere ti sopprimere Bruno. Questo ingrato compito lo doveva lasciare agli inglesi o ai francesi che erano pronti a farlo, gli ha anticipati.

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Ancora a contrapporre credenti e non credenti: guarda che entrambi pensano il mondo cm divenire, e questo perchè in tutta la storia occidentale c'è la convinzione fondamentale che l'uomo sia caduco, ben espressa dal vecchio testamento: "Adamo è polvere e tornerà ad essere polvere".
    L'occidente tra Eraclito e Parmenide ha scelto il primo, e la scelta è stata compiuta da Platone e Aristotele: loro hanno indirizzato la concezione dell'essere cm divenire - ossia cm venire ed andare nel nulla - e cn loro la filosofia comincia a saldarsi cn la teologia.
    Questo il punto fondamentale: l'occidente ha smarrito l'essere riducendolo a ni-ente, pensandolo cm potenza e non atto.
    Questa fu la scelta: obliando Parmenide è stata respinta la possibilità di sconfiggere il nulla negandolo e - costretti ad ammetterlo - si è deciso di affermare la possibilità di comandarlo:
    Guarda che la contrapposizione è un dato di fatto: i non credenti negano, di fatto, la caducità dell'uomo, giacché se la riconoscessero ammetterebbero anche i limiti umani e, per lo meno, la possibilità che vi sia un Altro. Ed invece, no. Per essi la vita è solo quella sensibile, quella dell'hic et nunc. Per il credente così non è. Per il non credente: l'uomo è il suo ventre. Tutto là si riduce.
    Quanto al problema filosofico che tu poni - io di solito rifuggo la filosofia ed apprezzo la teologia (dogmatica) - mi sembra che la questione non si riduca solo alla scelta compiuta da Platone ed Aristotele circa duemilacinquecento anni fa, ma è molto più complesso. E' - a mio avviso - errato leggere l'odierno modo di pensare con quanto affermavano filosofi - pur degni di nota - oltre due millenni fa. Di mezzo c'è l'elaborazione di molti altri pensatori e c'è l'influenza di vicende storiche precipue, che senz'altro hanno influenzato il formarsi dell'odierno modo di pensare fondato sul razionalismo, sull'ateismo e sul relativismo. L'odierno "mare del nulla" ha origini molto diverse.

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    Se vorremo ritrovare l'età dell'oro dovremo trovare e ritornare all'unità perduta. La tecnologia disgiunta dall'etica, della natura e dalla morale e un peccato. Lo stesso cristianesimo è diviso in mille e mille rivoli, in mille sfumature, e tutti contro tutti. Una lotta che ostacola il cammino spirituale, non possiamo più fare distinguo, tutte le religioni tendono a salvare la parte spirituale, alta e immortale dell'uomo. Dovbbiamo trovare tutto ciò che unisce questo è il punto di partenza. Certo il discorso sembra semplice, ma per attuarlo abbiamo bisogno di mistici, di profeti, di puri e di richiamare le energie alte e superiori che ci sovrastano. Questo è il bivio o ci salviamo tutti o andiamo verso la catastrofe. L'uomo comune può pregare, e la preghiera è un dardo lanciato verso l'alto e verso il mondo celato efficacissimo .
    E' un lavoro corale e individiale. Bruno aveva poco da spartire con la massoneria anche se la massoneria se ne è servitò. Nella "Cena delle ceneri" rompe i suoi rapporti con il mondo anglicano massonico, è un ribelle a tutto campo contro il potere, e la chiesa di Roma ha fatto il gioco del potere, si è presa l'onere ti sopprimere Bruno. Questo ingrato compito lo doveva lasciare agli inglesi o ai francesi che erano pronti a farlo, gli ha anticipati.
    Questa impostazione mi pare molto guenoniana ....

    P.S. Bruno non poteva rompere con la massoneria atteso che - almeno quella moderna - è nata ufficialmente il 24 giugno 1717.

