
Originariamente Scritto da
Ronnie
Se consideri quelle considerazioni stupide perchè banali allora le reputi vere anche tu e allora ti dico di non bollarle come stupide perchè sono più constatazioni che considerazioni e se le riconosci come "verità" non ha senso in termini lessicali chiamarle "stupide". SE invece le reputi stupide perchè "sbagliate" puoi dimostrarmi che non lo sono e dire anche tu la tua verità, mica te l'ho vietato... aspetto
Detto questo
Lezioni di liberalismo da te?
Parlane con lo spirito di Rothbard. Vediamo se poi siete d'accordo

. Detto questo io ho scritto che "la verità" non è "qualche aggettivo" ma è "tale", cioè un sostantivo.
Le
convinzioni proprie non sono mai relative ma sempre assolute, perchè sono proprie di un cervello il quale è se stesso, non altri, e pensa da solo, senza altri. La convinzione relativa propria la possiamo chiamare
bispensiero.
Sono le
costrizioni quelle che possono essere relative agli altri, se ti dico cosa devi pensare non ti sto dicendo una verità relativa, ti sto dicendo la mia verità assoluta da te, perchè pensata per me. Non ti sto dicendo che non puoi averne una tua. Se invece ti costringo a dire (perchè il pensiero non si costringe) la "verità" non ti sto costringendo a dire "la verità in senso oggettivo" ma la
mia verità, in questo senso la mia volizione e perfino la mia forza possono essere assolute ma la risultante è per forza relativa a me, non anche a te, perchè le volontà sono due: la mia e la tua, nonostante il fatto che la tua non sia dicibile perchè ti costringo a non farlo.
Nel caso di queste considerazioni a seconda di quale sia la tua verità (cioè se intendevi dire banalità o errori) essa sarà anche la mia, ma ciò non toglie che per me quelle siano constatazioni e non considerazioni opinabili. Non riconosco una opinabilità su quel che ho detto, non sono disposto a farmi convincere su quel che ho detto, perchè ho detto cose molto banali che reputo oggettivamente vere.
Ma sono io che le reputo tali e non ti ho costretto a non reputarle tali tu nei tuoi post.
Però tu le hai chiamate stupide, beh allora non mi pare siano stupide, non più delle tue.
Il vero relativista in conclusione è solo quello che dichiara l'oggettività della soggettività, mentre
chi dichiara che le opinioni sono tutte relative -anche l'esistenza della soggettività- si pone in contraddizione pragmatica con se stesso.
Il liberale non ha paura della verità assoluta, ha paura della verità imposta, e sono due cose diverse.
Anche che non sia liberale la "verità assoluta" è una tua personale convinzione, e io e Rothbard non siamo d'accordo. La verità assoluta che l'uomo agisce è tale, per dirne una
Non mi piace questo tipo di discorsi.
Vuoi un'altra lezione o ti basta?
Validissimi. Detto questo: non hanno l'esperienza, gli appoggi, la tessera di un giulio tremonti o di un martino. Sono su due mondi diversi, non sono fattibili in Italia queste cose, chiederle mi pare un po' un sogno intellettualistico, discretamente inutile... Meglio lavorare concretamente perchè Berlusconi cambi mentalità, a questo punto!
p.s. suggerimento: fra liberali ci si riconosce SEMPRE il fatto che quando si scriva si metta un "secondo me" prima di ogni proposizione principale, mi pare che tu l'abbia dimenticato nel mio caso