Per voi quali sono le cause delle sue incredibili vittorie e della sua fulminea disfatta in seguito?


Per voi quali sono le cause delle sue incredibili vittorie e della sua fulminea disfatta in seguito?


La domanda è complessa e a primo acchitto si potrebbe dire che il suo esercito non aveva al seguito i rifornimenti alimentari per le truppe e per gli animali (gli sottraeva alle popolazioni che disgraziatamente capitavano nel cammino), ecco che poteva spostarsi con più rapidita e riusciva con tappe forzate a anticipare il nemico.
Inoltre Napoleone ebbe a dire:<<non mi interessano i bravi generali , ho bisogno di generali fortunati>>.
Questi potrebbero essere dei motivi validi della sua fulminea ascesa e della altrettanto rovinosa sconffitta.




Questa è una verità inconfutabile, ed ecco perchè anche all'inizio tutto fu più facile, la terra era vergine, poi con l'andare del tempo e delle razzie, ci fu sempre meno da "prendere" fino all'epilogo russo, dove le distanze erano impossibili per l'epoca
Non concordo sulla fortuna. I Marescialli di francia, furono tutti o quasi ottimi generali !


L'ascesa fulminea, fin dai suoi studi e dalla Rivoluzione fu determinata da una serie di opportunità alle quali seppe rispondere con molta prontezza. Che queste opportunità si siano presentate come coincidenze fortunate poco conta: le ha sfruttate fino in fondo.
La gran parte delle occasioni che gli si sono presentate di fronte hanno richiesto rapidità di calcolo, velocità e una avversione al rischio pressochè nulla.
Proprio questa propensione al rischio e al decisionismo (e forse anche un ego particolarmente trofico) senza se e senza ma, lo ha portato alla fine politica e militare.
Questo però non vuol dire che ciò gli abbia impedito di trovare la giusta immortalità storica.


Questo perchè la bravura ce la metteva lui, o almeno sperava di mettercela.
Non è un inno alla fortuna, il suo, quanto alla sua bravura. Non possiamo pretendere che da una carriera tanto veloce sia prodotto un campione di umiltà. Gli umili non si proclamano imperatori.


ma per me uno che distrugge, ruba tutto ciò che può (soprattutto in italia), uccide e pensa di dettare legge nel mondo non è proprio un personaggio da cui trarre spunto (o forse si visto come è tenuto in considerazione in italia nonostante l' abbia letteralmente violentata)
sia chiaro, opinioni personali di un friulano![]()


In Buonaparte aveva uno zio: il cardinal Fes (fratellastro della madre) che fu la fortuna del corso. Lo zio era oltretutto massone del grande oriente francese, sapete che la massoneria innescò la rivoluzione francese. Quel zio. potentissimo, instradò il rampollo alla cariera militare logicamente raccommandandolo. Napoleone era entrato anche lui nella massoneria di rito egizio, la massoneria responsabile della rivoluzione sorta o meglio indrottinata da Cagliostro. In poco tempo Napoleone divenne un alto esponente della nuova ed aggressiva massoneria e da li iniziò la sua folgorante cariera , si è vero sfutto al meglio le opportunità. Sempre per restare fedele agli ideali massonici del rito egizio spinse per la campagna d'Egitto con tutti i rischi del caso. Sapete un fatto strano Hitler invase la Russia lo stesso mese, giorno e ora in cui la invase Napoleone. Due disfatte, ma molti fatti sono poco spiegati e ancora avvolti nel mistero. Non mise mai piede a Roma, e quando si fece incoronare applicò al suo sontuoso vestito le api d'oro ritrovate nella tomba di Childerico. L'uomo consultava i maghi e gli astrologi, adottò la medicina omeopatica per il suo esercito, forse perchè costava poco e i rimedi erano talmente diluiti che non richiedevano trasporti ingombranti.
Appunti tratti dalle ricerche di Luigi Pellini


La lettura massonica della storia di Napoleone la lascerei perdere. Vero che era un raccomandato e non era nato fra le ultime famiglie della Corisca.
Vero anche dello zio. Lasciamo perdere la rivoluzione fomentata da Cagliostro (questa veramente potevamo risparmiarcela).
Usava la medicina omeopatica? In parte vero, ma non sarei così categorico nell'affermare che allora la medicina omeopatica fosse da considerarsi come una pratica da ignoranti: la medicina in generale era ancora una scienza che usava metodi ancora medievali come il salasso inutile etc. Consideraimo poi che il padre fondatore della omeopatia, pubblicò la prima volta nel 1806, quindi prendiamo anche con le pinze l'entisiastico quanto frettoloso (cosa che ripeto spesso quando parlo di Napoleone, frettoloso, fretta, velocità, opportunismo) abbraccio. Possiamo pur dire che Bonaparte fosse più affascinato da un concetto moderno di scienza e la neonata omeopatia poteva essere una alternativa avvenieristica per allora. C'è un equivoco, nato anche da alcune pratiche che poi nei fatti davano risultati.
Uno dei medici militari preferiti da Napoleone usava metodi particolari di cura. Nell'esercito napolenoico c'era un bassissimo tasso di mutilati a seguito di necrosi o infezione dell'arto. Perchè? Venivano usati i bigatini o cagnotti (i vermi dei cadaveri) che venivano riversati in gran quantità sull'arto, mangiandone SOLO la carne necrotizzata.
Sul fatto che fosse superstizioso ne ho notizia anche io. Altra riprova di un animo diviso tra il fascino della "fortuna" (intesa come destino oscuro da interpetare, fonte di occasioni positive e negative) e l'illuminismo nascente che si affidava alla ragione per qualsiasi cosa.


Fra le tante cose dette, spesso controverse, questa lo qualifica più d'altre:
Non ci si arrampica mai tanto in alto come quando non si sa dove si sta andando.
Effettivamente questa frase ne giustifica anche l'ascesa. Lui in realtà non sapeva esattamente dove stava andando.