
Originariamente Scritto da
francesco87
ce ne sono molti,
ma quando penso ai livornesi mi vengono sempre in mente i cori e gli striscioni sulle foibe.
Altro che infami.. sciacalli, vigliacchi e infami.. a sfregiare una volta di più la memoria di centinaia di persone che hanno provato sulla loro pelle la pulizia etnica degli slavi e l'indifferenza dei compatrioti (grazie al PCI)
TRIESTE - Un filmato e alcune fotografie, scattate dalla questura di Livorno, inchiodano gli ultras toscani che domenica hanno prima esposto e poi appeso lo striscione «Tito ce l'ha insegnato, la foiba non è reato». Una scritta firmata con la falce e il martello, che ha fatto scattare una denuncia. Il provvedimento è stato comunicato ieri mattina alla Digos di Trieste dai colleghi livornesi con una telefonata al dirigente dell'ufficio e la documentazione spedita via fax. Lunedì prossimo, in occasione del posticipo serale tra Padova-Livorno, saranno invece consegnati i filmati dello striscione incriminato.
«Appena esposto quello striscione vergognoso - raccontano due rappresentanti degli ultras - siamo andati a chiedere alla polizia di farlo togliere. Il movimento di una decina di persone è stato mal interpretato, oppure non aspettavano altro, sta di fatto che hanno cominciato a colpirci con i manganelli girati dalla parte del manico e mirando alla faccia. A uno di noi è stata strappata dalle mani la macchina fotografica e portato via il rullino. Poi è tornata la calma e abbiamo spiegato le nostre ragioni: volevamo fosse rimosso e inizialmente ci hanno anche risposto di sì, poi invece si sono trincerati dietro a un'impossibilità dettata da motivi di ordine pubblico». Un parapiglia nel settore riservato agli ospiti che ha coinvolto, anche se la questura non conferma, gli agenti triestini al seguito. Poliziotti in borghese colpiti da quelli in divisa senza distinzioni. Tre uomini della Digos di Trieste partiti in macchina alla volta di Livorno seguendo i due pullman degli ultras. Un lavoro massacrante, fatto di 1200 chilometri e nemmeno la pausa per il pranzo, con il compito di stemperare gli animi e fare da mediatori tra ultra e poliziotti locali.
«Siamo contenti che siano venuti con noi - spiegano gli esponenti della curva - perché così hanno capito che non siamo teppisti e si sono resi conto del trattamento riservatoci». Un viaggio filato via liscio, con tanto di sosta all'autogrill Cantagallo di Bologna, teatro della rissa con i tifosi lariani di alcuni mesi fa.
«Abbiamo la nostra colorazione politica (destra, ndr) - raccontano gli ultras - ma nella nostra curva gli striscioni sono per l'Alabarda. A Livorno non ne abbiamo visto uno per la squadra, solo in favore dell'ex Unione sovietica e quello a denigrare gli infoibati. Qui si viene diffidati per un saluto romano, la Triestina è stata multata (20 milioni di lire) per una croce celtica esposta a Castelfranco Veneto. Che cosa dovrebbero allora fare alla società labronica?» Il momento più brutto è stata la partenza da Livorno: le forze dell'ordine locale volevano far uscire i triestini prima del fischio finale della partita. «Ci siamo opposti, volevamo uscire a testa alta e ci siamo riusciti - raccontano i due tifosi - poi è arrivata la sassaiola». Una botta sulla fiancata e il vetro di un pullman infranto.
Calcio, serie C1: Uno striscione indecente in Livorno-Triestina scatena la protesta della città giuliana
Livorno è nella vergogna per alcuni suoi pseudo-tifosi che domenica scorsa nella sfida casalinga con la Triestina(serie C1 giorne A di calcio) hanno offeso i giuliani con un irriguardoso striscione: "Tito ce lo ha insegnato - la foiba non è reato". Il sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza (Fi), ha chiesto immediatamente alle massime autorità di Livorno, tramite un documento, "di prendere le distanze da quanto accaduto" e a scusarsi "ufficialmente con la città di Trieste". Nel documento si domanda anche perchè la Polizia non abbia fatto togliere lo striscione e perchè la Lega Calcio abbia fatto svolgere la partita "in un simile contesto". Il Consiglio Comunale di Trieste ha poi approvato una mozione che condanna l' esposizione di tale striscione inneggiante alle foibe. Renzo De Vidovich, presidente della delegazione di Trieste del Libero Comune di Zara in esilio, ha chiesto al sindaco di Livorno, di intestare una via della città ai martiri delle foibe e di attuare nelle scuole di Livorno "un ciclo di conferenze - ha rilevato - sull' Esodo di 350.000 istriani, fiumani e dalmati, in seguito all' azione terroristica dei partigiani di Tito e sulle Foibe dove morirono diecimila innocenti". Il Capo dell'ufficio indagini della federcalcio, Italo Pappa, ha disposto l'immediata apertura di un'inchiesta sullo striscione comparso domenica scorsa in una curva dello stadio di Livorno. Lo rende noto la Figc. Il club toscano rischia ora pesanti provvedimenti disciplinari, che potrebbero arrivare fino alla squalifica del campo.
naturalmente chi ha memoria ricorderà che per i livornesi la questione è stata archiviata, senza provvedimento alcuno, mentre sei triestini sn stati incriminati per apologia del fascismo per aver risposto ai livornesi..
il ritorno della gara a trieste dalla curva Stefano Furlan apparve uno striscione "avete toccato i morti, a quando il coraggio di affrontare i vivi?"
e gli infami livornesi poterono uscire dallo stadio verso le tre di notte, naturalmente indenni dopo disordini prolungati fuori dallo stadio