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Discussione: Hugo Chavez

  1. #81
    michelef
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    Citazione Originariamente Scritto da Beppe Tritoni Visualizza Messaggio
    Ma esempio de che?
    quoto!

  2. #82
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    Qualcuno ha nominato Leon Degrelle, comandante della Divisione delle Waffen SS - Wallonien.Ecco alcune parole estratte dal discorso al Palazzo di Chaillot il 5 Marzo 1944: «Non è per salvare il capitalismo che ci battiamo in Russia. È per questo che i soldati al fronte hanno una tale fiducia. Se l’Europa deve essere ancora questa, se deve ritornare ad essere l’Europa dei banchieri, di questa grande borghesia corrotta, della facilità e dell’infiacchimento, bene, noi altri lo diciamo senza giri di parole, preferiamo ancora che il comunismo avanzi e faccia saltare tutto per aria. Auspichiamo che tutto salti piuttosto che vedere ancora rifiorire questo marciume. Noi altri guarderemo i caricatori e dopo aver sbaragliato la barbaria bolscevica, affronteremo i plutocrati, per i quali abbiamo riservato le nostre ultime munizioni".



  3. #83
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    Cuba dopo la caduta dell'Unione Sovietica ha ben poco di comunismo! Finiti i soldi elargiti da Mosca e il privilegio di essere il principale esportatore di zucchero dei paesi del patto di Varsavia, Castro ha dovuto cambiare politica aprendo il paese al turismo capitalista e arrivando ad accettare anche il dollaro come moneta circolante...e Cuba è diventata il bordello degli europei dove il turismo sessuale va alla grande! Sembra più un comunismo di facciata, di nome ma non di fatto! Cuba divenne una repubblica socialista nel 1961 e finì di essere un vero regime marxista-leninista nei primi anni '90 dopo il collasso dell'URSS. A Cuba l'unico che crede nel comunismo di vecchia data è solo Castro e qualche reduce della rivoluzione del 1959, già il fratello Raul ha intenzione di dialogare con gli USA e intraprendere la via cinese come modello economico da seguire. il comunismo di castristra è in forte crisi.

  4. #84
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartacvs Visualizza Messaggio
    Qualcuno ha nominato Leon Degrelle, comandante della Divisione delle Waffen SS - Wallonien.Ecco alcune parole estratte dal discorso al Palazzo di Chaillot il 5 Marzo 1944: «Non è per salvare il capitalismo che ci battiamo in Russia. È per questo che i soldati al fronte hanno una tale fiducia. Se l’Europa deve essere ancora questa, se deve ritornare ad essere l’Europa dei banchieri, di questa grande borghesia corrotta, della facilità e dell’infiacchimento, bene, noi altri lo diciamo senza giri di parole, preferiamo ancora che il comunismo avanzi e faccia saltare tutto per aria. Auspichiamo che tutto salti piuttosto che vedere ancora rifiorire questo marciume. Noi altri guarderemo i caricatori e dopo aver sbaragliato la barbaria bolscevica, affronteremo i plutocrati, per i quali abbiamo riservato le nostre ultime munizioni".


    Io rispondo per me...
    Ho nominato la Charlemagne di cui Degrelle, peraltro grandissimo, NON faceva parte essendo lui, come tu stesso hai giustamente fatto notare, nelle Wallonien.
    Ne' "I Leoni Morti" di Saint Paulein si può leggere, se non lo hai fatto ti invito a farlo, che i ragazzi della Charlemagne erano arrivati sin lassù per difendere l'Europa dal bolscevismo.
    Ora non voglio dire che quel centinaio scarso di ragazzi francesi abbiano rappresentato l'Idea assoluta, ma introducendo quel passo di Leon Degrelle confermi ciò che sto tentando di spiegare dall'inizio del Topic.
    Ovvero che il fascismo ( il nazionalsocialismo molto meno!) ha in sè tali e tante 'anime' che trovo incomprensibile che qualcuno ( me compreso!) abbia la pretesa di racchiuderlo in rigidi confini.
    Visto che qualcuno ha tentato -addirittura- di rendere affini Evola e Freda (incredibile, ma vero!) riproporrò l'esempio.
    Pensate a Gentile e ad Evola...credo che nessuno si sognerà di negare che tra i due esistano profondissime differenze....sennò, veramente, annamose a pia' du' boccate d'aria.....

