
Originariamente Scritto da
Mantide
UN PLOTONE DI NOMI FAMOSI IN ARRIVO A ROMA
Tutti sul tappeto rosso di Walter
Attori, cantanti (e non solo) in fila dal neoleader: un coro di elogi
ROMA —
«Allora, sentimi bene: io campo facendo l'attore e perciò se scrivi il mio nome, giuro, non ti tolgo il saluto, ma vengo al giornale e mi metto a urlare. Però, credimi, ho colleghi che pur di starsene non dico sottobraccio, ma almeno a dieci metri da Walter, beh, farebbero di tutto. L'altro giorno, per capirci, uno mi chiama e, poveraccio, con l'aria incerta e ansiosa, mi fa: secondo te, alle cerimonie di apertura della Festa, dove è meglio presentarsi: al Teatro Sistina o all'Auditorium?».
Stasera, tutti da Walter. Sembra il titolo di un film, ma quasi ci siamo. Perché questa è una storia straordinaria. Si apre la seconda edizione della Festa del Cinema che Walter Veltroni ha ideato, voluto, lanciato e se prima guidava il gran carro con la fascia tricolore del sindaco di Roma, adesso — e da pochi giorni — se ne sta lassù con i gradi di segretario del nuovo Partito democratico.
È un carro pazzesco, lucente e irripetibile. Così non deve stupire se, per salirci, sotto stiano in fila, e voli qualche gomitata. L'organizzazione della manifestazione è nelle mani di tipi svegli. Veltroni li ha svezzati abituandoli a parlare con gli sfrattati di Primavalle e a gestire l'ufficio stampa di Sophia Loren. Di loro, ti puoi fidare. Sentiteli: «Non si può avere idea di come sia assediato Goffredo Bettini in queste ore». Dai, spiegate. «Beh, intanto lo chiamano sia perché è il braccio destro di Walter, sia perché guida la Fondazione Cinema per Roma». Chi lo chiama?
«Tutti. Un mondo. Attori, registi famosi e registi scarsi, sceneggiatori, aspiranti scrittori, produttori di rango e di documentari, prestigiatori, nani e ballerine». Tutti. «Tutti. E sai cosa chiedono?». No. «Un invito. E sai qual è il dramma?». No. «Quello cui accennava il tuo amico attore prima. Non sanno dove sia meglio andare. Se al Sistina o all'Auditorium. Tu capisci, se sbagliano il posto, sbattono la testa al muro».
Aiutino. Molto probabilmente, Veltroni andrà solo al Sistina, dove è in programma l'inaugurazione dai tratti più istituzionali, con un concerto di Lang Lang, pianista cinese dal talento mondiale, e Andrea Bocelli (all'Auditorium, invece, la passerella di velluto rosso, con Monica Bellucci che viene avanti, con i flash dei fotografi che la chiamano, con un'atmosfera, insomma, molto più cinematografara).
Ora, per pubblicare l'elenco dei possibili presenti significherebbe prendersi due pagine di giornale. Ma, insomma, si può fare un Bignami: oltre alle figure istituzionali, come Bertinotti e Marini, anche rappresentanti del centrodestra, come Gianni Letta e Gianni Alemanno. Ma anche produttori (Procacci, De Laurentiis) e poi il plotone dei registi, che va da Cristina Comencini a Carlo Lizzani, da Giovanni Veronesi a Saverio Costanzo, e quindi il battaglione che da Margherita Buy arriva ad Antonio Albanese, da Sergio Rubini a Silvio Orlando, da Scamarcio a Elio Germano, a Stefano Accorsi, a Kim Rossi Stuart, ad Alessandro Haber.
Ci sarà, ovviamente, anche Ettore Scola, che per Veltroni non è stato solo maestro di cinema e di vita, ma anche — più recentemente — eroico militante (infatti se ne andò, poche settimane fa, fuori il liceo classico Mamiani e lì si mise a volantinare, a distribuire volantini agli studenti che uscivano: alle primarie del Pd, votate Veltroni. Le cronache riferiscono di studenti che dei volantini facevano pallette e di altri che tiravano diritto, sospirando un poco sprezzanti). Ma Scola vuole bene al Veltroni sindaco-segretario e così si può dire anche di tanti altri, che a questa notte di cinema e di stelle, si avviano con frasi di tono eloquente. Gigi Proietti: «Veltroni? Pe' uno bono che ce danno, tenemocelo ». Fiorella Mannoia, cantante: «Veltroni? È una persona onesta». Renzo Arbore: «Veltroni? Non è uno dei soliti protagonisti del teatrino della politica».
Così si nuota nelle acque del veltronismo più classico. Ironizza Mimmo Calopresti, regista de L'abbuffata (con Depardieu e Abatantuono) che verrà presentato alla Festa. «Sai cosa mi colpì appena, dalla Calabria, giunsi a Roma?». Cosa? «Che tutti erano grandi amici di Fellini. Nelle trattorie, in certi salotti... tutti sostenevano di essere intimi amici di Federico, esattamente come tutti, adesso, giurano di essere...». Vecchi amici di Walter. «Esatto. Io, per lui, alle primarie, ho pure guidato una lista di sostegno nella piana di Gioia Tauro. Perciò, come dire, non puoi scrivere che salgo sul carro del vincitore...». Però... «Saranno in tanti, ad arrampicarsi».
Ecco, appunto. Lei, Massimo Ghini, cosa pensa in proposito? «Che per Walter, pur facendo un altro mestiere, l'attore, mi sono candidato e per sostenere una sua lista sono finito in una periferia romana, al Trullo, dove c'erano ragazzi che mi salutavano con il saluto romano. Ora però scopro che qualche mio amico, diciamo...». Trombato? «Sì, ecco, diciamo trombato, come Michele Placido o Ferzan Ozpetek, verrà ripescato. Io non ho nulla in contrario, solo che sulle pagine politiche, finora, s'è parlato di loro, piuttosto che dei veri vincitori...».
Forme di veltronismo che dilagano, aiutano, mani che addirittura tirano a bordo del carro vincente. Ieri mattina, prima di collegarsi in diretta con «Veltroni, proprio lui, personalmente», Linus, dai microfoni di Radio DeeJay, ci scherzavano su: «Sarà la Festa di Walter». Previsioni. Su Roma, in serata, annunciata pioggia a scrosci. All'orizzonte, qualche indiscrezione (tipo che Pietro Calabrese, direttore uscente di Panorama, e prontamente nominato nel Cda della Fondazione, potrebbe prendere il posto di Bettini, destinato presto a ricoprire potenti incarichi nel Pd). Possibile affluenza record di leccapiedi alla prima di Across the Universe, una storia d'amore ambientata negli anni '60 e raccontata attraverso le più belle canzoni dei Beatles. Uno dei pochi film che Walter ha già visto, e sembra gli sia piaciuto un sacco.
Fabrizio Roncone
http://www.corriere.it/Cinema/2007/R...veltroni.shtml
Personalmente non mi sto cagando addosso...ho solo pietà per come si è ridotta la Sinistra in Italia e per le cose che ha in mente Veltroni per questo Paese...certo un pò di tristezza nel vedere come gli antiberlusconiani si sono ridotti,un pò viene...