FINANZIARIA: SPALLATA NON RIESCE MA FA LITIGARE LA CDL
(ASCA) - Roma, 9 nov - Nessuna spallata al governo dopo tre giornate di votazioni al Senato sulla finanziaria. La maggioranza tiene con un buon margine e sembra ormai improbabile il ricorso al voto di fiducia. Il voto finale a Palazzo Madama sulla manovra e' conferato per mercoledi' 14 novembre. Ma la mancata spallata provoca maretta nel centrodestra. Oggi il vice presidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli, ha accusato in chiare note l'Udc di aver salvato Prodi e di voler evitare l'affondo del governo. E questo perche' alla votazione su un emendamento firmato dalla stesso Calderoli, che prevedeva il taglio dei ministeri dal 2008 e che secondo il sottoscrittore avrebbe messo in crisi l'esecutivo, quattro senatori dell'Udc erano assenti. ''L'emendamento non e' passato per soli due voti e quattro esponenti Udc non erano in Aula. Allora e' inutile parlare di spallata. Le assenze non sono giustificate - ha detto ancora Calderoli - perche' la votazione si e' svolta alla 10,15, quando da diverse ore la gente e' al lavoro''. Calderoli si e' detto ''deluso'', ma e' convinto che per la spallata si tratta ''solo di un rinvio di una settimana. Non sono andate bene le prove generali''. Dai tabultati delle votazioni risulta che la proposta di Calderoli sui tagli dei ministeri da subito e' stata respinta con 154 voti contrari, 150 voti a favore e due astensioni (Willer Bordon e Roberto Manzione), che al Senato si considerano come voti contrari. Sui banchi dell'opposizione erano assenti quattro rappresentati dell'Udc (Rocco Buttiglione, Antonio De Poli, Nedo Poli e Calogero Mannino), uno della Dca (Mauro Cutrufo) e un esponente di An. Ma alcuni posti vuoti c'erano anche nella maggioranza (Lamberto Dini, Giuseppe Scalera, Franco Turigliatto, Tiziano Treu, Manuela Palermi e Dino Tibaldi). Buttiglione, che stamattina non era al Senato per un controllo agli occhi inuna clinica, ha replicato a Calderoli a stretto giro di posta. ''Non noi abbiamo salvato nulla. Io ero assente per motivi di salute, Mannino e' a Palermo per un processo. Ed e' vigliacco fare polemiche quando un importante senatore leghista ha mancato il voto in piu' occasioni''. Il riferimento e' a Roberto Castelli. ''In ogni caso - ha aggiunto Buttiglione -, visto l'esito della votazione, anche se i senatori Udc fossero stati presenti, l'emendamento non sarebbe stato approvato''. Di certo in casa Udc nessuno crede alla caduta del governo Prodi con la finanziaria e qualcuno mormora: ''Siccome la spallata non c'e' stata si cerca qualche capro espiatorio. Ma bisogna prendere atto della realta'''. Soddisfazione esprime la maggioranza per l'andamento delle prime tre giornate di votazioni durante la quali l'Unione non e' mai stata battuta. ''La maggioranza tiene - ha commentato il capogruppo Ulivo Anna Finocchiaro - e una compattezza cosi' non l'avevo vista mai in 20 anni di vita parlamentare. L'effetto di Pd e' poderoso''. Battuta, questa, non gradita a Cesare Salvi della Sinistra Democratica. ''Cara Anna - ha risposto - capisco che tu debba fare propaganda al tuo partito. Ma il merito non e' esclusivamente del Partito Democratico. Responsabilita' e compettezza sono venuti da tutti''. Anche il verde Natale Ripamonti ha sottolineato che ''la maggioranza ha ritrovato compattezza e cio' e' il risultato del lavoro di tutti. Chi se ne intesta la paternita' non fa un buon servizio al futuro della coalizione''. Il sottosegretario ai Rapporti con il parlamento, Giampaolo D'Andrea, esclude che ormai si renda necessario il ricorso al voto di fiducia, ''non ce n'e' alcun motivo''.




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