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Discussione: Cose d'altri tempi

  1. #11
    Mulino Bianco
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    Predefinito Uno spot per l’acqua minerale prelevata dal Navile

    NEL LUGLIO del 1866 il ‘Monitore di Bologna’ presentò con evidenza la pubblicità davvero curiosa dell’ ‘Acqua minerale salino magnesiaca del Navile
    di Bologna’ e che trascriviamo integralmente: «A notizia di chiunque si partecipa che l’acqua suddetta oltre a spacciarsi nella Casa ove è la fonte, in via Porto Navile n. 997 e 998 (oggi via del Porto), si vende pure dal Confetturiere Borgognoni in via Borgo Salamo (oggi via Farini) dirimpetto a piazza Cavour e nella farmacia Bonavia Clemente a capo della via Vetturini (oggi via Ugo Bassi).
    Conservando poi la suddetta acqua in ogni stagione inalterate le sue proprietà salutari, così giornalmente nella suddetta via Porto Navile si prosegue la bibita per chi ama berla sul luogo e tosto estratta dal pozzo, ed a quest’effetto lo stabilimento è aperto tutti i giorni dalla levata del sole al tramonto».
    Dunque, a Bologna si vendeva — anche in farmacia! — un’acqua ‘minerale’ che si prelevava da un pozzo al porto Navile e che aveva — secondo la pubblicità — ‘proprietà salutari’.
    E ciò accadeva dopo che fra il 1855 ed il 1866 a Bologna vi erano stati 5000 morti per il colera.
    Ma siamo sicuri che dal 1866 ad oggi altre acque minerali non siano state prelevate da pozzi simili a quello del Porto Navile?


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 12/02/2008

  2. #12
    Mulino Bianco
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    Predefinito Una tassa sulle biciclette per far fronte alle spese militari

    IL 24 MAGGIO del 1915 l’Italia entrò in guerra e il 24 novembre successivo il Governo decise nuove tasse «per provvedere ai bisogni straordinari» conseguenti alla spese militari.
    La legge, era scritto, aveva effetto «per la durata della guerra».
    Oltre ad un aumento generalizzato di un centesimo per lira sui redditi di qualunque natura, furono aumentate le tariffe postali, le tasse sui bolli e sul sale.
    Le due tasse che più fecero scalpore fra i bolognesi suscitando commenti di ogni tipo furono quella sui fiammiferi e, soprattutto, quella sui velocipedi, cioè le biciclette.
    Quest’ultima tassa, già esistente, fu innalzata a lire 8 per ogni bicicletta con l’aggiunta di due lire per ogni posto (i ‘tandem’).
    La cifra era considerevole se si pensa che un pranzo al Ristorante Popolare, che stava per essere aperto nella Sala Borsa, costava lire 3,50 e comprendeva il primo, il secondo, il contorno, pane e vino.
    La legge, tuttavia, prevedeva che «a partire dal primo gennaio 1916 la tassa di circolazione sui velocipedi» si applicasse solo in aree pubbliche: con l’astuzia tipica di un popolo che non ama le tasse e fa di tutto per non pagarle, molti smisero di usare le biciclette e i tandem, o si limitarono ad usarle in aree e strade private.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 19/02/2008

  3. #13
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    Predefinito Ottobre 1988: il Nettuno si sottopone al lifting

    VENT’ANNI FA iniziò uno dei primi grandi restauri, quello della statua del Nettuno.
    I bolognesi accorsero numerosi, il 5 ottobre 1988, alle ore 12,30, per assistere ad uno spettacolo grandioso: una possente gru estrasse dall’involucro, simile
    ad un’astronave, che racchiudeva l’intera fontana, il Gigante che apparve pian piano per poi rimanere sospeso in aria.
    La statua, imbragata minuziosamente, fu depositata su un camion e trasportata nella sua nuova ‘casa’ che lo avrebbe ospitato fino alla fine del restauro.
    Una casa di legno di pino di Russia, opera dello scultore Mario Ceroli, aperta ai cittadini che avrebbero potuto così assistere da vicino alle varie fasi dei lavori di restauro.
    Ad accollarsi l’intera spesa fu l’Associazione Industriali di Bologna, presieduta da Giuseppe Gazzoni. E a proposito, non si può non collegare l’operazione del restauro del Nettuno con il nonno di Giuseppe Gazzoni, Arturo, il fondatore dell’azienda che, fra l’altro, produsse l’Idrolitina.
    Ebbene, 60 anni prima, nel 1928, Arturo Gazzoni lanciò la pubblicità della magica polverina che rendeva frizzante l’acqua da tavola con un disegno di Augusto Majani (Nasica) nel quale spiccava proprio il Nettuno con la scritta: ‘L’Idrolitina è la favorita del dio delle acque da tavola’.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 19/02/2008


