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  1. #41
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    Citazione Originariamente Scritto da ivanko Visualizza Messaggio
    peccato, avevo distrutto careca ma anche il mio post è finito nel giro di epurazione dovuto al suo piccolo diverbio con quello degli 883. peccato, erano proprio delle belle parole. ma una frase la posso ripetere: chi è causa dei suoi mali pianga se stesso
    wow!!!
    chi è causa del suo mal pianga se stesso!!!
    ma che belle parole...
    chissa il resto...
    ma come hai fatto a partorirle???
    dì la verità, l'hai lette sul sussidiario o ti ha aiutato papà...

    peccato, però, mi sia perso il resto della magna opera della mia distruzione...
    l'hanno segata prima che potessi leggerla

    un consiglio: quando si ha una ispirazione come qella che ti ha guidato cuore, mente e mano nel vergare quelle parole, conviene salvare su un diverso file il prodotto dell'ispirazione e , magari, fare pure un bel backup... è un peccato perdere dei capolavori solo per un po' di pigrizia...

    va be', sarà per la prossima volta...



    p.s.:
    sarei lieto di conoscere il resto della magna opera...
    se vorrai essere così gentile da farmi un riassuntino in pvt...

  2. #42
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore Visualizza Messaggio
    sinistri, ascoltate il capo, e riponete tutti gli slogan sul nano pelato abusivo... d'ora in avanti..... :

    19:10 Veltroni: "Con Berlusconi conflitto, ma anche rispetto"

    'Dal 1986 con Berlusconi c'è conflitto di culture, di programmi e di valori, e tuttavia c'è anche rispetto reciproco". Lo ha detto il segretario del Partito democratico Walter Veltroni durante la conferenza stampa seguita all'incontro con il presidente di Forza Italia su legge elettorale e riforme. "Sono capace di contrastare duramente - ha aggiunto - ma anche di rispettare i miei avversari".

    Si tratta di una barzelletta.....Veltroni è considerato l'uomo nuovo della politica , ma è lì da decenni.
    Tutti lo venerano e lo incensano , è sempre sulle televisioni a reti unificate....
    E nessuno che abbia coraggio di gridare "...ma quel re è nudo !!!"......

  3. #43
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Farò a meno di riportare la valanga di insulti contro Berlusconi.
    C'è anche il libro:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Berlusconi_ti_odio
    http://www.politicaonline.net/forum/...hreadid=154004


  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    io vedo Berlusca che stringe la mano ancora sporca di sangue di un comunista.
    Il comunismo di Veltroni è pari alla tua intelligenza

  5. #45
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    Citazione Originariamente Scritto da ItaloConservatore Visualizza Messaggio
    sinistri, ascoltate il capo, e riponete tutti gli slogan sul nano pelato abusivo... d'ora in avanti..... :

    19:10 Veltroni: "Con Berlusconi conflitto, ma anche rispetto"

    'Dal 1986 con Berlusconi c'è conflitto di culture, di programmi e di valori, e tuttavia c'è anche rispetto reciproco". Lo ha detto il segretario del Partito democratico Walter Veltroni durante la conferenza stampa seguita all'incontro con il presidente di Forza Italia su legge elettorale e riforme. "Sono capace di contrastare duramente - ha aggiunto - ma anche di rispettare i miei avversari".


    che pena

  6. #46
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    Citazione Originariamente Scritto da medsim Visualizza Messaggio
    Il comunismo di Veltroni è pari alla tua intelligenza
    Walter e Silvio, quell’incontro nell’89
    Il responsabile comunicazione di Botteghe Oscure e il re della tv.
    Che aveva idee molto diverse da oggi

