Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima
Risultati da 21 a 30 di 33
  1. #21
    Utente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Impero Romano
    Messaggi
    11,966
     Likes dati
    10
     Like avuti
    1,298
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Ma tu davvero credi che da quando esiste il capitalismo la guerra indebolisce le economie?
    La forma economica non c'entra, è il metodo usato a fare la differenza. Una guerra ben fatta, veloce e precisa, porta a enormi introiti economici (l'Impero Romano per molto tempo si è retto sui bottini dei regni conquistati, il cui oro è stato immesso nell'economia di Roma) e vantaggi, ad esempio il controllo di importanti risorse.

    Il problema è che gli Stati Uniti fanno le guerre nel peggior modo possibile: spendono molto per ottenere poco o nulla. L'Impero Romano, se avesse agito come gli USA, sarebbe fallito poco dopo la nascita.

    Semmai è il capitalismo e il sistema finanziario che stanno salvando gli Stati Uniti dai propri errori, grazie all'immissione di tonnellate di dollari da immettere nel mercato internazionale.

    Riassumendo se la guerra è ben fatta dà vantaggi economici, diversamente se è fatta male, come stanno facendo gli USA da decenni, porta a perdite economiche rilevanti.

    Per il resto credo che tu abbia lo stesso delle idee un pò confuse. Ma pensi che il dollaro possa tranquillamente "cessare di essere la prima moneta usata per gli interscambi"? Prima che questo avvenga ci saranno cacchi amari per tutti e forse la moneta dopo il dollaro saranno le conchiglie.
    Piano piano l'Euro sta iniziando a sostituire, in parte minoritaria per ora, il Dollaro. Per un europeo è bene auspicare che l'Euro diventi la prima valuta internazionale, a scapito delle altre.

  2. #22
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    La guerra porta a investimenti nell'unico vero settore importante per un'economia: l'industria bellica. Inoltre stimola lo sviluppo tecnologico che avrà in seguito applicazioni pacifiche.

    La guerra, se non ti bombardano industrie e infrastrutture, è SEMPRE vantaggiosa.
    Non siamo nel mondo antico o nel medioevo dove la guerra era andata bene se il bottino superava il costo della spedizione.

  3. #23
    Utente
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Impero Romano
    Messaggi
    11,966
     Likes dati
    10
     Like avuti
    1,298
    Mentioned
    9 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    La guerra porta a investimenti nell'unico vero settore importante per un'economia: l'industria bellica. Inoltre stimola lo sviluppo tecnologico che avrà in seguito applicazioni pacifiche.

    La guerra, se non ti bombardano industrie e infrastrutture, è SEMPRE vantaggiosa.
    Non siamo nel mondo antico o nel medioevo dove la guerra era andata bene se il bottino superava il costo della spedizione.
    Che? Nel più delle economia l'industria bellica è quasi irrilevante in termini macro. Basti pensare al Giappone, colosso economico, che non investe pressoché niente in quel settore o alla Cina, in cui l'industria bellica, per quanto cresca, incide in modo irrilevante (anzi è un passivo) allo sviluppo.

    Lo stesso dicasi per l'UE; anche nel Regno Unito e in Francia l'industria bellica è un settore ridotto rispetto agli altri.

    Solo gli USA (e l'URSS prima del crollo) hanno una parte rilevante dell'economia che dipende dall'industria bellica, dove sono destinati gran parte dei bilanci statali.

    Il problema è che un'economia che si basa troppo sul settore bellico, come negli Stati Uniti, risente dello scacchiere geopolitico. In altre parole, rende l'economia più debole e potenzialmente a rischio di recessione in caso di cambio degli equilibri politici a livello mondiale.

    L'industria bellica dev'essere indubbiamente sviluppata, lo dico da "guerrafondario" (termine che non mi piace ma vabbé), ma entro certi limiti. Gli Stati Uniti hanno decisamente superato questi limiti, per di più attuando strategie militari a dir poco grottesche se non perdenti.