    -----

    Io me lo ricordo il Nettuno nella casetta di legno

  4. #14
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    Predefinito E il Cardinal Legato ordinò: funghi vietati in estate

    TRA IL 1640 e il 1730 le autorità municipali bolognesi firmarono per ben sei volte lo stesso bando che faceva proibizione di introdurre in città dei funghi nel periodo estivo compreso fra maggio e settembre.
    La ragione del divieto era motivata dal ‘pregiudizio che può apportare alla sanità del corpo’ il cibarsi dei funghi che vengono definiti ‘nocivi’, specialmente durante la stagione estiva.
    Pertanto il Cardinale Legato, sentite tutte le autorità, comprese quelle sanitarie, ‘comanda e proibisce a qualsivoglia persona l’introdurre o vendere pubblicamente o privatamente in questa città e contado’ ogni tipo di fungo, in particolare i ‘funghi predaroli’ (i prataioli?).
    Le pene previste nel bando consistevano in una multa di 25 scudi d’oro, il sequestro dei funghi ed eventuali pene corporali ‘ad arbitrio del cardinal Legato’.
    Evidentemente era accaduto, prima del 1640, che alcune persone fossero morte per avvelenamento dopo aver ingerito funghi non commestibili acquistati da venditori di piazza o ambulanti.
    Resta la curiosità di capire perché tale divieto fosse limitato al periodo estivo, visto che il mese migliore per la raccolta dei funghi è settembre e, quindi, i funghi raccolti potevano essere venduti, freschi o essicati, a partire da ottobre.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 04/03/2008

  5. #15
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    Predefinito Quando il giovane Marco Biagi si occupava di piccoli orfani

    POCHI ricordano che Marco Biagi, ucciso dalle Brigate Rosse il 19 marzo 2002, non ancora venticinquenne fu consigliere d’amministrazione di una piccola Opera pia bolognese, l’Istituto Clemente Primodì, su indicazione del Partito socialista.
    Fu questo, dal 1975 al 1978, il suo primo incarico pubblico.
    L’Istituto Primodì, fondato nel 1863, in virtù del lascito (quasi 500.000 lire) del benefattore Clemente Primodì, aveva lo scopo di accogliere orfani e avviarli ad un’attività lavorativa di tipo artigianale.
    Ebbe sede in via Fondazza 66, e dal 1960 in via degli Ortolani 12.
    Di fronte ai mutamenti sociali (ormai erano pochissimi gli orfani) e alle nuove forme assistenziali, dal 30 giugno 1973 l’Istituto Primodì cessò la propria attività nel convitto di via degli Ortolani.
    Si rese, così, necessario individuare nuove modalità di sostegno ai minori in difficoltà, modificando di conseguenza lo statuto.
    Il giovane Marco Biagi contribuì sia all’elaborazione del nuovo statuto sia ai nuovi indirizzi: assistenza domiciliare, gruppi-appartamento, sussidi per il mantenimento in famiglia del ragazzo.
    Fu l’inizio della sua brillante carriera di studioso e di docente, di uomo al servizio dello Stato che pagò con la vita il suo impegno e la sua onestà intellettuale.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 11/03/2008

  6. #16
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    Predefinito Così il sindaco Zanardi vinse la ‘battaglia’ del pane

    IL 24 MAGGIO del 1915 l’Italia entrò in guerra contro Austria e Germania.
    Due giorni dopo, a Bologna come altrove, il prezzo del pane aumentò circa del 30%.
    Il sindaco di Bologna, il socialista riformista Francesco Zanardi, decise immediatamente di far vendere il pane a prezzo calmierato e addirittura inferiore a quello prebellico, nei quattro negozi dell’Ente dei Consumi la cui apertura egli aveva promosso l’anno precedente.
    Tuttavia, il prezzo del grano cresceva moltissimo e perciò Zanardi fece acquistare al Comune una nave per importarlo dall’Argentina il cui costo era di gran lunga inferiore.
    Poi, per poter produrre ‘in proprio’ il pane, costruì il grande forno in via Don Minzoni che era in grado di produrre ogni giorno ben 500 quintali di pagnotte da 600 grammi, vendute a prezzi inferiori del 30-40% rispetto ai fornai privati.
    I bolognesi, a differenza di altri cittadini, non furono mai privi di pane, né di altri generi alimentari che erano venduti a prezzi calmierati nei numerosi negozi dell’Ente dei Consumi (alla fine della guerra erano ben 17).
    Il ministero dell’Agricoltura premiò il pane di Zanardi come il migliore d’Italia e di prezzo minore.
    Dunque, l’appellativo dato a Francesco Zanardi di ‘sindaco del pane’ fu veramente meritato.