  5. #85
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartacvs Visualizza Messaggio
    Cuba dopo la caduta dell'Unione Sovietica ha ben poco di comunismo! Finiti i soldi elargiti da Mosca e il privilegio di essere il principale esportatore di zucchero dei paesi del patto di Varsavia, Castro ha dovuto cambiare politica aprendo il paese al turismo capitalista e arrivando ad accettare anche il dollaro come moneta circolante...e Cuba è diventata il bordello degli europei dove il turismo sessuale va alla grande! Sembra più un comunismo di facciata, di nome ma non di fatto! Cuba divenne una repubblica socialista nel 1961 e finì di essere un vero regime marxista-leninista nei primi anni '90 dopo il collasso dell'URSS. A Cuba l'unico che crede nel comunismo di vecchia data è solo Castro e qualche reduce della rivoluzione del 1959, già il fratello Raul ha intenzione di dialogare con gli USA e intraprendere la via cinese come modello economico da seguire. il comunismo di castristra è in forte crisi.
    Cuba era un bordello già ai tempi di Batista....all'epoca lo era di facoltosi americani oggi lo è degli europei che con quattro soldi sbibbocciano alla faccia della rivoluzione socialista di Castro.
    Caro Spartacus il comunismo è esattamente quello di Castro. Ovvero il fallimento di una Idea.
    Ricercare tante motivazioni o giustificazioni mi pare inutile e specioso.

  6. #86
    Prof. cosa si fa domani sera ?
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    Forse tu non consideri che il petrolio, è la principale risorsa del Venezuela. La statalizzazione è assolutamente necessaria. Non riterrei opportuno scommettere su tale risorsa, e quindi sull'intera economia del paese, attuando un intervento sicuramente prematuro, nel dato contesto come è la socializzazione. Il petrolio venezuelano è, gioco-forza, l'arma che Chavez deve utilizzare per resistere all'egemonia degli interessi sovranazionali che infestano il sudamerica. Secondariamente per attuare la socializzazione ritengo sia necessario un anticipato esproprio statale. Ritengo inoltre occorra previamente un'educazione del popolo in tal senso. Chavez ha attuato la socializzazione nell'industria cartiera, che comunque per iniziare è un'innegabile conquista per il popolo venezuelano e le fonti di ispirazione ad una tale iniziativa non possono che essere univoche.
    Per quanto concerne invece gli americani, è ovvio che essi non godano di certo della stima popolare....Al contrario però godono ampiamente del totale asservimento più o meno occulto della maggior parte dei governi che poi hanno voce in capitolo sul popolo (di cui non gli può fregare di meno).
    L'appoggio a Mussolini da parte del capitale è innegabile e purtroppo inizialmente necessario. Ricordati però che il vero potere economico in Italia era degli agrari....Fai un giro dalle mie parti (pianura padana) e chiedi ai vecchi mezzadri, fattori e manovalanza contadina che seppur molto anziani qualcosa ricordano, e lascia perdere i libri. L'agro pontino fu tutt'altro. Le terre furono ridistribuite, ma non ai proprietari terrieri, in maniera veramente etica se vuoi, ovviamente però a costi elevati in termini di salute.
    Ribadisco, io apprezzo Chavez non perchè lo ritengo un fascista, nazista o quant'altro. Ritengo che nel 2007 sia tra i pochi capi di Stato ad attuare una politica dicotomica a quella liberalcapitalista e lontana dal marxismo che per forza di cose più si avvicina ai principi ed all'afflato del socialismo nazionale in senso abbastanza lato...Tutto qui.....
    Su Degrelle non sto a sindacare perchè il post di Spartacus riportante l'affermazione sia abbastanza esplicativo e, mi perdonerai ma, nonostante tu l'abbia quotato, non molto in linea con quello che poco prima asserivi

  7. #87
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    esempio de che?

    di governo sovrano! Non asservito alla merda mericana!

