



Banalissimo: evidentemente si pensa che sia opportuno deregolamentare il settore dell'editoria (è questo che fa la legge, ma bisognerebbe leggerla: è una legge che cancella il deposito in tribunale, per esempio), e si ritiene che sia opportuno rendere palese che l'editoria in internet è editoria a tutti gli efetti.




Si potrebbe obiettare che la registrazione è una formalità burocratica — fastidiosa quanto si vuole — ma ininfluente. Se non fosse che l'iscrizione «rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sui reati a mezzo stampa». Nel senso che blog e siti dovrebbero avere un editore e un direttore responsabile che risponderebbero di diffamazione a mezzo stampa (quindi aggravata). Di qui, secondo Grillo, «il rischio galera», perché i blogger risponderebbero per «omesso controllo» anche dei commenti.
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Quanto all'obbligo di registrazione, «non pensiamo al ragazzo che fa un proprio sito o blog», ma a «un vero e proprio prodotto editoriale ». Levi ammette che «la distinzione è sottile», ma appunto per questo sarà affidata al Garante per le comunicazioni.
http://www.corriere.it/politica/07_o...internet.shtml
La distinzione è sottile, ovvero se, io persona comune scrivo commenti che non piacciono, mi obbligano ad un'iscrizione che mi renderebbe penalmente responsabile anche dei commenti altrui. E i blog sono strapieni di commenti...quindi mi metti in difficoltà. Per non parlare dei forum...
La cosa assurda è che ci si iscriverà all'estero, in barba ai legacci e ai paletti, rendendo vana la legge...sono dei tafazzi.
Se volevano regolamentare il mercato dell'editoria, bastava indirizzare la legge a chi fa del giornalismo una professione, così è rivolta a TUTTI coloro che scrivono un'opinione sul proprio sito.


è stato escluso, ma sinceramente non si capisce come lo si possa fare...aiutaci tu che hai letto il ddl...a me sembra che l'unica cosa che possa salvare molti blogger è il discorso della raccolta pubblicitaria...io ad esempio non ne faccio, nel mentre confeziono il mio prodotto, quindi, se non capisco male, non rientro nella definizione. Ma gli altri?


Le risposte sono state già ampiamente date. Poi se si continua a credere alle farneticazioni di alcuni blogger e non alle spiegazioni motivate dell'estensore della legge, beh, è un'altro paio di maniche.
Fino ad ora tante chiacchere e pochi fatti (a meno di non ritenere il garante il braccio armato del governo, ma allora potremmo fare lo stesso discorso per i giudici, per la polizia, ecc). Francamente il discorso è deprimente, vi attaccate ad una non questione. Poi se si vuole evitare il registro, a me va anche bene. Ma Parlare di censura è una cosa che non si regge in piedi.
Detto ciò, se avete delle argomentazioni bene. Ma se, per esempio, Isabella mi sottolinea una frase di Grillo (già ampiamente smentita) e una frase di Levi (che conferma quanto dico io), temo che dovrò rimanere della mia idea.


Scusate io sono intervenuto nel forum nazionale, potete accorpare i thread che trattano del medesimo argomento?




non mi sembra che tu abbia già dato ampia risposta alla mia domanda qua sopra, e noto che riportarti il significato della parola italiana censura, che evidentemente ignori, non ha sortito gli effetti sperati.E per quanto concerne l'Agcom, il commissario D'Angelo dice occhio, che alla fine i blog si farano dall'estero...avrà letto male il ddl pure lui?


Leggi il ddl, se chi raccoglie pubblicità dovesse essere tenuto a registrarsi la cosa non mi stupirebbe e non mi fregherebbe minimamente.
La censura, in questo caso, non c'è, anche perchè hai riportato una definizione tra le tante, e ne hai scelta una molto ambigua: è censura cancellare un testo che dice "Alberich ha ucciso 20 persone"? Sì, eppure no. Qui si parlava di censura in un altro senso.
Riporta i commenti di D'Angelo, sarebbero interessanti da leggere.