E' giusto il picchettaggio? Prendendo spunto da quello che è successo con i camionisti.
E' giusto il picchettaggio? Prendendo spunto da quello che è successo con i camionisti.


L'opzione "non devono lavorare ma li conciamo lo stesso perchè han pensato di lavorare" non c'è?


Quello non è picchettaggio , è violenza in pieno stile fascista, ma fatela finita!
Picchiare i propri colleghi, denigrare quelli che provengono da altre parti d'europa, danneggiare milioni di lavoratori in tutti i settori, addirittura far rischiare a migliaia di operai la cassintegrazione!!!! Dove sarebbe la solidarietà di classe?
Da parte mia nessuna solidarietà verso i padroncini, gli imprenditori a metà che ciucciano i soldi dalle tasche dello Stato, nessuna solidarietà per le corporazioni che lottano solo per prevalere sugli altri lavoratori!
Ognuno, se svincolato da ordini di partito, di sindacato, comunemente e democraticamente accettati, fa' quel cacchio che gli pare.
Lo si impara sin dal liceo, quando c'è uno sciopero: se non hai voglia di partecipare, di saltare la lezione, o di prendere freddo, hai tutto il diritto di startene a scuola e seguire le lezioni. Ci mancherebbe altro.


Ma che domande sono...certo che il picchettaggio è una forma di lotta lecita ed efficace e magari la classe lavoratrice si riappropriasse a tutti i livelli dei suoi metodi tradizionali di azione!!! Immaginiamo cosa succederebbe se i trasportatori pubblici, gli operai, gli insegnanti, gli impiegati incociassero le braccia per una settimana impedendo ai colleghi crumiri di lavorare, invece di fare gli sciopericchi "simbolici" di 2 ore come impongono i confederali nel pieno rispetti delle "compatibilità" produttive. Da questo punto di vista i camionisti hanno solo dato una lezione di come si conduce una lotta per piegare la controparte.
Se poi si misura tutto col metro della legalità "borghese" allora tutte le conquiste del movimento operaio andrebbero condannate come illegali dal momento che per la maggior parte sono state ottenute violando le regole dell'ordine costituito.
Più ostinata e intransigente è la controparte -e l'arroganza raggiunta oggi dai padroni è ai suoi massimi storici- più la lotta deve essere dura e compatta. Forse qualcuno si aspetta che i padroni della Thyssenkroup pagheranno di fronte alla giustizia borghese per le loro malefatte??
Ricordate lo sciopero selvaggio degli autoferrotranvieri milanesi o i picchetti operai alla Fiat di Melfi? Due esempi di battaglie vinte con metodi di lotta durissimi decisi e votati in assemblee autoconvocate contro la volontà dei rispettivi vertici sindacali.
Quanto ai camionisti, andrei cauto nel considerare tutte le rivendicazioni della piccola borghesia come reazionarie o corporative. I comunisti dovrebbero prestare molta attenzione anche al malessere che serpeggia tra i piccoli proprietari e pianificare un loro intervento in quei settori delicati più esposti alla crisi economica e allo strapotere della grande distribuzione, per non lasciarli in balia della demagogia di destra e tentare di stabilire una comunicazione tra le rivendicazioni del lavoro salariato e quelle della piccola borghesia salassata dal carovita.
Non di solo lavoro salariato sono fatte le rivoluzioni...

