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Discussione: Cose d'altri tempi

  1. #1
    Mulino Bianco
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    Predefinito Cose d'altri tempi

    Continuo con la storia e le tradizioni bolognesi.

    Ogni settimana, sempre sul Carlino di Bologna, c'è una rubrica di Marco Poli dal titolo Cose d'altri tempi in cui vengono simpaticamente raccontati storia e aneddoti della Bologna che fu.



    Luglio 1917: il sindaco Zanardi inaugura le scuole Fortuzzi

    IL 22 LUGLIO del 1917 il sindaco di Bologna, Francesco Zanardi, inaugurò le scuole Fortuzzi all’interno dei Giardini Margherita. Durante il suo mandato (1914-19), basato sul programma ‘pane e alfabeto’, Francesco Zanardi, coadiuvato dall’assessore alla Pubblica Istruzione, Mario Longhena, sviluppò, come mai in precedenza, il sistema scolastico bolognese. In quei cinque anni gli asili passarono da 7 a 38, le elementari ebbero 50 maestri in più, la refezione si allargò ad altre 15 sezioni, il doposcuola ebbe 8 sezioni in più, si aprirono 12 nuovi giardini d’infanzia. E poi, novità assoluta, le ‘scuole all’aperto’ per bambini gracili e affetti da malattie: la prima fu la scuola Fortuzzi, cui seguì quella di Casaglia. Ma chi era Fortuzzi? Fernando Fortuzzi, nato a Bologna nel 1886, fu soldato nel 7° Reggimento Fanteria e morì nell’ospedale Dante di Udine per peritonite il 4 dicembre 1916. Era celibe e il suo mestiere era quello di facchino. Fu autodidatta e con sacrificio
    si acculturò. Fu eletto consigliere comunale e richiamato in guerra morì, esattamente come il collega di palazzo d’Accursio, l’avvocato Luca Antonio Tosi Bellucci, entrambi socialisti. Oggi la scuola Fortuzzi è una elementare statale a tempo pieno.

    Di: Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Edizione di Bologna - 11/12/2007

  2. #2
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    Predefinito

    esatto zeus, cose d'altri tempi, quando scendere in campo significava farlo per passione e ideali nobili.
    Zanardi è stato però anche il sindaco dell'ultimazione dello scempio della distruzione delle mura di Bologna e, solo grazie all'intervento di personaggi eminenti della cultura dell'epoca, oggi sono rimaste almeno le porte (e non tutte).
    Ricordiamo che il motivo "pratico" dell'abbattimento delle mura era quello di creare spazi edificabili da vendere ai ricchi dell'epoca, infatti i viali sono contornati di ville maestose del primo novecento. A onor del vero l'ideale "nobile" era quello di risolvere la crisi economica e la fame del ceto meno abbiente, dando un lavoro socialmente utile e pagando i lavoratori con i proventi della vendita dei terreni.
    Io però sono un fervente nostalgico della cinta muraria.

  3. #3
    Mulino Bianco
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    Predefinito E la signora scodellò il bebè sul tram della linea 15

    IL 18 FEBBRAIO 1917 la signora E. F. di San Giovanni in Persiceto, al nono mese di gravidanza, venne a Bologna in treno con la sorella. Prese il tram numero 15 per andare in piazza Vittorio Emanuele (piazza Maggiore), ma dopo pochi minuti, in via Indipendenza, la signora sentì degli inequivocabili sintomi e fu soccorsa dai viaggiatori: quando il tram giunse in piazza Nettuno, la donna aveva già partorito una bimba fra l’emozione dei soccorritori, un impiegato delle ferrovie e la levatrice Giovanna Coletti che, fortunatamente, si trovava sul tram. In piazza, alcuni viaggiatori si precipitarono nel cortile di palazzo d’Accursio dove era la sede dei vigili del fuoco ed ottennero che un loro mezzo trasportasse la donna e la neonata al Sant’Orsola dove entrambe furono trovate in ottima salute. Il padre, un soldato di fanteria, fu l’ultimo ad apprendere la notizia.
    Un altro episodio di parto curioso avvenne la notte del 10 febbraio 1944: una donna che risiedeva a San Luca si precipitò alla stazione della funivia per essere portata a Bologna e poi in ospedale a causa — sosteneva — di una terribile colica renale. La funivia non fece in tempo a giungere al pilone che la donna aveva già partorito un maschietto.

