

Dall'Alpe alle Piramidi
dal Manzanarre al Reno
va l'aspro odor de i vini
l'anime a rallegrar






Alle medie io feci tutti i poemi epici (Iliade, Odissea, Eneide, Orlando Furioso, Gerusalemme Liberata, Il Poema del CID etc.) Più, ovviamente, un mare di poesie (Din su la vetta... Ei fu...), più i famosi affluenti, le alpi (MA COn GRAn PEna LE RECO Giu)...
Che male c'è?
Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.


nulla di male, ci mancherebbe. ho imparato le stesse cose anch'io.
solo che ora vedo un sistema diverso, quello di un land tedesco, e mi domando quale sia la scelta più razionale.
è più importante alle medie imparare le poesie a memoria o imparare che cos'è la poesia? e magari parallelamente imparare ad usare trapani, seghe, lime, sezionare un cuore di maiale, fare educazione sessuale seria, imparare che cos'è la democrazia... sostanzialmente imparare ad imparare usando tutta l'intelligenza e non solo stressandone il 10%?
non ho la risposta esatta.
però mi pongo la domanda.
Ultima modifica di v!olet; 23-03-10 alle 01:29
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Ieri sera quell'articolo lì ci sembra sia stato richiamato dal compagno Gaaa-ad (abbiamo potuto sentire solo qualche frase perché la vipera quando lo vede ha un'impennata alla pressione).
Ci siamo sentiti veramente a disagio nel constatare come i commeti dell'infedele e di un'altro fossero tutti così catastrofici e unanimi.
Ma veramente siamo convinti che oltre l'80% dei sinistrati sia così analfabeta?
Ma qui siamo al masochismo puro... Sarà anche vero che sono dei coglioni autoreferenziati ma da qui a gioire della propria ignorantia ce ne corre.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


A parte che non siamo proprio convinti che sia così visto che oggi i nostri ragazzi affrontano materie scolastiche più numerose di quelle che dovevamo studiare noi.
Il che non vuol dire niente, ovvio... ma c'è sempre questo pensare da vecchi per cui i giovani son tutti mezzi scemi.
L'altro aspetto è che, se fosse vero, allora bisogna interrogarsi sugli insegnati e sulla loro precaria preparazione attenti come sono più al "basso salarial" che alla loro preparazione culturale.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.


Molto ben scritto. Condividiamo.
Molte persone studiano da medici, ad esempio, al solo scopo di prendere il "posto" e una volta conquistato quello buttano alle ortiche i libri e non si curano più di tenersi aggiornati (a parte quando vanno ai convegni organizzati dai rappresentanti delle case farmaceutiche che poi gli regalano crociere e viaggi a grats).
E così gran parte delle figure professionali, purtroppo.
Qui, invece, non siamo tanto d'accordo perché l'esercizio del voto non è strettamente legato ad una specifica preparazione culturale. Così fosse sarebbe discriminante, no?e se così è - criticabile entro dei limiti - mi pare ovvio che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. non è che l'ignorante quando va a votare improvvisamente immagina di sapere che cosa sta facendo... sa di non sapere e di conseguenza sa che non potrà dire più di tanto, qualunque cosa succeda.
Ci sono tanti fattori che influiscono sulle scelte dell'elettore tra i quali la simpatia del candidato, la sua conoscenza diretta, l'averlo sentito parlare ("te sentissi come che 'l parla ben...) oppure la sua avvenenza.
Se hai la necessità di scegliere tra un uomo e un Kobra,
preferisci chi striscia.
E se ti serve un amico, trovati un cane.