    Maurizio Chierici
    L'Unità: 30 Novembre 2007, pag. 4 - Politica

    Quasi vent’anni fa Berlusconi e Veltroni si sono incontrati per la prima volta attorno a un tavolo di Arcore. Fine maggio 1989. Veltroni era responsabile della comunicazione televisiva di Botteghe Oscure; Berlusconi cominciava a diventare il re del piccolo schermo. La politica sembrava lontana. Ma era ormai un protagonista importante della comunicazione e la sinistra voleva sapere con quali programmi stava disegnando il futuro. La visita di Veltroni ha interessato le cronache. Il Corriere della Sera pubblica l’immagine del Cavaliere che sorride bonario al giovanotto. Veltroni aveva raccolto in un libro la nostalgia per «I favolosi anni ’60» e la politica ne accompagnava l’impegno civile.
    Tre giorni dopo sulla stessa poltrona di Veltroni un giornalista del Corriere comincia un’intervista filtrata con eleganza durante un lungo un intero pomeriggio da Fedele Confalonieri. Non preoccupato delle domande, ma generoso nei ricordi. Lui e Silvio che diventano amici attorno ad un pianoforte e lo slancio e le intuizioni e la fantasia del signore che aveva inventato la televisione commerciale. Entusiasmo affettuoso, soprattutto sincero.
    «Chapeau», tanto di cappello, ripeteva nell’evocare i passi della scalata.
    Ed è Confalonieri ad accompagnare il giornalista nel giardino di Arcore, tavolo protetto dall’ombra di un grande albero, e finalmente arriva il Cavaliere.
    Il giornalista accende il registratore e Berlusconi ne è felice.
    «Lei comincia nel modo giusto.
    Il registratore raccoglie lealmente le nostre parole.
    Sapesse certi suoi colleghi che scherzi fanno: travisano, inventano.
    Così siamo tutti e due tranquilli
    .
    Prima domanda…».

    Ha fretta, quasi un ordine.
    Il giornalista prova a rompere il ghiaccio ricordando la visita del comunicatore Pci: qualche giorno fa qui era seduto Veltroni.
    Nel registratore la voce del protagonista inclina al sorriso:
    «Hai sentito, Fedele? Il signore crede che i comunisti mangino ancora i bambini.
    Sono bravi, seri.
    Lavorerò con loro perché di loro mi fido.
    Dimentichi la propaganda del ’48.
    I tempi sono cambiati: stiamo vivendo una nuova realtà».


    E poi racconta di essere l’editore ideale di ogni giornalista.
    Nei suoi fogli ognuno può scrivere ciò che vuole, assoluto disinteresse per la linea politica dei suoi giornali. Prenda Montanelli. Fedele, più o meno quanto ci costa un fondo di Indro?» (al tempo direttore del quotidiano di famiglia). «Di preciso non lo so. Più o meno tre, quattrocento mila lire» che era una somma favolosa negli anni ‘80.
    «Non sono sempre d’accordo con ciò che scrive, ma rispetto le sue idee come rispetto le idee di ogni redattore. Dove lo trova un editore così?».
    E la politica?
    «Per carità. Lei sa che che ho un grande amico socialista, ma anche buoni amici democristiani. Mi vorrebbero a Roma: non ci casco, non mi conviene. Della politica so troppe cose che consigliano di stare alla larga, il mio mestiere è questo».

    Editore anche di giornali o di libri?
    «Lasciamo stare i libri. È la Tv il futuro.
    Educo i miei figli davanti alla televisione.
    Alla sera la guardiamo assieme: risate, commenti, un modo per riunire la famiglia. Il libro invece separa. Ognuno propria stanza inseguendo fantasie che non sempre i genitori approvano e possono controllare…».

    Due giorni dopo l’intervista l’articolo del giornalista appare sulla terza pagina del Corriere. Allora era la pagina numero tre. Berlusconi non protesta ma invita a cena il direttore Ugo Stille e il vice direttore Giulio Anselmi che oggi firma La Stampa. Prima della cena ascoltano la registrazione tanto per capire se il giornalista ha pasticciato qualcosa. Non ha pasticciato. Vanno e tornano annoiati. Ogni quarto d’ora i passi felpati di un cameriere allungavano al Cavaliere i bollettini auditel adagiati su una guantiera d’argento. Il Cavaliere leggeva felice ad alta voce. Rai battuta in prima serata. Andiamo sempre meglio.

    Il giornalista ha ricordato l’incontro e i giuramenti dei quel maggio ’89, Muro di Berlino ancora in piedi, quando Berlusconi è sceso in politica per difendere l’Italia dal comunismo.
    Nessun invito a cena, nessuna protesta: solo una colazione frettolosa in via dell’Anima ma l’argomento è un altro e il padrone di casa dall’ospitalità squisita non ricorda al giornalista la vecchia intervista di qualche tempo prima.
    Passano quasi vent’anni e domenica pomeriggio il senatore Dell’Utri coinfida a Lucia Annunziata nello schermo Rai 3 che Berlusconi cambia spesso idea nella convinzione «che cambiano idea solo le persone intelligenti».
    Ecco la curiosità: con quali nuove idee torna a sedersi al tavolo di Veltroni?

