NEL LUGLIO del 1866 il ‘Monitore di Bologna’ presentò con evidenza la pubblicità davvero curiosa dell’ ‘Acqua minerale salino magnesiaca del Navile
di Bologna’ e che trascriviamo integralmente: «A notizia di chiunque si partecipa che l’acqua suddetta oltre a spacciarsi nella Casa ove è la fonte, in via Porto Navile n. 997 e 998 (oggi via del Porto), si vende pure dal Confetturiere Borgognoni in via Borgo Salamo (oggi via Farini) dirimpetto a piazza Cavour e nella farmacia Bonavia Clemente a capo della via Vetturini (oggi via Ugo Bassi).
Conservando poi la suddetta acqua in ogni stagione inalterate le sue proprietà salutari, così giornalmente nella suddetta via Porto Navile si prosegue la bibita per chi ama berla sul luogo e tosto estratta dal pozzo, ed a quest’effetto lo stabilimento è aperto tutti i giorni dalla levata del sole al tramonto».
Dunque, a Bologna si vendeva — anche in farmacia! — un’acqua ‘minerale’ che si prelevava da un pozzo al porto Navile e che aveva — secondo la pubblicità — ‘proprietà salutari’.
E ciò accadeva dopo che fra il 1855 ed il 1866 a Bologna vi erano stati 5000 morti per il colera.
Ma siamo sicuri che dal 1866 ad oggi altre acque minerali non siano state prelevate da pozzi simili a quello del Porto Navile?
Di Marco Poli www.marcopoli.it
Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 12/02/2008




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