



Non so quanto ci metti a tradurre una cartella, ma io con le ripetizioni guadagnavo (netti) fino a 15 euro l'ora.
Quando scrivevo (in italiano) la cartella da 1800 la facevo in una mezz'ora (anche se va aggiunto il tempo per la raccolta materiali) e mi fruttava esattamente 12 euro e 54 centesimi.
Obiettivamente, 6 euro per una cartella di traduttore è troppo poco.
L'arte di essere P.A.


No, la piattaforma non è di proprietà della multinazionale in oggetto. Ma a me non dovrebbe fregarmene una beneamata cippa, visto che è stata una decisione loro di trasferirsi lì.
In teoria, ma molto in teoria, io divento "tenant" di un tot di spazio su questa piattaforma (nel mio settore si ragione in termini di "parole", perché veniamo pagati a parola tradotta).
In pratica, io pago per avere a disposizione un certo numero di parole traducibili, tipo una tessera a scalare.
Se io uso la piattaforma per la multinazionale, le parole non mi vengono scalate. Se invece la uso per altri fornitori mi vengono decurtate.
Il punto è che per continuare a essere collaboratrice della multinazionale (con cui collaboro da 15 anni, non proprio da ieri) sarò costretta comunque a versare un tot ogni mese, anche se lavoro solo per loro e quindi il numero di parole a mia disposizione resta invariato, e questo mi sembra fuori da ogni logica.
Ah, ci sono vari piani tariffari, come se dovessi stipulare un contratto con Vodafone, Tim o chissà chi. Sono letteralmente schifita.
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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vi vedo così tranquilli e pacifici che non itervengo, tanto più dopo l'uscita di scena del milan dal campionato
Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.


Mi spiace, ma non vedo come si possa parlare di sfruttamento.
Ogni azienda o attività in proprio come anche la tua ha diritto/dovere di richiedere servizi nei modi che ritiene più opportuni. Se questo cambiamento per te è in peggio non puoi parlare di sfruttamento, ma semplicemente verificare se ti conviene o meno.
Parlare di 15 anni di collaborazione non significa nulla, sai meglio di me che se trovi un commercialista che ti fa pagare la metà a parità di professionalità o una nuova multinazionale che ti paga il doppio a parità di lavoro cambi indipendentemente dal numero di anni durante i quali hai lavorato con questa o quella impresa o persona. Lo stesso vale per gli altri nei tuo confronti.
Non si tratta, come si pteva supporre dall'inizio, di spingere una persona ad aprire una partita IVA e mettersi in proprio per avere un dipendente e non pagarlo (e trattarlo) come tale, come fanno in questo caso scorrettamente, alcune imprese. Si tratta semplicemente di nuove esigenze dell'azienda che richiede dei serivizi e non puoi far altro che decidere se adeguarti o meno.
Se i traduttori vengono pagati poco la colpa non ricade su chi richiede traduzioni.
Ultima modifica di Strangolatore di Dresda; 25-03-10 alle 00:14
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


In linea di principio sono d'accordo con te. E posso aggiungere che ci sono diversi loro colleghi che rovinano il mercato accettando compensi e condizioni da morti di fame. Per questo, secondo me, dovrebbero lottare in modo più incisivo per il riconoscimento dell'ordine professionale. Lo dico per pragmatismo, eh.
"Bad karma"


Dubito che possa risolvere questi problemi. Il bilinguismo è molto diffuso, nel suo caso (inglese -> italiano) viste le condizioni di mercato può già ritenersi immensamente fortunata del fatto che lavori.
Semplicemente ci sono dei mestieri ben pagati e altri che non lo sono.
Ultima modifica di Strangolatore di Dresda; 25-03-10 alle 00:27
Hey, I don't feel so good. Something's not right, something's coming over me, what the hell is this?


Oh, beh, se parliamo della diffusione dell'inglese potrei anche darti ragione. C'è da dire che l'inglese è diffuso sì, ma in maniera mediocre. Però devo ragionare da manager, brutta e fin troppo lisa parola: io non ho tempo per star dietro a tutti i documenti da tradurre, per esempio. Mi trovo in una posizione in cui devo produrre documenti in italiano per dei superiori che l'inglese lo masticano a malapena e poi mi tocca perder tempo a ritradurre quanto ho scritto...quando per esempio a me sarebbe stato più comodo produrre direttamente in inglese.
Qui mi serve il traduttore. Nel tempo che perderei a ritradurre quanto ho prodotto, riuscirei a fare molte altre cose.
Poi ci sono i traduttori letterari, che non sono assolutamente tutelati...
Beh, ti assicuro che se si costituissero in un ordine ci sarebbero molte aziende a piangere lacrime amare. E io me lo auguro.
Ultima modifica di Rexal; 25-03-10 alle 00:34
"Bad karma"


Parlo di sfruttamento perché noi non abbiamo alcun potere di contrattazione.
Quando ho iniziato questa professione, avevo vari clienti, piccole agenzie sparse per tutta Italia. Mano a mano, sono state tutte assorbite da questa multinazionale, con il risultato che molti di noi dipendono dal 70-80% dal lavoro che ti viene dato da loro.
Nel campo della localizzazione (il mio settore) esistono di fatto due monopoli: quello di Trados-SDLX (un tool per la traduzione assistita richiesto praticamente da tutti) e quello della multinazionale che si è fagocitata tutti i piccoli.
Io capisco le esigenze aziendali e credimi, pur di tenermi il cliente ho accettato condizioni di lavoro sempre peggiori a fronte di richieste sempre maggiori (ad esempio, vogliono praticamente eliminare la figura del revisore interno sostituendola con una serie di "controlli" automatizzati fatti dal traduttore, che richiedono un sacco di tempo e non sono pagati).
A tutto però c'è un limite: io non ho mai visto, chessò, un architetto pagare il cliente per fare un progetto (a meno che non si tratti di una mazzetta, ovviamente).
Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Io non sò se tu hai mai avuto esperienza di questo tipo di collaborazioni, ma personalmente non la vedo come la stai descrivendo.
Questi sono dei lavoratori di concetto, che hanno dei rapporti di collaborazione continuata e coordinata negli anni con i propri clienti che di fatto diventano dei datori di lavoro.
Formalmente sembrano delle aziende, ma in realtà sono dei dipendenti senza diritti con il carico della partita iva, del commercialista ed è una cosa indecente.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)