
Originariamente Scritto da
adso88
Dunque, vediamo se questa mia ipotesi può essere abbastanza realistica.
Prodi riesce a passare indenne il voto parlametare e la finanziaria viene approvata.
Con l'arrivo del 2008, si decide per un rimpasto di governo: accorpamento di ministeri, meno ministri e sottosegretari.
Maggior peso all'interno della compagine governativa per gli esterni al PD, soprattutto un ruolo importante per i "ribelli" del Senato (Bordon o Manzione).
Il nuovo governo, più snello, guadagna qualche punto in popolarità.
Nel frattempo, alle Camere, va avanti l'iter su riforme istituzionali e legge elettorale, che entro giugno vengono approvate entrambe dal parlamento.
A questo punto, il governo può occuparsi di far approvare qualche provvedimento che possa pagare in termini di voti: penso ad altre "lenzuolate" di liberalizzazioni, riforma della RAI e conflitto d'interessi.
A fine anno si approva la finanziaria cercando il più ampio consenso bipartisan, fatto ciò, il governo esaurisce i suoi compiti: Napolitano scioglie le Camere e si va al voto nella primavera 2009, in concomitanza con le elezioni Europee, con la nuova legge elettorale.