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    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 18/03/2008

  7. #17
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    Predefinito

    si però gli rimane l'onta di aver fatto abbattere le mura

  8. #18
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    Predefinito Marzo 1915: scontro fra tram con... frittata gigante

    IL 1904 fu l’anno in cui Bologna vide all’opera il primo tram elettrico che sostituì il servizio di trasporto pubblico svolto dai tram a cavalli.
    La società che ebbe in gestione il servizio era belga (‘Les tramways de Bologne’): molti dipendenti della società che gestiva il tram
    a cavalli vennero assunti dalla società belga e addestrati alla guida del nuovo mezzo; a rimetterci furono solo i cavalli che per lo più finirono in macelleria.
    L’11 febbraio 1904, finalmente, si effettuò la prima corsa, con servizio
    a pagamento, sulla linea Indipendenza-Stazione-Zucca: nove carrozze elettriche che partivano ogni 10 minuti.
    Il primo scontro frontale fra due tram avvenne il 4 marzo 1915 sulla linea San Ruffillo: l’incidente accadde in via Toscana, di fronte al Mazzacorati, e fu causato dall’errato azionamento dello scambio da parte di un manovratore.
    Nonostante la frenata, i due tram si scontrarono: vetture danneggiate, vetri in frantumi, tanta paura, qualche ammaccatura di poco conto fra i passeggeri. Chi protestò fu un contadino che aveva con sé un paniere pieno di uova fresche. Non se ne salvò nemmeno una. Intervenne l’assicurazione che rifuse il danno al contadino: la frittata di uova fu valutata 14 lire, che l’assicurazione pagò senza batter ciglio.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 25/03/2008


    ----


    Che meraviglia, questi sì che erano bei tempi!

  9. #19
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    Predefinito La sera andavamo da Lamma, mitica trattoria di via de’ Giudei

    CHI HA PIÙ di 30 anni non può non ricordare la birreria ristorante Lamma in via de’ Giudei e averne nostalgia.
    Pochi sanno, però, la storia di quel locale.
    Fu inizialmente (fine ’200) della famiglia dei Garisendi, quelli della torre; poi passò a Romeo Pepoli, futuro Signore di Bologna.
    Dal ’600 in poi l’immobile fu utilizzato da confraternite: prima vi si stabilì un gruppo di vedove che non intendeva né risposarsi né monacarsi, ma solo pregare; poi fu la volta di una confraternita maschile che svolgeva assistenza ai malati e ai carcerati.
    Lì costruirono, proprio dove poi fu aperta la sala da pranzo del ristorante Lamma, la piccola chiesa di San Gabriele.
    In epoca napoleonica la chiesa fu trasformata in teatro da Filippo Coralli che vi presentò spettacoli ‘da eseguirsi con automi’, cioè con marionette.
    Nel 1834 Giuseppe Lamma acquistò l’immobile per impiantarvi una fabbrica di birra: poi, oltre a vendere birra, servì il caffè e infine allestì una trattoria.
    Alla sua morte, l’attività fu proseguita dai figli che, nel 1883, cessarono la produzione di birra mantenendo solo quella di trattoria.
    Quando i Lamma cedettero l’attività negli anni Venti del XX secolo, subentrò una società di Venezia che proseguì l’attività fino alla chiusura.


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    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 01/04/2008

  10. #20
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    Predefinito Quando la mortadella era un cibo da signori

    E' OPINIONE diffusa che la mortadella e il salame siano cibi per tavole povere, mentre su quelle dei ricchi c’è il prosciutto o il culatello.
    Oggi è così, ma qualche secolo fa era esattamente il contrario.
    Ne abbiamo la prova inconfutabile in un bando del Comune di Bologna del 21 dicembre 1614 che conteneva le norme relative ai prezzi di alcuni generi alimentari: il bando fu emanato per garantire ai forestieri e ai pellegrini, che sarebbero passati da Bologna in occasione dell’Anno Santo, di non essere vittime di profittatori pagando prezzi altissimi per vitto e alloggio.
    Il bando conteneva la tabella dei prezzi massimi da applicarsi ai forestieri:
    il prosciutto doveva essere venduto a non più di 4 bolognini per ogni libbra (pari a 362 grammi), il salame a 12 e la mortadella a ben 14 bolognini!
    Dunque, la mortadella costava quasi il triplo del prosciutto.
    Le ragioni vanno ricercate nei costi di produzione, scesi quando la produzione passò da artigianale a industriale.
    Un’altra ragione va ricercata nella fama che aveva acquistato: la ricevettero in dono importanti personaggi, la propagandarono gli studenti stranieri nei loro Paesi, ne fu promotore involontario a Roma Prospero Lambertini quando divenne Papa.
    Non per nulla fu chiamata ‘la Bologna’.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 08/04/2008

 

 
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