    Di: Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - ed. Bologna - 18/12/2007

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  4. #4
    Mulino Bianco
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    Predefinito Quanti bei progetti 20 anni fa all’ombra delle Torri

    VENT’ANNI fa chiuse il Central bar, morì lo scultore Cleto Tomba, la tazzina del caffè aumentò a 800 lire, i commercianti dovettero dotarsi del registratore di cassa, la T fu chiusa al passaggio anche di bus e taxi.
    Ma la notizia più importante per Bologna fu quella che diede il ‘Carlino’ del 5 aprile sotto il titolo ‘Una ricetta per il 2000’ e sottotitolo ‘Pioggia di miliardi su Bologna’.
    Infatti, il governo aveva stanziato più di mille miliardi per finanziare numerosi progetti presentati dal Comune.
    Ed ecco i progetti: terza corsia dell’autostrada Bologna-Rimini, terza corsia della tangenziale di Bologna con prolungamento fino a Ozzano Emilia, nuova Bazzanese fino a Ponte Ronca, nuova Porrettana, raddoppio della ferrovia Bologna-Porretta Terme, terza corsia autostradale da Casalecchio a Sasso Marconi, nuova camionabile tra Bologna e Firenze, avvio dell’Alta Velocità, Servizio ferroviario integrato regionale, nuova stazione centrale, metropolitana leggera, strada Lungosavena, parcheggi sotterranei, Centro Alimentare, potenziamento dell’aeroporto.
    Il lettore può individuare che cosa è stato realizzato (molto) e quali progetti invece sono rimasti sulla carta: ma almeno potrà convenire che vent’anni fa si pensava in grande.

    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 27/12/2007

  5. #5
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    Predefinito La ‘Befana del vigile’ si è eclissata

    NEGLI ANNI ’30 del secolo scorso, a Bologna iniziò la consuetudine di fare un dono ai vigili urbani in occasione del Capodanno, usanza che fu chiamata ‘Befana del vigile’.
    L’iniziativa fu ‘inventata’ dal ‘Reale Automobile Club d’Italia’ che in dicembre inviava ai propri soci una lettera invitandoli ad aderire alla «simpatica iniziativa» a favore dei vigili urbani che «ogni giorno con abnegazione e cortesia assolvono il delicato compito di regolamento del traffico stradale, ufficio alle volte ingrato e sempre faticoso».
    Fin dalla vigilia di Natale, i cittadini portavano i doni, come espressione di «riconoscenza e di plauso», attorno alla pedana sulla quale i vigili dirigevano il traffico negli incroci o ‘crocicchi’.
    L’iniziativa della ‘Befana del vigile’ si protrasse fino agli Anni ’70. Poi improvvisamente scomparve.
    Viene da chiedersi: come mai la Befana ha smesso di occuparsi dei vigili urbani? Ha deciso che non lo meritano e piuttosto che portare carbone si è eclissata? Oppure non vedendoli ai ‘crocicchi’ e nemmeno altrove pensa che siano scomparsi? C’è una caduta di considerazione della gente verso i vigili urbani? O è il cambiamento di costume che fa ritenere gesti di questo tipo anacronistici e superflui? A voi la risposta.

