
Originariamente Scritto da
dynamoneno
Finalmente, uno con cui si può parlare. Provo a spiegarmi.
Il Calcio non c'entra niente fino ad un certo punto: è stata data la notizia di un tifoso morto a seguito di "tafferugli fra tifosi", poi è uscito fuori il Poliziotto, il colpo di pistola e le ricostruzioni che cominciavano a vacillare.
Dal momento che subito, nell'immediatezza, è stato dato un taglio di ordine pubblico alla notizia, mi sembrava quantomeno "coerente" sospendere TUTTE le partite di campionato, anche per dargli, ancora, una parvenza di credibilità.
E' chiaro che se fai un paragone con quello che è successo all'ispettore Raciti tutto cade: lì fu una morte seguita ad un inferno fuori lo stadio il sabato sera.
Insomma quello che mi manda al manicomio è che prima hanno gettato il sasso e poi hanno nascosto la mano.
Poi, esulando da questo aspetto, cominciamo a dire che la Lega Calcio e la Federazione sono retti da personaggi che hanno mandato questo calcio allo sbaraglio e lo hanno ridotto così: Matarrese era presidente della Federazione e poi è stato presidente della Lega all'inizio degli anni '90, quando con l'avvento di quel nano ******************* di Berlusconi è cominciata la rovina del Calcio che da ragazzini tanto ci aveva appassionato.
Cominciamo a dire che NON vogliono la gente allo stadio, perchè c'è la pay per wiev che rende così bene, costa niente e rincoglionisce bene bene le persone che se ne stanno a casa loro e non vanno a rompere le scatoline ai cari rapprsentanti delle forze dell'ordine che la domenica, da bravi italiani, "tengono famiglia".
La società italiana si sta omologando, lo stadio era per me, sin da piccolo, un momento di aggregazione, sono nato lì coi panini con la frittata, il Borghetti, le prime sigarette con la mentina sinò mi madre chi se la sente: lo stadio per me, non è stato botte, violenza, cori razzisti eccetera, per me è stato amicizia, passione, gioia e dolore.
Questo me lo hanno tolto, ma sono ancora vivo, a Gabbo glielo hanno tolto nel modo più brutale: della morte di Gabbo alla maggior parte d'Italia non gliene frega un cazzo, perchè quello che conta è dare visibilità ai teppisti che spaccano tutto, così i magnaccioni porteranno a termine il loro progetto e un'altra cosa bella dell'Italia, la domenica allo stadio con gli amici, se ne andrà a farsi benedire.
Dopo l'informazione e le tasse si prendono anche la passione: cos'altro potranno toglierci?
C'è rimasto l'onore e la dignità, ma anche quella, purtroppo, in Italia vacilla!!