  8. #88
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    Ancora per Oswald.
    Osva'!
    Ho citato, non quotato, il post di Spartacus proprio per evidenziare quanto, pur in situazioni assolutamente assimiliabili (si può dire che la Wallonien e la Charlemagne hanno avuto una qualche affinità?), si sia trovati di fronte a posizioni addirittura in totale contrasto tra loro.
    Leon Degrelle pensava una cosa, Saint Paulein -personaggio non meno autorevole dell'ambiente- ne pensava un'altra diametralmente opposta. E non si può dire di uno o dell'altro che non fossero nazionalsocialisti!
    Quindi ti pregherei di prestare maggiore attenzione a ciò che scrivo giacchè stiamo tentando di dialogare.
    In merito alla socializzazione temo tu abbia idee un po' confuse. Cominciamo col dire che la socializzazione nacque per volontà di Tarchi nel febbario ( mese più mese meno...vado a 'braccio'!) del '44. Se fai due conti scopri che ebbe una vita assai breve. Nell'aprile dell'anno appresso, lo dobbiamo ricordare?, era tutto finito.
    Nei primi tre punti si fanno cenni alla cosidetta socializzazione. Nondimeno nel quarto punto si ricorre ad un vago (più o meno)"seguiranno decreti maggiormente esplicativi".
    Ciò a significare che nella bozza non erano, anche nella mente dell'estensore della 'carta', chiarissime le modalità per l'attuazione.
    Peraltro la socializzazione (intesa come nazionalizazione) avrebbe dovuto riguardare le risorse di 'interesse nazionale' (di fatto l'energia) e non già le imprese di altro interesse economico.
    Se poi consideri che l'erogazione delle'energia era già di fatto in totale possesso dello Stato ecco spiegato che la socializzazione non ebbe grandi effetti sull'economia nella pur breve vita della Repubblica.
    Qual è lo spirito della socializzazione? In altre parole dove è la novità? Perchè non chiamarla nazionalizzazione o statalizzazione se non fosse così profondamente diversa?
    La novità sta (va) nel fatto che la proprietà privata era fatta salva. Anzi, nello spirito dell'ultimo fascismo, nonostante la virata a sinistra che incuriosì molto alcuni comunisti, non si rinunciava all'apporto 'ingegnoso' dell'imprenditore.
    Non solo, ma l'apporto dell'imprenditore veniva esaltato proprio perchè il fascismo era per la partecipazione e non già per la lotta di classe che di fatto sviliva la funzione lavoro a mero conflitto tra categorie.
    Quindi Chavez non si sta limitando a nazionalizzare il petrolio (che come credo d'aver capìto anche tu ritieni mossa insufficiente anche in previsione dei futuri scenari sulle fonti energetiche), ma sta attuando una fortissima penalizzazione della iniziativa privata ed in particolare (cosa se possibile ancor più grave!) dei piccoli bottegai e piccoli commercianti.
    Se la sua attuazione dovesse aver corso, a breve il Venezuela sarà ridotto ad un Paese socialista ( ma in senso decisamente deteriore) più simile al modello della ex cortina di ferro (economia statalista improduttiva) i cui danni si registranno ancora per molti anni a venire.
    Il fascismo perseguiva (secondo alcuni c'è riuscito secondo altri no) la sintesi perfetta tra capitale privato e Stato.
    A proposito ti suggerisco la lettura di libretti divulgativi di Giovanni Davoli editi da Thule, che, per l'appunto, hanno lo scopo di approfondire le tematiche del corporativismo, della partecipazione e della socializzazione.
    Ma, per carità di Dio, non facciamo confusione, per favore!
    Non di meno il fascismo ebbe una durata ventennale nel corso della quale adottò una politica sociale che (in ogni caso) fa 'più media', se mi passi l'espressione, dei 600 giorni di salò.
    E quella 'media' è certamente in forte contrasto con ciò che sta tentando Chavez in Venezuela.

 

 
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