  4. #24
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Oct 2007
    Messaggi
    937
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Io credo che il sistema di Bretton Woods sarebbe stato abbandonato in ogni caso, Vietnam o non Vietnam. La causa di tale abbandono fu la massa spaventosa di Eurodollari (non solo petro) che non avevano alcuna copertura aurea.
    Diciamo che questo sistema a cambi flessibili amministrati che miracolosamente dura da quasi 40 anni continua a permettere agli USA la pratica del signoraggio (nel senso di beneficio derivante dall'emissione di una moneta che è usata come mezzo di scambio e riserva di valore a livello internazionale ) e lo farà fino a che un qualche evento brusco non metta fine a tutto in modo traumatico.
    Proprio sicuro che gli USA avrebbero abbandonato un sistema economico che gli garantiva di essere il primo paese creditore del mondo? Da quanto gli USA hanno sostituito il sistema degli accordi di Bretton Woods, con il petro-dollaro, l'economia americana si è indebolita sempre di più, fino a indebitarsi sempre di più. E' un fatto che Richard Nixon abbandonò il sistema Bretton Woods a causa delle enormi spese della guerra, e ad oggi, il dollaro è una moneta senza copertura, aggiungici che da quanto è nato l'euro, questa moneta sta acquistando sempre più valore, da quando i vari stati dell'UE adottano questa moneta, e nel mondo sempre più stati vogliono fare scambi in euro, quindi il valore del dollaro cala sempre di più.

  5. #25
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Oct 2007
    Messaggi
    937
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    L'economia statunitense la definirei un'ottima occasione sprecata. C'erano le premesse affinché fosse la migliore, ma continui errori e mancanze l'hanno ridotta ad avere i piedi d'argilla e a basarsi su elementi tanto temporanei quanto rischiosi.
    Ai tempi di Bretton Woods, l'economia americana era veramente la migliore mai creata, purtroppo la Guerra del Vietnam, ha cambiato per sempre le cose, facendo diventare come dici tu gli Stati Uniti economicamente come un gigante dai piedi d'argilla, e nemmeno si può incolpare gli USA di questo, visto che la Guerra del Vietnam, gli americani si trovarono praticamente costretti a combatterla.

  6. #26
    Non prevalebunt
    Data Registrazione
    28 Mar 2007
    Località
    Europe
    Messaggi
    2,735
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Debito USA

    [quote=Lucas86;6414846]Finché il Dollaro regge e il PIL cresce a ritmi del 3 e passa % l'anno, il debito è sostenibile. Il problema si porrà quando il Dollaro non sarà più la prima moneta per gli interscambi mondiali, soprattutto in risorse quali il petrolio e gas, e quando gli USA inizieranno a non crescere più ai ritmi attuali.

    Da notare che l'economia degli Stati Uniti, che di per sé sulla carte sarebbe solida, si è indebolita negli ultimi decenni a causa di guerre condotte alla cavolo di cane, dal Vietnam all'Iraq odierno, e gestioni politiche altalenanti (vedasi quella attuale di Bush, che ha ridotto i conti sani lasciati da Clinton in continui passivi).

    Gli americani si ostinano a fare guerre che non sanno portare a termine. Hanno le migliori tecnologie ma in quanto a strategie lasciano decisamente a desiderare.


    Il vero rischio per gli USA è costituito dalla possibilità che Cina, Giappone ed UE vendano tutti assieme, contemporaneamente i T.B. che hanno in portafoglio, si tratta di una manovra pseudo-suicida perchè costerebbe un mare di denaro ai predetti ma obbligherebbe gli USA a dichiarare bancarotta come fece a suo tempo l' Argentina. E comunque agli USA, per pagare il debito pubblico, basta stampare denaro.