  7. #47
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Walter e Silvio, quell’incontro nell’89
    Il responsabile comunicazione di Botteghe Oscure e il re della tv.
    Che aveva idee molto diverse da oggi

    Maurizio Chierici
    L'Unità: 30 Novembre 2007, pag. 4 - Politica

    Quasi vent’anni fa Berlusconi e Veltroni si sono incontrati per la prima volta attorno a un tavolo di Arcore. Fine maggio 1989. Veltroni era responsabile della comunicazione televisiva di Botteghe Oscure; Berlusconi cominciava a diventare il re del piccolo schermo. La politica sembrava lontana. Ma era ormai un protagonista importante della comunicazione e la sinistra voleva sapere con quali programmi stava disegnando il futuro. La visita di Veltroni ha interessato le cronache. Il Corriere della Sera pubblica l’immagine del Cavaliere che sorride bonario al giovanotto. Veltroni aveva raccolto in un libro la nostalgia per «I favolosi anni ’60» e la politica ne accompagnava l’impegno civile.
    Tre giorni dopo sulla stessa poltrona di Veltroni un giornalista del Corriere comincia un’intervista filtrata con eleganza durante un lungo un intero pomeriggio da Fedele Confalonieri. Non preoccupato delle domande, ma generoso nei ricordi. Lui e Silvio che diventano amici attorno ad un pianoforte e lo slancio e le intuizioni e la fantasia del signore che aveva inventato la televisione commerciale. Entusiasmo affettuoso, soprattutto sincero.
    «Chapeau», tanto di cappello, ripeteva nell’evocare i passi della scalata.
    Ed è Confalonieri ad accompagnare il giornalista nel giardino di Arcore, tavolo protetto dall’ombra di un grande albero, e finalmente arriva il Cavaliere.
    Il giornalista accende il registratore e Berlusconi ne è felice.
    «Lei comincia nel modo giusto.
    Il registratore raccoglie lealmente le nostre parole.
    Sapesse certi suoi colleghi che scherzi fanno: travisano, inventano.
    Così siamo tutti e due tranquilli
    .
    Prima domanda…».

    Ha fretta, quasi un ordine.
    Il giornalista prova a rompere il ghiaccio ricordando la visita del comunicatore Pci: qualche giorno fa qui era seduto Veltroni.
    Nel registratore la voce del protagonista inclina al sorriso:
    «Hai sentito, Fedele? Il signore crede che i comunisti mangino ancora i bambini.
    Sono bravi, seri.
    Lavorerò con loro perché di loro mi fido.
    Dimentichi la propaganda del ’48.
    I tempi sono cambiati: stiamo vivendo una nuova realtà».


    E poi racconta di essere l’editore ideale di ogni giornalista.
    Nei suoi fogli ognuno può scrivere ciò che vuole, assoluto disinteresse per la linea politica dei suoi giornali. Prenda Montanelli. Fedele, più o meno quanto ci costa un fondo di Indro?» (al tempo direttore del quotidiano di famiglia). «Di preciso non lo so. Più o meno tre, quattrocento mila lire» che era una somma favolosa negli anni ‘80.
    «Non sono sempre d’accordo con ciò che scrive, ma rispetto le sue idee come rispetto le idee di ogni redattore. Dove lo trova un editore così?».
    E la politica?
    «Per carità. Lei sa che che ho un grande amico socialista, ma anche buoni amici democristiani. Mi vorrebbero a Roma: non ci casco, non mi conviene. Della politica so troppe cose che consigliano di stare alla larga, il mio mestiere è questo».

    Editore anche di giornali o di libri?
    «Lasciamo stare i libri. È la Tv il futuro.
    Educo i miei figli davanti alla televisione.
    Alla sera la guardiamo assieme: risate, commenti, un modo per riunire la famiglia. Il libro invece separa. Ognuno propria stanza inseguendo fantasie che non sempre i genitori approvano e possono controllare…».

    Due giorni dopo l’intervista l’articolo del giornalista appare sulla terza pagina del Corriere. Allora era la pagina numero tre. Berlusconi non protesta ma invita a cena il direttore Ugo Stille e il vice direttore Giulio Anselmi che oggi firma La Stampa. Prima della cena ascoltano la registrazione tanto per capire se il giornalista ha pasticciato qualcosa. Non ha pasticciato. Vanno e tornano annoiati. Ogni quarto d’ora i passi felpati di un cameriere allungavano al Cavaliere i bollettini auditel adagiati su una guantiera d’argento. Il Cavaliere leggeva felice ad alta voce. Rai battuta in prima serata. Andiamo sempre meglio.

