La manifestazione odierna del Popolo della Libertà ha ribadito due cose:
1) l'eccezionale capacità di Silvio Berlusconi nel chiamare a raccolta il "suo" popolo,
2) l'esistenza di un blocco sociale di centrodestra che si sente consapevolmente alternativo al blocco sociale di centrosinistra.
Oggi siamo di fronte ad un leader e ad un popolo in profonda simbiosi. Ma esiste anche un partito, il Pdl, che pur nelle sue sfaccettature e contraddizioni nelle occasioni che contano riesce a trovare comunque un'unità. Lupi e Polverini, Santanchè e Mussolini, ma soprattutto Berlusconi e Fini. Che anche se non era presente fisicamente a San Giovanni resta la più ragionevole carta del futuro Popolo della Libertà, come ha scritto Giuliano Ferrara su Panorama.
Questo milione di persone accorso in San Giovanni e che applaude indistintamente i vari leaders del Pdl è l'ennesima conferma che il processo unitario è molto più avanzato nella base che tra i vertici del partito.
Per questo, sarebbe forse ora che certa stampa di destra si mostrasse un po' meno berlusconiana e un po' più pidiellina. Perchè il centrodestra che oggi vince con Silvio dovrà vincere anche senza Silvio e pensarsi dunque oltre Silvio.
Oggi però siamo tantissimi. E ci fa molto piacere saperlo.




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