  7. #27
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Solid Snake Visualizza Messaggio
    Proprio sicuro che gli USA avrebbero abbandonato un sistema economico che gli garantiva di essere il primo paese creditore del mondo? Da quanto gli USA hanno sostituito il sistema degli accordi di Bretton Woods, con il petro-dollaro, l'economia americana si è indebolita sempre di più, fino a indebitarsi sempre di più. E' un fatto che Richard Nixon abbandonò il sistema Bretton Woods a causa delle enormi spese della guerra, e ad oggi, il dollaro è una moneta senza copertura, aggiungici che da quanto è nato l'euro, questa moneta sta acquistando sempre più valore, da quando i vari stati dell'UE adottano questa moneta, e nel mondo sempre più stati vogliono fare scambi in euro, quindi il valore del dollaro cala sempre di più.
    Ma guarda proprio non sono d'accordo. L'economia americana ha continuato ad essere fortissima, anzi è cresciuta molto. Inoltre credo che sia un pò confuso: il sistema attuale gli molta più flessibilità che in passato. E' indubbiamente una figata fino a che dura, tipo avere a casa la macchinetta che stampa i soldi.

  8. #28
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Oct 2007
    Messaggi
    937
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Ma guarda proprio non sono d'accordo. L'economia americana ha continuato ad essere fortissima, anzi è cresciuta molto. Inoltre credo che sia un pò confuso: il sistema attuale gli molta più flessibilità che in passato. E' indubbiamente una figata fino a che dura, tipo avere a casa la macchinetta che stampa i soldi.
    Ma vedi, io però vorrei capire come funziona questo sistema economico del petro-dollaro: visto che col sistema Bretton Woods, gli USA erano il primo paese creditore nel mondo, e invece da quando sono stati costretti ad adottare il sistema del petro-dollaro, non sono più riusciti a recuperare questo loro primato, non credi che il sistema precedente fosse più efficace? E inoltre, dal momento che che il debito estero USA, ammonta attualmente a 8.500 miliardi di dollari, e che non c'è nessun modo nè per fermarlo, nè tantomeno per restituire questo debito, nemmeno stampare continuamente soldi serve a qualcosa.

    Figurati che senza la guerra in Iraq, gli USA avrebbero rischiato la bancarotta, avendo deciso l'Iraq di vendere il suo petrolio in euro invece che in dollari, ed essendo l'Iraq un paese dell'OPEC, uno dei paesi con la più grande riserva di petrolio, capirai bene i rischi che comportava, questo per dire fino a che punto l'economia USA è indebolita, visto che bisogna tenere conto dei costi militari che il loro di status di superpotenza richiede, non penso che possano continuare a reggere i costi ancora per molto, in questo stato.

  9. #29
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Mi costringi a rispolverare i libri, ma in un certo senso te ne sono grato...

    Il sistema di convertibilità parziale sancito a Bretton Woods è crollato perchè doveva crollare. A partire dalla fine degli anni cinquanta, l'Europa tornò a crescere rapidissimamente e incominciò ad esportare in USA, causando deficit di bilancia consistenti. Inoltre, funzionando il dollaro da valuta di scambio internazionale, esso serviva anche a pagare tutti gli scambi di tutto il mondo, quindi in un certo senso l'indebitamento americano con l'estero era inevitabile. Questo fenomeno è spiegato dal cosiddetto "dilemma di TRiffin": il deficit di bilancia americano era indispensabile a per soddisfare l'aumento della domanda di riserve in dollari da parte di un'Europa (da qui Eurodollari, molto più importanti dei petro) in crescita, ma allo stesso tempo avrebbe portato il sistema al collasso.
    Quindi non è esatto dire che prima del 1971 gli USA fossero creditori, anzi proprio a causa del fatto che smisero di esserlo cadde il sistema di convertibilità aurea. Considera solo che dal 1949 al 1971 le riserve in oro della Fed diminuirono di oltre il 50%. Sicuramente il "nuovo" sistema ha ancor più favorito i deficit di bilancia, ma senza costringere l'economia mondiale a confrontarsi col fatto che l'oro non bastava per finanziare la crescita degli scambi, se non a prezzo di dolorosissime deflazioni.

    Ti consiglierei inoltre di considerare che 8500 miliardi di dollari di debito sono pari a circa il 70% del PIL, molto meglio del 100 e passa dell'Ialia.

    Detto questo, io sono il primo ad allarmarmi per la dissennatezza in politica economica dell'amministrazione USA: essi sembrano infatti non riconoscere che il mondo ha sempre meno bisogno del "dollaro mondiale", anche perché questo sembra ormai convenire solo a loro.