    Il giornalista ha ricordato l’incontro e i giuramenti dei quel maggio ’89, Muro di Berlino ancora in piedi, quando Berlusconi è sceso in politica per difendere l’Italia dal comunismo.
    Nessun invito a cena, nessuna protesta: solo una colazione frettolosa in via dell’Anima ma l’argomento è un altro e il padrone di casa dall’ospitalità squisita non ricorda al giornalista la vecchia intervista di qualche tempo prima.
    Passano quasi vent’anni e domenica pomeriggio il senatore Dell’Utri coinfida a Lucia Annunziata nello schermo Rai 3 che Berlusconi cambia spesso idea nella convinzione «che cambiano idea solo le persone intelligenti».
    Ecco la curiosità: con quali nuove idee torna a sedersi al tavolo di Veltroni?
    Conoscevo già questi fatti, la presenza di Veltroni a Botteghe Oscure non ne fa di certi un comunista, specialmente ora che è alla testa della rinata DC.

    Un appunto frivolo sui soldi guadagnati da Montanelli, Maurizio Chierici sostiene che 300/400.000 Lire fossero una fortuna nel 1980, io aggiungerei, magari lo fossero state, mio padre prendeva quella cifra negli anni '70 mensilmente e lavorava a Malpensa in una società di import/export, era un impiegato. Se fossero stati una fortuna ora sarei ricco sfondato. Un piccolo segnale per evidenziare come l'informazione viene notoriamente distorta e modificata per gli ignoranti che si bevono tutto.

  8. #48
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    Citazione Originariamente Scritto da MrBojangles Visualizza Messaggio
    Walter e Silvio, quell’incontro nell’89
    Il responsabile comunicazione di Botteghe Oscure e il re della tv.
    Che aveva idee molto diverse da oggi

    Maurizio Chierici
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    Quasi vent’anni fa Berlusconi e Veltroni si sono incontrati per la prima volta attorno a un tavolo di Arcore. Fine maggio 1989.

    errore: si conoscevano almeno dal 1987.

    Il Mondo lunedì, 6 aprile 1987
    VARIE
    Pag. 064



    amici miei
    tutti gli uomini che fanno capo a Silvio Berlusconi.
    effetto berlusconi 3 . la lobby del presidente


    Arcore , villa Berlusconi , pomeriggio del Milan day di meta' luglio . Pochi invitati , tutti parenti stretti o collaboratori fedelissimi di Sua Emittenza . Un solo esterno , Mario Boselli , presidente dell' Ente fiera di Milano . Un nome nuovo nella cerchia dei grandi amici che , nella politica , negli affari e nella finanza compongono quello che puo' essere definita la lobby berlusconiana . Un gesto di cortesia , l' invito in villa , che ripagava Boselli delle critiche e delle polemiche che avevano accompagnato la sua decisione di decentrare la Fiera non a Milanofiori , come insisteva Giuseppe Cabassi , ma al Girasole di Lacchiarella , di proprieta' Fininvest . Quanto abbia reso a Berlusconi , sta a dimostrarlo la veloce discesa dell' indebitamento . Ma c' e' chi dice che anche l' affare Fiera , senza le sponde politiche , Berlusconi non l' avrebbe mai fatto .

    Le sponde politiche , quando si parla di Sua Emittenza , sono tante e non tutte note . Scontata l' amicizia personale con Bettino Craxi , il presidente del consiglio socialista che non ha mai nascosto le simpatie per Canale 5 .

    Ovvio anche il canale privilegiato che si e' stabilito , nel tempo , con Paolo Pillitteri , prima esponente di punta del Garofano nella commissione di vigilanza Rai , e ora sindaco nella capitale dell' impero berlusconiano .

    Meno noto e' il rapporto , discreto ma continuo , con Silvano Larini , architetto , con Berlusconi fin dai primi tempi di Milano Due , l' uomo al quale si devono molte delle amicizie del patron di Canale 5 in casa socialista .

    " Chi pranza con Bettino " , dice un proverbio romano , " non cena con Ciriaco " . E puntualmente con il segretario dc De Mita , Berlusconi non ha mai avuto vita facile , nonostante la vecchia amicizia con Roberto Mazzotta , ex proconsole demitiano , a Milano , oggi a capo della Cariplo , e i recenti tentativi di ricucire lo strappo operato da Clemente Mastella .

    Non per questo le porte di casa dc sono rimaste sempre chiuse per re Silvio : se un tempo era Vittorino Colombo l' interlocutore numero uno , oggi i nomi piu' ricorrenti sono quelli di Arnaldo Forlani e Giulio Andreotti .

