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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Sì, ma la concezione della società e dello Stato platonici non sembrano, di primo acchito, così "comunistizzabili".

    Più che comunista, infatti lo considererei un ideatore del pensiero socialdemocratico. Ovvero, un mercato libero, ma equo e solidale.

    Dubito che un aristocratico ellenico, per quanto furbo e saggio come Platone, possa aver avuto idee comuniste.

    Sbaglio o Platone considerava la schiavitù ancora accettabile?

  2. #22
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    Ma io ho sempre avuto grande ammirazione per i personaggi della Roma repubblicana, i fratelli Gracchi, Catone il censore (difendeva la piccola proprietà contro i latifondo, lausterità romana contro i lussi greci ) e infine Spartaco, lo schiavo che fece tremare Roma!

    Anche i primi cristiani e le varie eresie hanno unc erto fascino, sino ad arrivare a Thomas Müntzer e agli anabatisti che molti considerano il precursore del socialismo...

    I germania orientale era considerato un eroe!




  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Più che comunista, infatti lo considererei un ideatore del pensiero socialdemocratico. Ovvero, un mercato libero, ma equo e solidale.

    Dubito che un aristocratico ellenico, per quanto furbo e saggio come Platone, possa aver avuto idee comuniste.

    Sbaglio o Platone considerava la schiavitù ancora accettabile?
    Platone, pur mettendo in discussione istituzioni radicate come la famiglia e il ruolo della donna, non critica mai la schiavitù.

    Tuttavia, nel IX libro, trattando della felicità del tiranno, Socrate affronta l'argomento della schiavitù in via incidentale. Un padrone di schiavi esercita un potere simile a quello di un tiranno, su un gruppo di persone che, per forza e per numero, potrebbe sopraffarlo. Ciò nonostante, il padrone non teme i suoi schiavi, perché sa che l’intera polis riconosce il sistema della schiavitù; ma ne avrebbe paura se fosse solo con loro in un’isola deserta, o se i suoi vicini non tollerassero che qualcuno comandasse sugli altri (578d ss.). Questa è anche la situazione del tiranno, a capo di un regime considerato illegittimo dai vicini e costretto continuamente a guardarsi dai concittadini che ha ridotto in schiavitù.

  4. #24
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    Allora mi ricordavo bene.

    Però è anche vero che la schiavitù a quei tempi era parte integrante della società, e sarebbe stolto trattare quel periodo con la morale di oggi. Vedasi il discorso pederastia.

    Bon, scartato Platone.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    Ma io ho sempre avuto grande ammirazione per i personaggi della Roma repubblicana, i fratelli Gracchi, Catone il censore (difendeva la piccola proprietà contro i latifondo, lausterità romana contro i lussi greci ) e infine Spartaco, lo schiavo che fece tremare Roma!

    Anche i primi cristiani e le varie eresie hanno unc erto fascino, sino ad arrivare a Thomas Müntzer e agli anabatisti che molti considerano il precursore del socialismo...

    I germania orientale era considerato un eroe!




    A proposito di Muntzer, Engels (che a quanto pare non se lo frega più nessuno) sviluppò l'ipotesi secondo cui Muntzer avrebbe utilizzato un linguaggio esplicitamente religioso per poter rendere chiari i suoi discorsi ai contadini e alla gente del popolo.

    A luta continua

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da are(a)zione Visualizza Messaggio
    Sbaglio o Platone considerava la schiavitù ancora accettabile?
    Non sbagli, pur essendoci passato lui stesso per non poco tempo.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  7. #27
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    Riguardo all'antichità classica, greca e latina, più che teorie comunistiche ed egualitaristiche (che non mancarono ma appartenevano al regno dell'utopia moraleggiante, del paradosso filosofico e della commedia) ebbero grande importanza i due filoni di pensiero che caratterizzeranno poi tutta la storia del pensiero occidentale: l'idealismo e il materialismo.

    Col dipanarsi della lotta di classe in Grecia, tra le aristocrazie terriere e la borghesia impreditoriale emergente, si sviluppò anche un acceso scontro di idee, per quanto l'una o l'altra scuola filosfica non corrispondessero necessariamente ad una classe ben precisa nè ad un preciso credo politico, dato che la cultura alta, tranne nel caso dell'Atene democratica limitatamente al teatro, era appannaggio di una selezionatissima élite.

    Da un lato, i pesantori ionici che gettarono i semi dell'analisi empirica della realtà naturale, Eraclito (il padre della "dialettica"), Democrito (l'inventore dell'atomismo), Anassagora (il filosofo del nous), i sofisti (dileggiatori della morale e del senso comune e teorici della superiorità dell'uomo sulla natura), più tardi Aristotele e infine Epicuro, sono stati in qualche modo i padri del materialismo moderno. Fermo restando che Aristotele fu l'assertore della naturalità della schiavitù e del principio della superiorità biologica dell'uomo libero sullo schiavo...