    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 03/01/2008

  6. #6
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    Predefinito Un giornale radio di cinque secoli fa

    IL 16 OTTOBRE 1596 un bolognese intraprendente, Pietro Vecchi, s’inventò un lavoro assolutamente originale.
    Infatti, quel giorno, Vecchi inviò al Senato bolognese una domanda per essere autorizzato ad esercitare il servizio di lettura al pubblico delle notizie che giungevano da Roma e da Venezia.
    Pietro Vecchi, infatti, era convinto che esistessero molte persone desiderose di essere informate di ciò che accadeva fuori Bologna. Del resto, gli avvenimenti cittadini erano noti attraverso la comunicazione orale: davanti alle fontane, ai mulini o nei mercati le persone si fermavano a parlare scambiandosi informazioni su quanto accadeva in città.
    Le notizie, forse approssimative e forse colorite da annotazioni personali, si trasmettevano di bocca in bocca e così la gente sapeva ciò che era accaduto a Bologna.
    Ed ecco l’idea di Pietro Vecchi di aprire un locale all’interno del quale dare lettura, a pagamento, delle notizie provenienti dai corrieri che giungevano da varie parti d’Italia.
    Pare che il progetto non sia andato in porto: ma l’idea di Pietro Vecchi di dar vita ad una sorta di ‘giornale radio’ (o ‘pay radio’ visto che era a pagamento)
    fu davvero notevole: anticipò le gazzette e si dimostrò un innovatore della comunicazione.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 08/01/2008

  7. #7
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    Predefinito Maggio 1907: Sos monnezza per lo sciopero degli spazzini

    PER MOLTI bolognesi, fino a poche settimane fa la parola ‘monnezza’ evocava l’ispettore Nico Giraldi, interpretato dall’attore cubano Tomas Milian in una serie di film d’azione che ebbero un certo successo; infatti, da noi, la parola che si usa per identificare i rifiuti è ‘rusco’.
    La memoria dei bolognesi di oggi non conserva alcuna immagine che possa paragonarsi nemmeno lontanamente a quelle napoletane che abbiamo visto in questi giorni.
    Bisogna andare indietro nel tempo quando il Carlino del 10-11 maggio 1907 scriveva: «Ancora ventiquattr’ore di lordura simile e avremo a Bologna la pestilenza».
    Era accaduto che il ‘Corpo degli spazzini’, già organizzati in sindacato, era entrato in sciopero per ottenere un aumento di stipendio, fermo dal 1904, da lire 1,70 a lire 2 al giorno.
    Lo sciopero di alcuni giorni aveva ridotto la città ‘in condizioni antigieniche e indecorose’ e ‘alcune strade si erano trasformate in veri immondezzai’.
    Infatti la popolazione lasciava — come si usava — i rifiuti (‘scoviglie’) accanto ai pilastri dei portici da dove gli spazzini poi li prelevavano.
    Qualche anno dopo gli spazzini furono tutti licenziati e il servizio fu appaltato
    ad un privato.
    Ma su discariche e rifiuti bolognesi torneremo la settimana prossima.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 15/01/2008


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    Interessantissimo e, naturalmente, attualissimo.

  8. #8
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    Predefinito Quando i cortili privati funzionavano da discariche

    NEL 1890 il Comune di Bologna affidò ad un privato il servizio di raccolta dei rifiuti, di pulizia delle strade e dei portici e di annaffiamento delle strade.
    I rifiuti raccolti venivano ammassati provvisoriamente in cortili di edifici privati, presi in affitto ad hoc dall’appaltatore: i cortili erano in via Frassinago, via Torleone, via Santa Croce e via del Borgo.
    Passate ventiquattr’ore, giungevano dei carri per raccogliere i rifiuti e scaricarli poi su un terreno fuori porta di proprietà dell’appaltatore.
    I rifiuti ‘umidi’ venivano ‘riciclati’ in quanto venduti come concime agli agricoltori.
    Nel 1909 il Comune cambiò la ditta appaltatrice e l’incarico passò alla ditta Zamboni: il servizio fu simile al precedente salvo il fatto che ai cortili privati furono sostituite, come stazioni di scarico temporaneo, tre aree fuori porta e come discarica un terreno fuori porta Zamboni, l’ex ‘Lunetta Alvisi’.
    In questa fase, gli accresciuti costi di trasporto dei rifiuti in campagna e la comparsa dei concimi chimici frenarono il riciclo agricolo dei rifiuti.
    Fu così che il Comune deliberò una sperimentazione: incenerirli con un forno predisposto da una ditta tedesca.
    Il forno venne costruito in via Vezza, ma dopo pochi mesi si rivelò un fallimento.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 22/01/2008