    E negli altri partiti ? Sono in molti a dire che , specie nei giorni caldi quando sembrava che la legge sulle tivu' fosse in dirittura d' arrivo , il telefono di Mauro Dutto , repubblicano , ex giornalista Rai , oggi nella commissione di vigilanza , e' suonato quasi in continuazione . Dall ' altro capo del filo Berlusconi o gli uomini a lui piu' vicini .

    Stessi rapporti , identica frequentazione anche in casa socialdemocratica : interlocutore principale , questa volta , il deputato milanese Renato Massari .

    Hanno fatto scalpore le sortite di Sua Emittenza prima al Festival dell' Unita' e poi alla convention del Pci sull' informazione . Qualcuno ha parlato di filo diretto se non con Alessandro Natta (si sono visti solo un paio di volte) , sicuramente con il giovane responsabile del settore media , Walter Veltroni . Ma pochi sanno che i contatti con il Pci , da anni , sono stati costruiti da Sergio Roncucci , un anonimo comunista di periferia , consigliere comunale a Basiglio (il comune di Milano Tre) , sempre presente ai convegni e alle iniziative berlusconiane , impeccabile nel vestire quanto abile nel tessere rapporti .

    Se la lobby politica non presenta assenze di rilievo , anche tra i grand commis del credito Berlusconi puo' contare su interlocutori certi . Lino Venini , anziano capo carismatico della Banca popolare di Novara , non ha mai fatto mancare il suo potente appoggio fin dai tempi in cui l' allora giovane costruttore e immobiliarista , fece uno dei suoi primi grandi affari acquistando a Milano (con la societa' Bica) un palazzo poi rivenduto all' Enel : a prestare i 46 miliardi necessari era stata proprio la Popolare di Novara . Una partnership da allora mai interrotta . Neppure quando a Venini sono subentrati negli incarichi operativi , Roberto Di Tieri e Piero Bongianino .

    Con Nerio Nesi , presidente della Bnl , le operazioni in comune sono quasi una regola : e' la Bnl una delle banche piu' pronte a concedere prestiti ; e' la Bnl la banca socia della Fininvest nelle societa' di factoring che serve il gruppo ; e ' la Bnl la banca oggi piu' esposta con la galassia Berlusconi . Ma la Bnl e Nesi sono in buona compagnia . Lucio Rondelli , amministratore delegato del Credito italiano , per esempio , non ha mai nascosto la sua disponibilita' a considerare Berlusconi uno dei clienti privilegiati del suo istituto . Lo stesso avviene per Giampiero Cantoni , presidente dell' Ibi . E per Piero Barucci del Montepaschi di Siena .

    Ma bastano gli ottimi rapporti con alcuni uomini chiave del sistema bancario a spiegare gli exploit finanziari nei bilanci Fininvest ? Ovviamente no . E non a caso tra le persone piu' ascoltate c' e' un esperto fiscale . Anzi , l' enfant prodige del fiscalismo italiano , quel Giulio Tremonti , docente all' universita' di Pavia , autore di un documentatissimo pamphlet sulle mille tasse degli italiani . E stato anche grazie ai suoi suggerimenti che la politica dei vasi comunicanti , molto in voga in casa Fininvest , ha permesso notevoli risparmi fiscali .

    Consulenti , mediatori d' affari , ambasciatori tra i politici e gli uomini d' affari , Berlusconi non li ha solo in Italia . Cosi' a Lugano , negli uffici della Open service , a curare i suoi interessi personali , c' e' una ex giornalista , Candia Camaggi . A Parigi , prima a preparare il terreno e oggi a fare da supervisore , c' e' un ex manager della Revlon , Angelo Codignoni . Mentre a Madrid gran ciambellano del Biscione e' un dottore in scienze sociali ed economiche , Miguel Angel Martin Proharam , ben introdotto negli ambienti politici iberici e grande amico di Valerio Lazarov , oggi patron di Videotime e in passato il Pippo Baudo di Spagna .


    = Inchiesta a cura di Antonio Calabro' , Dario Di Vico , Armando Zeni Emmanuele Milano Roberto Mazzotta . Nella pagina accanto , Paolo Pillitteri , Lino Venini e Mario Boselli


    http://www.ilmondo.rcs.it/mondo/logi...se=&eyear=1990

  9. #49
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    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio



    qualcuno non farà la grazia al paese di spedirli a Ulan Bator in un pacco unico sola andata e senza sigillo di riconoscimento..... vero?

  10. #50
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    sono schifato. perso definitivamente un elettore.

 

 
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