    Dall'altro, Parmenide e Platone i padri dell'idealismo: in principio c'era l'Idea...dicevano. Platone di comunistico non aveva niente, antidemocratico accanito, voleva esportare ad Atene -e, fallito l'esperimento, a Siracusa- il modello idealizzato dello Stato oligrarchico-militare spartano. Ma i tempi erano cambiati e il sonoro calcio in culo ricevuto dalla storia lo spinse ta le braccia dell'utopia politico-metafisica e dell'incoerenza elevata a sistema.

    A Roma, terra di uomini con i piedi per terra, non è mai esistito un pensiero organico, un sistema filosofico onnicomprensivo del reale: le divergenze di idee venivano regolate nella pratica, e spesso senza andare troppo per il sottile. La cultura serviva o come propaganda spicciola o come evasione dalla vita pubblica, come ripiego per quegli uomini politici che dalla vita pubblica erano stati estromessi. Si pensi a Sallustio, Cicerone o Seneca.

    I capi populares, cioè filo-plebei, erano essi stessi perlopiù aritsocratici, che si appoggiavano sulle masse (anche se tra i plebei erano compresi i ricchi imprenditori di umile origine) per promuovere spesso interessi ben poco collettivi: Cesare fece la sua fortuna affilandosi al partito dei populares...
    I Gracchi erano aristocratici in buona fede ma volevano ritornare ai vecchi tempi, quelli del cittadino-soldato-piccolo proprietario, ormai tramontati. Quanto a Catone il Censore, rimase famoso per quel "Carthago delenda est" urlato in senato, che segnò l'inizio inarrestabile dell'imperialismo espansionista romano. Curioso che il tetragono conservatore della tradizione avita, fustigatore dei costumi esterofili (o come direbbero i fasci "allogeni"), contribuì all'evento che avrebbe trasformato il destino di Roma e spazzato via la tradizione dei padri.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Riguardo all'antichità classica, greca e latina, più che teorie comunistiche ed egualitaristiche (che non mancarono ma appartenevano al regno dell'utopia moraleggiante, del paradosso filosofico e della commedia) ebbero grande importanza i due filoni di pensiero che caratterizzeranno poi tutta la storia del pensiero occidentale: l'idealismo e il materialismo.

    Col dipanarsi della lotta di classe in Grecia, tra le aristocrazie terriere e la borghesia impreditoriale emergente, si sviluppò anche un acceso scontro di idee, per quanto l'una o l'altra scuola filosfica non corrispondessero necessariamente ad una classe ben precisa nè ad un preciso credo politico, dato che la cultura alta, tranne nel caso dell'Atene democratica limitatamente al teatro, era appannaggio di una selezionatissima élite.

    Da un lato, i pesantori ionici che gettarono i semi dell'analisi empirica della realtà naturale, Eraclito (il padre della "dialettica"), Democrito (l'inventore dell'atomismo), Anassagora (il filosofo del nous), i sofisti (dileggiatori della morale e del senso comune e teorici della superiorità dell'uomo sulla natura), più tardi Aristotele e infine Epicuro, sono stati in qualche modo i padri del materialismo moderno. Fermo restando che Aristotele fu l'assertore della naturalità della schiavitù e del principio della superiorità biologica dell'uomo libero sullo schiavo...

    Dall'altro, Parmenide e Platone i padri dell'idealismo: in principio c'era l'Idea...dicevano. Platone di comunistico non aveva niente, antidemocratico accanito, voleva esportare ad Atene -e, fallito l'esperimento, a Siracusa- il modello idealizzato dello Stato oligrarchico-militare spartano. Ma i tempi erano cambiati e il sonoro calcio in culo ricevuto dalla storia lo spinse ta le braccia dell'utopia politico-metafisica e dell'incoerenza elevata a sistema.

    A Roma, terra di uomini con i piedi per terra, non è mai esistito un pensiero organico, un sistema filosofico onnicomprensivo del reale: le divergenze di idee venivano regolate nella pratica, e spesso senza andare troppo per il sottile. La cultura serviva o come propaganda spicciola o come evasione dalla vita pubblica, come ripiego per quegli uomini politici che dalla vita pubblica erano stati estromessi. Si pensi a Sallustio, Cicerone o Seneca.

    I capi populares, cioè filo-plebei, erano essi stessi perlopiù aritsocratici, che si appoggiavano sulle masse (anche se tra i plebei erano compresi i ricchi imprenditori di umile origine) per promuovere spesso interessi ben poco collettivi: Cesare fece la sua fortuna affilandosi al partito dei populares...
    I Gracchi erano aristocratici in buona fede ma volevano ritornare ai vecchi tempi, quelli del cittadino-soldato-piccolo proprietario, ormai tramontati. Quanto a Catone il Censore, rimase famoso per quel "Carthago delenda est" urlato in senato, che segnò l'inizio inarrestabile dell'imperialismo espansionista romano. Curioso che il tetragono conservatore della tradizione avita, fustigatore dei costumi esterofili (o come direbbero i fasci "allogeni"), contribuì all'evento che avrebbe trasformato il destino di Roma e spazzato via la tradizione dei padri.
    Ottimo.

  9. #29
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  10. #30
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    Citazione Originariamente Scritto da Lavrentij Visualizza Messaggio
    La rivolta dei ciompi!

    Campanilista!







    p.s. a parte gli scherzi, direi che ci stà tutta!

 

 
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