  9. #9
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    Predefinito Il barbiere Luigi Piana e la sua ‘macchina volante’

    LUIGI PIANA, barbiere di 56 anni, per oltre vent’anni aveva lavorato con passione alla costruzione di una ‘macchina volante’: secondo quanto ci riferisce nella sua ‘Cronaca di Bologna’ Enrico Bottrigari, la macchina era ‘composta di due globi, l’uno piccolo sovrapposto ad uno grande, caricati a gas idrogeno, con un ombrello che, situato superiormente’, aveva il doppio scopo di impedire ‘un troppo rapido innalzamento’ e fungesse da paracadute in caso di caduta precipitosa. Per realizzare questa ‘macchina aereostatica’ il Piana si era indebitato fino al collo nonostante alcune generose sovvenzioni da cittadini privati.
    Nel maggio del 1847 Piana decise di compiere il volo partendo dalla Montagnola: lo strano pallone si alzò tra gli applausi del folto pubblico fin quando una corrente d’aria lo portò in pochi minuti fuori Porta San Vitale. Piana attese una corrente contraria che per fortuna arrivò e lo riportò a Porta Galliera e da lì alla Montagnola, luogo di partenza. Il Cardinal Legato lo premiò con del denaro. Qualche giorno dopo Piana tentò un nuovo volo: s’innalzò molto più in alto e le correnti lo portarono a Vergato. Dopo qualche ora riuscì a tornare a Bologna dove fu portato in trionfo come il vero erede di Francesco Zambeccari.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 29/01/2008

  10. #10
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    Predefinito E il Governatore decretò: precedenza a chi viene da destra

    NEI PROMESSI Sposi, Alessandro Manzoni nel ricordare la giovinezza di Lodovico, il futuro fra’ Cristoforo, narrò l’episodio (cap. IV) in cui il giovane era per strada e vedendo arrivare dalla parte opposta ‘un signor tale arrogante e soverchatore di professione’ disse: ‘Fate luogo’. E l’altro: ‘Fate luogo voi. La dritta è mia’. E Lodovico: ‘Co’ vostri pari, è sempre mia’.
    Dalle parole si passò ai coltelli e alla fine rimase ucciso un compagno di Lodovico.
    Da quel momento iniziò il pentimento che lo portò a prendere i voti e a diventare fra’ Cristoforo.
    Che anche a Bologna accadessero episodi simili lo dimostra il fatto che il 21 febbraio 1573 il Governatore di Bologna emanò un ‘bando sulla precedenza’ al fine di ‘ovviare alle contese e alterazioni che facilmente possono nascere, come per esperienza si è visto molte volte, così nell’andare come nello scontrarsi le persone’.
    Il Governatore decise che in tutti i casi di persone a piedi, a cavallo o carrozze e cocchi in movimento, fosse obbligatorio dare la precedenza a chi proveniva da destra; mentre per le persone che si incrociavano camminando, fu deciso semplicemente che occorresse buon senso e serenità.
    Chi avesse ‘attaccato briga’ per ragioni di precedenza sarebbe stato espulso dalla città.


    Di Marco Poli www.marcopoli.it

    Da: Il Resto del Carlino - Ed. Bologna - 05/02/2008


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    Un po' quello che succede anche oggi, insomma

 

 
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