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Questa impostazione mi pare molto guenoniana ....
    In realtà non è neanche quello. Temo che sideros stia esprimendo solo il suo personale pensiero... solo che mi sembra un pochetto confuso
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Guarda che la contrapposizione è un dato di fatto: i non credenti negano, di fatto, la caducità dell'uomo, giacché se la riconoscessero ammetterebbero anche i limiti umani
    Scusa ma questa affermazione lascia il tempo che trova, ma nn lo dico io lo dice la stessa storia del nostro pensiero.
    Non so quanto tu sappia di storia della scienza, ad ogni modo la scienza è il sapere + oggettivo di cui disponiamo e nonostante ciò si pone secondo criterio di validità e nn verità giacchè ogni legge è potenzialmente falsificabile ed ogni affermazione è scientifica nella misura in cui è confutabile.
    La scienza si è imposta abbandonando la pretesa della verità e abbandonando la verità nn ha saputo lenire l'angoscia del vivere: essa nn è + il sapere assoluto di Galieleo e del positivismo francese ottocentesco, se nn altro a partire da Popper.
    Non capisco quindi dove stiano questi deliri di onnipotenza del pensiero moderno, quando invece Nietszche, Kierkegaard, Freud, avanguardie, relatività, quantistica ed esistenzialismo li smentiscono totalmente: le certezze dei grandi pensieri sistematici ottocenteschi sono finite da un pezzo

    Quanto al problema filosofico che tu poni - io di solito rifuggo la filosofia ed apprezzo la teologia (dogmatica) - mi sembra che la questione non si riduca solo alla scelta compiuta da Platone ed Aristotele circa duemilacinquecento anni fa, ma è molto più complesso. E' - a mio avviso - errato leggere l'odierno modo di pensare con quanto affermavano filosofi - pur degni di nota - oltre due millenni fa. Di mezzo c'è l'elaborazione di molti altri pensatori e c'è l'influenza di vicende storiche precipue, che senz'altro hanno influenzato il formarsi dell'odierno modo di pensare fondato sul razionalismo, sull'ateismo e sul relativismo. L'odierno "mare del nulla" ha origini molto diverse.
    Certo che in mezzo ci stanno molti pensatori, ma la scelta direi fondamentale è stata presa in quel momento: è quella scelta che ha marcato incontrovertibilmente le distanze cn l'oriente, è in quella scelta che sguazza tutto il pensiero successivo: dal neoplatonismo, alla filosofia cristiana, al pensiero scientifico: rientrano tutti nel pensare l'essere cm potenza, cm divenire, cm polemos: essere cm nn essere e coincidenza degli opposti diceva Eraclito.
    Il pensiero cristiano raccogliendo l'eredità di platone ha tentato di lenire le pene dell'esistenza di fronte al divenire alienando la verità, proiettondola all'esterno cm fonte originaria di tutto, chi invece ha negato questa verità ha tentato di cercare nella ragione, nella scienza, nella stessa società o nell'individuo il discrimine, si pensi Al marxismo, all'hegelismo o al positivismo: certezze cadute una dopo l'altra cn i pensatori anti-dialettici di fine ottocento, cn la crisi del sapere scientifico sancito dall'introduzione delle geometrie nn euclidee, la fine della fisica newtoniana, il principio di indeterminazione di heisemberg: tutto si muove nel medesimo terreno improntato in quella scelta, e difatti la moderna società della tecnica è figlia di questa scelta, è il pensiero che pensa il divenire per eccellenza e che giudica l'essere secondo il criterio dell'impiegabilità: il nikilismo di fine ottocento e tecnica sn l'estrema diramazione di questo pensare l'essere: cm ni-ente e cm manipolabilità-divenire-potenza-nn essere: questa è la sorte dell'occidente