  10. #30
    Forumista
    Data Registrazione
    01 Oct 2007
    Messaggi
    937
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Feliks Visualizza Messaggio
    Mi costringi a rispolverare i libri, ma in un certo senso te ne sono grato...

    Il sistema di convertibilità parziale sancito a Bretton Woods è crollato perchè doveva crollare. A partire dalla fine degli anni cinquanta, l'Europa tornò a crescere rapidissimamente e incominciò ad esportare in USA, causando deficit di bilancia consistenti. Inoltre, funzionando il dollaro da valuta di scambio internazionale, esso serviva anche a pagare tutti gli scambi di tutto il mondo, quindi in un certo senso l'indebitamento americano con l'estero era inevitabile. Questo fenomeno è spiegato dal cosiddetto "dilemma di TRiffin": il deficit di bilancia americano era indispensabile a per soddisfare l'aumento della domanda di riserve in dollari da parte di un'Europa (da qui Eurodollari, molto più importanti dei petro) in crescita, ma allo stesso tempo avrebbe portato il sistema al collasso.
    Quindi non è esatto dire che prima del 1971 gli USA fossero creditori, anzi proprio a causa del fatto che smisero di esserlo cadde il sistema di convertibilità aurea. Considera solo che dal 1949 al 1971 le riserve in oro della Fed diminuirono di oltre il 50%. Sicuramente il "nuovo" sistema ha ancor più favorito i deficit di bilancia, ma senza costringere l'economia mondiale a confrontarsi col fatto che l'oro non bastava per finanziare la crescita degli scambi, se non a prezzo di dolorosissime deflazioni.

    Ti consiglierei inoltre di considerare che 8500 miliardi di dollari di debito sono pari a circa il 70% del PIL, molto meglio del 100 e passa dell'Ialia.

    Detto questo, io sono il primo ad allarmarmi per la dissennatezza in politica economica dell'amministrazione USA: essi sembrano infatti non riconoscere che il mondo ha sempre meno bisogno del "dollaro mondiale", anche perché questo sembra ormai convenire solo a loro.
    Ma quello che dici è vero, solo che senza la guerra del Vietnam, il processo sarebbe stato, di gran lunga, molto più lento, e il sistema Bretton Woods, sarebbe potuto durare più a lungo, e il passaggio al sistema del petro-dollaro sarebbe molto più naturale, e molto meno traumatico, invece l'Europa tornò a essere pienamente competitiva a livello economico nel mondo, proprio nel momento in cui gli USA iniziarono il loro coinvolgimento militare in Vietnam, e l'Europa sfruttò l'occasione per colmare il divario economico con gli USA.

    Poi riguardo il fatto che il dollaro nel mondo è sempre meno richiesto, è quello che penso anch'io, tuttavia, anche se dopo l'11 settembre, il decifit è aumentato esponenzialmente, non mi sento di fargliene una colpa agli USA, perchè essendo una superpotenza, devono ovviamente sostenere costi eccessivi per mantenere il loro status.

    Riguardo il fatto che 8.500 miliardi sono "soltanto" il 70% del PIL, devi considerare però che come ho già detto, il debito non si può fermare, o perlomeno fin'ora non ci sono riusciti, quindi se fra qualche anno continuerà a crescere, la situazione per gli USA diventerà sempre meno sostenibile.

 

 
Pagina 3 di 4 PrimaPrima ... 234 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 67
    Ultimo Messaggio: 24-05-12, 21:01
  2. Risate cinesi e debito pubblico americano
    Di Muntzer nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 23-06-09, 10:42
  3. Debito estero usa,dollaro,guerra iraq.
    Di ROSSO82 nel forum Politica Estera
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 07-10-07, 23:21
  4. La teoria del debito estero e le privatizzazioni
    Di yurj nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 94
    Ultimo Messaggio: 26-08-02, 13:56
  5. Italia cancella integralmente debito estero Uganda
    Di Il Condor nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 33
    Ultimo Messaggio: 18-04-02, 09:02

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito