
Originariamente Scritto da
Feliks
Mi costringi a rispolverare i libri, ma in un certo senso te ne sono grato...
Il sistema di convertibilità parziale sancito a Bretton Woods è crollato perchè doveva crollare. A partire dalla fine degli anni cinquanta, l'Europa tornò a crescere rapidissimamente e incominciò ad esportare in USA, causando deficit di bilancia consistenti. Inoltre, funzionando il dollaro da valuta di scambio internazionale, esso serviva anche a pagare tutti gli scambi di tutto il mondo, quindi in un certo senso l'indebitamento americano con l'estero era inevitabile. Questo fenomeno è spiegato dal cosiddetto "dilemma di TRiffin": il deficit di bilancia americano era indispensabile a per soddisfare l'aumento della domanda di riserve in dollari da parte di un'Europa (da qui Eurodollari, molto più importanti dei petro) in crescita, ma allo stesso tempo avrebbe portato il sistema al collasso.
Quindi non è esatto dire che prima del 1971 gli USA fossero creditori, anzi proprio a causa del fatto che smisero di esserlo cadde il sistema di convertibilità aurea. Considera solo che dal 1949 al 1971 le riserve in oro della Fed diminuirono di oltre il 50%. Sicuramente il "nuovo" sistema ha ancor più favorito i deficit di bilancia, ma senza costringere l'economia mondiale a confrontarsi col fatto che l'oro non bastava per finanziare la crescita degli scambi, se non a prezzo di dolorosissime deflazioni.
Ti consiglierei inoltre di considerare che 8500 miliardi di dollari di debito sono pari a circa il 70% del PIL, molto meglio del 100 e passa dell'Ialia.
Detto questo, io sono il primo ad allarmarmi per la dissennatezza in politica economica dell'amministrazione USA: essi sembrano infatti non riconoscere che il mondo ha sempre meno bisogno del "dollaro mondiale", anche perché questo sembra ormai convenire solo a loro.