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da Πλάτων Visualizza Messaggio
    Scusa ma questa affermazione lascia il tempo che trova, ma nn lo dico io lo dice la stessa storia del nostro pensiero.
    Non so quanto tu sappia di storia della scienza, ad ogni modo la scienza è il sapere + oggettivo di cui disponiamo e nonostante ciò si pone secondo criterio di validità e nn verità giacchè ogni legge è potenzialmente falsificabile ed ogni affermazione è scientifica nella misura in cui è confutabile.
    La scienza si è imposta abbandonando la pretesa della verità e abbandonando la verità nn ha saputo lenire l'angoscia del vivere: essa nn è + il sapere assoluto di Galieleo e del positivismo francese ottocentesco, se nn altro a partire da Popper.
    Non capisco quindi dove stiano questi deliri di onnipotenza del pensiero moderno, quando invece Nietszche, Kierkegaard, Freud, avanguardie, relatività, quantistica ed esistenzialismo li smentiscono totalmente: le certezze dei grandi sistemi sistematici ottocenteschi sono finite da un pezzo
    Scusa ma tutto questo discorso che stai facendo a che serve? Non ho capito dove vuole andare a parare. Vuoi dimostrare forse che gli atei - bontà loro - non pensano soltanto al loro ventre? Povera illusione. La loro vita è tutta un hic et nunc. E proprio perché non vedono che "qui ed ora", essi non hanno propriamente un'etica, giacché questa presuppone un canone, una regola a cui rapportare tutto. E questa regola non la dà la scienza, visto che si tratta di regola metascientifica. Essi non hanno niente e sono avvolti nel niente. Poveretti disgraziati!!!! L'unico divenire che concepiscono è che essi diverranno cibo per ingrassare i vermi o tizzone per un focherello (cremazione). Ecco la loro unica prospettiva ed il divenire nel quale credono. Di qui la differenza con il credente cattolico. Non c'è paragone. Sarebbe come confrontare l'orecchio di scrofa con il velluto. Un autentico abominio!
    A mio modo di vedere - di credente, intendo - in ogni caso il sapere più oggettivo non è quello scientifico, che pur sempre umano e, quindi, fluttuante e, come dici tu, confutabile, ma è quello che deriva dalla fede, che si fonda su Dio. A me non servono le certezze umane (che non sono, in fondo, certezze), ma quelle divine. Ecco perchè, personalmente, sono stato sempre a favore di quella che viene chiamata nella tradizione cristiana "ignoranza utile", utile cioè alla salvezza. Il resto non serve; è vanità.

    Certo che in mezzo ci stanno molti pensatori, ma la scelta direi fondamentale è stata presa in quel momento: è quella scelta che ha marcato incontrovertibilmente le distanze cn l'oriente, è in quella scelta che sguazza tutto il pensiero successivo: dal neoplatonismo, alla filosofia cristiana, al pensiero scientifico: rientrano tutti nel pensare l'essere cm potenza, cm divenire, cm polemos: essere cm nn essere e coincidenza degli opposti diceva Eraclito.
    Il pensiero cristiano raccogliendo l'eredità di platone ha tentato di lenire le pene dell'esistenza di fronte al divenire alienando la verità, proiettondola all'esterno cm fonte originaria di tutto, chi invece ha negato questa verità ha tentato di cercare nella ragione, nella scienza, nella stessa società o nell'individuo il discrimine, si pensi Al marxismo, all'hegelismo o al positivismo: certezze cadute una dopo l'altra cn i pensatori anti-dialettici di fine ottocento, cn la crisi del sapere scientifico sancito dall'introduzione delle geometrie nn euclidee, la fine della fisica newtoniana, il principio di indeterminazione di heisemberg: tutto si muove nel medesimo terreno improntato in quella scelta: nel considerare l'essere cm molteplice, mutabile, cm polemos, cm nn essere ossia cm sintesi degli opposti - direbbe eraclito
    Può essere anche come dici tu. Ma tutto ciò a che serve? A me, credente, non serve a nulla.
    Ah .... dimenticavo: il pensiero cristiano non è mera consolazione, ma offre certezze. Ecco la grande novità.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da Eymerich Visualizza Messaggio
    In realtà non è neanche quello. Temo che sideros stia esprimendo solo il suo personale pensiero... solo che mi sembra un pochetto confuso
    Vabbè .... allora largo ai filosofi

