

In difesa dei Karen, per ora si mobilita l'apparato propagandistico hollywoodiano:
http://www.comingsoon.net/films.php?id=20296
John Rambo
Release Date: January 25, 2008
Studio: Lionsgate
Director: Sylvester Stallone
Screenwriter: Sylvester Stallone
Starring: Sylvester Stallone, Julie Benz, Matthew Marsden, Graham McTavish, Rey Gallegos, Jake La Botz, Tim Kang, Paul Schulze
Genre: Action, Drama, Thriller
MPAA Rating: Not Available
Official Website: Not Available
Review: Not Available
DVD Review: Not Available
DVD: Not Available
Movie Poster: Not Available
Production Stills: View here
Plot Summary: In Thailand, a group of Christian aid workers recruit John Rambo to guide them up the Salween River to deliver medical supplies to the Karen tribe of neighboring Burma (aka Myanmar). When the missionaries fail to return, Rambo is persuaded to take a group of mercenaries back into the war-torn border region to find them. What follows is a descent into hell on earth.
Hai mai visto Dirty Dancing ?


Vedrai che una volta abbattuta la Giunta Militare del Myanmar dei Karen a Hollywood non gliene fregherà più niente a nessuno. Anzi, magari diventeranno "terroristi".
Praticamente lo stesso meccanismo di "Rambo 3", in cui si esaltavano gli "eroici combattenti per la libertà Afghani contro l'occupante Sovietico", una quindicina di anni prima dell'invasione Usa in Afghanistan.




Come ti ha dimostrato "er Kammarata" Egginardo, sono aiutati dagli USA, quindi sono ben "meritevoli" di quelli che subiscono. E così abbiamo pure dimostrato che i camerati di Popoli che vanno ad aiutare i Karen (costruendo quelle cose orrendamente sioniste come gli ospedali...) sono solo dei neofascisti atlantici di servizio...![]()


Comunicato Stampa del Coordinamento Progetto Eurasiaeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeebbbbbee
del 26/09/2007
Sulla situazione in Myanmar
Dato il precipitare degli eventi che stanno portando il blocco occidentale ad isolare ed aggredire, per ora verbalmente ed economicamente, la nazione del Myanmar, il CPE esprime la propria assoluta contrarietà
alle ingerenze della cosiddetta "comunita' internazionale", che mirano al sovvertimento del legittimo regime del Myanmar.
Dietro le proteste dei monaci buddisti di questi giorni e le aspre tensioni tra gruppi etnici, peraltro artificiosamente ingigantite, si nascondono gli interessi occidentali che mirano a destabilizzare il Paese per monopolizzarne le risorse e per insediare un regime "democratico" più favorevole agli interessi finanziari ed economici dell´Occidente americanocentrico.
La strumentalizzazione delle tensioni interne al Myanmar tende, in particolare, a bloccare il progetto strategico di un gasdotto che partendo dall´Iran termina in Cina, attraversando India e Myanmar. Il CPE, oltre a
sottolineare l´importanza della stabilità della regione sino-indiana, si associa all´appello del governo di Pechino che chiede "al popolo e al governo birmano di risolvere la crisi in modo corretto".
Il CPE ricorda che Rangoon è sotto "osservazione" statunitense fin dal 1997, cioè da quando l´Amministrazione degli USA, allora retta dal democratico Clinton, stabilì un embargo sugli investimenti nordamericani in Myanmar; ricorda inoltre che la resistenza del governo di Rangoon ha provocato la rappresaglia economico-finanziara voluta dal repubblicano Bush, in base alla quale dal 2003 le importazioni e le esportazioni di prodotti finanziari tra gli USA e il Myanmar sono bloccate. Oggi apprendiamo che anche l´Unione Europea proibisce gli investimenti in Myanmar e limita le relazioni diplomatiche, rendendo così difficile qualunque soluzione improntata alla pace.
Il CPE deplora, infine, lo sciacallaggio operato sulle sventure di un popolo dai cosiddetti "umanitari" radicali, dagli pseudo-pacifisti e dalle ONG asservite ai voleri di Washington. Costoro, invece di adoperarsi per trovare soluzioni pacifiche, alimentano, come da copione, l'odio tra il popolo birmano e la disinformazione all'esterno per impedirci di scoprire quello che sta realmente accadendo. Tra l'altro utilizzando come "icona" della democrazia e della liberta' la figura di Aung San Suu Kyi, personaggio ambiguo pompato ad arte da MTV ed Hollywood.
http://www.cpeurasia.org/


Beh diciamo che è nel cuore dell'Asia che si giocheranno i destini del mondo. tuttavia non si può far meno di notare che:
l?India èuno stretto alleato di Israele e Usa;
la Cina deve il suo sviluppo alle multinazionali Usa che si sono installate sul suo territorio; inoltre la Cina deteniene buona parte dei titoli di Stato Usa;
Putin ultimamente è in rotta di collisione con l'amministrazione Bush , tuttavia i suoi rapporti con la mafia sionista sono ttimi (vedi il rabbino Lazar)
Gli Usa come al solito cercano di usare la retorica dei diritti umani per intromettersi negli affari interni di uno dei pochi stati che è ancora parzialmente indipendente.
Bazooka!!!

