L'analisi di melis per me è condivisibile tranne dove con sarcasmo critica i movimenti indipendentisti per il fatto che si appiglierebbero ai concetti di sovranità e bla bla bla... I partiti indipendentisti dicono semplicemente ciò che è loro dovere dire e ribadire, con coerenza e responsabilità. Non confondono e rallentano un bel niente loro!
Il problema invece è un altro, e qui Melis ha ragione: sono i partiti che pur dichiarandosi autonomisti e non ponendo in discussione l'appartenenza e la subordinazione all'italia si appellano a concetti queli quello di sovranità difficilmente accoglibili esplicitamente dallo stato italiano e che comunque dal loro punto di vista sono in gran parte vacui! Dovrebebro essere loro più coerenti e responsabili. Si riempiono la bocca di paroloni spesso contradditori (vd autonomia/sovranità) servendo allo stato le obiezioni su piatti d'argento, si accapigliano, si scaricano le responsabilità tra dx sn, tra roma e casteddu, sollevano polveroni e non combinano una mazza. Che producano quacosa di sostanziale per modificare lo statuto e non rompano le balle con le paroline magiche
Giorgio Melis
(...)Ora è che è arrivata la sentenza della Corte costituzionale, ci si straparla addosso. Mentre si potrebbe procedere. Infatti la Corte non ha affatto cassato la legge. È anzi perfettamente pronta all'uso, operante: basta brandirla, con l'esclusione irrilevante del riferimento alla “sovranità”. In barba alla incontinenza del parolaio Mauro Pili, declamator con le scarpette griffate.
La legge prevede la riscrittura dello Statuto con larga partecipazione dei cittadini, degli enti locali, delle forze sociali. Non se ne farà niente: nel segno permanente dell'inerzia e inconcludenza di un'assemblea imbelle oggi come ieri.(...)






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