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Scusa ma tutto questo discorso che stai facendo a che serve? Non ho capito dove vuole andare a parare. Vuoi dimostrare forse che gli atei - bontà loro - non pensano soltanto al loro ventre?
    No, voglio solo dire che tutto il nostro pensiero riflette la medesima concezione della realtà: cm mutabilità, cm creazione e distruzione dell'essere dal nulla piuttosto che cm un'apparire e celarsi in esso, voglio dire dunque che negando l'essere di Parmenide e ponendolo cm pura potenza si è cercato di giustificarlo cn un essere puro atto: le idee Platoniche, l'essere eterno di aristotele, l'Uno neoplatonico, il Dio cristiano: finchè la fede in esso ha retto nn si è posto il problema dell'esistenza cm finitezza totale che invece già aveva attanagliato i Greci presocratici i quali ben prima di Nietszche o Heidegger avevan imparato a pensare il nulla cm negazione totale e assoluta dell'essere - nel senso più radicale del termine - e quindi cm assoluta opposizione ad esso.
    Il problema del nulla è il problema della finitezza totale e incontrovertibile dell'esistenza oltre la quale nn vi è Dio.
    I Greci avevan cominciato a pensarla questa contrapposizione, il pensiero post-socratico ci ha messo una pezza sopra...
    Il problema è che il venir meno di Dio nel nostro pensiero ha riaperto questa problematica: cn la differenza che l'essere Parmenideo si contrapponeva nella totalità al nulla e dunque anche nella dimensione della temporalità e infatti è eterno: l'essere cm divenire è finitezza temporale e senza Dio è angoscia allo stato puro, è terrore esistenziale.
    Ma il problema nn è ritornare a Dio, giacchè è evidente che la sua presenza nel nostro pensare sta lentamente ma gradualmente venendo meno, ma è ritornare a pensare diversamente l'essere.


    La loro vita è tutta un hic et nunc. E proprio perché non vedono che "qui ed ora", essi non hanno propriamente un'etica, giacché questa presuppone un canone, una regola a cui rapportare tutto. E questa regola non la dà la scienza, visto che si tratta di regola metascientifica. Essi non hanno niente e sono avvolti nel niente. Poveretti disgraziati!!!! L'unico divenire che concepiscono è che essi diverranno cibo per ingrassare i vermi o tizzone per un focherello (cremazione). Ecco la loro unica prospettiva ed il divenire nel quale credono. Di qui la differenza con il credente cattolico. Non c'è paragone. Sarebbe come confrontare l'orecchio di scrofa con il velluto. Un autentico abominio!
    Ma certo che la scienza nn può rispondere a queste domande, ma certo.
    Il problema è cm noi pensiamo l'essere a causa della tradizione nostra, la scienza è solo uno strumento, sta a noi decidere cm utilizzarlo.

    A mio modo di vedere - di credente, intendo - in ogni caso il sapere più oggettivo non è quello scientifico, che pur sempre umano e, quindi, fluttuante e, come dici tu, confutabile, ma è quello che deriva dalla fede, che si fonda su Dio. A me non servono le certezze umane (che non sono, in fondo, certezze), ma quelle divine.
    C'è una differenza nn irrilevante: tutto il conoscere è fallace perchè gli strumenti del conoscere sn nostri: se esiste un noumenon evidentemente possiamo conoscere solo il fenomenon ed è a questo infatti che la scienza si ferma, oltre nn può andare: validità nn verità.
    Quando però Cristo dice " io sono la verità, nn cercarla oltre" significa che lui è il logos, lui è il discrimine di ciò che è vero e ciò che è falso, ma di questa certezza bisogna aver fede e l'aver fede la sconfessa cm certezza: voglio dire che le parole di Cristo sn verità se ammettiamo che esiste Dio: quando Anselmo dice che Dio è ciò di cui nn si può immaginare nulla di + grande e dunque nn può che esistere anche al di fuori del mio intelletto da già per scontata la sua esistenza

  10. #50
    desiderium
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    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Hitler, effettivamente, era legittimo, ma era tiranno alla luce della dottrina cattolica. Pio XII - che non tacque affatto - appoggiò un tentativo di attentato contro il dittatore tedesco, in nome di quanto da secoli si sostiene circa la tirannia.
    Stalin si oppose a Dio. Questo dato tu ignori.
    quindi hitler non si oppose a Dio... Stalin sì... hitler era solo un tiranno legittimo alla luce della dottrina cattolica... interessante questi dati

 

 
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