Note spurie
Il Comune di Roma e l’assenteismo super
di Valerio Fioravanti
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L’assessore al personale del Comune di Roma, Lucio D’Ubaldo, tiene una conferenza stampa e rivela che tra i dipendenti del comune l’assenteismo oscilla ogni giorno tra il 25 e il 30%. I toni sono accorati: “È inimmaginabile che la produttività rimanga bassa, troppo bassa per una città come Roma”. Giusto, anche se non è del tutto chiaro in quali altre città un così alto tasso di assenteismo possa essere facilmente ammortizzabile. Spiega l’assessore che la questione del personale è al primo posto dell’agenda dell’amministrazione, ed entro la metà di novembre sarà esaminato un “Pacchetto Efficienza”. Cosa sarà questo pacchetto efficienza? Manderanno più visite fiscali a tutti quegli impiegati che, statistiche alla mano, stanno male almeno un giorno a settimana tutte le settimane? Oppure, uno pensa, prenderanno atto che c’è qualcosa che non va negli stabili del comune, residui di uranio impoverito, gas radon che sale dalle cantine, polvere di amianto nei circuiti dell’aria condizionata... insomma deve esserci qualcosa di molto grave se tanta gente sta male tanto spesso. Oppure ‘sti impiegati sono dei veri e propri lavativi, e servirà più severità, qualche controllo, qualcosa. Niente da fare, la risposta del Comune va in tutt’altra direzione: siccome in Comune ci sono anche 2000 persone con contratti a tempo determinato, l’idea è di assumere anche loro a tempo indeterminato. Così gli unici che probabilmente non marcano malattia perché hanno paura di perdere il posto, finalmente diventeranno anche loro illicenziabili e potranno con tutta calma mettersi pure loro a fare gli assenteisti. Non è uno scherzo, non me la sono inventata io questa cosa. L’ha detta davvero l’assessore al personale del comune di Roma.
La speranza del finanziamento
“Presentato alla Festa del Cinema Giorni e Nuvole con Antonio Albanese e Margherita Buy. Il regista Silvio Soldini: “Racconto il precariato, ma con un filo di speranza”. I titoli sui giornali cambiano di pochissimo. Ma dove sarà mai questa speranza... davvero qualcuno può pensare che le cose in Italia possano migliorare significativamente nel giro di pochi anni. E soprattutto, qualcuno può mai pensare che questo eventuale miracolo possa essere fatto da gente che, come Soldini, Albanese e Buy, militano ostentatamente a sinistra, quella sinistra che ha lei paralizzato il mercato del lavoro, rendendo il precariato l’unica valvola di sfogo per una economia altrimenti al collasso? Però, forse, “un filo di speranza” lo avremmo anche noi persone normali, se pure a noi regalassero periodicamente qualche milione di euro di fondi statali. Magari non ne faremmo film, e apriremmo negozi o piccole imprese. Ma insomma sì, di speranza ne avremmo.




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